{"id":15450,"date":"2010-09-12T00:00:00","date_gmt":"2010-09-11T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lascesa-silente-dei-fondi-sovrani-e-litalia\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:43","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:43","slug":"lascesa-silente-dei-fondi-sovrani-e-litalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/09\/lascesa-silente-dei-fondi-sovrani-e-litalia\/","title":{"rendered":"L&#8217;ascesa silente dei Fondi sovrani e l&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p>Tra i nuovi attori dei mercati internazionali assumono sempre maggiore importanza i Fondi sovrani di investimento (FoS). Veicoli finanziari appartenenti, tra gli altri, agli Stati emergenti tra i pi\u00f9 ricchi al mondo, i 55 FoS \u2013 tanti se ne contano \u2013 sono dotati di un capitale che si aggira attorno ai 4.000 miliardi di dollari, destinato, secondo le stime pi\u00f9 recenti, a raggiungere i 12.000 miliardi di dollari entro il 2020. Sono, per grandezza, la sesta entit\u00e0 finanziaria mondiale, dopo banche, borse, fondi pensione e assicurazioni. Hanno sede in vari tipi di Stati \u2013 dalla Cina al Canada dagli Emirati al Cile \u2013 e, in ragione di ci\u00f2, presentano caratteristiche molto diverse fra loro.<\/p>\n<p><b>Realt\u00e0 opaca<\/b><br \/>\nCosa esattamente siano e cosa facciano i Fondi sovrani di investimento non \u00e8 cosa facile a dirsi, poich\u00e9 sono molto poco inclini a divulgare dati e informazioni sulle proprie attivit\u00e0 e strategie di investimento e seguono perci\u00f2 una politica di grande riservatezza. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che non sempre sono guidati dalla logica del puro rendimento economico: talora perseguono un ritorno di immagine, l\u2019acquisizione di uno specifico <i>know-how<\/i> da importare nel proprio paese, o finalit\u00e0 politico-strategiche, come il rafforzamento dei legami con un altro paese. Gli investimenti possono avere anche motivi religiosi: nel 2008 il Qatar invest\u00ec, attraverso il suo Fondo sovrano (Qatar Investment Authority), un miliardo di dollari per la costruzione di infrastrutture a Mindanao, nelle Filippine, dove \u00e8 forte la presenza musulmana.<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 che i FoS non si prestano a facili e univoche interpretazioni. Sono molti infatti gli elementi da prendere in considerazione: per quanto riguarda il Paese ricevente, l\u2019importanza, pi\u00f9 o meno strategica, del settore di investimento e la legislazione sugli investimenti esteri; per quanto riguarda il Fondo investitore, la trasparenza e l\u2019origine del capitale, nonch\u00e9 il regime interno del Paese che lo detiene. Tutti elementi di fondamentale importanza per valutare i rischi connessi agli investimenti dei Fondi sovrani e mettere a punto le strategie, anche legislative, per renderli un\u2019effettiva opportunit\u00e0 di crescita e sviluppo.<\/p>\n<p><b>Inversione di tendenza<\/b><br \/>\nPrima dell\u2019esplosione della bolla finanziaria nel 2008 i Fondi sovrani erano considerati perlopi\u00f9 una minaccia da cui difendersi, tanto che Stati come Francia, Germania e Stati Uniti si sono dotati di legislazioni atte a tutelare i settori maggiormente esposti e sensibili, come la difesa e le telecomunicazioni. In seguito vi \u00e8 stata una netta inversione di tendenza: hanno cominciato ad essere percepiti come possibili fonti di capitali preziosi, in una situazione di scarsa liquidit\u00e0, per il sostegno alla ripresa economica e all&#8217;occupazione.<\/p>\n<p>Recentemente, per\u00f2, e specialmente in Italia, complici la recente visita del leader libico, Muammar Gheddafi, e l&#8217;innalzamento della quota azionaria della Libia in Unicredit, si \u00e8 avuto un nuovo cambio di prospettiva e si \u00e8 tornati a riconsiderare le implicazioni di alcune partecipazioni dei Fondi sovrani in aziende di interesse strategico per il nostro Paese.<\/p>\n<p>A suscitare l\u2019attenzione dei media, sia nazionali che internazionali, sono state le recenti acquisizioni di partecipazioni in Unicredit Group: a giugno il Fondo emiratino Ipic ha acquisito una quota del 4,99% attraverso la controllata Aabar; pi\u00f9 di recente, la Lybian Investment Authority, il Fondo sovrano libico, ne ha acquisito una del 2%, che si \u00e8 venuta ad aggiungere a quella del 4,99% gi\u00e0 posseduta dalla Banca centrale libica, portando cos\u00ec Tripoli a controllare il 7% dell\u2019istituto di credito italiano. Nel complesso \u2013 tra Libia ed Emirati \u2013 la partecipazione araba \u00e8 salita al 12%. Del caso si stanno occupando sia Consob che Banca d\u2019Italia, in quanto autorit\u00e0 di vigilanza.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio sul valore aggiunto dei FoS per le societ\u00e0 partecipate o controllate che il dibattito si \u00e8 andato intensificando. Recenti studi hanno evidenziato che, dopo un primo momento di crescita della durata media di tre anni, le societ\u00e0 controllate dai Fondi sovrani registrano spesso significativi rallentamenti o battute d\u2019arresto.<\/p>\n<p><b>Presenza in Italia<\/b><br \/>\nIn realt\u00e0, la presenza dei Fondi Sovrani in Italia non \u00e8 cosa nuova. Gi\u00e0 nel 1976 la Libyan Arab Foreign Investment Company (Lafico), oggi una delle principali controllate del Fondo sovrano libico, acquista il 15% di Fiat, ne esce dieci anni dopo con una plusvalenza pari a 2,6 miliardi di dollari per poi rientrarvi nuovamente nel 2000 con l&#8217;acquisto del 2%. Segue poi, l&#8217;acquisizione, nell\u2019aprile del 1996, dell&#8217;1,7% (per un valore di 124 miliardi di lire) della holding televisiva Mediaset da parte del Fondo sovrano pi\u00f9 grande al mondo, l&#8217;emiratino Abu Dhabi Investment Authority (Adia), che ne detiene ancora il 2%.<\/p>\n<p>Se inizialmente i Fondi Sovrani investivano principalmente nel settore finanziario, a seguito delle perdite subite nel 2008 e della conseguente necessit\u00e0 di differenziazione del rischio e di una maggiore internazionalizzazione, oggi iniziano ad esplorare altri settori. Ritroviamo una loro presenza, tra gli altri, nel settore automobilistico, energetico, delle infrastrutture, degli immobili, e del lusso. Si registra, infatti, la partecipazione del 5% di Mubadala in Ferrari per un valore di 114 milioni di euro, quella del 2% di Bulgari da parte di Adia, l&#8217;acquisto dell&#8217;Hotel Gallia a Milano da parte della controllata del Fondo sovrano qatarino, Qatari Diar, e quello dell&#8217;Hotel Principe di Savoia da parte del Fondo sovrano del Brunei. Nell&#8217;ambito sportivo, si registra l\u2019acquisto del 7,5% della Juventus e del 33% della Triestina da parte del Fondo sovrano libico.<\/p>\n<p>In prospettiva, i Fondi sovrani potrebbero avere un ruolo di rilievo nell\u2019economia internazionale ed europea, compresa quella italiana. Servono per\u00f2 interventi politici e legislativi per far s\u00ec che quella che continua ad apparire come una possibile minaccia divenga un\u2019effettiva opportunit\u00e0 di crescita e cooperazione economica.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>A. Santoni: <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1522\" target=\"blank\"><b><u>Finanza asiatica all\u2019offensiva<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra i nuovi attori dei mercati internazionali assumono sempre maggiore importanza i Fondi sovrani di investimento (FoS). 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