{"id":15410,"date":"2010-09-09T00:00:00","date_gmt":"2010-09-08T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/barroso-guarda-avanti-e-prepara-il-dopo-crisi\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:44","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:44","slug":"barroso-guarda-avanti-e-prepara-il-dopo-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/09\/barroso-guarda-avanti-e-prepara-il-dopo-crisi\/","title":{"rendered":"Barroso guarda avanti e prepara il dopo-crisi"},"content":{"rendered":"<p>I poteri e la potenza non sono quelli. Ma il rito \u00e8 lo stesso, o almeno pretende di esserlo: come gli Stati Uniti, anche l\u2019Europa ha ora il discorso \u2018sullo stato dell\u2019Unione\u2019, pronunciato nell\u2019emiciclo del Parlamento europeo dal presidente della Commissione europea. Certo, la lista delle priorit\u00e0 2010\/\u201911 tracciata, marted\u00ec mattina, da Jos\u00e9 Luis Durao Barroso non ha (ancora?) n\u00e9 il fascino n\u00e9 l\u2019autorit\u00e0 del discorso sullo stato dell\u2019Unione che il presidente statunitense fa ogni anno a fine gennaio a Congresso riunito. Ma, contrariamente ai timori, l\u2019emiciclo di Strasburgo s\u2019\u00e8 riempito a dovere per il \u2018primo giorno di scuola\u2019 delle istituzioni comunitarie dopo la pausa estiva, senza il ricorso, come era stato ipotizzato, alla minaccia di multe agli assenti.<\/p>\n<p>Il presidente della Commissione delinea priorit\u00e0, ma inanella soprattutto slogan: \u201cAgire compatti per il successo\u201d, \u201cO nuotiamo insieme o affondiamo insieme\u201d, \u201cPi\u00f9 scienza e meno burocrazia\u201d, bisogna \u201clavorare di pi\u00f9\u201d, per l\u2019Ue \u201c\u00e8 arrivato il momento della verit\u00e0\u201d. Ma ci sono pure passi concreti, specie verso l\u2019Unione economica a completamento dell\u2019Unione monetaria, e passaggi d\u2019attualit\u00e0, come l\u2019appello perch\u00e9 Sakineh viva &#8211;  Sakineh \u00e8 la donna iraniana, madre di due figli, condannata alla lapidazione (\u201cuna barbarie indicibile\u201d), dopo essere stata giudicata colpevole di adulterio e di concorso nell\u2019omicidio del marito.<\/p>\n<p><b>Messa in guardia contro il populismo<\/b><br \/>Gli accenti pi\u00f9 forti, e pi\u00f9 polemici, Barroso li trova contro razzismo e discriminazione: \u201cin Europa &#8211; afferma il presidente della Commissione &#8211; non c&#8217;e&#8217; posto per il razzismo\u201d; e invita tutti \u201cad agire con sensibilit\u00e0\u201d su \u201cquestioni cos\u00ec delicate\u201d come i diritti degli emigrati, specie quando sono cittadini dell\u2019Unione, senza risvegliare \u201cfantasmi del passato\u201d. Barroso non chiama direttamente in causa la Francia n\u00e9 cita l\u2019Olanda o l\u2019Italia, un tempo campione d\u2019europeismo e di solidariet\u00e0, oggi implicitamente sotto accusa per la politica sull\u2019emigrazione e sui rom (tra respingimenti in mare e distruzioni di campi).<\/p>\n<p>Ma i capigruppo che commentano il discorso del presidente sono pi\u00f9 espliciti: puntano il dito sulla Francia, che camuffa da partenze volontarie il rimpatrio dei rom verso i Paesi d\u2019origine, e hanno pure in mente l\u2019Italia della Lega o l\u2019Olanda, dove un partito xenofobo \u00e8 la seconda forza politica nazionale.<\/p>\n<p>Barroso avverte: ogni forma di discriminazione \u201c\u00e8 puramente inaccettabile\u201d, tutti i cittadini hanno \u201cdiritti e doveri\u201d e bisogna trovare un \u201cequilibrio\u201d tra il rispetto della libert\u00e0 di circolazione e quello della sicurezza, evitando \u201cstrumentalizzazioni populiste\u201d. Se \u201ctutti i cittadini devono rispettare la legge\u201d, \u201ctutti i governi devono rispettare i diritti umani, compresi quelli delle minoranze\u201d.<\/p>\n<p>Il capogruppo socialista Martin Schulz, quello che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi un giorno tratt\u00f2 da kap\u00f2 in aula, include il governo francese fra xenofobi e razzisti di questa Europa. E il capogruppo liberal-democratico, il belga Guy Verhofstadt, uno degli ultimi \u2018europeisti\u2019 convinti, definisce \u201cinaccettabile\u201d quello che accade in Francia e aggiunge: \u201cpurtroppo non \u00e8 un caso isolato\u201d, perch\u00e9 \u201cdiversi altri governi piombano nelle tentazioni del populismo, della xenofobia e del razzismo \u2026 e strumentalizzano le paure e le inquietudini\u201d dei loro cittadini.<\/p>\n<p>Nella scia del dibattito, la Commissione annuncia la creazione di una <i>task force<\/i> per valutare l\u2019uso che si fa nei vari Paesi dei fondi Ue per l\u2019integrazione dei rom. La<i> task force<\/i>, composta da esperti dell\u2019Esecutivo, presenter\u00e0 i primi risultati del proprio lavoro entro fine anno.<\/p>\n<p><b>Passi verso l\u2019Unione economica<\/b><br \/>Il superamento della crisi dell\u2019economia e la ricerca di ricette di crescita sono il fulcro del discorso sullo stato dell\u2019Unione, che contiene, qui, indicazioni precise: Barroso rilancia l\u2019idea degli eurobond per finanziare le grandi infrastrutture europee; vuole tassare le transazioni finanziarie e \u201cmettere fuorilegge le vendite allo scoperto\u201d. Si delineano subito conflitti con e fra i governi dei 27. Il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schauble, a Bruxelles per l\u2019Ecofin, dice: \u201cSono idee che, lontano da qui, appaiono un po\u2019 irrealistiche\u201d. Ma il suo collega italiano Giulio Tremonti, invece, gongola: \u201cBene gli eurobond: c\u2019\u00e8 il copyright italiano, su quell\u2019idea\u201d. Sullo sfondo, si profila una riedizione del \u2018problema britannico\u2019 sul bilancio Ue che, all\u2019inizio degli anni Ottanta, paralizz\u00f2 l\u2019allora Comunit\u00e0, mentre la Francia affronta, tra contrasti sociali e politici, una riforma delle pensioni sostenuta da Bruxelles, ma contestatissima in patria.<\/p>\n<p>Nonostante divisioni a venire su tasse e banche, l\u2019Ecofin, riunito a Bruxelles proprio mentre Barroso parla a Strasburgo, d\u00e0 il via libera al semestre europeo per coordinare le finanziarie nazionali e fa progressi verso quella riforma della vigilanza finanziaria destinata a trasferire all\u2019Unione una parte dei poteri delle banche centrali dei singoli Stati.<\/p>\n<p>Sono segnali di passaggio dai timori di friabilit\u00e0 dell\u2019Unione monetaria alla speranza di progressi verso l\u2019Unione economica. La crisi greca e l\u2019indebolimento dell\u2019euro avevano quasi monopolizzato la primavera dell\u2019Ue, frenando l\u2019attuazione del Trattato di Lisbona, in vigore dal 1\u00b0 dicembre, e i processi d\u2019integrazione, perch\u00e9 quando le cose vanno male \u00e8 davvero difficile mettere le risorse in comune. <\/p>\n<p>Il \u2018colpo di reni\u2019 dell\u2019intesa franco-tedesca al Consiglio europeo del 17 giugno ha per\u00f2 ridato coesione e ottimismo all\u2019Ue e ai 27. E l\u2019autunno dell\u2019Unione \u00e8 ora carico d\u2019attese: oltre alla ripresa della dinamica dell\u2019allargamento, ravvivata dal parere della Corte di Giustizia dell\u2019Onu che il 22 luglio ha valutato legittima la dichiarazione d\u2019indipendenza unilaterale del Kosovo, l\u2019integrazione dell\u2019Unione monetaria con ulteriori elementi di Unione economica; l\u2019avvio del Servizio europeo d\u2019azione esterna, una vera e propria diplomazia continentale, strumento indispensabile d\u2019una futura politica estera comune; e, pi\u00f9 lontana, sullo sfondo, la \u2018nuova utopia\u2019 d\u2019una difesa europea.<\/p>\n<p><b>La sorpresa Barroso<\/b><br \/>Il discorso sullo stato dell\u2019Unione \u00e8 stato un primo momento di analisi e di verifica: Barroso e il presidente stabile del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, sono state le \u2018rivelazioni\u2019 di questa prima fase di attuazione del Trattato di Lisbona: Barroso, dopo una prima presidenza di basso profilo, non ha pi\u00f9 l\u2019ansia della conferma  e si muove con maggiore coraggio e scioltezza; Van Rompuy ha mostrato doti di equilibrio e capacit\u00e0 di mediazione fra i leader Ue.<\/p>\n<p>L\u2019agenda Ue d\u2019autunno resta peraltro caratterizzata dai seguiti e dalle conseguenze della crisi economica dell\u2019autunno 2008. Ferdinando Nelli Feroci, ambasciatore, rappresentante dell\u2019Italia presso l\u2019Ue, ha idee molto chiare su quanto \u00e8 stato finora fatto e su quanto resta da fare: \u201cLa risposta dell\u2019Unione alla crisi \u00e8 stata essenzialmente il coordinamento per eliminare le distorsioni legate a iniziative nazionali\u201d. \u00c8 stato creato un Fondo di Stabilizzazione, sono stati avviati controlli sulle banche e si va pure delineando una governance economica a 27 con maggiori responsabilit\u00e0 per i Paesi fuori dall\u2019Eurozona. \u201cOra, per\u00f2, ci attendono decisioni non facili, ma da adottare rapidamente\u201d, avverte Nelli Feroci parlando al direttivo dell\u2019Istituto Affari Internazionali.<\/p>\n<p>Primo obiettivo, la riforma del Patto di Stabilit\u00e0, lungo ipotesi che prevedono un coordinamento <i>ex ante<\/i> delle finanziarie nazionali, nuovi meccanismi sanzionatori, una diversa considerazione del debito e pure delle performance dei paesi. Secondo obiettivo, la riforma del bilancio dell\u2019Ue, che comporta la riforma di alcune politiche, come quella agricola e quella di coesione, in modo da liberare risorse per finanziare altre politiche di crescente importanza. Terzo obiettivo, l\u2019attuazione dell\u2019agenda Europa 2020 proposta dalla Commissione, dove, se gli elementi di continuit\u00e0 prevalgono su quelli di novit\u00e0,  l\u2019accento \u00e8 sul coordinamento delle politiche economiche.<\/p>\n<p>L\u2019idea che un\u2019Unione monetaria debba essere integrata e consolidata da un\u2019Unione economica \u00e8 ormai acquisita, anche se i progressi saranno lenti. E c\u2019\u00e8 gi\u00e0, fra gli eurodeputati, chi sostiene che, per dar vita a un vero e proprio governo economico europeo, non si pu\u00f2 fare a meno di rimettere mano ai trattati.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche: <\/p>\n<p>G. Gramaglia: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1538\" target= \"blank\"><b><u>Quote latte e \u201cmade in Italy\u201d, rispunta l\u2019Italietta<\/u><\/b><\/a> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I poteri e la potenza non sono quelli. Ma il rito \u00e8 lo stesso, o almeno pretende di esserlo: come gli Stati Uniti, anche l\u2019Europa ha ora il discorso \u2018sullo stato dell\u2019Unione\u2019, pronunciato nell\u2019emiciclo del Parlamento europeo dal presidente della Commissione europea. 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