{"id":1540,"date":"2006-07-11T00:00:00","date_gmt":"2006-07-10T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/afghanistan-la-base-giuridica-della-missione-italiana\/"},"modified":"2017-11-03T15:43:25","modified_gmt":"2017-11-03T14:43:25","slug":"afghanistan-la-base-giuridica-della-missione-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2006\/07\/afghanistan-la-base-giuridica-della-missione-italiana\/","title":{"rendered":"Afghanistan: la base giuridica della missione italiana"},"content":{"rendered":"<p>Dopo un lungo travaglio, il Governo ha varato il decreto legge sul rifinanziamento della missione italiana in Afghanistan. Non \u00e8 stato aumentato il personale n\u00e9 sono stati forniti nuovi mezzi, come era stato chiesto dalla Nato. Il Governo ha dovuto mediare tra le varie istanze per trovare un minimo comun denominatore e non  \u00e8 detto che la conversione in legge del decreto possa avvenire in modo indolore per l\u2019attuale maggioranza. Contro l\u2019impegno militare italiano sono state usate delle argomentazioni giuridiche che, per la verit\u00e0, non appaiono del tutto fondate. Per fare chiarezza, \u00e8 bene ripercorrere il calendario delle operazioni militari.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019attentato alle Torri Gemelle, gli Stati Uniti e gli altri membri della coalizione sono intervenuti in Afghanistan invocando il diritto di legittima difesa. L\u2019uso della forza in legittima difesa non necessita di essere autorizzato dalle Nazioni Unite, essendo un diritto naturale degli Stati, come stabilisce l\u2019art. 51 della Carta Onu. Tra l\u2019altro,  le risoluzioni del Consiglio di sicurezza  (CdS) 1368 e 1373, adottate dopo l\u2019attentato di Al Qaeda, fanno riferimento a tale diritto nel preambolo. Il punto \u00e8 importante, poich\u00e9 fino ad allora la legittima difesa era concepita come esercitabile contro uno Stato e Al Qaeda non era e non \u00e8 un\u2019entit\u00e0 statale.<\/p>\n<p><b>L\u2019esercizio della legittima difesa<\/b><br \/>L\u2019Afghanistan segna una svolta importante. Ormai la maggioranza degli autori del diritto internazionale ammette che la legittima difesa possa essere esercitata non solo contro uno Stato, ma anche nei confronti di un\u2019entit\u00e0 non statale. Peraltro, Al Qaeda era praticamente da inquadrare nell\u2019organizzazione di governo dei Talebani al potere in Afghanistan e quindi, anche a prescindere dalla dottrina della legittima difesa contro entit\u00e0 non statali, l\u2019azione Usa e della coalizione era ascrivibile alla nozione tradizionale di legittima difesa, come risposta ad un attacco armato proveniente da uno Stato.La rapida fine del regime dei Talebani \u00e8 stata salutata dal CdS con la risoluzione 1378 del 14 novembre 2001, con cui si invitano gli Stati membri delle Nazioni Unite a provvedere alla sicurezza di Kabul e dintorni. Dopo il processo di Bonn e la costituzione di un governo provvisorio afgano, la risoluzione 1386 del CdS del 20 dicembre 2001 ha autorizzato l\u2019Isaf (International Security Force), sotto comando britannico, a operare a Kabul. L\u2019Isaf non \u00e8 quindi una Forza delle Nazioni Unite, ma una Forza autorizzata dalle Nazioni Unite, che trova la sua legittimazione anche nel consenso dato dalle autorit\u00e0 afgane. <\/p>\n<p>Distinta dall\u2019Isaf, che ha operato intorno a Kabul, \u00e8 Enduring Freedom, a leadeship Usa, che ha trovato la sua iniziale giustificazione nella legittima difesa e, dopo la fine del regime dei Talebani, nel consenso del governo afgano. A differenza dell\u2019Isaf, Enduring Freedom ha svolto vere e proprie azioni di peace-enforcing, per combattere i Talebani nel Sud dell\u2019Afghanistan.A partire dal 2003, l\u2019Isaf \u00e8 passata sotto comando Nato. L\u2019opinione secondo cui la presenza Nato non \u00e8 stata legittimata dalle Nazioni Unite \u00e8 errata. La risoluzione del CdS 1510 del 2003, dopo aver preso nota della lettera inviata dal Segretario generale della Nato al Segretario generale delle Nazioni Unite con cui si annunciava il coinvolgimento della Nato nell\u2019Isaf, autorizza la Forza a operare all\u2019esterno di Kabul e legittima inoltre la partecipazione Nato.<\/p>\n<p><b>I nuovi compiti della Nato<\/b><br \/>L\u2019impegno Nato trova la propria giustificazione non nel Trattato istitutivo dell\u2019Alleanza, ma nei nuovi compiti attribuiti alla stessa dal Vertice dei Capi di Stati e di Governo della Nato, tenutosi a Washington nel 1999. Tecnicamente si tratta di una missione non-Articolo V, destinata agli impegni dell\u2019organizzazione nel fuori-area, a partecipazione volontaria degli Stati membri. La presenza Nato \u00e8 ulteriormente legittimata dalla risoluzione del CdS 1563 del 2004, dove tra l\u2019altro si afferma la necessit\u00e0 di rafforzare l\u2019Isaf con nuovo personale e nuovi mezzi. Quindi la richiesta all\u2019Italia in tal senso \u00e8 tutt\u2019altro che peregrina!<\/p>\n<p>Isaf e Enduring Freedom  erano state tenute distinte. Ma a partire dal 2004 si fa strada l\u2019idea di una possibile sinergia tra le due Forze. Le Nazioni Unite legittimano non solo Isaf, ma anche Enduring Freedom, a cui l&#8217;Italia partecipa. La pi\u00f9 recente risoluzione del CdS sull\u2019Afghanistan \u00e8 esplicita al riguardo (ris. 1662 del 23 marzo 2006, par. 18), come  lo erano quelle adottate dal 2004. Quindi \u00e8 sbagliato dire che, a differenza dell\u2019Isaf, le Nazioni Unite non hanno mai legittimato Enduring Freedom.<\/p>\n<p>Piuttosto \u00e8 da segnalare che Enduring Freedom ha anche un aspetto marittimo, con il pattugliamento navale nel Golfo Arabico. L\u2019operazione,  iniziata dopo l\u2019attacco alle Torri Gemelle, aveva lo scopo di colpire basi talebane in Afghanistan con mezzi in partenza da navi e di impedire il sostegno via mare in armi e uomini ai Talebani e Al Qaeda. Si trattava quindi di esercizio del diritto di legittima difesa collettiva. Il problema giuridico, qui, \u00e8 il termine finale dell\u2019azione in legittima difesa. Una volta sconfitti i Talebani, \u00e8 giuridicamente sostenibile che l\u2019azione in legittima difesa possa continuare? <\/p>\n<p>Si, secondo gli Stati Uniti, che concepiscono la lotta al terrorismo come una \u201cguerra permanente\u201d. No, se al contrario si parte dal principio, pi\u00f9 plausibile sotto il profilo giuridico, secondo cui la legittima difesa deve cessare quando l\u2019avversario sia stato debellato e il CdS abbia preso le misure necessarie per ristabilire la pace e la sicurezza internazionale. <\/p>\n<p>Navi da guerra possono legittimamente pattugliare l\u2019alto mare e intercettare bandiere straniere nei casi ammessi dal diritto del mare, tra cui compare la pirateria, ma non la lotta al terrorismo. L\u2019intercettazione e l\u2019abbordaggio di una nave straniera pu\u00f2 per\u00f2 sempre avvenire con il consenso dello Stato della bandiera, che generalmente viene dato quando si tratta di reprimere attivit\u00e0 illecite. Quindi la presenza italiana nel Mare Arabico \u00e8 del tutto legittima, purch\u00e9 il controllo dei traffici marittimi avvenga secondo i parametri stabiliti dal diritto internazionale del mare.<\/p>\n<p>Il Governo ha deciso di non aumentare in uomini e mezzi la presenza militare in Afghanistan. Una volta preso atto di tale decisione, occorre per\u00f2 stabilire regole d\u2019ingaggio chiare e conformi all\u2019impegno che la situazione richiede, ricordando che ormai la missione afgana \u00e8 piuttosto una missione di peace enforcing che una missione di peace keeping. Quanto all\u2019impegno navale e agli aspetti marittimi di Enduring Freedom, la partecipazione italiana, per poter essere giuridicamente ineccepibile, deve operare in conformit\u00e0 alle regole del diritto internazionale del mare che, tranne limitate e ben determinate eccezioni, postulano il consenso dello Stato della bandiera, quando s\u2019intenda fermare e visitare una nave straniera.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo un lungo travaglio, il Governo ha varato il decreto legge sul rifinanziamento della missione italiana in Afghanistan. Non \u00e8 stato aumentato il personale n\u00e9 sono stati forniti nuovi mezzi, come era stato chiesto dalla Nato. 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