{"id":15390,"date":"2010-09-07T00:00:00","date_gmt":"2010-09-06T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-colombia-nella-partita-tra-obama-e-chavez\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:45","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:45","slug":"la-colombia-nella-partita-tra-obama-e-chavez","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/09\/la-colombia-nella-partita-tra-obama-e-chavez\/","title":{"rendered":"La Colombia nella partita tra Obama e Chavez"},"content":{"rendered":"<p>A met\u00e0 agosto la Corte Costituzionale della Colombia ha sospeso la validit\u00e0 di un Accordo in materia di difesa e sicurezza siglato tra Bogot\u00e0 e Washington che prevede l\u2019uso di sette basi militari colombiane da parte delle forze armate Usa. Con sei voti a favore e tre contrari, i giudici della Suprema Corte hanno sostenuto che l\u2019accordo ha natura di trattato internazionale e pertanto, per entrare in vigore, deve essere sottoposto alla valutazione e approvazione del Parlamento. Il presidente della Corte Mauricio Gonzales ha precisato che la sospensione avr\u00e0 efficacia fino a quando il Congresso non si sar\u00e0 espresso.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/Mappa basi militari colombiane.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\" align=\"center\"><\/p>\n<p><b>Disputa costituzionale<\/b><br \/>L\u2019accordo, di durata decennale, era stato siglato nell\u2019ottobre del 2009 dall\u2019allora presidente colombiano Alvaro Uribe, e da quello statunitense Barack Obama, con l\u2019obiettivo dichiarato di combattere il narcotraffico, il crimine organizzato e il terrorismo nella regione latinoamericana. A tale scopo, Bogot\u00e0 aveva concesso a Washington la possibilit\u00e0 di ospitare nelle proprie basi militari aerei e navi americane (il Pacifico \u00e8 la principale via d\u2019ingresso della cocaina). In cambio, la Casa Bianca ha garantito assistenza all\u2019esercito colombiano nelle operazioni contro il terrorismo e il traffico di droga.<\/p>\n<p>Uno degli aspetti pi\u00f9 controversi dell\u2019accordo, su cui ha posto l\u2019accento il <i>Colectivo de Abogados Jos\u00e9 Alvear Restrepo<\/i>, l\u2019organizzazione per i diritti umani che ha presentato ricorso alla Corte costituzionale, \u00e8 che il governo colombiano non ha seguito la prassi prevista per i trattati internazionali, violando gli articoli 150 (comma 16) e 241 (comma 10) della Costituzione relativi alle prerogative del Congresso e della Corte. Si voleva evidentemente evitare un aperto dibattito politico sul nuovo accordo. In effetti, nella Costituzione non esiste una norma che autorizzi il dispiegamento, la permanenza e l\u2019azione di truppe straniere nel territorio colombiano: l\u2019articolo 173 consente solo il transito di truppe straniere sul territorio nazionale, previa approvazione del Senato. Il governo colombiano ha sostenuto che non era necessario che l\u2019intesa passasse al vaglio del Congresso, trattandosi di un accordo semplificato che estendeva e potenziava impegni gi\u00e0 assunti in precedenza.<\/p>\n<p><b>Immunit\u00e0<\/b><br \/>Ad infuocare ancor pi\u00f9 il dibattito si \u00e8 aggiunto un altro elemento: l\u2019immunit\u00e0 per i militari statunitensi che operano nelle basi colombiane. Il governo di Bogot\u00e0 sostiene per\u00f2 che il documento contiene disposizioni precise: i militari statunitensi avranno solo il compito di fornire un appoggio tecnico e non potranno partecipare ad azioni di combattimento. Saranno la polizia e le truppe colombiane ad affrontare i gruppi armati illegali e i narcotrafficanti.<\/p>\n<p>L\u2019accordo \u00e8 stato fortemente criticato nella regione per due motivi principali. In primo luogo, perch\u00e9 il contenuto ufficiale del documento non \u00e8 stato mai completamente divulgato, nonostante le richieste dei paesi latinoamericani. In secondo luogo, perch\u00e9 le concessioni ottenute da Washington sono state viste come un tentativo di stabilire un controllo sulla regione. Bogot\u00e0 ha tuttavia reso noto che verr\u00e0 autorizzata la presenza sul territorio nazionale di un massimo di 800 militari statunitensi, che non potranno superare le frontiere colombiane. L\u2019accordo prevede che i militari Usa potranno utilizzare sette basi militari, tra cui Palanquero, la pi\u00f9 importante della Colombia, perch\u00e9 possiede la pista d\u2019atterraggio pi\u00f9 lunga e le migliori infrastrutture di appoggio.<\/p>\n<p><b>L\u2019ira di Chavez<\/b><br \/>Tra i maggiori oppositori regionali all\u2019intesa colombiana-statunitense spicca il presidente venezuelano Hugo Ch\u00e1vez che ha denunciato la presenza statunitense in Colombia come un\u2019ingerenza e una violazione della sovranit\u00e0 territoriale, ma teme anche che possa costituire un trampolino di lancio per un\u2019invasione contro il proprio paese. Ch\u00e0vez ha reagito all\u2019accordo sospendendo le importazioni dalla Colombia e cancellando alcuni programmi bilaterali di cooperazione nel campo dell\u2019energia. Ma l\u2019accordo \u00e8 stato aspramente criticato anche dai presidenti dell\u2019Ecuador, Rafael Correa, della Bolivia, Evo Morales, e del Brasile, Lula Inacio da Silva. Anch\u2019essi credono che gli Stati Uniti, al di l\u00e0 del\u2019obiettivo dichiarato di dare continuit\u00e0 alle operazioni di vigilanza e interdizione del narcotraffico, miri a insediarsi stabilmente nella regione. <\/p>\n<p> La partita sembra ancora aperta. L\u2019ago della bilancia \u00e8 il nuovo presidente della Colombia, Juan Manuel Santos, in carica dal 7 agosto scorso. Dopo aver negoziato l\u2019accordo durante il governo di Uribe in qualit\u00e0 di ministro della Difesa, Santos deve adesso scegliere se dare priorit\u00e0 alle relazioni con la Casa Bianca, sottoponendo l\u2019accordo al Congresso, oppure, accantonarlo per non danneggiare i rapporti con i vicini, e in particolare con il Venezuela<\/p>\n<p>Le fragili relazioni tra Colombia e Venezuela, del resto, sono state ristabilite solo di recente: dopo settimane in cui la tensione tra i due paesi, in atto da oltre cinque anni, aveva raggiunto livelli preoccupanti, facendo persino temere un confronto militare, ad agosto i Capi di Stato dei due paesi si sono incontrati nel nord della Colombia per sancire una tregua.<\/p>\n<p>Santos sceglier\u00e0 probabilmente di salvaguardare le relazioni con Washington. D\u2019altronde, la decisione della Corte Costituzionale colombiana non inficia, come detto, i trattati bilaterali in vigore, come il <i>Plan Colombia para la Paz <\/i>del 1998 volto a rafforzare la lotta contro il traffico di droga attraverso il coordinamento delle forze armate e della polizia. Non \u00e8 facile prevedere quando si trover\u00e0 una soluzione al contenzioso sul nuovo accordo, poich\u00e9 le Camere non hanno una scadenza per pronunciarsi. Tuttavia, qualora il presidente Santos decidesse di sottoporre l\u2019accordo al Parlamento, la otterrebbe facilmente dato che il suo partito, il Partito della U (Partito di Uribe), vi detiene la maggioranza.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche: <\/p>\n<p>G. Casa: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1131\" target= \"blank\"><b><u>La scommessa di Uribe<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A met\u00e0 agosto la Corte Costituzionale della Colombia ha sospeso la validit\u00e0 di un Accordo in materia di difesa e sicurezza siglato tra Bogot\u00e0 e Washington che prevede l\u2019uso di sette basi militari colombiane da parte delle forze armate Usa. 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