{"id":15820,"date":"2010-10-29T00:00:00","date_gmt":"2010-10-28T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/obama-unanatra-quasi-zoppa\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:33","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:33","slug":"obama-unanatra-quasi-zoppa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/10\/obama-unanatra-quasi-zoppa\/","title":{"rendered":"Obama, un\u2019anatra quasi zoppa?"},"content":{"rendered":"<p>Molti prevedono che il Presidente Obama dovr\u00e0 presto vedersela con una maggioranza repubblicana alla Camera e una situazione pressoch\u00e9 di parit\u00e0 al Senato. Di pi\u00f9, anche se le perdite democratiche dovessero essere pi\u00f9 contenute, in ogni caso i nuovi eletti democratici sarebbero pi\u00f9 critici della politica del Presidente, meno allineati con la Casa Bianca, sia quelli della sinistra <i>liberal <\/i>che quelli del nuovo centro moderato. Gran parte delle differenze riguardano la politica economica e gli affari interni, ma vi saranno conseguenze anche in politica estera, se non altro perch\u00e9 un Presidente indebolito elettoralmente ha meno autorit\u00e0 sul Congresso. Ma ci sono anche questioni specifiche.<\/p>\n<p><b>Problema Mosca<\/b><br \/>Per l\u2019Europa la prima questione riguarda la Russia. \u00c8 possibile che il prossimo Vertice della Nato, a met\u00e0 novembre, approvi il piano di dotare l\u2019Europa di difese anti-missile. Sappiamo tutti quanto Mosca abbia avversato questa ipotesi. Bench\u00e9 nei programmi della Nato ci sia anche l\u2019idea di un\u2019apertura alla Russia per sviluppare assieme un singolo sistema di difesa contro i missili balistici, ci\u00f2 non sar\u00e0 n\u00e9 facile n\u00e9 evidente. E sar\u00e0 tanto pi\u00f9 difficile se nel frattempo il Senato americano non volesse ratificare il nuovo trattato Start, di controllo e riduzione degli armamenti nucleari strategici, firmato da Obama e Medvedev. Eppure l\u2019ipotesi su cui lavora uno dei leader della destra repubblicana al Senato, il sen. dell\u2019Arizona John Kyl, \u00e8 quella di rinviare il voto sul trattato, almeno sino alle nuove elezioni presidenziali americane, fra due anni.<\/p>\n<p>Complicazioni si annunciano anche sul fronte delle guerre in corso, in particolare l\u2019Afghanistan. Qui alcuni temono persino una sorta di diabolica convergenza tra i democratici di sinistra e una parte della nuova destra repubblicana emersa dal movimento del Tea Party, perch\u00e9 ambedue favorevoli, per diverse ragioni, ad un immediato ritiro dal conflitto o comunque ad un forte ridimensionamento dell\u2019impegno militare americano. Ma pi\u00f9 probabilmente Obama incontrer\u00e0 maggiori difficolt\u00e0 a controllare le posizioni dei militari e quindi a garantire la continuit\u00e0 della sua linea di impegno forte, ma limitato nel tempo. In ogni caso rischia di crescere la confusione sugli obiettivi strategici e la condotta delle operazioni. Diventa in questo quadro cruciale la scelta del nuovo Segretario alla Difesa che dovr\u00e0 a breve sostituire il Repubblicano moderato Gates. Una scelta troppo esposta politicamente potrebbe dare inizio ad una vera e propria guerriglia parlamentare, mentre una scelta pi\u00f9 centrista diminuirebbe il controllo della Casa Bianca sul Pentagono.<\/p>\n<p>Anche se \u00e8 comunque difficile immaginare scelte troppo drastiche, in un senso o nell\u2019altro, per quel che riguarda gli aspetti militari del conflitto, completamente diversa \u00e8 la prospettiva per quel che riguarda i suoi aspetti politici, in particolari gli aiuti economici da erogare per consolidare la situazione in Afghanistan e aiutare (e in qualche modo \u201ccomprare\u201d) il Pakistan. Qui \u00e8 probabile che una maggioranza repubblicana interverrebbe a fondo, togliendo al Presidente la possibilit\u00e0 di usare appieno questa essenziale leva economica.<\/p>\n<p>\u00c8 infine anche probabile che un Presidente pi\u00f9 debole non riesca ad esercitare quella leadership politica che sarebbe necessaria per evitare il completo fallimento dei negoziati tra Israele e i palestinesi e per mantenere aperto il difficile dialogo con la Siria, mentre si ridurrebbero le opzioni nei confronti dell\u2019Iran e delle posizioni da assumere nel Golfo.<\/p>\n<p><b>Ombre cinesi<\/b><br \/>Ma il vero nodo del contendere sar\u00e0 la Cina. Qui si gioca il futuro dei nuovi grandi accordi di governance mondiale. Qui gli Stati Uniti debbono riuscire a graduare il mantenimento delle loro alleanze tradizionali (Giappone, Corea del Sud, Taiwan) e l\u2019apertura nei confronti di Pechino. Ma la posizione repubblicana oggi \u00e8 molto meno flessibile di quella ricercata dalla Casa Bianca e potrebbe facilmente portare a scontri con Pechino, sul piano commerciale in primo luogo, ma anche su quello politico. Questi repubblicani, o almeno gran parte di essi, non credono nell\u2019utilit\u00e0 di un sistema multilaterale pi\u00f9 aperto e bilanciato e guardano con sospetto all\u2019affacciarsi della Cina tra i grandi. Le loro posizioni di maggiore chiusura potrebbero quindi impoverire il dialogo tra Washington e Pechino e rendere molto pi\u00f9 difficile lo sviluppo di un sistema pi\u00f9 stabile di governance internazionale.<\/p>\n<p>Ora alla Casa Bianca ci si affanna a dire che la priorit\u00e0 assoluta del Presidente \u00e8 quella di evitare di essere troppo condizionato dalla politica interna sulle grandi questioni internazionali. Non vuole insomma divenire una \u201canatra zoppa\u201d. Comprensibile e lodevole aspirazione. Ma molto dipender\u00e0 da come andranno queste elezioni.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>G. Gramaglia: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1581\" target= \"blank\"><b><u>Un t\u00e8 amaro per Barack e per la Russia<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molti prevedono che il Presidente Obama dovr\u00e0 presto vedersela con una maggioranza repubblicana alla Camera e una situazione pressoch\u00e9 di parit\u00e0 al Senato. 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