{"id":14750,"date":"2010-06-11T00:00:00","date_gmt":"2010-06-10T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-magro-bilancio-di-zapatero\/"},"modified":"2017-11-03T15:36:58","modified_gmt":"2017-11-03T14:36:58","slug":"il-magro-bilancio-di-zapatero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/06\/il-magro-bilancio-di-zapatero\/","title":{"rendered":"Il magro bilancio di Zapatero"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 stato un semestre cruciale per la vita politica continentale quello che sta volgendo al termine sotto la presidenza spagnola dell\u2019Ue: il complesso esordio del Trattato di Lisbona, con le nuove figure del Presidente permanente del Consiglio e dell&#8217;Alto Rappresentante\/Vicepresidente della Commissione; l&#8217;annunciato avvio della Strategia 2020, sulle riforme economiche e sociali dell\u2019Ue; il tracollo finanziario della Grecia che ha colpito le borse e i bilanci pubblici europei, mettendo in dubbio il futuro stesso della moneta unica. Il primo luglio il premier spagnolo Zapatero passer\u00e0 le consegne della presidenza di turno al primo ministro belga appena eletto, ma con un bilancio al di sotto sia delle ambizioni che delle aspettative.<\/p>\n<p><b>Debolezza strutturale<\/b><br \/>Il governo spagnolo voleva sfruttare la presidenza di turno sia per dare un po\u2019 di fiato a un\u2019economia nazionale che a gennaio offriva qualche timidissimo segnale di ripresa, sia per caratterizzare in senso sociale l\u2019avvio dell\u2019Ue fuori dalla crisi. Il suo programma puntava sull&#8217;estensione dei diritti sociali e civili come spina dorsale della Strategia 2020 dell\u2019Ue, per \u201caprire una nuova era per l&#8217;Europa e sfruttare la posizione della Spagna per rafforzare i legami economici e culturali dell&#8217;Ue con l&#8217;America Latina e il Marocco.<\/p>\n<p>Si \u00e8 trattato di un approccio volontarista che non ha tardato ad infrangersi contro la dura realt\u00e0 dei fatti. I dati economici della Spagna non sono migliorati (disoccupazione al 20%, deficit a +11,4%), e indicano che il paese iberico \u00e8 sempre pi\u00f9 il vero malato dell\u2019area euro. Cos\u00ec la Spagna si \u00e8 ritrovata praticamente commissariata dall&#8217;Eurogruppo (i ministri delle Finanze della zona euro): il Fondo di riscatto di 750 miliardi di euro rappresenta una garanzia per la sostenibilit\u00e0 del bilancio nazionale. In cambio, Zapatero ha dovuto adottare un programma di tagli draconiano, secondo per intensit\u00e0 solo a quello greco e accelerare il processo di fusione tra le indebitatissime casse di risparmio spagnole. Ciononostante il premio di rischio per i titoli del debito pubblico spagnolo ha toccato a fine maggio il suo massimo storico.<\/p>\n<p>La fragilit\u00e0 spagnola si \u00e8 riflettuta anche sullo scenario europeo, condizionandolo parzialmente: la presidenza di turno \u00e8 rimasta al margine di molte decisioni importanti, che sono state discusse tra Berlino e Francoforte e &#8211; nelle occasioni migliori &#8211; concordate con la Commissione e il presidente stabile Van Rompuy; il negoziato con gli stati sul Servizio europeo di azione esterna \u00e8 invece stato condotto prevalentemente da Catherine Ashton e dal Parlamento europeo, con uno scarso ruolo spagnolo.<\/p>\n<p><b>Politica estera mutilata<\/b><br \/>La presidenza Zapatero \u00e8 stata la prima a sperimentare la \u201ccoabitazione\u201d con il nuovo presidente permanente dell\u2019Ue: secondo il galateo costituzionale quest&#8217;ultimo presiede tutti i vertici, tranne quelli che si svolgono nel paese del presidente di turno. La Spagna prevedeva di organizzare circa 350 incontri a alto livello, a cui sarebbero stati invitati anche i membri del governo della Turchia, in omaggio all&#8217;impegno spagnolo per un pi\u00f9 rapido ingresso di questo paese nell&#8217;Ue; un&#8217;azione che, come era prevedibile, non ha minimamente scalfito la freddezza franco-tedesca sul tema. Tra le riunioni in programma, risaltavano quelle con Stati Uniti, America Latina, Unione per il Mediterraneo e Marocco, ma anche in questo ambito le cose non sono andate come previsto.<\/p>\n<p>L\u2019atteggiamento di Barack Obama nei confronti dell\u2019Ue riflette le difficolt\u00e0 dell\u2019equilibrio di poteri post-Lisbona, enfatizzate dalla crisi economica: quando ha voluto parlare con l&#8217;Europa, il presidente americano ha telefonato ad Angela Merkel, mentre a Washington ha incontrato Van Rompuy prevalentemente per discutere di energia nucleare. Obama ha invece deciso di annullare la conferenza Ue-Usa gi\u00e0 stabilita per fine maggio a Madrid, e  ha chiamato Zapatero solo alla vigilia della presentazione al Parlamento spagnolo di un ingente piano di risanamento economico per incoraggiarlo a perseverare nelle riforme.<\/p>\n<p>Stessa sorte ha subito il vertice dell&#8217;Unione per il Mediterraneo (UpM) programmato per inizio giugno. Erede del Partenariato euro-mediterraneo e nata per iniziativa francese, l\u2019UpM \u00e8 sempre stata tenuta in grande considerazione dalla diplomazia spagnola, che ne ha anche ottenuto la sede ufficiale (Barcellona). Il negoziato al suo interno si \u00e8 per\u00f2 interrotto per opera dei paesi arabi a partire dall&#8217;occupazione di Gaza da parte di Israele, nel dicembre 2008, e oggi ristagna con scarsissime prospettive di ripresa, almeno nel breve termine (vedi <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1460\" target= \"blank\"><b><u>articolo<\/u><\/b><\/a>).<\/p>\n<p> I vertici con Marocco (7 marzo) e America Latina e Caraibi (15-19 maggio) si sono invece svolti regolarmente, ma con risultati scarsi. L&#8217;unico apprezzabile effetto del vertice con il Marocco \u00e8 stato l&#8217;impegno assunto da quest\u2019ultimo per l&#8217;autonomia della zona del Sahara occidentale; il secondo vertice \u00e8 stato invece viziato dalle polemiche per l&#8217;annunciato taglio di 600 milioni alla cooperazione spagnola, che venivano largamente destinati al Sudamerica. L&#8217;obiettivo di normalizzare i rapporti con Cuba (l&#8217;unico paese dell&#8217;area che non ha un accordo di cooperazione con l&#8217;Ue) nell&#8217;arco del semestre, non \u00e8 stato infine raggiunto. Ue e Mercosur hanno comunque ribadito la volont\u00e0 di proseguire i negoziati in vista di un accordo di libero scambio, che per il momento deve tuttavia misurarsi con una folta pattuglia di paesi contrari, capeggiati  dalla Francia.<\/p>\n<p><b>Strategia 2020<\/b><br \/>L&#8217;approvazione rapida degli obiettivi della Strategia 2020 (le riforme economiche europee per i prossimi dieci anni) era un&#8217;altra delle priorit\u00e0 della presidenza spagnola. Il consenso sul documento si era rivelato problematico gi\u00e0 in gennaio, quando la proposta spagnola di punire con sanzioni gli stati che non avessero mantenuto gli impegni previsti nella Strategia aveva mandato su tutte le furie la Germania, bench\u00e9 uno dei motivi del naufragio della vecchia Strategia di Lisbona fosse proprio la mancanza di idonei strumenti sanzionatori.<\/p>\n<p>La riunione del 27 marzo (ultima disponibile prima delle elezioni inglesi che hanno visto l\u2019uscita di scena del principale alleato di Zapatero, Gordon Brown) si \u00e8 chiusa con un accordo su tre dei cinque obiettivi proposti dalla Commissione: aumento del tasso di occupazione, degli investimenti nella ricerca (al 3% del Pil), dell&#8217;impegno contro il cambiamento climatico (la famosa quota 20-20-20). Ma nessuna sanzione \u00e8 stata prevista per chi non rispetta i parametri. Tra gli obiettivi su cui non c&#8217;\u00e8 consenso, la presidenza spagnola sta cercando di superare gli attriti con i paesi dell&#8217;Est sulla lotta alla povert\u00e0: saranno fornite tre diverse definizioni del fenomeno, e ogni stato potr\u00e0 scegliere all&#8217;interno di quale operare. La lotta all&#8217;abbandono scolastico ha invece provocato la richiesta di rinvio tedesca; si tenter\u00e0 nuovamente l&#8217;accordo nel Consiglio del 17 giugno, mentre per ora l&#8217;impegno di Zapatero per includere l&#8217;uguaglianza di genere tra gli obiettivi non ha sortito effetti.<\/p>\n<p><b>Un trattato paracadute<\/b><br \/>Il tentativo di utilizzare la tribuna della presidenza di turno dell&#8217;Ue per scopi principalmente domestici, influenzando l&#8217;evoluzione istituzionale con temi caratterizzanti (uguaglianza di genere, diritti sociali) o promuovendo gli interessi commerciali e diplomatici del paese, si \u00e8 rivelato un boomerang per Zapatero, anche a causa della debolezza politico-economica in cui versa attualmente la Spagna.<\/p>\n<p>Il Trattato di Lisbona, varato a costo di tanti compromessi, ha marcato un primo punto a suo favore: senza la nuova architettura costituzionale, soprattutto senza un Presidente del Consiglio permanente che agisca secondo una strategia politica sovranazionale e non vincolata a sei mesi, l&#8217;edificio europeo sarebbe stato ancor pi\u00f9 in balia delle debolezze e delle gelosie dei singoli stati. Si tratta di una fondamentale assicurazione sulla vita dell&#8217;Ue: il Belgio, che dovr\u00e0 esprimere la prossima presidenza di turno, \u00e8 in crisi politica da diversi anni e in piena transizione in seguito alle elezioni parlamentari del 13 giugno. L&#8217;Europa non avrebbe potuto permettersi dodici lunghi mesi di debolissima guida politica in uno dei momenti pi\u00f9 rilevanti della sua storia recente.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>M. Comelli, R. Matarazzo: <a href= \" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1462\" target= \"blank\"><b><u>Parlamento europeo all&#8217;offensiva sulla politica estera <\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 stato un semestre cruciale per la vita politica continentale quello che sta volgendo al termine sotto la presidenza spagnola dell\u2019Ue: il complesso esordio del Trattato di Lisbona, con le nuove figure del Presidente permanente del Consiglio e dell&#8217;Alto Rappresentante\/Vicepresidente della Commissione; l&#8217;annunciato avvio della Strategia 2020, sulle riforme economiche e sociali dell\u2019Ue; il tracollo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[118],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14750"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14750"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14750\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":66948,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14750\/revisions\/66948"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14750"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14750"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14750"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}