{"id":14620,"date":"2010-05-28T00:00:00","date_gmt":"2010-05-27T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/parlamento-europeo-alloffensiva-sulla-politica-estera\/"},"modified":"2017-11-03T15:36:59","modified_gmt":"2017-11-03T14:36:59","slug":"parlamento-europeo-alloffensiva-sulla-politica-estera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/05\/parlamento-europeo-alloffensiva-sulla-politica-estera\/","title":{"rendered":"Parlamento europeo all&#8217;offensiva sulla politica estera"},"content":{"rendered":"<p>Il Parlamento europeo non \u00e8 pi\u00f9 una Cenerentola in materia di politica estera e di difesa. Se ne sono accorti non solo gli Stati membri e le altre istituzioni dell\u2019Unione europea, ma anche gli americani. Forte dei suoi nuovi poteri di controllo sull\u2019Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza (AR), l&#8217;Assemblea di Strasburgo sta facendo la voce grossa nel negoziato con AR e i governi nazionali su organizzazione e funzionamento del nuovo Servizio europeo per l\u2019azione esterna (Seae). Ma rivendica anche una maggiore voce in capitolo sulle missioni dell\u2019Unione, finora quasi del tutto sottratte al suo controllo. Non \u00e8 ancora chiaro, tuttavia, quanto i nuovi poteri che il Trattato di Lisbona attribuisce al PE gli consentiranno di dare un contribuito coerente ed efficace alla politica estera europea.<\/p>\n<p><b>Nuovi poteri<\/b><br \/>\nAll\u2019inizio di febbraio l\u2019attuale segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha chiamato il presidente del Parlamento europeo Jerzy Buzek per perorare un voto favorevole dell\u2019Assemblea di Strasburgo al c.d. accordo Swift sul trasferimento agli Usa di dati bancari di cittadini Ue nell\u2019ambito della lotta al terrorismo. L\u201911 febbraio scorso il PE ha tuttavia votato a larga maggioranza contro l\u2019accordo, che non \u00e8 quindi potuto entrare in vigore. Le due parti sono state costrette a negoziare su un nuovo testo. In effetti il Trattato di Lisbona ha esteso il potere di codecisione del PE a una serie di nuove politiche interne, fra cui quelle riguardanti lo \u201cspazio di libert\u00e0, sicurezza e giustizia\u201d, conferendogli il potere di veto sugli accordi internazionali che le riguardano.<\/p>\n<p>Altre due novit\u00e0 rilevanti del trattato di Lisbona &#8211; la creazione dell\u2019Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza, che \u00e8 anche vicepresidente della Commissione, e il Servizio europeo per l\u2019azione esterna (Seae) &#8211; aprono interessanti spazi di azione per il PE. Il nuovo Alto rappresentante, ad esempio, in quanto membro della Commissione, \u00e8 soggetto, unitamente agli altri commissari, al voto di approvazione del Parlamento e individualmente ad un\u2019audizione preliminare sempre presso il PE. L\u2019Alto rappresentante ha inoltre il dovere di tenere il PE costantemente aggiornato sui principali sviluppi in materia di politica estera, di sicurezza e difesa e, novit\u00e0 significativa, dovr\u00e0 provvedere \u201caffinch\u00e9 le opinioni del Parlamento europeo siano debitamente prese in considerazione.\u201d (art. 36 Tue).<\/p>\n<p><b>Controllo democratico<\/b><br \/>\nMostrando di voler utilizzare le nuove possibilit\u00e0 offerte dal Trattato di Lisbona, il PE ha riproposto il problema del controllo democratico (<i>accountability<\/i>) sulla politica estera, di sicurezza e difesa. Proprio in questi giorni si sta discutendo a Bruxelles una proposta \u2013 sulla quale non c\u2019\u00e8 per\u00f2 ancora accordo \u2013 per definire il ruolo del PE nel controllo democratico della politica estera e di sicurezza. La proposta, che \u00e8 stata formulata su sollecitazione dello stesso PE, precisa alcuni degli atti sui quali il Parlamento sar\u00e0 consultato, come ad esempio le strategie e il mandato delle missioni dell&#8217;Ue all&#8217;estero finanziate dal bilancio comune. In effetti, il ruolo del PE in materia di missioni civili e militari \u00e8 sempre stato estremamente ridotto. Il potere maggiore su cui finora ha potuto fare leva \u00e8 quello di bilancio, che si applica per\u00f2 solo alle missioni civili. Il documento propone inoltre un\u2019estensione del finora limitato accesso dei parlamentari europei alle informazioni confidenziali in materia di missioni.<\/p>\n<p>Il PE \u00e8 comunque intenzionato a insistere per un\u2019estensione delle proprie prerogative in una fase in cui anche altri elementi del quadro istituzionale stanno cambiando. Il 31 marzo scorso, infatti, \u00e8 stato deciso che l\u2019Unione dell&#8217;Europa occidentale (Ueo) terminer\u00e0 le sue funzioni, e con essa anche l\u2019Assemblea interparlamentare preposta al controllo sulla politica di sicurezza e difesa dell\u2019Ue. Si \u00e8 quindi aperto un dibattito sulla soluzione istituzionale per sostituire l\u2019Assemblea parlamentare dell\u2019Ueo: creare un nuovo organo transnazionale oppure favorire il coordinamento in altre forme tra i parlamenti nazionali? Anche in questo caso, il PE sembra intenzionato a far sentire la propria voce, rivendicando un accrescimento del suo ruolo.<\/p>\n<p><b>La battaglia sul nuovo Servizio diplomatico europeo<\/b><br \/>\nAnche l\u2019intenso negoziato in corso tra il PE da un lato e AR e governi nazionali dall\u2019altro sull\u2019organizzazione e il funzionamento del Seae conferma che il PE mira a conquistare pi\u00f9 spazio in politica estera. Il Parlamento ha solo un ruolo \u201cconsultivo\u201d sulla decisione istitutiva del Seae, ma ha un potere di co-decisione su due punti fondamentali: la modifica del bilancio dell\u2019Ue (bilancio rettificativo) necessaria a dar vita al bilancio autonomo del Servizio e lo statuto del personale del Seae. Legando queste due questioni su cui ha competenza a co-decidere a quelle pi\u00f9 generali su cui invece ha un ruolo meramente consultivo (organizzazione e funzionamento del Seae), il Parlamento \u00e8 oggi a un passo dal suo obiettivo politico di fondo: avere voce in capitolo anche sul merito del bilancio del Seae e accrescere i suoi poteri di controllo su alcune delle nomine pi\u00f9 importanti.<\/p>\n<p>Il Parlamento ha ottenuto altri risultati. Su sua richiesta, \u00e8 stato parzialmente ridimensionato il ruolo del Segretario generale che sar\u00e0 al vertice del Servizio (la candidatura fino ad oggi pi\u00f9 accreditata \u00e8 quella dell\u2019Ambasciatore di Francia a Washington, Pierre Vimont); si \u00e8 concordato che i capi delle delegazioni dell\u2019Ue all\u2019estero pi\u00f9 strategiche saranno ascoltati dalla Commissione affari esteri del PE dopo essere stati nominati, ma prima che assumano l\u2019incarico presso la nuova sede; ed \u00e8 stato stabilito che le delegazioni dell\u2019Ue si doteranno di una persona che funger\u00e0 da collegamento con il Parlamento europeo.<\/p>\n<p>Il Parlamento non \u00e8 tuttavia riuscito ad ottenere n\u00e9 che il Seae fosse inserito interamente all\u2019interno della Commissione (proposta che fin dall\u2019inizio era sembrata utopistica e in contrasto con la lettera del Trattato) n\u00e9 che i vicesegretari generali fossero di nomina politica e dunque pi\u00f9 direttamente controllabili dal PE. La struttura finale del Servizio sar\u00e0 comunque il risultato di un ampio accordo inter-istituzionale, la cui concreta attuazione costituir\u00e0 anche il pi\u00f9 importante banco di prova del nuovo equilibrio politico-istituzionale previsto dal trattato di Lisbona. Secondo le previsioni pi\u00f9 realistiche, il negoziato con il PE si concluder\u00e0 entro la fine di giugno, il che potrebbe consentire l\u2019adozione da parte del Consiglio della decisione sull&#8217;istituzione del Seae entro luglio. Bilancio del Servizio e statuto del personale saranno approvati solo dopo l\u2019estate.<\/p>\n<p>Il nuovo dinamismo del PE in politica estera e non solo, \u00e8 una novit\u00e0 certamente positiva. Anche alla luce dell\u2019ulteriore calo dell\u2019affluenza alle urne registratosi nelle elezioni europee di giugno 2009, \u00e8 fondamentale che le forze politiche del Parlamento europeo utilizzino a fondo le numerose potenzialit\u00e0 contenute nel Trattato di Lisbona per accrescere il ruolo politico-istituzionale del PE. Ma anche per rafforzare legittimit\u00e0 democratica, coerenza e dimensione sopranazionale della politica estera dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>M. Comelli, R. Matarazzo: <a href=\"http:\/\/www.iai.it\/pdf\/DocIAI\/iai1010.pdf\" target=\"_blank\"><u><b>La coerenza della politica estera europea alla prova: il nuovo Servizio europeo per l\u2019azione esterna<\/b><\/u><\/a><\/p>\n<p>M. Comelli, F. Zanon: <a href=\"http:\/\/www.iai.it\/pdf\/DocIAI\/iai0934.pdf\" target=\"_blank\"><u><b>Democratic Legitimacy and accountability of Esdp operations<\/b><\/u><\/p>\n<p>R. Matarazzo: <\/a><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1424\" target=\"_blank\"><u><b>Braccio di ferro sul Servizio diplomatico europeo<\/b><\/u><\/a><a href=\"http:\/\/www.iai.it\/pdf\/DocIAI\/iai0934.pdf\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>J. Leone: <\/a><a href=\" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1435\" target=\"_blank\"><u><b>I nuovi poteri del Parlamento Europeo e il deficit democratico dell\u2019Ue<\/b><\/u><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Parlamento europeo non \u00e8 pi\u00f9 una Cenerentola in materia di politica estera e di difesa. Se ne sono accorti non solo gli Stati membri e le altre istituzioni dell\u2019Unione europea, ma anche gli americani. 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