{"id":15310,"date":"2010-08-25T00:00:00","date_gmt":"2010-08-24T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-moschea-della-discordia-e-la-costituzione-americana\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:46","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:46","slug":"la-moschea-della-discordia-e-la-costituzione-americana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/08\/la-moschea-della-discordia-e-la-costituzione-americana\/","title":{"rendered":"La moschea della discordia e la Costituzione americana"},"content":{"rendered":"<p>Il 13 agosto scorso, in occasione della cena di apertura del Ramadam alla Casa Bianca, il Presidente Obama ha apertamente approvato il progetto di edificare un centro culturale islamico a due isolati da Ground Zero. Si tratta di una delle questioni pi\u00f9 dibattute negli ultimi mesi sui media americani. Obama ha peraltro aspettato a lungo prima di pronunciarsi, in nome della neutralit\u00e0 sulle decisioni di pertinenza delle amministrazioni locali. Il progetto ha polarizzato l\u2019opinione pubblica americana: da una parte chi vi vede un affronto alle famiglie delle vittime dell\u2019attentato dell\u201911 settembre, dall\u2019altro i sostenitori della libert\u00e0 religiosa e di quella di espressione.<\/p>\n<p><b>Un progetto ambizioso e controverso<\/b><br \/>Il progetto prevede la costruzione di un centro culturale islamico (con piscina, auditorium, ristorante, moschea e biblioteca) chiamato Park51 o Cordoba House, nella parte sud di Manhattan. Il sito web del progetto spiega che i musulmani di New York hanno deciso di creare un struttura all\u2019avanguardia quale segno di riconoscimento verso la citt\u00e0 che li ha accolti e ospitati per secoli. <\/p>\n<p>Elemento non trascurabile in epoca di crisi, il sito sottolinea che il progetto richieder\u00e0 un investimento di oltre 100 millioni di dollari e creer\u00e0 almeno 150 posti di lavoro a tempo pieno. Il Park51 \u00e8 stato ribattezzato dai media e dai suoi oppositori \u201cla moschea di Ground Zero\u201d: un modo per avvalorare l\u2019ipotesi che il centro sar\u00e0 principalmente una moschea, pi\u00f9 che un centro culturale, ma anche per sottolineare la sua vicinanza al luogo dell\u2019attentato dell\u201911 settembre, che \u00e8 vista da molti come una palese provocazione nei confronti delle famiglie delle vittime. <\/p>\n<p>Il nome del progetto era inizialmente \u201cCordoba House\u201d, ma \u00e8 poi \u00e8 stato cambiato in Park51, pi\u00f9 neutro e trendy, per porre l\u2019accento pi\u00f9 sulla sua dimensione culturale che su quella religiosa. Ai critici non \u00e8 infatti sfuggito la valenza simbolica del nome originario, il suo richiamo a un\u2019epoca caratterizzata da un Islam vittorioso e in espansione. <\/p>\n<p><b>La disputa sulle moschee<\/b><br \/>Pi\u00f9 o meno nello stesso sito un centro di preghiera islamico era gi\u00e0 presente sin dal 1850, ma \u00e8 stato danneggiato proprio dall\u2019attacco alle torri gemelle. Negli Usa ci sono moschee in ognuno dei cinquanta stati. Sono, in totale, oltre 1.200. Nella sola New York vivono pi\u00fa di mezzo milione di musulmani, inclusi il 10% dei bambini iscritti nelle scuole pubbliche. La polizia della citt\u00e0 conta circa 1000 musulmani. <\/p>\n<p>Non \u00e8 la prima volta che il progetto di un centro religioso islamico suscita reazioni forti e populistiche. Di recente il governatore del Tennessee Ron Ramsey, intervenendo nel dibattito sull\u2019edificazione di una moschea a Murfreesboro, ha sostenuto che il Primo emendamento non si applicherebbe all\u2019Islam in quanto esso non \u00e8 propriamente una religione, ma piuttosto una dottrina per la promozione della legge coranica. Contenendo principi non democratici, non potrebbe in quanto tale essere protetta dalla Costituzione americana. La sua non \u00e8 un\u2019idea isolata. In tutte le maggiori proteste contro la creazione di nuove moschee (per citare i casi pi\u00f9 recenti: a Temecula, California, a Sheboygan, Wisconsin e appunto a Murfreesboro, Tennessee) gli oppositori, citando vari passaggi del Corano, sostengono che l\u2019Islam \u00e8 intrinsecamente violento e incompatibile con i valori e le leggi americane, e che, con la creazione di questi centri, i musulmani americani mirano a sostituire la Costituzione con la sharia. Il repubblicano Newt Gingrich, ex-presidente della Camera, si \u00e8 dichiarato contrario al Park51 finch\u00e9 l\u2019Arabia Saudita non permetter\u00e0 la costruzione di chiese e sinagoghe. <\/p>\n<p><b>Tiro alla fune sulla Costituzione<\/b><br \/>Sono reazioni estreme, ma tutt\u2019altro che isolate. Dal punto di vista giuridico la questione non lascia dubbi interpretativi: si tratta di applicare il Primo articolo del Bill of Rights (Primo emendamento della Costituzione) che garantisce cinque libert\u00e0 fondamentali variamente connesse tra loro: libert\u00e0 di espressione, stampa, religione, petizione e di assemblea. Al caso di specie si applica la seconda delle clausole della libert\u00e0 di religione del Primo emendamento, ovvero la \u201cclausola del libero esercizio\u201d, in base alla quale il governo non pu\u00f2 n\u00e9 controllare n\u00e9 proibire il libero esercizio della religione da parte dei suoi cittadini. Una delle sue manifestazioni si interseca con il diritto alla propriet\u00e0 privata e il combinato disposto fa s\u00ec che il governo non possa discriminare entit\u00e0 giuridiche in base alla loro denominazione religiosa. <\/p>\n<p>Vari giudici della Corte Suprema hanno tentato di dichiarare assolute le libert\u00e0 tutelate dal Primo emendamento, ma la Corte nelle sue espressioni collegiali, le uniche vincolanti, ha sostenuto che la loro tutela pu\u00f2 essere limitata per proteggere altri diritti quali quello alla privacy o a non essere diffamati. Nessuna delle eccezioni al Primo emendamento sino ad ora identificate si applica per\u00f2 al caso di specie. Il governo non pu\u00f2 quindi negare un permesso edilizio a seconda del tipo di libert\u00e0 di espressione che il gruppo vuole portare avanti, n\u00e9 pu\u00f2 usare le leggi urbanistiche per rifiutare un permesso edilizio ad un particolare gruppo religioso. Addirittura in alcuni casi gli obiettori di coscienza religiosi possono far valere il diritto ad essere esclusi dall\u2019applicazione di determinate leggi che, sebbene di applicazione generale, collidono con il loro credo o lo rendono estremamente difficile da praticare (possibilit\u00e0 prevista dal Religious Freedom Restoration Act del 1993 e soggetta a complicati oneri della prova della \u201cmisura meno restrittiva per servire un essenziale interesse pubblico\u201d). <\/p>\n<p><b>Finanziatori occulti?<\/b><br \/>C\u2019\u00e8 per\u00f2 un\u2019altra questione su cui chi si oppone al Park51 sta facendo leva: la mancanza di trasparenza \u2013 almeno per ora &#8211; sulla fonte di finanziamento del progetto. Non si sa ancora chi stanzier\u00e0 la sostanziale cifra di 100 milioni di dollari necessaria per la realizzazione del progetto. In un\u2019intervista rilasciata lo scorso maggio l\u2019imam Feisal Abdul Rauf, fondatore e direttore esecutivo della Iniziativa Cordoba, la fondazione promotrice del progetto Park51, ha dichiarato che il centro islamico sar\u00e0 finanziato da donazioni provenienti sia da musulmani statunitensi che da paesi arabi e musulmani. Il sito del Park51 precisa che la campagna di fund-raising non \u00e8 stata ancora lanciata, ma garantisce che si creer\u00e0 un ente senza fine di lucro e esente da tassazione federale (cosiddetto 501c(3)); ci sar\u00e1 uno stretto monitoraggio della provenienza dei soldi e in nessun modo si accetter\u00e0 il sostegno di persone con opinioni e obiettivi antiamericani. <\/p>\n<p>Secondo il sindaco di New York Michael Bloomberg, che \u00e8 favorevole al progetto del centro islamico, la provenienza dei soldi non \u00e8 una questione che dovrebbe interessare il governo, a patto che i promotori rispettino le leggi in vigore. Ma il progetto potrebbe proprio incappare nella legislazione sulla trasparenza dei finanziamenti. Da una parte infatti il Bipartisan Campaign Reform Act del 2002 (McCain\u2013Feingold Act), che disciplina le regole sulla trasparenza dei finanziamenti elettorali, \u00e8 stato dichiarato parzialmente incostituzionale da una sentenza della Corte Suprema dello scorso gennaio nella parte in cui limitava i tipi di contributi che le persone giuridiche potevano fornire alle campagne elettorali. Lo stesso Presidente ha criticato la sentenza, sottolineando che ci\u00f2 avrebbe impedito un controllo efficace sui contributi versati in campagna elettorale da gruppi di interessi specifici, inclusi quelli stranieri. Dall\u2019altra, invece, le norme sui finanziamenti ai gruppi di volontariato islamici sono estremamente restrittive. Il governo federale ha infatti reso pi\u00f9 stretta la vigilanza sui possibili finanziamenti al terrorismo islamico, spesso veicolati tramite le associazioni di beneficienza (<i>charities<\/i>). Lo stesso presidente Obama, nel discorso del 4 giugno dell\u2019anno scorso al Cairo, ha lamentato che questa stretta ha reso molto difficile per i praticanti adempiere allo <i>zakat<\/i>, che obbliga i musulmani a contribuire alla attivit\u00e0 caritatevoli. <\/p>\n<p>Questi due sviluppi legali, all\u2019apparenza agli antipodi, potrebbero giocare un ruolo fondamentale nella vicenda del Park51. Dipender\u00e0, in sostanza, da come sar\u00e0 catalogato il soggetto finanziatore: se come <i>charity<\/i>, si potrebbe arrivare a bloccare il progetto. <\/p>\n<p><b>Tra principi giuridici e preferenze culturali<\/b><br \/>Il dibattito tra favorevoli e contrari si concentra quindi su temi legali: Primo emendamento e trasparenza dei flussi finanziari. Ma proprio per essersi espresso a favorevole del progetto basandosi solo su argomenti legali il Presidente \u00e8 divenuto  bersaglio degli strali dei repubblicani. Tant\u2019\u00e8 che il giorno dopo il discorso di apertura del ramadam si \u00e9 sentito in dovere di rettificare, specificando che stava parlando di diritto alla libert\u00e0 religiosa e non della scelta del luogo. <\/p>\n<p>La questione andrebbe affrontata proprio dal punto di vista dell\u2019opportunit\u00e0 e tenendo conto delle diverse sensibilit\u00e0 in gioco. I musulmani moderati sostengono che la scelta poteva essere evitata in nome del precario dialogo tra musulmani e cittadini di altre fedi. Sul Washington Post, Charles Krauthammer ha sostenuto che la sacralit\u00e0 di un luogo ci obbliga a tutelarne la dignit\u00e0 per rispetto a chi vi ha sofferto o vi \u00e9 stato sacrificato. Per lo stesso motivo, nel 1993, il progetto di Disney di costruire un parco divertimenti tematico sulla storia americana vicino ai resti del campo di battaglia di Manassas fu respinto per evitare la volgarizzazione della Guerra civile. Analogamente, Giovanni Paolo II ordin\u00f2 alle suore carmelitane di allontanarsi da Auschwitz, per non offendere la sensibilit\u00e0 dei titolari morali di quei luoghi. <\/p>\n<p>E\u2019 questo continuo scollamento tra diritto e cultura, di cui si trova eco anche nel discorso di Obama, che complica, negli Stati Uniti come in Europa, la sfida della convivenza e del dialogo interreligioso. <\/p>\n<p>G. Can\u00e8 <a href='https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1497'  target= 'blank'><b><u>La paura dell\u2019immigrazione spacca l\u2019America<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 13 agosto scorso, in occasione della cena di apertura del Ramadam alla Casa Bianca, il Presidente Obama ha apertamente approvato il progetto di edificare un centro culturale islamico a due isolati da Ground Zero. Si tratta di una delle questioni pi\u00f9 dibattute negli ultimi mesi sui media americani. 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