{"id":15230,"date":"2010-08-05T00:00:00","date_gmt":"2010-08-04T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/una-vigilanza-finanziaria-europea-contro-il-rischio-sistemico\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:49","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:49","slug":"una-vigilanza-finanziaria-europea-contro-il-rischio-sistemico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/08\/una-vigilanza-finanziaria-europea-contro-il-rischio-sistemico\/","title":{"rendered":"Una vigilanza finanziaria europea contro il rischio sistemico"},"content":{"rendered":"<p>Dobbiamo sperare che, dopo l\u2019estate, Parlamento europeo e Consiglio dell\u2019Ue riescano a raggiungere un accordo per varare, attraverso la procedura di co-decisione, una riforma dell\u2019architettura degli organi di vigilanza sui mercati e gli intermediari finanziari dell\u2019Ue.  Potrebbe trattarsi di una importantissima rivoluzione, ma c\u2019\u00e8 il pericolo che, in caso di mancato accordo, vengano invece adottati provvedimenti inadeguati. Al di l\u00e0 dei suoi molti e delicati dettagli, la riforma ha la finalit\u00e0 essenziale di superare il decentramento, a livello nazionale, dei poteri e delle responsabilit\u00e0 di vigilanza, creando autorit\u00e0 europee capaci di decidere e agire in modo indipendente e accentrato. <\/p>\n<p>\u00c8 perci\u00f2 essenziale che la co-decisione permetta di fare passi avanti sufficienti a facilitare ulteriori avanzamenti futuri: \u00e8 infatti improbabile che si possa realizzare subito l\u2019architettura ideale, in grado di dar luogo a una vigilanza coerente, con un mercato europeo dei servizi finanziari veramente unico, integrato, profondo, robusto e competitivo, capace di svolgere il ruolo che gli spetterebbe a livello globale, compreso il supporto alla diffusione dell\u2019euro. <\/p>\n<p><b>Braccio di ferro tra Parlamento e Consiglio<\/b><br \/>Ma per raggiungere con realistica gradualit\u00e0 il risultato finale, occorre che l\u2019accentramento dei poteri cominci davvero e che la riforma non si riduca alla creazione di sovrastrutture formali che lascino tutti i poteri dove sono oggi, cio\u00e8 presso i governi degli stati membri. Il Parlamento mostra di perseguire con entusiasmo l\u2019obiettivo sostanziale; il Consiglio \u00e8 invece pi\u00f9 conservatore. Il risultato rischia inoltre di scontare quella riduzione della capacit\u00e0 della Commissione di intraprendere iniziative incisive e indipendenti che si osserva anche in altri campi delle politiche comunitarie.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 importante un\u2018architettura di autorit\u00e0 che porti a livello sovranazionale sostanziali poteri di vigilanza? Il problema \u00e8 acuto da molto tempo, soprattutto da quando \u00e8 stato introdotto l\u2019euro e sono cresciute la mobilit\u00e0 e l\u2019internazionalizzazione dei flussi di moneta e di credito europei e mondiali. Ma \u00e8 soprattutto la crisi finanziaria che ha messo in luce le debolezze della vigilanza decentrata. Se \u00e8 vero che la crisi \u00e8 nata negli Usa, dove hanno le radici pi\u00f9 importanti quasi tutte le sue cause, il coinvolgimento del mercato dei capitali dell\u2019Ue \u00e8 stato di grande rilievo. <\/p>\n<p>L\u2019Europa ha mostrato di avere un sistema bancario e finanziario infettabile da strumenti e operazioni arrischiate e scorrette, la cui gestione non \u00e8 adeguatamente disciplinata e sorvegliata. L\u2019Italia \u00e8 fra i paesi membri dove questi difetti si sono rivelati pi\u00f9 contenuti, ma proprio per questo non meritava di pagare il grande costo di quanto \u00e8 successo altrove, soprattutto nei grandi sistemi creditizi e finanziari della Germania, del Regno Unito e della Francia. D\u2019altra parte, la propagazione sistemica dei rischi e dell\u2019instabilit\u00e0 \u00e8 proprio il cuore del meccanismo della crisi. <\/p>\n<p>Il primo insegnamento della crisi \u00e8 dunque che si deve vigilare in modo unitario sui rischi sistemici di un mercato finanziario integrato. Il rischio sistemico \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 e di diverso dalla somma dei rischi dei singoli operatori e mercati del sistema. La crisi \u00e8 servita a mettere a fuoco il concetto di rischio sistemico, del quale ha mostrato tutta la pericolosit\u00e0. <\/p>\n<p>Ma la vigilanza sistemica richiede un\u2019autorit\u00e0 con poteri e responsabilit\u00e0 sull\u2019intero sistema; e, dato che il sistema \u00e8 europeo, deve essere un\u2019autorit\u00e0 centrale europea. La proposta di riforma in discussione a Bruxelles creerebbe un organo del genere, ponendolo molto vicino alla banca centrale in modo da coordinarlo con le politiche di regolazione della liquidit\u00e0. Ma la forza e l\u2019autorevolezza del vigilante sistemico centrale dipenderanno da molti dettagli della riforma che verr\u00e0 varata. Fra gli aspetti pi\u00f9 delicati vi \u00e8 una caratteristica essenziale di un vigilante sistemico: la disponibilit\u00e0 di informazioni dettagliate su tutti gli operatori e su tutti i mercati dove si formano, rimbalzano e si moltiplicano, come reazioni a catena, i rischi del sistema.<\/p>\n<p><b>Accentramento dei flussi informativi<\/b><br \/>Un secondo insegnamento della crisi sta proprio nella necessit\u00e0 di accentrare le informazioni di vigilanza. Da qualche parte, nel sistema finanziario europeo, deve esserci qualcuno che abbia una mappa completa dei rischi di tutti gli operatori e di tutti i mercati, e che possa venire a sapere prontamente quel che non sa, tramite le articolazioni nazionali dell\u2019architettura di vigilanza, senza che gli si possano opporre riserve, segreti e monopoli nazionali di informazioni confidenziali. La mancanza di fiducia reciproca fra gli operatori bancari e finanziari, il dubbio di ciascuno che altri nasconda bilanci infettati da attivit\u00e0 tossiche e rischi eccessivi, sono al centro del meccanismo che ha visto congelarsi la circolazione di liquidit\u00e0 e la crisi diffondersi anche all\u2019economia reale. <\/p>\n<p>Il rimedio a un\u2019esasperata carenza di fiducia \u00e8 la trasparenza. Che sar\u00e0 sempre parziale nei confronti del mercato, ma deve essere totale nei confronti dell\u2019autorit\u00e0 di vigilanza, travalicando senza ostacoli i confini nazionali. Come si fa a nutrire fiducia in un sistema creditizio europeo dove non c\u2019\u00e8 nessuno che possa guardare dovunque, sommare e aggregare le informazioni sui singoli rischi come meglio crede per valutare il rischio complessivo del sistema? Se le banche e i mercati non sanno di essere sorvegliati nel loro insieme non possono che nutrire timori, ancorch\u00e9 mal giustificati, di contagi incontrollati. Gli sviluppi della crisi hanno mostrato che non bastano tavoli di cooperazione fra vigilanti nazionali, i quali tendono spesso a negarsi reciprocamente il trasferimento delle informazioni necessarie a valutare i rischi transnazionali. <\/p>\n<p>Uno dei punti pi\u00f9 qualificanti della riforma della vigilanza europea sar\u00e0 dunque il grado di accentramento obbligatorio delle informazioni che implicher\u00e0. Poich\u00e9, come \u00e8 ben noto in molti campi, l\u2019informazione \u00e8 potere, nella nuova architettura la misura dell\u2019accentramento del flusso di informazioni sar\u00e0 un indicatore cruciale dell\u2019effettivo accentramento dei poteri.<\/p>\n<p><b>Manuale comune<\/b><br \/> Un altro insegnamento della crisi \u00e8 che la vigilanza sui rischi finanziari deve essere condotta con le stesse regole in tutto il sistema europeo. Se ogni autorit\u00e0 nazionale pu\u00f2 fare a modo suo, avr\u00e0 la tentazione di favorire i propri intermediari e i propri mercati con regole meno severe, protettive dalla concorrenza estera; inoltre, svilupper\u00e0 tecniche diverse per fotografare e valutare i rischi. Con il risultato che il quadro d\u2019insieme disponibile al centro per la vigilanza dell\u2019intero sistema, risulter\u00e0 disomogeneo e quasi illeggibile. <\/p>\n<p>L\u2019architettura di vigilanza da varare in autunno prevede autorit\u00e0 europee con il mandato esplicito di realizzare un \u201cmanuale comune\u201d di regole per la vigilanza sui rischi e con il potere di controllarne l\u2019effettiva applicazione in tutti gli Stati membri; alcune proposte in discussione prevedono anche interventi diretti delle autorit\u00e0 centrali su operatori nazionali. La questione \u00e8 vedere quanti poteri effettivi conferir\u00e0 a queste autorit\u00e0 europee il testo della riforma, cui si potr\u00e0 arrivare solo con la co-decisione tra il Parlamento, che spinge per accentrare i poteri, e il Consiglio, che tende invece a mantenerli il pi\u00f9 possibile decentrati.<\/p>\n<p>Una vigilanza sistemica accentrata, l\u2019obbligo di messa in comune delle informazioni sui rischi dei singoli operatori e mercati, autorit\u00e0 europee capaci di imporre l\u2019applicazione di regole e criteri di vigilanza uniformi in tutti gli Stati membri: se, con il processo di riforma in discussione a Bruxelles, l\u2019Ue sapr\u00e0 darsi tutto ci\u00f2 in misura sufficiente entro l\u2019anno, potremo dire di aver approfittato della crisi per rafforzare in maniera sostanziale i presidi contro l\u2019instabilit\u00e0 finanziaria e, nel contempo, per migliorare l\u2019intensit\u00e0 e la qualit\u00e0 dell\u2019integrazione comunitaria, con riflessi politici che possono andare ben oltre la sfera delle banche e della finanza.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>M. Sarcinelli: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1504\" target= \"blank\"><b><u>La faticosa ricostruzione della finanza mondiale<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>P. Guerrieri: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1516\" target= \"blank\"><b><u>Europa in bilico tra ripresa e nuova crisi<\/u><\/b><\/a> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dobbiamo sperare che, dopo l\u2019estate, Parlamento europeo e Consiglio dell\u2019Ue riescano a raggiungere un accordo per varare, attraverso la procedura di co-decisione, una riforma dell\u2019architettura degli organi di vigilanza sui mercati e gli intermediari finanziari dell\u2019Ue. 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