{"id":15210,"date":"2010-08-04T00:00:00","date_gmt":"2010-08-03T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-proposta-lieberman-il-futuro-di-gaza-e-il-ruolo-dellue\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:49","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:49","slug":"la-proposta-lieberman-il-futuro-di-gaza-e-il-ruolo-dellue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/08\/la-proposta-lieberman-il-futuro-di-gaza-e-il-ruolo-dellue\/","title":{"rendered":"La proposta Lieberman, il futuro di Gaza e il ruolo dell\u2019Ue"},"content":{"rendered":"<p>Il ministro degli esteri israeliano Avigdor Lieberman ha recentemente proposto di trasferire la responsabilit\u00e0 di Gaza alla comunit\u00e0 internazionale, togliendo il blocco navale imposto da Israele. La proposta prevede fra l\u2019altro che l\u2019Ue giochi  un ruolo di primo piano, contribuendo alla costruzione di alcune infrastrutture nella Striscia, compresa una centrale elettrica, un impianto di desalinizzazione e un porto. I paesi europei si assumerebbero al contempo il compito di impedire il contrabbando di armi, e di controllare le navi dirette a Gaza anche tramite ispezioni nei porti della Grecia o di Cipro. Israele romperebbe ogni residuo legame con l\u2019enclave palestinese, chiudendo il confine una volta per tutte. Secondo Lieberman, ci\u00f2 permetterebbe a Gaza di essere finalmente \u201cun\u2019entit\u00e0 indipendente\u201d.<\/p>\n<p>La proposta, che per il momento non sembra incontrare l\u2019approvazione del premier israeliano Benjamin Netanyahu, \u00e8 stata accolta con relativo scetticismo in Europa, ma non ha mancato di suscitare un certo interesse. Se l\u2019Alto rappresentante per la politica estera europea Catherine Ashton \u00e8 apparsa, a dir poco, fredda, il ministro degli esteri spagnolo Miguel Moratinos ha mostrato di non rifiutare l\u2019idea, confermando che alcuni ministri degli Esteri dei paesi Ue hanno in programma di recarsi nella Striscia in settembre con alcuni suggerimenti riguardanti \u201cun piano economico strategico per Gaza\u201d.<\/p>\n<p>La visita \u00e8 stata peraltro fortemente caldeggiata anche dal ministro degli Esteri italiano Franco Frattini con l\u2019obiettivo di verificare che il governo israeliano ha davvero allentato, come dichiarato, il blocco contro la Striscia. Fu d\u2019altronde a Frattini per primo che Lieberman sugger\u00ec, durante un incontro svoltosi a Roma in giugno, di recarsi a Gaza alla testa di una delegazione dell\u2019Ue.<\/p>\n<p><b>Tentazione rischiosa<\/b><br \/>Come deve reagire l\u2019Europa alla proposta Lieberman? Potrebbe essere tentata di \u201caccontentare\u201d Israele, liberandola dal fardello di Gaza, e allo stesso tempo aiutare i palestinesi alleviando la drammatica situazione umanitaria in cui versano.<\/p>\n<p>Ma, al di l\u00e0 delle considerazioni umanitarie e dei costi economici, quali sarebbero le conseguenze politiche di una scelta del genere da parte dell\u2019Ue? <\/p>\n<p>Il primo ostacolo alla proposta Lieberman \u00e8 il fermo rifiuto opposto dall\u2019Autorit\u00e0 nazionale palestinese (Anp), da Hamas, e dall\u2019Egitto. Agli occhi degli arabi, applicare tale proposta significherebbe mettere una pietra tombale sulla creazione di uno stato palestinese unitario in Cisgiordania e a Gaza, sancendo in maniera definitiva una separazione tra le due entit\u00e0.<\/p>\n<p>In particolare, l\u2019Anp teme di perdere definitivamente ogni possibilit\u00e0 di ristabilire il proprio controllo sulla Striscia. Hamas teme di passare sotto una \u201ctutela\u201d internazionale, e di vedere Gaza definitivamente scorporata dal resto della \u201cPalestina occupata\u201d (Hamas perderebbe di conseguenza ogni influenza in Cisgiordania). Il Cairo, dal canto suo, vede nella proposta Lieberman l\u2019ennesimo tentativo di \u201cscaricare\u201d sulle spalle dell\u2019Egitto il fardello della popolazione di Gaza e di un movimento islamico pericoloso per la stabilit\u00e0 interna egiziana; ha perci\u00f2 gi\u00e0 fatto sapere che, di fronte ad un simile tentativo, \u00e8 pronto a sigillare il valico di Rafah.<\/p>\n<p><b>Il rischio di una deriva neocoloniale<\/b><br \/>\u00c8 evidente che per l\u2019Ue sarebbe azzardato accogliere la proposta Lieberman senza aver raggiunto un pieno accordo con le varie controparti arabe, impresa che appare ardua alla luce di quanto appena detto. In generale, accettare la prospettiva di un intervento a Gaza in assenza di uno sforzo complessivo per trovare una soluzione stabile alla questione palestinese, comporterebbe pericoli enormi. L\u2019Ue rischierebbe di perdere il suo status di mediatore agli occhi degli arabi e di apparire loro come il \u201cgendarme di Israele\u201d. Per altro verso, Bruxelles rischierebbe di attirarsi la disapprovazione di Israele al primo incidente che dovesse verificarsi, venendosi a trovare in una situazione simile a quella della missione Onu in Libano (Unifil), sebbene quest\u2019ultima operi sulla base di un accordo tra le parti.<\/p>\n<p>Inoltre, Gaza non sarebbe un\u2019\u201centit\u00e0 indipendente\u201d, come sostiene Lieberman, ma un\u2019enclave dai confini terrestri sigillati (sia con Israele che con l\u2019Egitto), e soggetta ai controlli dell\u2019Ue su tutto ci\u00f2 che entrerebbe nelle sue acque territoriali. Inoltre, dipenderebbe dall\u2019Europa per la sua sopravvivenza economica. L\u2019Ue si troverebbe poi di fronte a un altro dilemma: interagire con Hamas, legittimandola, o tentare l\u2019impresa improbabile di gestire un\u2019enclave di un milione e mezzo di abitanti senza riconoscere l\u2019autorit\u00e0 che la governa? <\/p>\n<p>Ancora una volta, una parte dei palestinesi sarebbe posta \u201csotto tutela\u201d, il che avrebbe agli occhi degli arabi un forte sapore neocoloniale, se non quello di un ritorno ai tempi delle potenze mandatarie. Si toccherebbe cos\u00ec il fondo del vicolo cieco in cui l\u2019intera comunit\u00e0 internazionale si \u00e8 cacciata dal momento in cui \u00e8 stata rifiutata la legittimit\u00e0 della vittoria di Hamas alle elezioni palestinesi del 2006 e sono stati boicottati i tentativi di creare un governo palestinese di unit\u00e0 nazionale.<\/p>\n<p><b>Uscire dal vicolo cieco<\/b><br \/>D\u2019altra parte, porre fine all\u2019inutile e controproducente embargo di Gaza e alla tragedia umanitaria della popolazione della Striscia \u00e8 urgente e doveroso, e l\u2019Europa pu\u00f2 e deve giocare un ruolo a questo proposito. Ma per giungere a questo obiettivo, la strada da percorrere \u00e8 un\u2019altra. \u00c8 indispensabile riconoscere Hamas come attore politico sulla scena palestinese, visto che i palestinesi lo considerano tale; e contenerne le tendenze estremiste attraverso la riconciliazione palestinese, la creazione di un governo di unit\u00e0 nazionale e l\u2019apertura di una seria prospettiva negoziale. Ci\u00f2 avrebbe fra l\u2019altro il pregio di favorire una \u201cri-arabizzazione\u201d della questione palestinese, riportando Hamas nell\u2019alveo arabo e sottraendolo all\u2019influenza iraniana.<\/p>\n<p>Nel contesto di una riconciliazione palestinese e di un orizzonte negoziale, l\u2019embargo pu\u00f2 essere tolto pur continuando a garantire la sicurezza di Israele (Hamas ha dimostrato in passato di saper accettare una tregua e di saperla far rispettare: si pensi alla tregua efficacemente mantenuta prima della guerra di Gaza del 2008-2009).<\/p>\n<p>L\u2019Ue dovrebbe dunque giocare un ruolo dapprima nella riconciliazione palestinese e nella definizione di un credibile orizzonte negoziale. Solo una volta raggiunto un accordo fra tutte le parti coinvolte, potr\u00e0 contribuire a garantire la sicurezza di Israele attraverso il controllo dei confini di Gaza e partecipare alla sua ricostruzione. Contrariamente a quanto avverrebbe con la proposta Lieberman, l\u2019Ue agirebbe col consenso dei palestinesi (oltre che di Israele) e con l\u2019obiettivo di dar loro un futuro reale.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 obiettare che una riconciliazione palestinese \u00e8 velleitaria, cos\u00ec come l\u2019apertura di un processo negoziale. Ma \u00e8 un fatto che la rottura tra Fatah e Hamas \u00e8 stata favorita dall\u2019atteggiamento della comunit\u00e0 internazionale. Pertanto, un\u2019inversione di rotta da parte di quest\u2019ultima potrebbe, all\u2019opposto, generare un circolo virtuoso. Quanto all\u2019orizzonte negoziale, pu\u00f2 essere dato o da un ritorno a una seria discussione della soluzione dei due stati (che tuttavia appare problematica data la quantit\u00e0 di \u201cfatti sul terreno\u201d che ormai si frappongono alla sua realizzazione), o da un\u2019apertura in direzione di un unico stato bi-nazionale.<\/p>\n<p>Questa seconda ipotesi potrebbe apparire impraticabile a molti, anche in Europa, ma allo stato in cui sono giunte le cose in Israele\/Palestina non \u00e8 da sottovalutare, anche alla luce delle recenti aperture provenienti proprio da settori della destra e dei coloni in Israele, come testimonia fra gli altri un recente articolo apparso sul quotidiano israeliano <a href= \"http:\/\/www.haaretz.com\/magazine\/friday-supplement\/endgame-1.302128\" target= \"blank\"><b><u>Haaretz<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p>L\u2019alternativa all\u2019ipotesi dei due stati, o a quella dello stato bi-nazionale, \u00e8 la liquidazione della questione palestinese. A cui sembra in effetti puntare la proposta di Lieberman.<\/p>\n<p>La trasformazione di Gaza in un\u2019enclave scorporata dalla Palestina storica rischia peraltro di condannare la Cisgiordania a un destino analogo, riducendola a una serie di enclave separate che qualcuno potrebbe voler annettere alla Giordania, sulla base della cosiddetta \u201copzione giordana\u201d (la cui versione pi\u00f9 radicale vorrebbe il trasferimento di tutti i palestinesi della Cisgiordania al di l\u00e0 del Giordano). Con il rischio di destabilizzare paesi limitrofi come l\u2019Egitto e la Giordania, di far emergere nuovi nemici di Israele, e di provocare nuovi terremoti in tutta la regione.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>N. Ronzitti: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1476\" target= \"blank\"><b><u>\u00c8 legittimo il blocco di Gaza?<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>S. Colombo: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1408\" target= \"blank\"><b><u>Due stati, unica soluzione per la Palestina<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>N. Tocci: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1155\" target= \"blank\"><b><u>Il conflitto israelo-palestinese e l\u2019acquiescenza dell\u2019Europa<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ministro degli esteri israeliano Avigdor Lieberman ha recentemente proposto di trasferire la responsabilit\u00e0 di Gaza alla comunit\u00e0 internazionale, togliendo il blocco navale imposto da Israele. 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