{"id":15540,"date":"2010-09-23T00:00:00","date_gmt":"2010-09-22T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/due-scenari-per-la-turchia\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:40","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:40","slug":"due-scenari-per-la-turchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/09\/due-scenari-per-la-turchia\/","title":{"rendered":"Due scenari per la Turchia"},"content":{"rendered":"<p>Il referendum sulla riforma costituzionale tenutosi in Turchia lo scorso 12 settembre, a trenta anni dal colpo di stato militare, avr\u00e0 notevoli implicazioni sia per i rapporti politici interni sia per quelli con l&#8217;Ue. Il pacchetto di emendamenti costituzionali \u00e8 stato approvato a larga maggioranza, con il 58% dei s\u00ec e un&#8217;affluenza alle urne del 77%. La costituzione attuale, che gli elettori turchi hanno scelto di cambiare, \u00e8 quella imposta dal regime militare nel 1982. Si tratta della riforma costituzionale pi\u00f9 significativa &#8211; sono stati cambiati ben 26 articoli &#8211; e pi\u00f9 dibattuta degli ultimi trenta anni. Ma non \u00e8 che l\u2019ultima di una serie di riforme iniziate nel 2001, quando Ankara e Bruxelles avviarono il processo di adesione all&#8217;Ue.<\/p>\n<p><b>Diritti umani e controllo sui militari<\/b><br \/>Cosa prevede la riforma costituzionale e perch\u00e9 \u00e8 stata fonte di cos\u00ec aspri contrasti, portando a nuove vette la lacerante polarizzazione politica nel paese? <\/p>\n<p>In realt\u00e0, gran parte degli emendamenti non hanno suscitato molto dibattito, essendo largamente sostenuti sia in Turchia sia dall\u2019Ue. I meno contestati sono quelli sui diritti umani: la creazione di un ombudsman, da anni richiesta da Bruxelles; il rafforzamento dei diritti delle donne, dei bambini, dei disabili e degli anziani; l&#8217;ampliamento dei diritti sindacali e l\u2019estensione del diritto di sciopero ai funzionari pubblici.<\/p>\n<p>Politicamente pi\u00f9 delicati e significativi sono gli emendamenti riguardanti i rapporti tra potere civile e forze armate: la limitazione delle competenze dei tribunali militari esclusivamente alle infrazioni commesse dai militari nello svolgimento dei loro compiti e la facolt\u00e0 dei tribunali civili di processare i militari per i crimini commessi durante il golpe del 1980 o nei successivi tentativi di golpe. Quest\u2019ultimo emendamento &#8211; l\u2019abolizione dell\u2019Articolo 15 della costituzione &#8211; potrebbe teoricamente portare ad un processo della Corte suprema contro l\u2019ex generale Kenan Evren, artefice del golpe del 1980 (1). Ma anche questi emendamenti che mirano a limitare il potere dei militari non hanno suscitato grossi contrasti, riscuotendo anzi un ampio consenso.<\/p>\n<p><b>Il nodo giustizia<\/b><br \/>Il nocciolo del dibattito politico riguarda invece la riforma del sistema giudiziario, e in particolare della corte costituzionale e del consiglio supremo dei giudici e dei pubblici ministeri, le due istituzioni chiave del sistema giudiziario turco. La riforma prevede un aumento dei membri della corte costituzionale da undici a diciassette, tre dei quali verranno selezionati dal parlamento (e il resto dal presidente) tra i candidati prescelti dall\u2019ordine indipendente dei magistrati. Verr\u00e0 ampliato anche il consiglio supremo dei giudici e dei pubblici ministeri &#8211; passer\u00e0 da sette a ventuno membri e a presiederlo sar\u00e0 il ministro della giustizia.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo dichiarato di queste riforme \u00e8 aumentare la rappresentativit\u00e0 del sistema giudiziario, storico baluardo del kemalismo, che, al pari delle forze armate, \u00e8 entrato pi\u00f9 volte in aperto e talora feroce contrasto con Giustizia e Sviluppo (Akp), il partito conservatore al governo dal 2002, che \u00e8 capeggiato dall\u2019attuale primo ministro Recep Tayyip Erdo&#287;an (2). Sia la Commissione europea sia la Commissione di Venezia del Consiglio d\u2019Europa hanno appoggiato i cambiamenti costituzionali, giudicandoli in linea con gli sforzi di consolidare la democrazia e lo stato di diritto. L\u2019opposizione &#8211; il partito repubblicano Chp e il partito nazionalista di estrema destra Mhp &#8211; si \u00e8 schierata invece contro la riforma, convinta che metter\u00e0 a repentaglio la separazione dei poteri, aumentando sempre pi\u00f9 il potere dell\u2019Akp e accelerando cos\u00ec l\u2019islamizzazione del paese.<\/p>\n<p><b>Turchia al bivio<\/b><br \/>La riforma costituzionale pu\u00f2 aprire la strada a un ulteriore rafforzamento della democrazia in Turchia. Il risultato del referendum e il grande afflusso alle urne &#8211; nonostante il boicottaggio del partito pro-curdo Bdp &#8211; confermano il desiderio di democrazia e di riforma del popolo turco, che si esprime anche nel crescente attivismo delle organizzazioni della societ\u00e0 civile(3). Ma non si pu\u00f2 dare per scontato che la riforma costituzionale porti effettivamente a una maggiore democrazia. Dipender\u00e0 da come le riforme saranno concretamente attuate. L\u2019Akp utilizzer\u00e0 davvero le riforme per aumentare la rappresentativit\u00e0 delle istituzioni giudiziarie o se ne servir\u00e0 per consolidare il proprio potere? Ugualmente importante \u00e8 l\u2019effetto che l\u2019esito del referendum avr\u00e0 sulle elezioni nazionali che si svolgeranno la prossima estate e sull\u2019approccio del governo che si former\u00e0 dopo le elezioni alle successive riforme costituzionali e legislative.<\/p>\n<p>Due gli scenari possibili. Il primo vede un Akp sempre pi\u00f9 forte, sicuro di s\u00e9 e convinto di non aver pi\u00f9 bisogno del sostegno di Bruxelles. E che quindi cercherebbe sempre meno il dialogo e il consenso degli altri partiti e spingerebbe per nuove riforme, in modo non organico, ma selettivo, con lo scopo primario, se non esclusivo, di rafforzare il suo potere. Come gi\u00e0 successo dopo le elezioni del 2007, che hanno portato a una nuova vittoria schiacciante dell\u2019Akp, il partito di Erdo&#287;an abbandonerebbe l\u2019idea di varare una nuova costituzione e perseguirebbe la strada di riforme ad hoc sulle questioni cui tiene maggiormente (4). In questo scenario, le forze anti-Akp sarebbero a loro volta portate ad arroccarsi in un\u2019opposizione tanto dura quanto sterile, lasciandosi cos\u00ec scappare, ancora una volta, l\u2019occasione di mettersi in sintonia con gli umori degli elettori, interpretandone il desiderio di cambiamento. Preso nella spirale di una campagna elettorale muro contro muro, il governo accantonerebbe l\u2019impegno a rilanciare \u201cl\u2019apertura curda\u201d (<i>K\u00fcrt a\u00e7&#305;l&#305;m&#305;<\/i>) e i militanti del Pkk tornerebbero all\u2019offensiva.<\/p>\n<p>Nel secondo scenario, sia l\u2019Akp che il Chp del nuovo leader Kemal K&#305;l&#305;\u00e7daro&#287;lu incentrerebbero la campagna elettorale sul progetto di nuova costituzione, che verrebbe poi portato avanti dal nuovo governo attraverso un processo aperto di dialogo con le parti politiche e sociali. In questo scenario, in cui le tensioni polarizzanti si attenuerebbero, l\u2019Akp riaprirebbe il capitolo curdo, congelato oramai da un anno, evitando cos\u00ec una nuova spirale di violenza.<\/p>\n<p><b>Il ruolo dell\u2019Ue<\/b><br \/>Nei prossimi mesi assisteremo probabilmente a continue oscillazioni tra questi due scenari. Quale dei due prevarr\u00e0 dipender\u00e0 innanzitutto dagli attori politici turchi, ma l\u2019Unione europea potrebbe, con la sua azione, favorire il secondo scenario.<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 che il processo di adesione della Turchia si avvicina sempre pi\u00f9 allo stallo totale, a un \u201c<i>slow death<\/i>\u201d, una lenta agonia, come la chiamano a Bruxelles. Sono infatti solo tre i capitoli negoziali che, stante la posizione attuale delle varie parti, possono ancora essere aperti. Tutti gli altri sono bloccati: alcuni dalla Francia, altri dalla Repubblica di Cipro, altri ancora dal Consiglio europeo. Solo se il Parlamento europeo approvasse in autunno il regolamento sul commercio estero tra l\u2019Ue e Cipro nord (<i>Direct Trade Regulation<\/i>), la Turchia aprirebbe i propri porti e aeroporti al traffico proveniente da Cipro, e l\u2019Ue, a sua volta, potrebbe scongelare otto (e possibilmente tredici) nuovi capitoli negoziali. In questo caso si schiuderebbe uno spiraglio importante nel processo d\u2019adesione della Turchia, e l\u2019Ue si riapproprierebbe del ruolo di \u00e0ncora che fu fondamentale per avviare il processo di riforma in Turchia, di cui il recente referendum \u00e8 stata un\u2019altra tappa cruciale. <\/p>\n<p><font size=\"1\">(1) Scenario improbabile data l\u2019et\u00e0 e lo stato di salute dell\u2019ex-generale.<br \/>(2) Ricordiamo ad esempio il processo nel 2008 sulla chiusura del partito di governo Akp, accusato di minacciare la laicit\u00e0 del paese, che si concluse &#8211; per un solo voto nella corte costituzionale &#8211; con la sopravvivenza del partito.<br \/>(3) Ad esempio la mobilitazione contro l\u2019assassinio del giornalista turco-armeno Hrant Dink nel 2007.<br \/>(4) Ad esempio l\u2019Akp potrebbe reintrodurre la riforma sul velo, tentata nel 2007, ma poi accantonata dopo il processo al partito nel 2008. <\/font><\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche: <\/p>\n<p>C. Merlini: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1502\" target= \"blank\"><b><u> Usa ed Europa di fronte al nuovo corso della Turchia<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>R. Aliboni: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1498\" target= \"blank\"><b><u>Il cuneo della Turchia nel conflitto mediorientale<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>D. Cristiani: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1485\" target= \"blank\"><b><u>Il ritorno della Turchia nel Golfo Persico<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il referendum sulla riforma costituzionale tenutosi in Turchia lo scorso 12 settembre, a trenta anni dal colpo di stato militare, avr\u00e0 notevoli implicazioni sia per i rapporti politici interni sia per quelli con l&#8217;Ue. Il pacchetto di emendamenti costituzionali \u00e8 stato approvato a larga maggioranza, con il 58% dei s\u00ec e un&#8217;affluenza alle urne del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[111,130],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15540"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15540"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15540\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62893,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15540\/revisions\/62893"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15540"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15540"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15540"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}