{"id":15000,"date":"2010-07-13T00:00:00","date_gmt":"2010-07-12T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-baronessa-arrancante\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:52","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:52","slug":"la-baronessa-arrancante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/07\/la-baronessa-arrancante\/","title":{"rendered":"La baronessa arrancante"},"content":{"rendered":"<p>Dov\u2019\u00e8 Lady Ashton? E, soprattutto, che fa? Sono domande imbarazzanti, a quasi un anno dalla sua inaspettata e sorprendente nomina ad Alto Rappresentante della politica estera dell\u2019Ue. Alla prima domanda si potrebbe sbrigativamente rispondere che non si trova quasi mai dove dovrebbe essere. Dopo l\u2019attacco delle teste di cuoio israeliane alla nave turca diretta a Gaza ci si sarebbe aspettato che l\u2019Alto Rappresentante, al di l\u00e0 delle parole di circostanza, considerasse quello che alcuni ministri degli esteri europei, da Frattini a Kouchner, hanno in animo di fare: andare in visita a Gaza per verificare se e come pu\u00f2 essere ripristinato l\u2019aiuto internazionale ai palestinesi.<\/p>\n<p> <b>Assenze<\/b><br \/>Ci saremmo anche aspettati di vedere la Ashton a fianco del ministro degli Esteri spagnolo Moratinos a Cuba, per sostenerlo nel negoziato sulla liberazione dei dissidenti cubani, fatto di grande importanza per l\u2019Europa, che preme da sempre sul regime castrista affinch\u00e9 rinunci alla repressione del dissenso interno. N\u00e9 abbiamo visto traccia della Ashton in Africa e in particolare in uno dei paesi di maggiore preoccupazione per l\u2019Unione europea e per l\u2019Onu, la Somalia, che \u00e8 interessata da due missioni europee, una navale, Atalanta, contro la pirateria, l\u2019altra, Eutm, per l\u2019addestramento dell\u2019esercito del Governo Federale di Transizione somalo. Abbiamo, \u00e8 vero, apprezzato la dichiarazione della baronessa sull\u2019andamento democratico delle elezioni nel Somaliland, ma d\u2019altro canto deve essere ancora nominato il Rappresentante speciale dell\u2019Ue per il Corno d\u2019Africa, la cui istituzione fu decisa l\u2019anno scorso dal Consiglio Ue. <\/p>\n<p> Ancora pi\u00f9 stupefacente \u00e8 stata la recente visita del nuovo Presidente del Consiglio Europeo, Herman van Rompuy, in una delle regioni di interesse strategico e politico per l\u2019Ue, i Balcani, ove egli ha trattato in prima persona i maggiori dossier sul tavolo, dai rapporti con Kosovo e Serbia alle questioni di confine e bancarie fra Slovenia e Croazia.<\/p>\n<p><b>Paura di sbagliare<\/b><br \/>Certo, l\u2019impegno primario della Ashton \u00e8 stato di dare vita al barocco Servizio europeo di azione esterna (Seae). I suoi sforzi si sono concentrati soprattutto qui, oltre che nell\u2019organizzare il suo staff. \u00c8 in effetti convinzione di tutti, e sicuramente della Ashton, che una vera politica estera e di sicurezza comune (Pesc) potr\u00e0 manifestarsi appieno solo allorch\u00e9 saranno approntati i necessari strumenti d\u2019azione. Per dirla con il parlamentare europeo Elmar Brok, il nuovo servizio permetter\u00e0 all\u2019Unione di diventare \u201ca global player instead of a payer\u201d. Nessuno sottovaluta la difficolt\u00e0 di questo impegno. E lo stesso Parlamento Europeo, nella discussione sul Seae, ha voluto affermare con forza il suo ruolo in materia di politica estera, il che ha finito per allungare i tempi della decisione sul nuovo servizio. <\/p>\n<p>Ma come tutti ben sappiamo, l\u2019Ue \u00e8 chiamata ad affrontare impegnative sfide di politica estera e non pu\u00f2 certo permettersi il lusso di aspettare il completamento delle procedure politico-amministrative. Le crisi si affrontano subito, quando occorrono, e la politica estera \u00e8 fatta anche di forti simbolismi, di coraggio personale, di visioni strategiche, di dichiarazioni tempestive, di presenza nei momenti difficili. Nulla di tutto ci\u00f2 si \u00e8 ancora intravisto a Bruxelles: sembra che la Ashton sia ancora nella fase iniziale di un difficile processo di apprendimento, timorosa di esporsi e di sbagliare.<\/p>\n<p><b>Horror vacui<\/b><br \/>Il vero guaio di questo incomprensibile atteggiamento \u00e8 che, in mancanza di azione, i vuoti vengono riempiti da altri. Sia esso il ministro degli esteri della presidenza di turno spagnola, Moratinos, a Cuba o, ci\u00f2 che \u00e8 ancora pi\u00f9 inquietante, il Presidente del Consiglio Europeo Van Rompuy in Bosnia.<\/p>\n<p> \u00c8 qui la vera sfida. Bisogna infatti ricordarsi che il Trattato di Lisbona assegna un ruolo centrale all\u2019Alto Rappresentante nella gestione della politica estera, di sicurezza e anche di difesa europea. Mentre al Presidente del Consiglio europeo affida, nel campo della Pesc, generiche competenze di rappresentanza dell\u2019Ue, fatte salve le prerogative dell\u2019Alto Rappresentante. Ma se quest\u2019ultima non si  muove, \u00e8 chiaro che il Presidente finir\u00e0 per occupare tutti gli spazi lasciati liberi. Ci\u00f2 non \u00e8 esattamente nello spirito del Trattato, che intendeva invece favorire una \u201ccomunitarizzazione\u201d della Pesc attraverso una figura di congiunzione fra metodo intergovernativo e comunitario, l\u2019Alto Rappresentante appunto.<\/p>\n<p>Se invece prevarr\u00e0, fra i nuovi organi istituzionali, il Presidente del Consiglio Europeo, saranno gli aspetti pi\u00f9 prettamente intergovernativi a dettare l\u2019agenda in politica estera. Esattamente l\u2019opposto di quanto si \u00e8 cercato di ottenere, dal Trattato di Maastricht a quello di Lisbona, portando la Pesc il pi\u00f9 vicino possibile all\u2019ambito comunitario e agli interessi unitari dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>G. Gramaglia: <a href='https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1400' target='_blank'><b><u> Lady Ashton, passi falsi e scelte sbagliate<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>R. Matarazzo: <a href='https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1488' target='_blank'><b><u>Servizio diplomatico europeo ai nastri di partenza<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dov\u2019\u00e8 Lady Ashton? E, soprattutto, che fa? Sono domande imbarazzanti, a quasi un anno dalla sua inaspettata e sorprendente nomina ad Alto Rappresentante della politica estera dell\u2019Ue. Alla prima domanda si potrebbe sbrigativamente rispondere che non si trova quasi mai dove dovrebbe essere. 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