{"id":14910,"date":"2010-07-01T00:00:00","date_gmt":"2010-06-30T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/carbone-senza-alternative-in-africa\/"},"modified":"2017-11-03T15:36:54","modified_gmt":"2017-11-03T14:36:54","slug":"carbone-senza-alternative-in-africa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/07\/carbone-senza-alternative-in-africa\/","title":{"rendered":"Carbone senza alternative in Africa"},"content":{"rendered":"<p>La comunit\u00e0 internazionale \u00e8 profondamente divisa sulla portata del surriscaldamento globale e sugli interventi necessari a mitigarne gli effetti. Oltre a definire una posizione nell\u2019ambito delle trattative multilaterali, i governi sono chiamati a fornire risposte a questioni pi\u00f9 contingenti, ma che hanno spesso notevoli implicazioni politiche, economiche e sociali. Il dilemma, riassumibile nella formula \u201ctutela dell\u2019ambiente o diritto allo sviluppo\u201d, \u00e8 tornato a manifestarsi recentemente, quando la Banca Mondiale ha dovuto prendere una decisione sulla richiesta di un finanziamento di 3,75 miliardi di dollari per la realizzazione di un impianto energetico, avanzato dall\u2019impresa sudafricana Eskom con l\u2019appoggio delle istituzioni nazionali. <\/p>\n<p> <b>Acquiescenza<\/b><br \/>Pomo della discordia \u00e8 il carbone, il combustibile altamente inquinante che Eskom intende utilizzare per alimentare il nuovo impianto nella citt\u00e0 settentrionale di Medupi. Le miniere del paese sono colme di questo materiale che, ad onta degli sforzi degli ambientalisti, continua a fornire energia a buon mercato non solo ai paesi emergenti, ma anche, nel silenzio generale, agli Stati Uniti e ad alcuni membri dell\u2019Unione europea. Quando la centrale lavorer\u00e0 a pieno regime, si stima che pi\u00f9 di 25 tonnellate di diossido di carbonio finiranno nell\u2019atmosfera ogni anno, con buona pace di quei paesi che stanno cercando di limitarle assoggettandosi a vincoli e tetti. Si prevede, inoltre, che 40 nuove miniere saranno aperte sul territorio sudafricano per permettere l\u2019alimentazione dell\u2019impianto.<\/p>\n<p>Il ministro delle Finanze sudafricano, Pravin Gordhan, ha difeso con decisione il progetto sulla base di  un ragionamento condiviso da molti sia nei paesi in via di sviluppo che in quelli industrializzati: \u201cPer sostenere i tassi di crescita dobbiamo creare posti di lavoro, e non abbiamo altra scelta se non aumentare la capacit\u00e0 energetica, basandoci su quello che, per ora, rimane la nostra fonte pi\u00f9 abbondante ed economica: il carbone\u201d. Questo combustibile presenta indubbi vantaggi: prezzo concorrenziale, ampia disponibilit\u00e0, prossimit\u00e0 tra luogo d\u2019estrazione e d\u2019utilizzo. Tutto ci\u00f2 lo rende un\u2019 opzione pi\u00f9 facile e conveniente degli altri idrocarburi, per non parlare delle fonti rinnovabili. Tuttavia, alcuni paesi sviluppati impegnati nella lotta contro il surriscaldamento globale hanno esercitato pressioni sulla Banca Mondiale per impedirle di finanziare un\u2019opera foriera di tante emissioni aggiuntive.<\/p>\n<p><b>Costi e benefici<\/b><br \/>Negli Stati Uniti tre influenti membri del Congresso, tra cui l\u2019ex candidato democratico alla Casa Bianca, John Kerry, hanno indirizzato una lettera al presidente dell\u2019istituzione finanziaria internazionale ricordandogli che, se \u00e8 urgente appagare le necessit\u00e0 energetiche dell\u2019Africa, una visione di lungo periodo impone di tener conto dei danni provocati dal surriscaldamento globale.<\/p>\n<p>Il prestito \u00e8 poi stato approvato, di fatto anche grazie all\u2019astensione di 5 direttori sui 24 totali, tra cui i rappresentanti di Stati Uniti e Italia in seno alla Banca Mondiale: una scelta, questa, che ha indotto Bjorn Lomborg, dalle colonne del <i>Wall Street Journal<\/i>, a definire Obama finalmente \u201cragionevole\u201d in merito alle politiche ambientali.<\/p>\n<p>Il fronte degli avversari del progetto non \u00e8 omogeneo: ne fanno parte anche alcune organizzazioni della societ\u00e0 civile locale, in particolare <i>Earthlife Africa<\/i> e <i>Ground Work<\/i>, che avevano espresso le proprie rimostranze prima dell\u2019approvazione, presentando un reclamo all\u2019Inspection Panel della Banca Mondiale in cui mettevano in guardia contro il negativo impatto socio-ambientale della centrale.<\/p>\n<p>Il progetto della centrale elettrica a carbone di Medupi ha dunque riproposto il contrasto che ha caratterizzato il dibattito ambientale sin dalla fine degli anni \u201960. I paesi in via di sviluppo hanno infatti sempre guardato con scetticismo e sospetto alle rivendicazioni dei movimenti ambientalisti, che pure possono contare su gruppi di attivisti locali e su associazioni spontanee di simpatizzanti.<\/p>\n<p>L\u2019esecutivo sudafricano, per bocca del ministro Barbara Hogan, ha sottolineato il proprio impegno per una riduzione delle emissioni a partire dal 2025: sino a quel momento, non introdurr\u00e0 incentivi agli investimenti puliti, n\u00e9 ostegger\u00e0 le iniziative imprenditoriali foriere di crescita economica, ancorch\u00e9 non ecocompatibili. E, naturalmente, non ratificher\u00e0 accordi internazionali che impongano tetti e altri stringenti vincoli legali.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 \u00e8 che se la Banca Mondiale avesse negato al Sudafrica un finanziamento destinato a migliorare la vita a milioni di persone avrebbe creato una frattura all\u2019interno della comunit\u00e0 internazionale, prestando il fianco all\u2019accusa di voler limitare, attraverso le politiche climatiche, lo sviluppo economico dei paesi emergenti. \u00c8 un dilemma politico che tender\u00e0 inevitabilmente a riproporsi ed \u00e8 facile immaginare che le ragioni dello sviluppo avranno il sopravvento, nella maggior parte dei casi, sulle preoccupazioni ambientali. A chi lotta per tagliare le emissioni non resta che sperare che, grazie alle nuove tecnologiche, il Sudafrica, come altri paesi in via di sviluppo, trovino conveniente, in un futuro non troppo remoto, optare per impianti basati sulle energie alternative o, eventualmente, su quella nucleare.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>   Vedi anche:<\/p>\n<p>C. Corazza: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1348\" target= \"blank\"><b><u>L&#8217;Europa e l&#8217;Italia dopo Copenaghen<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La comunit\u00e0 internazionale \u00e8 profondamente divisa sulla portata del surriscaldamento globale e sugli interventi necessari a mitigarne gli effetti. Oltre a definire una posizione nell\u2019ambito delle trattative multilaterali, i governi sono chiamati a fornire risposte a questioni pi\u00f9 contingenti, ma che hanno spesso notevoli implicazioni politiche, economiche e sociali. 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