{"id":15170,"date":"2010-08-02T00:00:00","date_gmt":"2010-08-01T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/obama-e-le-insidie-delle-elezioni-di-mid-term\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:50","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:50","slug":"obama-e-le-insidie-delle-elezioni-di-mid-term","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/08\/obama-e-le-insidie-delle-elezioni-di-mid-term\/","title":{"rendered":"Obama e le insidie delle elezioni di mid-term"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019America va in vacanza sulle note della marcia nuziale del matrimonio principesco di quella che, negli Anni Novanta, era una \u2018first daughter\u2019 adolescente e impacciata, Chelsea Clinton. Pap\u00e0 Bill, l\u2019ex presidente, pensionato eccellente, sempre pronto al volontariato internazionale, e mamma Hillary, ancora in servizio permanente effettivo come segretario di Stato, avallano una cerimonia tradizionale e fastosa da tre milioni di dollari: non avrebbero probabilmente potuto permettersela, se Hillary avesse centrato nel 2008 l\u2019obiettivo presidenza, per il rischio di offendere con lo sfarzo le vittime della crisi.<\/p>\n<p><b>Rinascita dell\u2019auto nel segno di Marchionne<\/b><br \/>Il presidente Barack Obama evita il \u201cmatrimonio del decennio\u201d, come lo definisce la stampa, e aggira le polemiche speciose sull\u2019invito mai arrivato: quella era la festa di Chelsea e la presenza d\u2019un presidente in carica avrebbe distratto l\u2019attenzione dalla sposa e dal marito, che gi\u00e0 non se lo fila nessuno, oltre che provocare imbarazzi di sicurezza inenarrabili. E poi, pressato dalle domande a un talk show della Abc, Obama taglia corto con una battuta: \u201cNon credo che i Clinton saranno invitati ai matrimoni di Sasha e Malia\u201d, le sue figlie, ancora lontane dal fatidico \u2018I do\u2019.<\/p>\n<p>Al bagno di folla in costume da cerimonia all&#8217;Astor Court Estate, costruita all\u2019inizio del Novecento sul modello del Grand Trianon di Versailles, il presidente preferisce il bagno di folla in maniche di camicia negli stabilimenti della Chrysler di Jefferson North, a Detroit, dove si fa la Jeep Cherokee. L\u00ec, insieme a Sergio Marchionne, che \u2013 afferma Obama &#8211; \u201cha fatto un buon lavoro\u201d, il presidente celebra la rinascita dell\u2019industria dell\u2019auto statunitense (tutti i grandi marchi sono in attivo: non accadeva dal 2004) e incontra le maestranze. Molti neri, alcuni biondi d\u2019origine slava, quelli del film Dear Hunter, tutta gente che ha votato per lui e che ancora voter\u00e0 per lui e che &#8211; si vede &#8211; ora ha i lucciconi agli occhi perch\u00e9 pu\u00f2 stringergli la mano e ha ancora, o di nuovo, un posto di lavoro.<\/p>\n<p><b>Verso le elezioni di mid-term<\/b><br \/>A tre mesi esatti dalle elezioni di \u2018midterm\u2019 del 2 novembre, l\u2019America si prende le sue due settimane di ferie: una parte dell\u2019Unione torner\u00e0 al lavoro dopo la met\u00e0 d\u2019agosto &#8211; l\u00ec, Ferragosto non esiste &#8211; quando le scuole riaprono negli Stati delle grandi nevicate, dove d\u2019inverno le lezioni sono a singhiozzo; la politica di Washington riprender\u00e0 a pieno ritmo dopo il Labour Day, la Festa del Lavoro, che si celebra il primo luned\u00ec dopo la prima domenica di settembre, quest\u2019anno il 6.<\/p>\n<p>Da quel momento, partir\u00e0 la fase pi\u00f9 intensa della campagna elettorale per il voto che deve rinnovare tutta la Camera e un terzo del Senato, oltre a un buon numero di governatori dei 50 Stati dell\u2019Unione. La maggioranza democratica, pur solida al Congresso, \u00e8 in pericolo; ed \u00e8 praticamente certo che Obama non riavr\u00e0 la \u2018maggioranza anti-ostruzionismo\u2019 al Senato (60 seggi su 100) di cui godeva fin quando il 20 gennaio il repubblicano Scott Brown non conquist\u00f2 il seggio dei Kennedy nel Massachusetts, nelle suppletive dopo la morte di Ted.<\/p>\n<p>Del resto, \u00e8 raro che gli americani affidino tutto il potere esecutivo e legislativo a un solo partito: accadde anche con Clinton e con Bush, ma mai per pi\u00f9 di un biennio. In genere, il presidente deve negoziare con il Congresso; e Obama ha gi\u00e0 mostrato un\u2019indole prammatica e capacit\u00e0 di manovra che possono consentirgli di cavarsela bene in questo esercizio, evitando la paralisi.<\/p>\n<p><b>Fronte interno in movimento<\/b><br \/>La Casa Bianca si trasferisce per ferie sulle spiagge della Florida lambite dalla marea nera e, poi, alle Hawaii senza che il presidente sia risalito nei sondaggi, che lo hanno visto scivolare al punto pi\u00f9 basso del suo mandato: sei americani su dieci non sono soddisfatti del suo operato.<\/p>\n<p>Eppure,sul fronte interno, i risultati, dopo un anno di rodaggio, stanno arrivando: le riforme della sanit\u00e0 e della finanza sono legge; l\u2019economia cresce da un anno senza ricadute nella crisi, anche se l\u2019Fmi vorrebbe tassi di espansione maggiori, e pure l\u2019occupazione d\u00e0 segnali di ripresa; sull\u2019emigrazione, l\u2019amministrazione tiene testa agli Stati meno accoglienti, come l\u2019Arizona; la sperimentazione sull\u2019uomo di staminali da embrioni &#8211; un punto che differenzia Obama dal suo predecessore &#8211; ha appena fatto un passo avanti importante; e persino la fuga di petrolio nel Golfo del Messico pare finalmente contenuta, se non definitivamente arrestata. Con l\u2019effetto, sorprendente, che il Congresso, varando una serie di misure anti-marea, ha per\u00f2 bocciato la moratoria sulle nuove trivellazioni sollecitata dalla Casa Bianca.<\/p>\n<p>Ma qualcosa ancora stride, tra le speranze suscitate dall\u2019elezione del primo presidente nero degli Stati Uniti e i risultati finora conseguiti. La relativa impotenza dimostrata dalla Casa Bianca &#8211; ed era inevitabile- sia di fronte alla crisi dell\u2019economia che alla Marea Nera e la tendenza del presidente pi\u00f9 ad additare i responsabili delle situazioni difficili che a individuare i rimedi contribuiscono al calo di popolarit\u00e0 di Obama, pi\u00f9 che la mancanza di successi in politica estera.<\/p>\n<p><b>Nodi internazionali<\/b><br \/>E, dopo l\u2019estate, alcuni nodi internazionali verranno al pettine, specie sui due fronti a rischio che vedono gli Stati Uniti pi\u00f9 impegnati e pi\u00f9 esposti e dove s\u2019avvicinano scadenze importanti, l\u2019Afghanistan e l\u2019Iraq. Agli elettori americani non importano molto il \u2018reset\u2019 riuscito dei rapporti con la Russia, al di l\u00e0 del fuochi d\u2019artificio da 4 luglio della guerra delle spie, n\u00e9 il \u2018tira e molla\u2019 con la Cina, n\u00e9 il \u2018braccio di ferro\u2019 con l\u2019Iran sui programmi nucleari di Teheran acuito dalla detenzione di tre \u2018escursionisti\u2019 americani, n\u00e9 lo stallo in Medio Oriente, dove passi avanti verso la pace non ci sono stati e, anzi, la mancanza di sintonia tra il governo israeliano e l\u2019amministrazione statunitense ha avuto momenti di picco.<\/p>\n<p>Nella politica estera elettorale americana, quello che conta ora sono l\u2019Afghanistan e l\u2019Iraq. Entro fine agosto, gli Stati Uniti devono completare il ritiro dall\u2019Iraq, dove, cinque mesi dopo le elezioni politiche, un governo non \u00e8 stato formato e il parlamento s\u2019\u00e8 riunito una sola volta per pochi minuti, mentre la violenza nel Paese, quale che ne sia la matrice, terroristica, integralista o politico-etnico-religiosa, sale. Forse, le truppe americane lasceranno lo stesso il Paese, ma la situazione laggi\u00f9 non \u00e8 n\u00e9 stabile n\u00e9 sicura.<\/p>\n<p><b>Il buco nero dell\u2019Afghanistan<\/b><br \/>Peggiore, e di molto, il quadro in Afghanistan, dove il \u2018surge\u2019, cio\u00e8 l\u2019invio di rinforzi, sar\u00e0 completato solo a fine mese, con l\u2019obiettivo dichiarato d\u2019avviare il ritiro fra un anno, nell\u2019estate 2011. Ma, sul terreno, la guerra va male e la fuga di documenti sul sito Wikileaks non ha certo favorito l\u2019ottimismo dell\u2019opinione pubblica: il mese di giugno 2010 \u00e8 stato il pi\u00f9 cruento dall\u2019inizio del conflitto, nell\u2019ottobre 2001, per la coalizione coagulata intorno agli Stati Uniti; il mese di luglio appena trascorso \u00e8 stato il pi\u00f9 micidiale per le truppe Usa; e il 2010 s\u2019avvia a essere di gran lunga l\u2019anno pi\u00f9 sanguinoso, dopo che il 2009 era gi\u00e0 stato il peggiore di tutti.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 il tempo passa, pi\u00f9 l\u2019insurrezione prende forza e il governo di Kabul pare indebolirsi: l\u2019avvicendamento al comando dell\u2019Isaf del generale Stanley McChrystal, colpevole di eccesso d\u2019insubordinazione, cos\u00ec plateale e ostentata da non poter essere fortuita e casuale, con il generale David Petraeus non ha comportato un cambio di strategia, ma ha coinciso con uno slittamento dell\u2019offensiva di Kandahar annunciata da mesi e mai realizzata.<\/p>\n<p>Obama la far\u00e0 coincidere con la campagna per le elezioni di \u2018midterm\u2019? I militari avvertono che l\u2019intensificarsi delle operazioni avr\u00e0 come conseguenza un nuovo picco di caduti e vittime: non \u00e8 certo lo scenario ideale per una competizione elettorale che, magari, seggio per seggio, si gioca su questioni locali, ma che viene comunque letta come un referendum sull\u2019operato del presidente.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche: <\/p>\n<p>S. Silvestri: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1473\" target= \"blank\"><b><u>Obama e l\u2019ipnosi del potere militare<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>G. Gramaglia: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1364\" target= \"blank\"><b><u>Un anno di Obama alla Casa Bianca: la crisi, le speranze, il terrore <\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019America va in vacanza sulle note della marcia nuziale del matrimonio principesco di quella che, negli Anni Novanta, era una \u2018first daughter\u2019 adolescente e impacciata, Chelsea Clinton. Pap\u00e0 Bill, l\u2019ex presidente, pensionato eccellente, sempre pronto al volontariato internazionale, e mamma Hillary, ancora in servizio permanente effettivo come segretario di Stato, avallano una cerimonia tradizionale e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[138,102,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15170"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15170"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15170\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63434,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15170\/revisions\/63434"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15170"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15170"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15170"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}