{"id":14970,"date":"2010-07-09T00:00:00","date_gmt":"2010-07-08T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-paura-dellimmigrazione-spacca-lamerica\/"},"modified":"2017-11-03T15:36:53","modified_gmt":"2017-11-03T14:36:53","slug":"la-paura-dellimmigrazione-spacca-lamerica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/07\/la-paura-dellimmigrazione-spacca-lamerica\/","title":{"rendered":"La paura dell\u2019immigrazione spacca l\u2019America"},"content":{"rendered":"<p>Nell\u2019America delle libert\u00e0 individuali qualcosa sta cambiando. \u00c8 di met\u00e1 giugno la proposta del senatore dello Stato dell\u2019Arizona, Russell Pearce, di negare la cittadinanza ai figli degli immigrati illegali, attraverso un nuovo provvedimento legislativo, il cosiddetto \u201canchor baby bill\u201d. \u00c8 cos\u00ec denominato perch\u00e9 nasce dal timore che, una volta che un bambino sia divenuto cittadino americano grazie allo <i>ius soli<\/i>, funga da \u201c\u00e0ncora\u201d per una catena di familiari illegali, giustificandone la residenza continuata negli Usa.<\/p>\n<p><b>Sfida allo <i>ius soli<\/i><\/b><br \/>Il senatore Pearce propone che l\u2019Arizona non rilasci pi\u00f9 certificati di nascita con attribuzione automatica della cittadinanza, tranne nel caso in cui almeno uno dei genitori possa provare il proprio status legale nel paese. Secondo Pearce, la pratica di concedere la cittadinanza ai nati sul territorio incentiva gli immigrati illegali a venire negli Stati Uniti solo per far nascere i propri figli quali cittadini di pieno diritto. Nel 2009 una proposta simile era stata avanzata a livello federale da Nathan Deal, repubblicano della Georgia, ma si era poi arenata.<\/p>\n<p>L\u2019impatto di una riforma quale quella proposta da Pearce sarebbe considerevole: secondo una recente stima del Dipartimento per la sicurezza nazionale, gli immigrati illegali residenti negli Stati Uniti al gennaio 2009 erano 10,8 milioni. Nel solo 2008, secondo il Pew Hispanic Center,  3,8 milioni di immigranti illegali hanno dato alla luce bambini con diritto alla cittadinanza statunitense.<\/p>\n<p>La proposta \u00e8 stata aspramente criticata per il suo palese contrasto con il 14mo emendamento della Costituzione americana, risalente al 1868, che sancisce  il diritto alla cittadinanza per tutte le persone nate o naturalizzate su suolo statunitense. Un\u2019interpretazione estensiva dell\u2019emendamento ha permesso, nel tempo, il riconoscimento della cittadinanza a categorie non contemplate originariamente. Pearce difende la costituzionalit\u00e1 della sua proposta, rifacendosi a un\u2019interpretazione del 14mo emendamento secondo \u201cil vero intento della legge\u201d. In effetti, l\u2019introduzione del 14mo emendamento era stata voluta per legalizzare gli schiavi liberati, il cui status giuridico sarebbe rimasto altrimenti indefinito. Prima della sua introduzione, a regolare la materia era il <i>Naturalization Act<\/i> del 1790, che limitava la naturalizzazione a \u201cpersone bianche libere di buona moralit\u00e1\u201d. <\/p>\n<p>All\u2019inizio, ricordano i sostenitori dell\u2019\u201danchor baby bill\u201d, persino i nativi americani non potevano beneficiare del 14mo emendamento, la cui applicazione si \u00e8 nel tempo espansa. La prima sentenza interpretativa risale al 1898 (United States v. Wong Kim Ark): stabil\u00ec che qualunque individuo nato sul territorio degli Stati Uniti, indipendentemente dalla nazionalit\u00e0 dei genitori, poteva diventare cittadino in forza del 14mo emendamento, fatta eccezione per i figli dei diplomatici stranieri. Hanno dunque diritto alla cittadinanza, se nati sul territorio nazionale, i figli di immigrati illegali, ma anche, per esempio, quelli possessori di regolare visto turistico.<\/p>\n<p><b>Controffensiva dell\u2019amministrazione Obama<\/b><br \/>Lo stesso Stato dell\u2019Arizona ha introdotto nell\u2019aprile di quest\u2019anno il SB 1070 (\u201cSupport Our Law Enforcement and Safe Neighborhoods Act\u201d), che, tra le altre cose, prescrive che gli agenti di polizia, nel corso di un \u201clawful stop\u201d (per esempio durante regolari operazioni di monitoraggio del traffico), se hanno il \u201cragionevole sospetto\u201d che la persona sia un immigrato illegale, devono verificare il suo status con il governo federale. La legge ha suscitato non poche critiche, tra cui quella di introdurre il \u201cpersonal profiling\u201d, non ammesso dalla normativa federale vigente: infatti nelle normali operazioni di traffico, a suscitare un \u201cragionevole sospetto\u201d potrebbe essere il colore della pelle, l\u2019accento, il nome etc. I fautori del provvedimento, invece, puntano il dito sulla debolezza dello stato federale in materia, sui costi che l\u2019immigrazione illegale comporta, specialmente agli stati di frontiera (in termini di crimini, costi per il sistema sanitario e per quello carcerario). A loro dire, inoltre, la nuova legge non fa altro che esplicitare principi gi\u00e0 presenti nell\u2019ordinamento. <\/p>\n<p>IL 6 luglio l\u2019amministrazione Obama ha impungato la legge dell&#8217;Ariziona davanti alla corte federale di Phoenix sollevando il dubbio di legittimit\u00e0. E\u2019 la prima volta in assoluto che l\u2019amministrazione fa causa ad uno stato in assenza di una previa legge federale sul tema o di una circostanza eccezionale che legittimi l\u2019azione. In precedenza, in casi simili, il governo federale ha deciso di fare causa ad uno stato solo di fronte a un palese contrasto di legislazioni. Fu questo, ad esempio, il caso del programma federale <i>E-Verify<\/i> che permetteva di verificare elettronicamente l\u2019autorizzazione al lavoro dei dipendenti, e che lo stato dell\u2019Illinois mise al bando sul suo territorio. Nel 2007 il Dipartimento di Sicurezza nazionale fece causa allo Stato dell\u2019Illinois, vincendola. Nella situazione attuale invece, non c\u2019\u00e9 uno statuto federale specifico che si possa sostenere sia stato violato dalla legge dell\u2019Arizona. La teoria giuridica su cui si pu\u00f2  basare l\u2019azione federale \u00e8 quella della \u201csupremacy challenge\u201d: la legge statale viene impugnata per ingiustificata interferenza nel diritto del governo federale di sorvegliare i confini nazionali e di legiferare sulla materia. Quindi il governo federale dovrebbe provare che la legge dell\u2019Arizona ostruisce, invece di aiutare, l\u2019attuazione della politica immigratoria nazionale.<\/p>\n<p><b>Primi boicottaggi<\/b><br \/>Inoltre, dicono i critici, l\u2019azione legale federale \u00e8 pleonastica in quanto sono aperte gi\u00e0 altre cinque azioni legali contro la nuova legge dell\u2019Arizona da parte di associazioni quali l\u2019American Civil Liberties Union (Aclu). La legge \u00e8 stata adottata in aprile ed entrer\u00e0 in vigore il 29 luglio, ma sono gi\u00e0 scattati i primi boicottaggi: le citt\u00e0 di Los Angeles e San Francisco hanno approvato mozioni che proibiscono ai rispettivi governi locali di fare affari con l\u2019Arizona. <\/p>\n<p>La contesa verte su principi giuridici, ma quel che si avverte \u00e8 un diffuso disagio per la difficolt\u00e0 di conciliare l\u2019inclusione di nuovi cittadini &#8211; potenziale forza propulsiva, sia economica che culturale &#8211; con la tutela dei valori fondanti dei paesi di accoglienza, che sono poi uno dei motivi di attrazione per gli stessi immigrati. L\u2019Europa \u00e8 tutt\u2019altro che esente da questo dilemma e, pur nella diversit\u00e1 delle soluzioni proposte, le due coste dell\u2019Atlantico sembrano sempre pi\u00f9 costrette a confrontarsi con gli stessi problemi derivanti dai processi di globalizzazione e dalle reazioni politiche e sociali che essi innescano.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>F. Pastore: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1335\" target= \"blank\"><b><u>Immigrazione: cosa vogliono davvero le opinioni pubbliche<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>R. Matarazzo: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=997\" target= \"blank\"><b><u>Se in Europa e in America cresce la paura dell\u2019immigrazione<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019America delle libert\u00e0 individuali qualcosa sta cambiando. \u00c8 di met\u00e1 giugno la proposta del senatore dello Stato dell\u2019Arizona, Russell Pearce, di negare la cittadinanza ai figli degli immigrati illegali, attraverso un nuovo provvedimento legislativo, il cosiddetto \u201canchor baby bill\u201d. \u00c8 cos\u00ec denominato perch\u00e9 nasce dal timore che, una volta che un bambino sia divenuto cittadino [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[91,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14970"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14970"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14970\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63510,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14970\/revisions\/63510"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14970"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14970"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14970"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}