{"id":15470,"date":"2010-09-15T00:00:00","date_gmt":"2010-09-14T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/italiani-tifano-obama-ma-hanno-dubbi\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:43","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:43","slug":"italiani-tifano-obama-ma-hanno-dubbi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/09\/italiani-tifano-obama-ma-hanno-dubbi\/","title":{"rendered":"Italiani tifano Obama, ma hanno dubbi"},"content":{"rendered":"<p>La crisi economica e le difficolt\u00e0 sia dell\u2019Unione europea che dell\u2019amministrazione americana a rilanciare la ripresa non hanno intaccato il tradizionale europeismo e atlantismo degli italiani, che anzi continuano a vantare un primato in Europa su entrambi i fronti. A due mesi da elezioni di medio termine che si preannunciano ad alto rischio per il partito di Obama, gli ultimi dati sugli orientamenti dell\u2019opinione pubblica confermano, in Italia pi\u00f9 che in altri paesi europei, la positiva inversione di tendenza nei rapporti transatlantici avviata quasi due anni fa con l\u2019elezione del nuovo presidente. Ad una lettura pi\u00f9 attenta, tuttavia, emergono alcune divergenze di fondo che potrebbero aggravarsi in vista degli impegnativi, e per certi versi insidiosi, appuntamenti internazionali dei prossimi mesi. \u00c8 quanto si evince dal <i>Transatlantic Trends 2010<\/i>, lo studio sugli orientamenti delle opinioni pubbliche europee e americana realizzato dal German Marshall Fund e dalla Compagnia di San Paolo, giunto alla nona edizione.<\/p>\n<p><b>Consenso ad ampio spettro<\/b><br \/>L\u2019Italia \u00e8 il paese in cui, insieme alla Germania, il gradimento per la politica internazionale del Presidente americano rimane tra i pi\u00f9 alti (84%): ben oltre la media europea (78%), anche se c\u2019\u00e8 una leggera flessione rispetto alle stellari aspettative registrate lo scorso anno, pochi mesi dopo l\u2019insediamento (91%). Su questo risultato influisce certamente anche il consenso bipartisan per il modo in cui Obama ha gestito i rapporti bilaterali con l\u2019Italia: 91%, ben venti punti oltre la media degli altri paesi europei. Un dato che dimostra, tra l\u2019altro, che la fine della <i>special relationship <\/i>che esisteva tra il presidente Berlusconi e l\u2019ex presidente Bush non ha avuto alcuna ripercussione, nella percezione pubblica, sui rapporti bilaterali, che funzionano anche a prescindere dalle amicizie personali. <\/p>\n<p>Questo entusiasmo per gli Usa comincia tuttavia a scemare, anche se in Italia meno che altrove, quando dalla valutazione generale si passa all\u2019analisi delle specifiche politiche: una maggioranza pi\u00f9 modesta, ma comunque significativa di italiani intervistati (62% rispetto ad una media europea del 49%) valuta positivamente le scelte dell\u2019amministrazione Obama in Afghanistan; un\u2019ampia maggioranza ne apprezza l\u2019impegno nella lotta ai cambiamenti climatici (76% contro il 61% degli europei), la strategia adottata nei confronti dell\u2019Iran (65% contro il 58%) e della Russia (74% contro il 65%), cos\u00ec come per l\u2019allentamento delle tensioni in Medio Oriente (72% contro il 59%). L\u2019apprezzamento per l\u2019impegno profuso da Obama per migliorare il clima dei rapporti internazionali fa dunque premio, per italiani ed europei pi\u00f9 che per gli americani, sugli scarsi risultati fino ad ora ottenuti sui diversi dossier, anche se non \u00e8 scontato che questa apertura di credito duri ancora a lungo.<\/p>\n<p><b>I nodi Afghanistan e Iran<\/b><br \/>Lo conferma, tra l\u2019altro, l\u2019ulteriore decremento di quanti si dichiarano ottimisti sulla stabilizzazione dell\u2019Afghanistan, in netto calo anche in Italia (28%, &#8211; 11% rispetto a un anno fa). Se in tutta Europa cresce il numero (ormai siamo al 64%) di quanti vorrebbero la riduzione o il ritiro dei propri contingenti dall\u2019Afghanistan, gli italiani si dividono: circa un terzo (34%) vorrebbe mantenere l\u2019attuale presenza militare, ma sempre un terzo (35%), preferirebbe il ritiro. Uno su quattro si accontenta invece di una riduzione dei soldati. <\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/Immagine_mata.png\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\" align=\"center\"><\/p>\n<p>Sia gli americani che gli italiani sono fortemente preoccupanti per la prospettiva di un Iran dotato di armi nucleari (86% negli Usa e 88% in Italia, la pi\u00f9 alta nell\u2019Ue), anche se le divergenze diventano nette quando si passa all\u2019analisi delle misure da adottare: in linea con gli europei, gli italiani prediligono gli incentivi economici (35%), gli americani le sanzioni (43%). Il ricorso all\u2019opzione militare quando sono percorribili altre misure \u00e8 invece largamente impopolare su entrambe le sponde dell\u2019Atlantico (6% in Europa e 9% negli Usa). Ma se tutte le altre ipotesi si rivelassero inefficaci, il numero di quanti sarebbero disposti ad intraprendere un\u2019azione militare per evitare che l\u2019Iran si doti di un arsenale nucleare diventano il 46% in Italia (rispetto alla media Ue del 43%) e ben il 64% negli Usa. <\/p>\n<p>A fronte di queste tendenze, vale comunque la pena notare che sia per gli italiani che per gli europei, la desiderabilit\u00e0 di una forte leadership dell\u2019Unione europea negli affari mondiali raggiunge livelli molto pi\u00f9 alti (85% in Italia) rispetto a quella per la leadership Usa (55%). Ad ulteriore conferma delle altissime aspettative esistenti sia in Europa che negli Usa (dove la desiderabilit\u00e0 per la leadership Ue \u00e8 del 72%) per il ruolo dell\u2019Ue e, indirettamente, per le potenzialit\u00e0 ancora inespresse del Trattato di Lisbona, entrato in vigore alla fine del 2009.<\/p>\n<p><b>La crisi  e l\u2019euro <\/b><br \/>Pi\u00f9 complesso \u00e8 lo scenario quando si arriva all\u2019analisi degli effetti della crisi economica in Europa, dalla quale un maggioranza sempre pi\u00f9 ampia di italiani (67%) ed europei (60%) dichiara di essere stata colpita direttamente, con un significativo incremento rispetto allo scorso anno. A differenza di molti altri paesi europei, incluse Francia e Germania, nei quali la maggior parte degli intervistati afferma che la moneta unica ha avuto effetti negativi sull\u2019economia nazionale, in Italia invece  il giudizio \u00e8 equamente diviso tra chi vede nell\u2019euro effetti positivi per il paese (47%), e chi invece giudica negativamente l\u2019introduzione della moneta unica (48%). La consapevolezza della positiva funzione di \u201cprotezione\u201d svolta dalla moneta unica e dall\u2019Ue, in particolare rispetto agli effetti della crisi finanziaria, in Italia ha evidentemente fatto breccia non solo tra le forze politiche che solo recentemente hanno smesso di evocare l\u201duscita dell\u2019Italia dall\u2019euro\u201d, ma anche in strati pi\u00f9 ampi dell\u2019opinione pubblica. Non a caso, infatti, una maggioranza di italiani (62%), superiore alla media europea, ritiene che l\u2019appartenzenza all\u2019Ue abbia avuto risvolti positivi per l\u2019economia nazionale, e pi\u00f9 di tre italiani su quattro (altro record) ritengono che dalle attuali difficolt\u00e0 economiche deriver\u00e0 un maggiore impegno per l\u2019integrazione europea. <\/p>\n<p><b>Oltre i confini<\/b><br \/>Le cattive notizie che quasi quotidianamente giungono dal fronte afghano hanno colpito anche la popolarit\u00e0 della Nato, ritenuta ancora indispensabile dalla maggioranza sia degli americani (60%) che degli europei (59%), ma in costante e netto calo negli ultimi anni. Gli italiani rimangono comunque i pi\u00f9 favorevoli al rafforzamento della cooperazione tra Usa e Ue in materia di sicurezza (53%), anche se vedono con largo favore l\u2019idea di un\u2019Unione europea pi\u00f9 indipendente. In vista del vertice Nato di novembre a Lisbona, in cui verr\u00e0 approvato il nuovo concetto strategico dell\u2019Alleanza, \u00e8 utile notare come ll\u2019idea che la Nato possa intervenire al di fuori dei confini europei per difendere la sicurezza degli Stati membri riscuota ampi consensi sia in Europa, (62%, e in Italia 65%), che negli Usa (77%).<\/p>\n<p>   Se in Italia la fiducia sul ruolo di leadership che Usa e Ue possono svolgere sulla scena mondiale rimane molto alta (72% la Ue, 86% gli Usa), cresce anche la consapevolezza dell\u2019importanza della leadership della Cina (77% in Italia, contro il 63% della media europea e il 92% degli Usa) e, bench\u00e9 pi\u00f9 limitatamente, di quella dell\u2019India (48% in Italia, 36% in Europa e 73% negli Usa). Mentre gli italiani, insieme ai tedeschi, sono tra i pi\u00f9 restii in Europa ad ammettere una comunanza di valori con la Cina tali da rendere possibile la cooperazione su grandi questioni internazionali (tre italiani su quattro ritengono che i valori siano troppo distanti), quasi un italiano su due crede che con la Cina si possa cooperare invece sulla base degli interessi comuni.<\/p>\n<p>Le tormentate vicende degli anni di Bush non sembrano dunque aver intaccato la solida  vocazione transatlantica dell\u2019opinione pubblica italiana. Le scelte della nuova amministrazione, in particolare lo sforzo di rilanciare il dialogo e le sedi multilaterali, sono in sintonia con le corde pi\u00f9 tradizionali e profonde della politica estera sia italiana che europea. Questo consenso, gi\u00e0 parzialmente in calo rispetto allo scorso anno, \u00e8 tuttavia fatalmente destinato a consumarsi su alcuni dossier chiave, come Afghanistan, Iran, o il conflitto israelo-palestinese, i risultati dovessero tardare ad arrivare. Da vette cos\u00ec alte di consenso \u00e8 infatti facile precipitare repentinamente. Con effetti che potrebbero rivelarsi duraturi e problematici. <\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>G. Gramaglia:  <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1546\" target= \"blank\"><b><u>Obama tiene l&#8217;Europa, ma perde la Turchia <\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p><a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/Documenti\/TT10_ITA.pdf\" target= \"blank\"><b><u>Transatlantic Trends 2010<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>R. Matarazzo: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1240\" target= \"blank\"><b><u> L\u2019Italia, la crisi e le opportunit\u00e0 dell\u2019effetto Obama <\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La crisi economica e le difficolt\u00e0 sia dell\u2019Unione europea che dell\u2019amministrazione americana a rilanciare la ripresa non hanno intaccato il tradizionale europeismo e atlantismo degli italiani, che anzi continuano a vantare un primato in Europa su entrambi i fronti. A due mesi da elezioni di medio termine che si preannunciano ad alto rischio per il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[138,96,107,134],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15470"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15470"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15470\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63444,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15470\/revisions\/63444"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15470"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15470"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15470"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}