{"id":1590,"date":"2006-07-14T00:00:00","date_gmt":"2006-07-13T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lo-stato-incerto-dellinfinito-conflitto-israelo-palestinese\/"},"modified":"2017-11-03T15:43:24","modified_gmt":"2017-11-03T14:43:24","slug":"lo-stato-incerto-dellinfinito-conflitto-israelo-palestinese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2006\/07\/lo-stato-incerto-dellinfinito-conflitto-israelo-palestinese\/","title":{"rendered":"Lo stato incerto dell\u2019infinito conflitto israelo-palestinese"},"content":{"rendered":"<p><b>Intervista a Dawud Barakat e Anath Kurtz <\/b><\/p>\n<p>L\u2019arresto della met\u00e0 dei membri del governo di Hamas, le pressioni sulla Striscia di Gaza per il rilascio del militare israeliano, le ultime tensioni con il Libano rendono quanto mai incerti gli sviluppi del conflitto israelo-palestinese. Ne abbiamo parlato con l\u2019ex rappresentante dell\u2019Olp alle Nazioni Unite, Dawud Barakat per alcuni giorni in visita in Italia e con la ricercatrice israeliana del <a href= \"http:\/\/www.tau.ac.il\/jcss\/\" target= \"blank\"><b><u>Jaffee Center<\/u><\/b><\/a> di Tel Aviv, Anath Kurtz. I nostri interlocutori propongono due punti di vista divergenti sulla vittoria di Hamas, sul disimpegno unilaterale israeliano e sulle prospettive del negoziato.<\/p>\n<p><b>La vittoria di Hamas alle elezioni politiche ha trasformato il movimento che si \u00e8 opposto agli accordi di Oslo in forza di governo. Crede in Hamas come forza di governo e di cambiamento?<\/b><\/p>\n<p><b>Dawud Barakat<\/b>. Hamas ha un\u2019impronta ideologica che non condivido. L\u2019islamizzazione delle istituzioni palestinesi promossa da Hamas nelle amministrazioni locali \u00e8 in contraddizione con la  cultura civile del nostro popolo. Mi preoccupa, poi, la tendenza di Hamas di concepire la guerra di liberazione come uno strumento di potere. Questo si avvicina troppo marcatamente alla strategia politica di Hezbollah. La morte di Ahmed Yassin, leader carismatico di Hamas ucciso dalle forze armate israeliane nel 2004, ha fatto emergere le divisioni tra le fazioni pi\u00f9 estremiste in esilio a Damasco e le componenti dell\u2019attuale governo Hanyeh. Nonostante sia prevalsa la componente moderata di Hanyeh che implicitamente accetta gli accordi di Oslo, Hamas non era e non \u00e8 pronta a divenire una forza di governo. Lo dimostrano le lunghe trattative per la formazione dell\u2019esecutivo a cui ha fatto seguito l\u2019accettazione di un programma politico solo in parte di cambiamento.<\/p>\n<p><b>Anath Kurtz<\/b>. Hamas non ha avuto modo di governare. Da un lato, per gli ostacoli imposti dalla presidenza palestinese e per il mancato controllo delle forze di sicurezza. Dall\u2019altro, Israele ha indebolito Hamas rendendola incapace di qualsiasi azione di governo. Questi fattori devono essere inseriti in un ambiente di completa instabilit\u00e0 e incertezza che non permette a nessuna forza di governare agevolmente. Tuttavia, la vittoria di Hamas non modifica la realt\u00e0 sul campo. Per le autorit\u00e0 israeliane tanto Fatah quanto Hamas non rappresentano interlocutori credibili per raggiungere una stabile soluzione del conflitto.<\/p>\n<p><b>Lo stato di assedio della Striscia di Gaza e le azioni militari israeliane mettono in discussione l\u2019autonomia dei territori \u201cliberati\u201d in seguito al ritiro israeliano. La politica israeliana del disimpegno unilaterale avvicina davvero la soluzione dei due stati? <\/b><\/p>\n<p><b>Dawud Barakat<\/b> Sicuramente no. Il disimpegno unilaterale israeliano \u00e8 una soluzione parziale e come tale \u00e8 destinata a non avere successo. Difatti, Israele \u00e8 impegnato in una razionalizzazione della sua presenza nei territori occupati: da una parte, si ritira dalle aree pi\u00f9 densamente popolate e dall\u2019altra annette gran parte della Cisgiordania. Non solo, ma i territori \u201cliberati\u201d restano sotto diretto controllo delle forze israeliane. In questo modo si evita un negoziato sullo status di Gerusalemme. Gli israeliani stanno cambiando la demografia della citt\u00e0 trasformando la componente palestinese in minoranza. Israele, poi, si rifiuta di parlare di prigionieri e di rifugiati governando in uno stato di apharteid empirica. In realt\u00e0, la politica di costruzione di nuovi  insediamenti ha ulteriormente frammentato i territori palestinesi allontanando ogni possibilit\u00e0 di continuit\u00e0 territoriale. Quindi, sembra chiaro che il governo israeliano non voglia uno Stato palestinese autonomo. Invece, per l\u2019Autorit\u00e0 Palestinese non esiste alternativa alla soluzione dei due Stati. Un nuovo negoziato deve trovare una risposta globale a tutte le questioni sul campo. E neppure la Road Map andava in questa direzione.<\/p>\n<p><b>Anath Kurtz<\/b>. La politica di disimpegno unilaterale israeliana \u00e8 una conseguenza dell\u2019impossibilit\u00e0 di un negoziato. Dopo dieci anni senza negoziati Israele non ha deciso semplicemente di boicottare Arafat o il governo Hamas. Israele ha deciso di risolvere il conflitto nonostante l\u2019assenza di interlocutori credibili. Va aggiunto che la politica di disimpegno non \u00e8 una risposta al terrorismo, tuttavia, ha ottenuto risultati importanti in questa direzione. <br \/>Inoltre, promuovendo la politica di disimpegno unilaterale, Sharon prima e Kadima poi hanno scardinato gli schemi tradizionali dell\u2019ideologia politica della destra sionista. Hanno, infatti, rinunciato definitivamente a porzioni di territorio della Grande Israele. La politica del disimpegno \u00e8, quindi, una strategia israeliana essenziale. Ricordo che sono stati i palestinesi per primi a dar luogo a violenze senza motivo con lo scoppio della seconda Intifada. Anche questo \u00e8 unilateralismo. Certo, Israele non sta agendo per stabilire uno Stato palestinese autonomo. Israele per il momento vuole difendere, innanzitutto, la propria sicurezza.<\/p>\n<p><b>Quali sono le prospettive del conflitto visti i recenti sviluppi?<\/b><\/p>\n<p><b>Dawud Barakat<\/b>. In questi giorni \u00e8 in gioco la sopravvivenza dell\u2019Autorit\u00e0 palestinese. Gli israeliani non potranno spingersi oltre ogni limite nella pressione sui territori perch\u00e9 non godono del sostegno dell\u2019opinione pubblica israeliana. L\u2019arresto di met\u00e0 del governo Hanyeh fa pensare a un possibile governo di coalizione che limiti il ruolo di Hamas e rimetta in gioco Fatah, si spera nella sua componente meno logorata dagli anni di gestione del potere.<\/p>\n<p><b>Anath Kurtz<\/b>. La situazione presente \u00e8 terribile. Da una parte \u00e8 probabile che la pressione sui territori conduca al collasso del governo Hamas mentre Fatah non \u00e8 abbastanza unito per gestire una fase di transizione. Dall\u2019altro lato, non \u00e8 escluso che, visti i recenti sviluppi, Kadima veda diminuire gradualmente il suo consenso riproponendo la cronica instabilit\u00e0 politica israeliana. Questo rafforzerebbe nuovamente il Likud. Un nuovo tavolo negoziale \u00e8 quanto mai lontano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Dawud Barakat e Anath Kurtz L\u2019arresto della met\u00e0 dei membri del governo di Hamas, le pressioni sulla Striscia di Gaza per il rilascio del militare israeliano, le ultime tensioni con il Libano rendono quanto mai incerti gli sviluppi del conflitto israelo-palestinese. Ne abbiamo parlato con l\u2019ex rappresentante dell\u2019Olp alle Nazioni Unite, Dawud Barakat [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1590"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1590"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1590\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":67083,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1590\/revisions\/67083"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1590"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1590"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1590"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}