{"id":15590,"date":"2010-09-28T00:00:00","date_gmt":"2010-09-27T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/liran-sbarca-in-bolivia-in-cerca-di-uranio\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:39","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:39","slug":"liran-sbarca-in-bolivia-in-cerca-di-uranio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/09\/liran-sbarca-in-bolivia-in-cerca-di-uranio\/","title":{"rendered":"L\u2019Iran sbarca in Bolivia in cerca di uranio"},"content":{"rendered":"<p>Il ministro dell\u2019industria e delle miniere iraniano, Ali Akbar Mehrabian, e il presidente boliviano, Evo Morales, il 10 settembre scorso hanno siglato un accordo di cooperazione in materia di idrocarburi, miniere e agricoltura. Nella stessa occasione \u00e8 stata annunciata l\u2019apertura di una linea di credito di 254 milioni di dollari per finanziare vari progetti in Bolivia. Il nuovo accordo avr\u00e0 effetti non indifferenti per La Paz: il credito iraniano sar\u00e0 infatti specificamente diretto all\u2019installazione di industrie, al supporto finanziario per le miniere statali, all\u2019esplorazione geologica operata da esperti iraniani, al trasferimento di tecnologia e, infine, all\u2019espansione delle fabbriche tessili e dei lattifici.<\/p>\n<p><b>El Dorado boliviano<\/b><br \/>La nuova alleanza boliviano-iraniana pu\u00f2 esser letta in una duplice chiave per la Repubblica Islamica: da un lato, vi \u00e8 l\u2019interesse per i giacimenti di litio e uranio in Bolivia, su cui nei proossimi mesi \u00e8 prevista la firma di specifici accordi; dall\u2019altro, l\u2019Iran cerca di ridurre le opposizioni internazionali al suo controverso programma nucleare.<\/p>\n<p>Prima era il litio adesso \u00e8 l\u2019uranio: la Bolivia continua a essere sotto i riflettori per la sua ricchezza di risorse minerarie, che negli ultimi anni ha provocato una vera e propria corsa alla loro estrazione e commercializzazione.<\/p>\n<p>Da un anno a questa parte \u00e8 aumentato l\u2019interesse nei confronti del carbonato di litio, prodotto sempre pi\u00f9 ricercato a livello internazionale e presentato come il petrolio del futuro, fino al punto da far proclamare la Bolivia \u201cl\u2019Arabia Saudita del litio\u201d. Il litio, il pi\u00f9 leggero tra i metalli, presente in molti dispositivi di uso quotidiano, come batterie di cellulari e di computer portatili, possiede notevoli capacit\u00e0 perch\u00e9 ha il triplo dell\u2019energia e il doppio della potenza del nichel. Il costo di questo materiale, che in passato \u00e8 stato adoperato per la produzione di farmaci, \u00e8 triplicato tra 2004 e 2009, fino a raggiungere i sei mila dollari per tonnellata. Oltre alle applicazioni in campo tecnologico, in futuro il litio sar\u00e0 fondamentale nell\u2019industria automobilistica per la realizzazione di batterie per le auto elettriche, e tender\u00e0 ad assumere maggior importanza per effetto della (probabile) crescente scarsit\u00e0 di combustibili, dell\u2019aumento  del prezzo del petrolio e degli alti livelli di inquinamento atmosferico.<\/p>\n<p>Stando alle stime dell\u2019Istituto americano di ricerca geologica, la quantit\u00e0 di litio presente nel territorio boliviano ammonta a circa 5.4 milioni di tonnellate, pari al 50% di tutto il materiale disponibile sulla terra. Il Salar de Uyuni, un deserto di sale di 12.000 chilometri quadrati sulla Cordigliera delle Ande, \u00e8 la pi\u00f9 grande riserva di carbonato di litio al mondo. Considerando che riserve di litio sono presenti anche in Cile (20%) e in Argentina (13%), i paesi dell\u2019America Latina potrebbero controllare circa l\u201980% delle riserve mondiali, e solo il rimanente 20%, rimarrebbe  invece sotto il controllo di Australia, Cina e Stati Uniti.<\/p>\n<p><b>Sinergie d\u2019oltreoceano<\/b><br \/>La Bolivia e l\u2019Iran hanno instaurato legami politici ed economici dall\u2019arrivo al potere del presidente Evo Morales, nel gennaio del 2006. Alla fine del settembre 2007 Morales e il suo omologo iraniano Mahmoud Ahmadinejad hanno firmato accordi di cooperazione in materia di idrocarburi, energia, agricoltura e industria per 1.100 milioni di dollari.<\/p>\n<p>Il presidente Morales ha difeso la presunta vocazione pacifista del suo omologo iraniano, che invece a livello internazionale continua a essere fortemente criticato sia per la linea dura adottata contro Israele, sia per il suo controverso programma nucleare, per il quale \u00e8 soggetto a sanzioni internazionali.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiunga che la Bolivia ha interrotto le relazioni diplomatiche con Israele nel gennaio 2009 a seguito dell\u2019offensiva israeliana contro Hamas nella striscia di Gaza, in linea con la strategia adottata anche da altri paesi dell\u2019Alleanza Bolivariana per le Americhe (Alba), l\u2019organizzazione regionale nata per impulso del presidente venezuelano Hugo Ch\u00e1vez.<\/p>\n<p>L\u2019opposizione politica boliviana ha aspramente criticato l\u2019intesa tra Morales e Ahmadinejad, denunciando il rischio che quest\u2019ultimo possa usare l\u2019uranio boliviano per il suo programma nucleare.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 delle polemiche che possono nascere sul rafforzamento delle relazioni tra i due paesi, le maggiori perplessit\u00e0 riguardano i preziosi giacimenti di uranio presenti in territorio boliviano. In particolare, la maggiore quantit\u00e0 di uranio si trova nel dipartimento andino di Potos\u00ec e Coroma, dove, sulla base di accordi finanziari per un valore di 115 milioni di dollari, Venezuela e Iran costruiranno una fabbrica di cemento.<\/p>\n<p><b>Strategie convergenti<\/b><br \/>Soprattutto negli ultimi mesi, si \u00e8 assistito a una diversificazione della strategia iraniana per l\u2019approvvigionamento dell\u2019uranio, in risposta al pacchetto di sanzioni approvate lo scorso giugno dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>La Bolivia mira invece soprattutto a ottenere finanziamenti: lo scorso agosto il presidente Morales e il suo omonimo sudcoreano Lee Myung-bak hanno firmato un memorandum di intenti per lo sfruttamento delle riserve di litio, elemento indispensabile per le nuove batterie e per le industrie elettroniche sudcoreane quali Samsung e LG. Seul, inoltre, ha concesso a La Paz un credito di 250 milioni di dollari per vari progetti da realizzare nel periodo 2010-2014, compresi alcuni per la costruzione di infrastrutture.<\/p>\n<p>In conclusione, La Paz ha fame di capitali per sfruttare al meglio le proprie risorse minerarie, mentre Teheran \u00e8 alla ricerca di sostegno e risorse per la realizzazione del proprio programma nucleare. Su questa base potrebbe instaurarsi una cooperazione duratura, grazie anche ai nuovi accordi che sono in vista, ma se cambia il quadro politico in Bolivia le cose potrebbero cambiare rapidamente: con un nuovo presidente, probabilmente i legami con l\u2019Iran verrebbero rimessi in discussione. La popolazione boliviana \u00e8 infatti tendenzialmente ostile all\u2019ingerenza di presenze straniere sul territorio nazionale, in particolare di uno stato problematico e controverso come l\u2019Iran.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>R. Alcaro: <a href= \" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1487\" target= \"blank\"><b><u>Servono le nuove sanzioni contro l\u2019Iran?<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ministro dell\u2019industria e delle miniere iraniano, Ali Akbar Mehrabian, e il presidente boliviano, Evo Morales, il 10 settembre scorso hanno siglato un accordo di cooperazione in materia di idrocarburi, miniere e agricoltura. 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