{"id":15120,"date":"2010-07-28T00:00:00","date_gmt":"2010-07-27T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/medioriente-senza-armi-nucleari\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:50","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:50","slug":"medioriente-senza-armi-nucleari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/07\/medioriente-senza-armi-nucleari\/","title":{"rendered":"Medioriente senza armi nucleari?"},"content":{"rendered":"<p>La disputa sul programma nucleare iraniano ha riproposto il problema della proliferazione delle armi di distruzione di massa in Medio Oriente. Con il processo di pace da tempo in stallo, gli equilibri regionali potrebbero definitivamente saltare qualora Teheran si dotasse di un arsenale nucleare. Il rischio \u00e8 che si scateni una corsa agli armamenti che potrebbe coinvolgere, oltre a Iran e Israele, anche Arabia Saudita, Egitto, Siria e Turchia, infliggendo un colpo letale al gi\u00e0 traballante regime di non-proliferazione. <\/p>\n<p>Proprio per scongiurare un tale scenario, la Conferenza di riesame del trattato di non-proliferazione (Tnp), tenutasi a maggio a New York, ha rilanciato la proposta di costituire una zona libera da armi di distruzione di massa in Medio Oriente. Per la prima volta tutti gli stati partecipanti alla conferenza hanno riconosciuto la necessit\u00e0 di procedere verso quest\u2019obiettivo; una volont\u00e0 espressa nel documento finale adottato per consenso. Tuttavia, molti restano i punti ancora da chiarire, primo su tutti la disponibilit\u00e0 di Israele a procedere con il disarmo del suo arsenale nucleare.<\/p>\n<p><b>Lunga marcia <\/b><br \/>L\u2019idea di costituire una <i>Nuclear Weapons Free Zone <\/i>(Nwfz) in Medio Oriente non \u00e8 nuova. La prima proposta fu presentata dall\u2019Iran, con il sostegno dell\u2019Egitto, all\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite gi\u00e0 nel 1974. La bozza di risoluzione fu approvata con 138 voti a favore, nessuno contrario e due astenuti: Israele e Birmania. Successivamente, alla quinquennale Conferenza di riesame del Tnp del 1995, la Nwfz fu inserita nel documento finale, in un\u2019apposita risoluzione sul Medio Oriente che includeva tutte le armi di distruzione di massa (<i>Weapons of Mass Destruction Free Zone<\/i> \u2013 Wmdfz). Da allora, l\u2019iniziativa non ha avuto sviluppi anche a causa dello stallo del processo di pace.<\/p>\n<p>Recentemente per\u00f2 la Wmdfz \u00e8 tornata di attualit\u00e0. L\u2019appello del presidente Obama a lavorare per \u201cun mondo libero dalle armi nucleari\u201d espresso nel discorso di Praga dello scorso anno, ha riacceso il dibattito anche sui progetti di disarmo regionale, in particolare su quelli riguardanti il Medio Oriente. Nel documento finale della conferenza di riesame del Tnp del maggio scorso gli stati parte si sono impegnati a organizzare una conferenza nel 2012 per discutere delle misure da intraprendere per il disarmo e la non-proliferazione in Medio Oriente. Allo stato attuale, tuttavia, la Wmdfz appare un obiettivo estremamente difficile da raggiungere dati i molti ostacoli e resistenze politiche da superare.<\/p>\n<p><b>Ambiguit\u00e0 di Israele<\/b><br \/>   Israele ha sempre considerato la bomba atomica come lo strumento ultimo per garantire la propria sicurezza nazionale nei confronti dei suoi vicini arabi e dell\u2019Iran, di cui teme le capacit\u00e0 offensive. Sebbene Israele non abbia mai ufficialmente ammesso il possesso dell\u2019arma nucleare \u2013 si stima che abbia tra le 100-200 testate \u2013 la \u201cnon-negazione\u201d rappresenta il pilastro della sua politica di deterrenza. Questa <i>nuclear ambiguity <\/i>\u00e8 giustificata da diverse ragioni. In primo luogo, una dichiarazione ufficiale sul possesso del nucleare metterebbe in forte imbarazzo gli Stati Uniti, che da una parte sono impegnati nella difesa di Israele (un impegno ribadito sia nella Strategia di sicurezza nazionale pubblicata a maggio, sia nelle dichiarazioni ufficiali successive alla Conferenza di riesame) e dall\u2019altro vogliono preservare il regime di non-proliferazione. In secondo luogo, essa rischierebbe di scatenare una corsa al nucleare tra altri stati mediorientali.<\/p>\n<p>La posizione di Israele riguardo alla Nwfz rispecchia in tutto e per tutto questa impostazione: non \u00e8 contraria in linea di principio, ma non \u00e8 disposta a discuterne fintanto che i suoi vicini non riconoscano lo stato ebraico e non rinuncino a dotarsi di armi di distruzione di massa (non solo nucleari, ma anche chimiche e batteriologiche). Il governo israeliano ha preso una posizione netta sul documento finale della Conferenza di riesame del Tnp: Israele non contribuir\u00e0 all\u2019attuazione della risoluzione sulla Wmdfz, non avendo aderito al trattato.<\/p>\n<p>  Dal canto loro, i paesi arabi sarebbero disposti ad avviare trattative sulla Nwfz, ma chiedono che prima Israele entri a far parte del Tnp come stato non nucleare e sottoponga tutti i suoi impianti nucleari al controllo dell\u2019Agenzia internazionale dell\u2019energia atomica (Aiea). Un circolo vizioso che Unione europea e Stati Uniti mirano a spezzare.  <\/p>\n<p>  <b>Coesione europea <\/b><br \/>L\u2019Ue non si \u00e8 fatta trovare impreparata davanti alla proposta presentata alla Conferenza di riesame, avendo adottato una posizione comune nella riunione del Consiglio europeo di fine marzo. L\u2019Ue si \u00e8 quindi presentata alla Conferenza con l\u2019obiettivo, tra gli altri, di richiamare tutti gli stati parte a procedere verso una Wmdfz in Medio Oriente e ad astenersi da ogni azione che ne ostacoli l\u2019attuazione. <\/p>\n<p>L\u2019Ue \u00e8 da tempo impegnata nel campo della non proliferazione, regionale e non solo. Nel 2003 ha adottato una strategia contro la diffusione delle armi di distruzione di massa. Il disarmo e il contrasto alla proliferazione delle armi di distruzione di massa sono citati anche negli accordi bilaterali dell\u2019Ue, come l<i>\u2019Action Plan<\/i> con Israele del 2005. A marzo, inoltre, l\u2019Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza, la baronessa Catherine Ashton, ha ribadito di fronte alla Lega Araba che un Medio Oriente senza armi nucleari rimane una priorit\u00e0 per l\u2019Ue. La Ashton ha dichiarato che l\u2019Ue si impegner\u00e0 immediatamente a dare il proprio contributo per l\u2019attuazione della Risoluzione del 1995 sul Medio Oriente. Il primo passo prevede l\u2019organizzazione nei prossimi mesi di un seminario sulla sicurezza, il disarmo e la non-proliferazione in Medio Oriente \u2013 sulla scia di quello gi\u00e0 organizzato a Parigi nel giugno del 2008 \u2013 per identificare e discutere le iniziative pi\u00f9 efficaci per dare concreta attuazione alla risoluzione.<\/p>\n<p><b>Il futuro della Wmdfz<\/b><br \/>La realizzazione di una zona priva di armi di distruzione di massa in Medio Oriente rappresenterebbe un passo decisivo verso l\u2019obiettivo di liberare il mondo dalle armi nucleari auspicato da Obama. Che per\u00f2 fino ad oggi non si siano fatti  progressi in questa direzione \u00e8 un chiaro segno delle formidabili difficolt\u00e0 da superare. La riapertura del negoziato sul conflitto israelo-palestinese e una pace effettiva e duratura sono una condizione essenziale per poter avviare un progetto di disarmo su scala regionale. La Conferenza di riesame ha riacceso un barlume di speranza e Stati Uniti e Ue sembrano intenzionati a cogliere la sfida di trasformare un progetto da molti ritenuto utopistico in un passo decisivo per stabilizzare il regime di non-proliferazione. Ma \u00e8 essenziale che le iniziative che conducono nel campo della non proliferazione siano accompagnate da un ruolo pi\u00f9 incisivo nella gestione dei conflitti regionali. <\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>R. Aliboni: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1228\" target= \"blank\"><b><u> Un ombrello nucleare Usa sul Golfo?<\/u><\/b><\/a> <\/p>\n<p>C. Merlini: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1119\" target= \"blank\"><b><u>L\u2019\u201dopzione zero\u201d dal contesto regionale a quello globale<\/u><\/b><\/a> <\/p>\n<p>R. Matarazzo: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=913\" target= \"blank\"><b><u>Come evitare un Medioriente nucleare<\/u><\/b><\/a> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La disputa sul programma nucleare iraniano ha riproposto il problema della proliferazione delle armi di distruzione di massa in Medio Oriente. Con il processo di pace da tempo in stallo, gli equilibri regionali potrebbero definitivamente saltare qualora Teheran si dotasse di un arsenale nucleare. 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