{"id":15380,"date":"2010-08-31T00:00:00","date_gmt":"2010-08-30T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/quote-latte-e-made-in-italy-rispunta-litalietta\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:46","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:46","slug":"quote-latte-e-made-in-italy-rispunta-litalietta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/08\/quote-latte-e-made-in-italy-rispunta-litalietta\/","title":{"rendered":"Quote latte e \u201cmade in Italy\u201d, rispunta l\u2019Italietta"},"content":{"rendered":"<p>Un contenzioso scaccia l\u2019altro: quote latte, \u201cmade in Italy\u201d, regime linguistico, a torto o &#8211; pi\u00f9 raramente &#8211; a ragione, l\u2019Italia non la smette pi\u00f9 di litigare con l\u2019Ue. E la Commissione europea dichiara, volta a volta, la propria \u201cdelusione\u201d di fronte a decisioni italiane che \u201cpaiono andare contro le regole comunitarie\u201d, ma non precipita le decisioni.  La vicenda pi\u00f9 calda \u00e8 quella delle quote latte, un tormentone che si trascina dagli anni \u201880, quando ministri dell\u2019agricoltura erano Giovanni Marcora e Filippo Maria Pandolfi: l\u2019Esecutivo comunitario \u00e8 stato informato a fine luglio dell&#8217;approvazione in Parlamento dell&#8217;emendamento per la proroga del pagamento delle multe a carico dei produttori di latte, e prevede di avviare a settembre &#8220;contatti bilaterali tra esperti giuridici italiani ed europei per chiarirne l&#8217;impatto sotto il profilo comunitario&#8221;.<\/p>\n<p>In una dichiarazione all\u2019<i>Ansa<\/i> Roger White, portavoce del commissario all&#8217;agricoltura, il romeno Dacian Ciolos, non nasconde il disappunto, ma puntualizza: \u201cStiamo vagliando la situazione sotto il profilo giuridico per decidere come reagire, se considerandola un aiuto illegale, oppure con una procedura d&#8217;infrazione o per altra via&#8221;. Cio\u00e8, \u00e8 chiaro che la decisione italiana \u00e8, nell\u2019ottica europea, fuori legge e che le autorit\u00e0 di Bruxelles non sono disposte a chiudere un occhio, ma vogliono ponderare i passi da fare per ristabilire la legalit\u00e0. &#8221;Anche se la misura riguarda meno di 100 produttori di latte &#8211; osservano fonti comunitarie anonime &#8211; il voto \u00e8 chiaramente contrario alla normativa Ue ed \u00e8 perci\u00f2 inaccettabile&#8221;. E a questo punto a Bruxelles si fa sempre pi\u00f9 strada l&#8217;ipotesi che nei confronti dell&#8217;Italia possa essere aperta in tempi brevi una procedura d&#8217;infrazione, l\u2019ennesima.<\/p>\n<p><b>Il fardello dei contenziosi<\/b><br \/>Non sar\u00e0 di certo l\u2019ultima. Nel mirino dell&#8217;esecutivo comunitario non c&#8217;e&#8217; solo la questione della proroga delle multe per le quote latte: \u00e8 recente l&#8217;altol\u00e0 di Bruxelles alla legge sul \u201cmade in Italy\u201d, altro provvedimento in contrasto con le norme Ue. Anche su questo fronte, se Roma non interverr\u00e0 con modifiche prima dell&#8217;entrata in vigore della legge, c&#8217;\u00e8 il forte rischio d\u2019un \u2018<i>redde rationem<\/i>\u2019 di fronte alla Corte di Giustizia europea. Ma si lavora a un compromesso.<\/p>\n<p>Le nuove procedure, se scatteranno, andranno ad appesantire il fardello del contenzioso tra l\u2019Ue e l\u2019Italia, che \u00e8 il pi\u00f9 grosso fra i 27 e che ci costa ogni giorno multe salate, pur essendo i casi aperti diminuiti da 275 nel 2006 a 153 nel 2009. Un esempio minore, ma significativo: la sola vertenza sul 112, il numero telefonico unico europeo d\u2019emergenza, costa all\u2019Italia 39.680 euro al giorno dal 15 gennaio 2009. Se l&#8217;infrazione dovesse persistere fino alla pronuncia della Corte di Lussemburgo, l&#8217;ammenda salirebbe a 178.560 euro al giorno. A tutt\u2019oggi, l\u2019Italia s\u2019\u00e8 gi\u00e0 giocata quasi 20 milioni di euro. La Commissione s\u2019\u00e8 mossa dopo avere inviato a Roma due avvertimenti: il 112 in Italia non va bene perch\u00e9 &#8211; dice l\u2019Ue &#8211; non \u00e8 ancora possibile localizzare la chiamata d\u2019emergenza, in situazioni in cui i minuti contano: \u201cSe la vita dei cittadini \u00e8 messa in pericolo perch\u00e9 un governo non agisce, io non star\u00f2 a guardare&#8221;, avverte il commissario competente, l\u2019agguerrita olandese Neelie Kroes.<\/p>\n<p><b>Litigi intestini e guerricciole europee<\/b><br \/>Il bello, o il brutto, \u00e8 che, sulle quote latte e sul \u201cmade in Italy\u201d il litigio non \u00e8 solo tra Ue e Italia, ma \u00e8 forse soprattutto interno alle forze che sostengono il governo a Roma. Nel silenzio quasi unanime dell\u2019opposizione, ministri ed esponenti del Partito della Libert\u00e0 e della Lega s\u2019azzuffano a parole. La Lega, che ce l\u2019ha con Bruxelles quasi che sia anch\u2019essa ladrona, cavalca la protesta di 92, o forse 109 &#8211; le fonti discordano, in merito -, grandi produttori lattiero-caseari padani, palesi violatori delle norme sulle quote latte, gli unici a trarre vantaggio dall\u2019ennesima proroga.<\/p>\n<p>Umberto Bossi promette di \u201cportare gli agricoltori\u201d, ma forse voleva dire gli allevatori, dal premier Berlusconi e dal ministro Tremonti, proprio mentre la stessa Fedagri Lombardia, che rappresenta migliaia di allevatori che hanno rispettato le norme o hanno pagato le multe, denuncia l\u2019iniquit\u00e0 distorsiva dell\u2019ulteriore proroga. E anche le organizzazioni dei consumatori, come il Codacons, si muovono: se gli allevatori fedifraghi non pagheranno le multe, saranno i cittadini consumatori e contribuenti a pagarle due volte, prima con l\u2019intervento statale e poi con le sanzioni comminate dalle autorit\u00e0 comunitarie.<\/p>\n<p>Lo scontro, all\u2019interno del governo, \u00e8 aspro soprattutto tra la Lega e il ministro dell\u2019agricoltura Giancarlo Galan. Ci sono dietro ruggini venete, perch\u00e9 Galan, Pdl, governatore del Veneto, ha dovuto accettare senza entusiasmo un \u2018valzer delle poltrone\u2019 con Luca Zaia, che era ministro dell\u2019agricoltura e che ora \u00e8 governatore del Veneto. Galan giudica \u201cuna porcheria\u201d l\u2019emendamento sulle quote latte: \u201cci s\u2019impicca\u201d per difendere pochi allevatori che hanno violato norme e impegni. \u201cLa vacca Ercolina &#8211; dice il ministro &#8211; \u00e8 costata all\u2019Italia in vent\u2019anni quattro miliardi di euro\u201d e, se va avanti cos\u00ec, l\u2019Europa continuer\u00e0 a sanzionarci. La Lega, magari, pensa di risolvere il problema non pagando, ma l\u2019Ue ha un sistema molto semplice per rivalersi sull\u2019Italia, trattenendo le somme sulle restituzioni.<\/p>\n<p><b>Made in Italy e made in Europe<\/b><br \/>Analogo il bisticcio intestino sul made in Italy: il viceministro allo sviluppo economico Adolfo Urso, finiano, protagonista di un botta e risposta con il leghista Marco Reguzzoni, primo firmatario del provvedimento contestato, sostiene che \u201cla strada maestra\u201d per un\u2019azione a tutela del \u201cmade in Italy\u201d \u00e8 \u201cquella europea\u201d: \u201cNessun paese in materia commerciale pu\u00f2 fare da s\u00e9 &#8211; spiega -, essendo questa una competenza diretta dell\u2019Ue\u201d.<\/p>\n<p>La legge approvata dal Parlamento italiano suscita perplessit\u00e0 a Bruxelles e la Commissione ha gi\u00e0 scritto al governo, chiedendo di modificarla per renderla conforme alle normative comunitarie. Una lettera a firma di Heinz Zourek, direttore della direzione generale Imprese dell\u2019esecutivo comunitario, solleva obiezioni procedurali e sostanziali. Nel merito, Zourek contesta, in particolare, il marchio volontario \u201cmade in Italy\u201d, che viola le norme Ue e che \u00e8 \u201ccontrario agli obiettivi del mercato interno\u201d.<\/p>\n<p>Qui, per\u00f2, un ruolo importante lo pu\u00f2 giocare il commissario europeo all\u2019industria Antonio Tajani, che, per il suo incarico e la sua appartenenza politica e nazionale, sta lavorando a un compromesso: \u201cil principio della tutela degli interessi delle pmi e dei consumatori\u201d, che ispira la legge sul \u201cmade in Italy\u201d, \u201c\u00e8 sacrosanto\u201d, afferma il vicepresidente dell\u2019esecutivo, ma bisogna muoversi nell\u2019Ue e non al di fuori di essa e cercare quindi una soluzione lungo la strada del \u201cmade in Europe\u201d.<\/p>\n<p><b>Lettere e ammonimenti <\/b><br \/>Pi\u00f9 incancrenito il contrasto tra Bruxelles e Roma sulle quote latte. L\u2019Italia aveva informato l\u2019Ue, il giorno stesso del varo della manovra in Parlamento, dell&#8217;impegno del Governo ad attuare le disposizioni dell&#8217;articolo 40-bis sulla proroga del pagamento delle multe, con un impegno di spesa a carico dello Stato di 5 milioni di euro. E il commissario Ciolos, a caldo, aveva \u2018bacchettato\u2019 l\u2019Italia: &#8221;La Commissione europea &#8211; aveva detto &#8211; \u00e8 delusa di apprendere che l&#8217;Italia ha votato una misura che pare essere contraria alle regole dell&#8217;Ue&#8221;.<\/p>\n<p>Nelle due settimane precedenti, Roma aveva ricevuto due messe in guardia dall&#8217;Ue, che ha seguito da vicino dibattito e votazioni al Senato e alla Camera. La prima lettera del 9 luglio, indirizzata al ministro Galan e firmata Ciolos, chiariva senza ambiguit\u00e0 che la proroga &#8221;sarebbe non solo in netto contrasto con il diritto Ue, ma anche con i ripetuti impegni assunti a livello politico dal governo italiano d\u2019imporre una rigorosa ed efficiente applicazione in Italia del regime delle quote latte&#8221;.<\/p>\n<p>Poi, era stato il direttore generale per la politica agricola della Commissione a scrivere all&#8217;Italia, lanciando un monito ancora pi\u00f9 chiaro: &#8221;Ogni modifica delle regole fissate nel 2003 sulla rateizzazione del pagamento delle multe per le quote latte (l&#8217;accordo fu fatto nel Consiglio Ecofin dall&#8217;allora e attuale ministro dell&#8217;economia, Tremonti) potrebbe violare le norme europee sugli aiuti di Stato&#8221;.<\/p>\n<p>Gli avvertimenti sono rimasti inascoltati. E cos\u00ec, 26 anni dopo la creazione del sistema delle quote latte, l&#8217;Italia rischia di combattere l\u2019ennesima disfida con l\u2019Unione e di perderci soldi e credibilit\u00e0. E questo proprio quando s\u2019intravvede la fine del meccanismo che scadr\u00e0, salvo proroghe, il 31 marzo 2015. Ma ha senso entrare in rotta di collisione con Bruxelles per un secchio di latte padano?<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche: <\/p>\n<p>S. Locatelli: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1532\" target= \"blank\"><b><u>Lingue Ue, Roma e Bruxelles ai ferri corti<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>R. Matarazzo: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1524\" target= \"blank\"><b><u>Ministero degli esteri, i nervi scoperti della riforma<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un contenzioso scaccia l\u2019altro: quote latte, \u201cmade in Italy\u201d, regime linguistico, a torto o &#8211; pi\u00f9 raramente &#8211; a ragione, l\u2019Italia non la smette pi\u00f9 di litigare con l\u2019Ue. 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