{"id":15750,"date":"2010-10-18T00:00:00","date_gmt":"2010-10-17T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lo-spettro-della-fine-del-petrolio\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:36","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:36","slug":"lo-spettro-della-fine-del-petrolio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/10\/lo-spettro-della-fine-del-petrolio\/","title":{"rendered":"Lo spettro della fine del petrolio"},"content":{"rendered":"<p>Il petrolio si sta esaurendo e tra qualche anno, se non si adottano tempestivamente nuove politiche energetiche, potremmo ritrovarci in una crisi energetica globale. L&#8217;ultimo ente di ricerca a gettare l&#8217;allarme sulle tendenze in atto nel settore dell&#8217;energia \u00e8 stato il centro sulle trasformazioni delle forze armate tedesche (<i>Zentrum f\u00fcr Transformation der Bundeswehr<\/i>) in uno studio pubblicato nel luglio scorso. Il picco della produzione petrolifera, secondo lo studio, \u00e8 gi\u00e0 stato superato e, e se si mantiene una dipendenza energetica cos\u00ec alta dall&#8217;oro nero, a partire dal 2025 si entrer\u00e0 in uno scenario di crisi in cui saranno messi a serio repentaglio benessere e sicurezza delle societ\u00e0 e degli individui.<\/p>\n<p><b>Punto di non ritorno<\/b><br \/>Altri  studi prevedono un pi\u00f9 o meno rapido esaurimento del petrolio come fonte energetica. Il Pentagono e l&#8217;agenzia internazionale per l&#8217;energia (Iea) concordano che il picco della produzione sar\u00e0 raggiunto nel 2012. Secondo il geologo britannico Colin Campbell, uno degli studiosi pi\u00f9 autorevoli in materia, il picco \u00e8 invece gi\u00e0 stato superato e assisteremo ad una diminuzione della produzione di circa il 2,3% l&#8217;anno. Altri studi hanno mostrato che il picco \u00e8 stato gi\u00e0 raggiunto da diversi anni.<\/p>\n<p>Tra le stime pi\u00f9 pessimistiche sono da segnalare quelle del comando interforze Usa (<i>American Joint Forces Command<\/i>), che nel suo rapporto annuale prevede che dal 2015 solo il 90% della domanda di petrolio potr\u00e0 essere soddisfatta. Lo studio dell&#8217;esercito americano prevede che nel 2030 la domanda di petrolio sar\u00e0 aumentata del 50%, e che, per soddisfarla, si dovr\u00e0 disporre di 1,4 miliardi di barili l&#8217;anno: bisognerebbe cio\u00e8 trovare ogni sette anni risorse petrolifere pari all&#8217;attuale disponibilit\u00e0 dell&#8217;Arabia Saudita.<\/p>\n<p>Situazioni congiunturali come l&#8217;instabilit\u00e0 politica, la crisi economica o energetica, le guerre e le speculazioni economico-finanziarie, influenzano l&#8217;andamento della curva reale della produzione, potendo anticipare o posticipare il picco. Ma la tendenza  resta quella descritta dal geofisico americano Marion King Huppert che gi\u00e0 nel 1956 prevedeva per la produzione del petrolio una curva a campana, con un inevitabile e irreversibile declino un volta raggiunto il picco (donde l&#8217;espressione \u201cpicco di Huppert\u201d).<\/p>\n<p>Secondo gli analisti, i paesi che dovranno affrontare decisioni pi\u00f9 drastiche sono quelli che hanno una dipendenza energetica dal petrolio di oltre il 45%, come Porto-gallo, Irlanda (55%), Italia (46%), Grecia (58%) e Spagna (48%). La media dell&#8217;Unione Europea \u00e8 del 37%, quella mondiale del 35%.<\/p>\n<p>Il consumo mondiale di energia ammonta a 9.179 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep), di cui il petrolio rappresenta il 39%, il carbone il 26%, il gas il 23%, il nucleare il 7% e le fonti rinnovabili il 6%. La domanda energetica italiana \u00e8 di 184 Mtep (49,5% petrolio, 32% gas, 7% carbone, 6,5% energie rinnovabili e 5% nucleare). Il rapporto del World Energy Outlook del 2004 stima che nel 2030 la domanda energetica mondiale sar\u00e0 pari a 15.265 Mtep, con un aumento del 66% rispetto al 2000, ed una suddivisione tra le diverse fonti primarie non molto diversa dall&#8217;attuale.<\/p>\n<p><b>Paura del picco<\/b><br \/>Lo scorso marzo il quotidiano britannico <i>The Guardian<\/i> titolava: \u201cIl ministro dell&#8217;energia terr\u00e0 un summit per calmare la paura del peak oil\u201d. Dopo la pubblicazione di uno studio del Dipartimento per l&#8217;energia e il cambiamento climatico sugli approvvigionamenti del Regno Unito, \u00e8 stata istituita una commissione parlamentare per non creare panico nella City di Londra e per rassicurare gli industriali.<\/p>\n<p>La fine dell&#8217;energia a \u201cbasso costo\u201d \u00e8 sorretta dalla crescente fame di energia delle nuove potenze economiche, Cina e India in testa, che per alimentare un Pil a due cifre hanno sempre pi\u00f9 bisogno di risorse energetiche, anche se attualmente la Cina copre il proprio fabbisogno energetico per il 70% con il carbone. Nel 1990 circa la met\u00e0 del petrolio prodotto veniva consumato dai paesi Ocse, quest&#8217;anno  la percentuale \u00e8 di circa il 30%, come effetto soprattutto del vertiginoso aumento del consumo dei paesi asiatici.<\/p>\n<p>Lo scenario che si profila \u00e8, a dir poco, preoccupante: aumento della domanda di petrolio e contemporaneo calo di nuove scoperte, richieste sempre pi\u00f9 pressanti sulla reale consistenza delle riserve per valutare la stabilit\u00e0 energetica, aumento dei prezzi.<\/p>\n<p>L&#8217;aumento dei prezzi potrebbe spingere governi e industrie petrolifere a battere nuove strade, come le trivellazioni offshore a profondit\u00e0 sempre maggiori, lo sfruttamento della piattaforma continentale, anche in zone climaticamente difficili, e l&#8217;apporto di petrolio \u201cnon convenzionale\u201d, ottenibile da scisti e sabbie bituminose.<\/p>\n<p>Allo stato attuale della tecnica nemmeno la produzione alternativa di carburante per i motori a scoppio sembra essere una soluzione convincente. Peraltro, se ci si affidasse sempre pi\u00f9 ai biocarburanti, si rischierebbe di provocare un aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, provocando forti instabilit\u00e0 sociali in alcuni paesi. <\/p>\n<p>Di certo c&#8217;\u00e8 che la Germania, che ha finanziato lo studio del Bundeswehr, ha rimandato di altri 12 anni la dismissione degli impianti nucleari.<\/p>\n<p>Ma la vera sfida \u00e8 ridurre la dipendenza dal petrolio. Oggi molte attivit\u00e0 umane ruotano direttamente o indirettamente attorno all&#8217;oro nero, e solo ricerca e processi tecnologici pi\u00f9 avanzati, sommati ad un cambiamento dello stile di vita, potranno consentire di affrontare efficacemente le conseguenze annunciate del picco di Hub-bert.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche: <\/p>\n<p>S. Presenti: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1544\" target= \"blank\"><b><u>Il mercato degli idrocarburi dopo la catastrofe del Golfo del Messico<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il petrolio si sta esaurendo e tra qualche anno, se non si adottano tempestivamente nuove politiche energetiche, potremmo ritrovarci in una crisi energetica globale. 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