{"id":15890,"date":"2010-11-05T00:00:00","date_gmt":"2010-11-04T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/solo-una-ue-piu-forte-puo-salvarci-dalla-crisi\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:33","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:33","slug":"solo-una-ue-piu-forte-puo-salvarci-dalla-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/11\/solo-una-ue-piu-forte-puo-salvarci-dalla-crisi\/","title":{"rendered":"Solo una Ue pi\u00f9 forte pu\u00f2 salvarci dalla crisi"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Unione Europea \u00e8 in costante evoluzione. Alla fine del primo decennio di questo nuovo secolo, tuttavia, vediamo che l\u2019originaria collaborazione e lo spirito di libert\u00e0 sono messi in discussione da spinte nazionaliste che, in un periodo caratterizzato dall\u2019emergere di una \u201cnuova et\u00e0 degli imperi\u201d, possono mettere a repentaglio il posto dell\u2019Europa nel mondo.<\/p>\n<p><b>Sfide troppo importanti<\/b><br \/>\nNel mondo globalizzato, ogni paese europeo \u00e8 un paese piccolo. Ma noi abbiamo un vantaggio: abbiamo costruito insieme l\u2019Unione europea. \u00c8 un\u2019impresa notevole, al cui interno gli stati nazionali europei, a lungo divisi da una storia di conflittualit\u00e0, hanno deciso di essere \u201cuniti nella diversit\u00e0\u201d, dando vita a un Commonwealth, a una Comunit\u00e0 nel vero senso della parola.<\/p>\n<p>Nel 2010 ci troviamo di fronte a un tornante della storia europea che non ha precedenti. Le sfide che abbiamo di fronte sono globali e troppo importanti per essere lasciate agli stati nazionali: cambiamento climatico, esaurimento delle risorse naturali e distruzione dell\u2019ambiente, regolamentazione dell\u2019economia e della finanza, minacce nucleari e sicurezza collettiva, regole commerciali pi\u00f9 eque, <i>peace-building\u2026<\/i>.<\/p>\n<p>Con l\u2019obiettivo di ottenere pace e prosperit\u00e0, siamo riusciti a lavorare insieme e unire le nostre forze, promuovendo una prosperit\u00e0 senza precedenti, democrazia e riconciliazione sul continente europeo. Gli stati nazionali hanno ceduto una parte della propria sovranit\u00e0 alle istituzioni comunitarie, per ottenere obiettivi comuni e costruire un\u2019Unione \u201csempre pi\u00f9 stretta\u201d.<\/p>\n<p><b>Risposta alla crisi<\/b><br \/>\nPurtroppo, troppi dirigenti politici sono ancora tentati da approcci prettamente nazionali per affrontare una crisi multiforme, che richiederebbe, invece, risposte comuni e globali, da pianificare almeno a livello europeo. Le politiche nazionali non possono e non devono essere considerate una risposta adeguata alla crisi finanziaria. L\u2019Europa rischia di perdere il treno del futuro. Mentre nel secolo scorso Europa e Stati Uniti insieme hanno dato forma all\u2019attuale sistema internazionale, ora entrambe stanno perdendo il loro posto nella cabina di regia della politica globale. Sono emerse nuove potenze e altri paesi hanno rilevato il potenziale di crescita che l\u2019Europa ha conosciuto per diversi decenni.<\/p>\n<p>In un mondo in cui i problemi diventano sempre pi\u00f9 complessi e dove l\u2019Europa rischia di perdere la capacit\u00e0 di saperli affrontare, abbiamo bisogno di un approccio autenticamente comunitario. In altri termini: i 27 stati membri che invece di aggrapparsi alle sovranit\u00e0 nazionali affrontino insieme, e risolutamente, i principali problemi globali. L\u2019Europa deve essere una forza integrata, in grado di rendersi interessante per le nuove potenze strategiche che sono emerse. Inoltre l\u2019Ue \u00e8 in grado di offrire soluzioni di lungo periodo, laddove i singoli paesi europei possono fornire solo risposte di breve periodo a problemi contingenti.<\/p>\n<p><b>Perch\u00e9 il Gruppo Spinelli<\/b><br \/>\nCon la creazione, nel settembre 2010, del Gruppo Spinelli, cerchiamo di recuperare l\u2019idea originaria dell\u2019integrazione europea. L\u2019idea che vari stati nazionali debbano trovare una risposta congiunta alle questioni che domineranno lo scenario internazionale nei prossimi decenni. Noi riteniamo che questa sia l\u2019unica strada percorribile. La storia dell\u2019Ue mostra che pi\u00f9 Europa, e non meno, \u00e8 la risposta alle sfide che abbiamo di fronte. Era questo il sogno dei padri fondatori della Comunit\u00e0 europea e, pi\u00f9 in particolare, di Altiero Spinelli. Gi\u00e0 negli anni \u201950 questo famoso politico italiano riteneva, che l\u2019epoca della sovranit\u00e0 nazionale fosse terminata.<\/p>\n<p>In Italia l\u2019idea federalista ha una lunga tradizione, che risale a Giuseppe Mazzini e al Risorgimento. Durante la Grande guerra molti italiani invocavano esplicitamente una Federazione europea. Nel 1916, Giuseppe Modigliani scrisse sull\u2019<i>Avanti!<\/i> che una federazione tra i paesi europei, gli Stati Uniti d\u2019Europa, sarebbe stata l\u2019inevitabile conseguenza di uno sviluppo economico che erode le barriere nazionali ed esige la creazione di nuove istituzioni. L\u2019odissea federale di Altiero Spinelli, fino all\u2019impatto che ha avuto sullo sviluppo della Comunit\u00e0 europea nell\u2019attuale Unione Europea, ha dimostrato che una collaborazione tra paesi, sancita istituzionalmente, \u00e8 molto pi\u00f9 efficace di un approccio nazionale.<\/p>\n<p><b>Nazionalismi e xenofobie<\/b><br \/>\nLa sopravvivenza, a un secolo di distanza, di tendenze populiste e nazionaliste in Europa a nostro avviso \u00e8 un fatto molto grave. Peggio: queste tendenze stanno vivendo una rinascita che distorce il significato stesso del termine \u201clibert\u00e0\u201d. Nonostante l\u2019ordine mondiale evolva a ritmi serrati, alcune forze euro-scettiche ritengono che la soluzione per il nostro continente sia pi\u00f9 nazionalismo e meno Europea. Anche se \u00e8 naturale che in un periodo di crisi i cittadini cerchino maggiore stabilit\u00e0, dovrebbe essere evidente che il ritorno alle identit\u00e0 nazionali \u00e8 ormai anacronistico. Tuttavia l\u2019euro-scetticismo \u00e8 diffuso ovunque in Europea, cos\u00ec come lo sono nazionalismo e protezionismo.<\/p>\n<p>Quest\u2019ondata di populismo \u00e8 anche legata al il riemergere di xenofobia e razzismo. In Olanda, ad esempio, l\u2019islamofobo \u201cPartito della Libert\u00e0\u201d ha ottenuto un enorme successo elettorale; in Francia il presidente Sarkozy ha infranto le regole fondamentali dell\u2019Ue, in merito alla questione dei Rom, mentre nell\u2019Europa orientale l\u2019euro-scetticismo \u00e8 in crescita. Molto spesso il nazionalismo \u00e8 contrario alla cooperazione e alla solidariet\u00e0. Tuttavia in un mondo globalizzato c\u2019\u00e8 bisogno di cooperazione, di strategie comuni.<\/p>\n<p>Il Gruppo Spinelli riunisce personalit\u00e0 di salde e comprovate convinzioni europeiste, provenienti da storie e professioni diverse. Noi cerchiamo di realizzare il sogno dei padri fondatori dell\u2019Europa, poich\u00e9 quel sogno non pu\u00f2 perdere l\u2019appuntamento con il futuro. Dobbiamo agire ora per essere sicuri che il nostro mondo sia un luogo vivibile nei prossimi anni, decenni e, forse, anche secoli. Per questo invitiamo ogni convinto europeista a sostenere il nostro progetto e unirsi a noi su <a href=\"http:\/\/www.spinelligroup.eu\/\" target=\"blank\"><b><u>The Spinelli Group<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>G. Bonvicini: <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1590\" target=\"blank\"><b><u>Pensiero e azione nel nome di Spinelli<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>A. Duff: <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1591\" target=\"blank\"><b><u> Chiamata alle armi per i federalisti <\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Unione Europea \u00e8 in costante evoluzione. 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