{"id":14710,"date":"2010-06-08T00:00:00","date_gmt":"2010-06-07T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-tabu-nucleare-si-rafforza-dopo-la-svolta-di-obama\/"},"modified":"2017-11-03T15:36:58","modified_gmt":"2017-11-03T14:36:58","slug":"il-tabu-nucleare-si-rafforza-dopo-la-svolta-di-obama","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/06\/il-tabu-nucleare-si-rafforza-dopo-la-svolta-di-obama\/","title":{"rendered":"Il tab\u00f9 nucleare si rafforza dopo la svolta di Obama"},"content":{"rendered":"<p>Uno dei temi centrali della Conferenza di riesame del Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp),  che si  \u00e8 recentemente conclusa con successo a New York, \u00e8 stato il rilancio delle cosiddette \u201cgaranzie negative di sicurezza\u201d in virt\u00f9 delle quali gli stati che posseggono l\u2019arma nucleare si impegnano a non usarla contro quelli che vi hanno rinunciato ai sensi del trattato. Tale tipo di garanzia, che corrisponde ad una sorta di \u201ccopertura assicurativa\u201d per gli Stati non militarmente nucleari, non \u00e8 contemplata dal trattato stesso. Si \u00e8 cercato pertanto negli ultimi decenni di venire incontro a quella che viene generalmente riconosciuta come una legittima aspettativa dei paesi che hanno rinunciato all\u2019arma nucleare. Nel Piano di Azione concordato al termine della recente Conferenza di New York, un apposito capitolo viene dedicato a tale tipo di garanzia che diviene ora l\u2019oggetto di una serie di \u201cazioni\u201d che dovranno essere poste in essere dalla comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p><b>Svolta negli Usa<\/b><br \/>Questo risultato \u00e8 frutto di un lungo lavoro di preparazione cui hanno contribuito anche l\u2019Italia e l\u2019Unione europea. Ma nelle settimane precedenti la Conferenza, un importante impulso \u00e8 stato dato, in particolare, dagli Stati Uniti. Nel recente riesame della \u201c<i>posture<\/i>\u201d nucleare americana,  spicca infatti un  nuovo approccio  che prevede in particolare che gli Usa, se attaccati con armi chimiche e biologiche, non userebbero l\u2019arma atomica. Scatenerebbero una risposta \u201cdevastante\u201d e farebbero pagare penalmente le conseguenze del loro gesto ai dirigenti politici e ai capi militari del paese attaccante, ma la risposta militare avverrebbe impiegando le sole armi convenzionali.<\/p>\n<p>Alcuni commentatori giudicano che non vi sia granch\u00e9 di nuovo nell\u2019annuncio americano. A ben guardare, per\u00f2, gli elementi di novit\u00e0 appaiono significativi. Il principale \u00e8 che mai in passato gli Usa avevano esternato una posizione tanto articolata su un tema cos\u00ec delicato. Henry Kissinger, in un recente articolo, sostiene che essa \u00e8 divenuta persino troppo esplicita. Per la prima volta l\u2019America si impegna non solo a non usare l\u2019arma nucleare, ma anche a non minacciarne l\u2019uso.<\/p>\n<p>Anche l\u2019abbandono della tradizionale ambiguit\u00e0 della risposta in caso di attacco con armi chimiche e biologiche costituisce una novit\u00e0. Le misure nei confronti dei responsabili politici e militari di un attacco chimico o biologico sembrano rivelare un\u2019accresciuta fiducia nella giustizia penale internazionale. Si d\u00e0 inoltre concreta applicazione a una delle novit\u00e0 principali della \u201cdottrina Obama\u201d enunciata nello storico discorso di Praga dello scorso anno che \u00e8 la riduzione del ruolo delle armi nucleari nelle strategia di sicurezza. Ci si avvicina infatti al concetto della dissuasione convenzionale.<\/p>\n<p><b>L\u2019arma atomica come extrema ratio   <\/b><br \/>L\u2019impiego dell\u2019arma nucleare non \u00e8 invece escluso quale deterrente nei confronti di paesi giudicati  inadempienti ai sensi del Tnp che volessero attaccare gli Usa o loro alleati e partner con armi convenzionali o chimico\/biologiche (non stupisce pertanto che Teheran abbia subito protestato per questo annuncio americano). Lo stesso trattamento varrebbe, beninteso, nei confronti dei paesi che all\u2019arma atomica non hanno rinunciato, ma non pi\u00f9 nei confronti degli eventuali alleati di questi ultimi che si unissero ad un attacco contro gli Usa o loro alleati. Si sottolinea  da parte americana, che l\u2019uso del nucleare sarebbe contemplato comunque solo in circostanze estreme per difendere gli interessi vitali degli Usa, alleati e partner.<\/p>\n<p>La nuova \u201c<i>posture<\/i>\u201d non giunge sino a sposare, come alcuni auspicavano, il principio del \u201cnon primo uso\u201d (<i>no first use<\/i>) dell\u2019arma nucleare, che ammette il ricorso a tale arma solo in risposta ad un attacco nucleare. Tuttavia gli Usa si avvicinano, senza adottarlo esplicitamente, al criterio del cosiddetto \u201c<i>sole purpose<\/i>\u201d e cio\u00e8 all\u2019idea che l\u2019arma nucleare abbia come unico scopo la dissuasione: un obiettivo che essi dichiarano ora di perseguire.<\/p>\n<p><b>Nuovo slancio<\/b><br \/>Il cambiamento di rotta degli Stati Uniti sulla strategia nucleare non potr\u00e0 non avere un impatto anche sul concetto strategico che \u00e8 in fase di rielaborazione in sede Nato. Ha intanto contribuito a creare quel clima di maggiore fiducia che a sua volta ha consentito, per la prima volta negli ultimi dieci anni, di raggiungere un risultato consensuale in ambito Tnp su ciascuno dei tre pilastri su cui si fonda il Trattato (non-proliferazione, disarmo e usi pacifici dell\u2019energia nucleare) come anche sulla delicata questione di un\u2019area priva di armi nucleari e di distruzione di massa in Medio Oriente.<\/p>\n<p>L\u2019Italia aveva, con preveggenza, focalizzato la propria attenzione sul tema della garanzie negative di sicurezza presentando un apposito documento sin dalla prima sessione preparatoria del Tnp nel 2007. Con il risultato ora raggiunto a New York, si potr\u00e0 dare un nuovo slancio alla questione delle garanzie negative accrescendo la sicurezza dei paesi che hanno effettivamente rinunciato all\u2019arma atomica,  contribuendo al consolidamento della sicurezza anche a livello globale.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>S. Silvestri: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1450\" target= \"blank\"><b><u>L\u2019opzione zero di Obama e il futuro della dissuasione nucleare<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>N. Ronzitti: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1412\" target= \"blank\"><b><u> Armi nucleari americane in Italia: che fare?<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>C. Trezza: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1432\" target= \"blank\"><b><u>Obama-Medvedev, ritorno al futuro<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>E. Greco: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1118\" target= \"blank\"><b><u>La stella polare dell\u2019opzione zero<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei temi centrali della Conferenza di riesame del Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp), che si \u00e8 recentemente conclusa con successo a New York, \u00e8 stato il rilancio delle cosiddette \u201cgaranzie negative di sicurezza\u201d in virt\u00f9 delle quali gli stati che posseggono l\u2019arma nucleare si impegnano a non usarla contro quelli che vi hanno [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[72,126,101],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14710"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14710"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14710\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61550,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14710\/revisions\/61550"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14710"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14710"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14710"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}