{"id":14820,"date":"2010-06-18T00:00:00","date_gmt":"2010-06-17T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lue-si-ricompatta-allinsegna-del-rigore\/"},"modified":"2017-11-03T15:36:56","modified_gmt":"2017-11-03T14:36:56","slug":"lue-si-ricompatta-allinsegna-del-rigore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/06\/lue-si-ricompatta-allinsegna-del-rigore\/","title":{"rendered":"L&#8217;Ue si ricompatta all&#8217;insegna del rigore"},"content":{"rendered":"<p>Dopo una raffica di vertici di crisi, convocati d\u2019urgenza per salvare la Grecia e l\u2019euro, finalmente un vertice sulla crisi nei tempi giusti della diplomazia internazionale e senza drammatiche accelerazioni. L\u2019Ue dei 27 esce dal Consiglio europeo del 17 giugno \u2018ricompattata\u2019, dopo una stagione di divisioni e di polemiche, dichiarando unanime soddisfazione per i risultati dell\u2019incontro e trovandosi unita sulla linea comune da portare a G8 e G20 della prossima settimana: una tassa sulle transazioni finanziarie e maggiori controlli sulle banche, con le quali \u00e8 l\u2019ora dei conti dopo la fase dei salvataggi. <\/p>\n<p>Se i Grandi del mondo ci stanno, bene; se no, \u201candiamo avanti da soli\u201d, dicono, all\u2019unisono, il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy, riconciliati dopo gli screzi sulla manovra tedesca, e persino l\u2019esordiente premier britannico ed euro-tiepidissimo David Cameron, che s\u2019\u00e8 presentato ribadendo \u201cl\u2019impegno europeo\u201d del Regno Unito, senza rinunciare alla difesa \u201cdei propri interessi nazionali e delle proprie linee rosse\u201d.<\/p>\n<p><b>Il mantra dell\u2019\u201dausterity\u201d<\/b><br \/>Pure l\u2019Italia sostiene di avere i suoi motivi di soddisfazione: la sorveglianza sui bilanci nazionali, d\u2019ora in poi, terr\u00e0 maggiormente conto della &#8220;sostenibilit\u00e0 complessiva&#8221; del debito pubblico; il che pu\u00f2 essere un vantaggio, visto il livello particolarmente basso del debito privato italiano. Il ministro dell\u2019economia Giulio Tremonti definisce \u201cstraordinario\u201d il successo del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che, in realt\u00e0, \u00e8 suo. Ma in conferenza stampa, il presidente del Vertice, Herman Van Rompuy, deve andarsi a rileggere le conclusioni, per ritrovare e ricordarsi il passaggio in cui si fa cenno al nuovo approccio per la valutazione delle politiche di bilancio.<\/p>\n<p>Di approfondimento dell\u2019integrazione, il Consiglio europeo non ha n\u00e9 tempo n\u00e9 voglia di occuparsi, anche per evitare di mettere a nudo le divisioni. Ma le conclusioni contengono qualche apertura interessante: \u201cRafforzare il coordinamento delle politiche economiche costituisce una priorit\u00e0 fondamentale e urgente\u201d, dopo che \u201cla crisi ha fatto emergere chiare lacune nella nostra governance economica, specie per la sorveglianza di bilancio e, pi\u00f9 in generale, quella macroeconomica\u201d. L\u2019obiettivo del governo economico della zona euro, cio\u00e8 il completamento con l\u2019Unione monetaria all\u2019Unione economica, voluto soprattutto da Parigi, resta, per il momento, \u2018incapsulato\u2019 nel generico \u201crafforzare il coordinamento\u201d.<\/p>\n<p>Ma non era, forse, n\u00e9 l\u2019ora n\u00e9 il momento di parlarne: a Bruxelles, i leader dei 27 si presentavano come a una sorta di concorso di virtuosit\u00e0, vantando ciascuno il rigore delle misure prese per battere la crisi, contenere i deficit e rafforzare l\u2019euro. \u201cLa mia manovra \u00e8 pi\u00f9 austera della tua\u201d \u00e8 lo slogan del \u2018carosello\u2019 dell\u2019Unione che tira la cinghia. Il Consiglio doveva consentire all\u2019Ue di presentarsi unita agli appuntamenti in Canada del G8 e del G20, il 25 e 26 giugno, e c\u2019\u00e8 in sostanza riuscito.<\/p>\n<p><b>La spina belga<\/b><br \/>Ai Vertici mondiali, l\u2019Europa e l\u2019euro sono componenti essenziali di qualsiasi strategia internazionale di risanamento e di rilancio: bisognava fare l\u2019ennesimo sforzo per convincere i mercati finanziari della capacit\u00e0 di contenere il debito e di consolidare l\u2019euro, migliorando il coordinamento delle politiche economiche e dando un giro di vite alla disciplina di bilancio.<\/p>\n<p>Il Vertice segna, di fatto, la fine del semestre di presidenza di turno spagnola del Consiglio dell\u2019Ue: il primo luglio, Jos\u00e9 Luis Zapatero  passer\u00e0 le consegne al nuovo premier belga, ammesso che, dopo il voto del 13 giugno, un governo sia gi\u00e0 stato formato. Per il momento, re Alberto ha affidato l\u2019incarico esplorativo al leader \u2018secessionista\u2019 fiammingo Bart De Wever, che potrebbe, per\u00f2, consegnare il mandato di premier al socialista vallone Elio Di Rupo. Difficile, per\u00f2, che i negoziati vadano in porto in due settimane, dopo che le elezioni politiche di domenica scorsa hanno ulteriormente frantumato un quadro politico nazionale gi\u00e0 sconnesso. \u00c8 difficile pure immaginarsi che, nonostante la sua indubbia vocazione europeista, un Belgio che cammina lungo il crinale della separazione fra valloni e fiamminghi possa farsi tedoforo dell\u2019approfondimento dell\u2019integrazione.<\/p>\n<p>Il bilancio della presidenza di turno spagnola \u00e8 al di sotto delle attese e delle ambizioni. Il compito del governo di Madrid \u00e8 stato reso molto pi\u00f9 complicato dall\u2019esplosione del \u2018caso Grecia\u2019 e dal fatto che la Spagna sia stata fra i Paesi pi\u00f9 direttamente minacciati dalla crisi dell\u2019euro e, in particolare, dal \u2018contagio greco\u2019. Inoltre, Madrid ha sperimentato la \u2018coabitazione\u2019 della presidenza \u2018rotante\u2019 con le nuove figure istituzionali introdotte dal Trattato di Lisbona: il presidente \u2018stabile\u2019 del Consiglio europeo, il belga Van Rompuy, la cui figura e il cui peso sono cresciuti in questo mese, soprattutto in forza dell\u2019azione di mediazione fra i 27 sulla risposta alla crisi economico\/finanziaria, e il \u2018ministro degli esteri\u2019 europeo, la britannica lady Ashton, che ha, invece, lasciato una sorta di vuoto alla guida della diplomazia europea, forse perch\u00e9 assorbita dalla nascita del Servizio di azione esterna. Inoltre, il cambio della guardia a Downing Street non migliora certo l\u2019influenza della Ashton, laburista, sull\u2019unico governo che poteva darle davvero credito e sostegno.<\/p>\n<p><b>Rinvio del Servizio diplomatico<\/b><br \/>Sul tavolo dei capi di Stato o di Governo dei 27, c\u2019erano pure a Bruxelles documenti sui temi caldi dell\u2019attualit\u00e0 internazionale, dal Medio Oriente, dopo il cruento blitz di Israele il 31 maggio contro un convoglio di attivisti filo-palestinesi diretto a Gaza, ai rapporti con l\u2019Iran, dopo che il 10 giugno l\u2019Onu ha varato nuove sanzioni. Le misure dell\u2019Ue contro il regime di Teheran saranno pi\u00f9 dure di quelle delle Nazioni Unite e i singoli Stati potranno pure andare oltre, colpendo gas e petrolio. Altre decisioni spicciole: il s\u00ec dei leader ai negoziati di adesione dell\u2019Islanda, in corsia di sorpasso rispetto a tutti gli altri candidati \u2013possiamo fare  29 nel 2012, forse anche con la Croazia -, e all\u2019adesione dell\u2019Estonia all\u2019euro &#8211; faremo 17 il 1\u00b0 gennaio 2011.<\/p>\n<p>Fra i risultati del Vertice di Bruxelles, non era atteso e non c\u2019\u00e8 stato il lancio del nuovo Servizio europeo di azione esterna (Seae), perch\u00e9 l\u2019accordo di massima delineatosi fra le istituzioni deve ancora essere formalizzato da un voto del Parlamento europeo, che non ci sar\u00e0 prima di settembre. Fra i punti da chiarire, c\u2019\u00e8 quello della natura della \u2018diplomazia europea\u2019, che molti Stati membri vogliono il pi\u00f9 possibile indipendente dalla Commissione e con il proprio bilancio, mentre il Parlamento la intende come emanazione dell\u2019Esecutivo e ad esso strettamente collegato &#8211; il che gli consentirebbe di farsi ascoltare di pi\u00f9. Resta inoltre da stabilire il rapporto di presenze tra funzionari europei \u2018in servizio permanente effettivo\u2019 e diplomatici nazionali \u2018in prestito temporaneo\u2019 (al massimo per dieci anni, \u00e8 la proposta attuale). E ci sono infine preoccupazioni sulla continuit\u00e0 e la coerenza della politica di sviluppo dell\u2019Ue, soprattutto se il Seae dovesse costituire una sorta di entit\u00e0 a s\u00e9.<\/p>\n<p>Un\u2019ipotesi che adesso piace \u00e8 quella di lanciare il nuovo Servizio, che dovrebbe disporre a pieni ranghi di 6\/700 persone, il primo dicembre, a un anno esatto dall\u2019entrata in vigore del Trattato di Lisbona: il simbolismo della coincidenza farebbe passare in secondo piano il fatto di avere consumato molti mesi in diatribe nazionali e personali.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>R. Pennisi: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1475\" target= \"blank\"><b><u>Il magro bilancio di Zapatero<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>M. Comelli, R. Matarazzo: <a href= \" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1462\" target= \"blank\"><b><u>Parlamento europeo all&#8217;offensiva sulla politica estera<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo una raffica di vertici di crisi, convocati d\u2019urgenza per salvare la Grecia e l\u2019euro, finalmente un vertice sulla crisi nei tempi giusti della diplomazia internazionale e senza drammatiche accelerazioni. 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