{"id":15900,"date":"2010-11-05T00:00:00","date_gmt":"2010-11-04T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/pensiero-e-azione-nel-nome-di-spinelli\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:33","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:33","slug":"pensiero-e-azione-nel-nome-di-spinelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/11\/pensiero-e-azione-nel-nome-di-spinelli\/","title":{"rendered":"Pensiero e azione nel nome di Spinelli"},"content":{"rendered":"<p>Scrivendo da un istituto, lo Iai, fondato da Altiero Spinelli abbiamo deciso di \u201ccontare fino a dieci\u201d prima di commentare l\u2019iniziativa lanciata nel suo nome a settembre da un gruppo di parlamentari europei e di eminenti personalit\u00e0 di vari paese. La nota, contenuta in questo numero di <i>Affarinternazionali<\/i>, di Andrew Duff, parlamentare e presidente dell\u2019Unione dei Federalisti europei, nonch\u00e9 l\u2019articolo di Guy Verhofstadt, altro personaggio di grande spessore, riproducono fedelmente i ragionamenti che sono alla base del Manifesto del nuovo \u201cGruppo Spinelli\u201d.<\/p>\n<p><b>Quale missione?<\/b><br \/>L\u2019analisi condotta dai firmatari del Manifesto \u00e8 pienamente condivisibile. Che le sfide siano globali e impossibili da affrontare efficacemente da un singolo stato europeo, che nel pieno della crisi finanziaria ed ora economica si stia assistendo ad un pernicioso tentativo di rinazionalizzazione delle politiche dell\u2019Unione Europea, che infine la crisi sociale e il populismo che l\u2019accompagna siano fonti di razzismo e xenofobia sono certamente tutti ragionamenti condivisibili. Ed \u00e8 un fatto che nel campo monetario e della disciplina finanziaria i governi europei non hanno alla fine optato per una soluzione comune. La proposta della signora Merkel di riformare il Trattato di Lisbona, dopo che da tutte le parti si era giurato che non si sarebbe messo mano ai trattati per almeno una generazione, fa comprendere come il livello \u201ccomunitario\u201d, per usare un\u2019espressione cara al Gruppo, rimanga una garanzia di efficacia e di credibilit\u00e0 per le politiche dell\u2019Unione e per tutti i suoi stati membri.<\/p>\n<p>Ma un punto debole del Manifesto \u00e8 che non avanza proposte. Se davvero le cose vanno cos\u00ec male a livello comunitario e i rischi di disgregazione dell\u2019Unione sono davvero cos\u00ec alti, quali sono i rimedi da adottare? Non sarebbe ad esempio il caso di dare come missione al Gruppo quella di vegliare affinch\u00e9 le nuove regole del Trattato vengano interpretate e applicate nel senso pi\u00f9 \u201ccomunitario\u201d o meno intergovernativo possibile? Poich\u00e9 a tutti \u00e8 ormai chiaro che nell\u2019ansia di compromesso che ha contraddistinto la redazione sia del Trattato costituzionale sia di quello successivo di Lisbona ogni nuovo articolo, o quasi, contiene sia elementi che possono spingere verso una maggiore integrazione sia altri che possono invece rafforzare il potere dei governi.<\/p>\n<p><b>Proposte per cambiare<\/b><br \/>Basti pensare alla figura dell\u2019Alto Rappresentante e alla sua grande responsabilit\u00e0 di assicurare la coerenza alla politica estera e di sicurezza europea (Pesc) saldandola fermamente, nella sua veste di vicepresidente della Commissione, alle politiche economiche esterne; contribuendo con ci\u00f2 nei fatti, se ci riuscir\u00e0, ad attenuare gli elementi intergovernativi ancora oggi presenti nella Pesc.<\/p>\n<p>Non solo: accanto a un\u2019interpretazione in senso comunitario del Trattato di Lisbona, il Gruppo dovrebbe lanciare anche nuove proposte, come la ventilata fusione delle figure di Presidente della Commissione e del Consiglio Europeo; oppure promuovere una legge elettorale uniforme, o premere affinch\u00e9 il prossimo Presidente della Commissione emerga da candidature proposte dai partiti europei in occasione delle prossime elezioni.<\/p>\n<p>In conclusione, al di l\u00e0 della condivisibile analisi critica di fondo, il Manifesto risente di una certa vaghezza e dell\u2019assenza di un programma politico. \u00c8 bene infatti ricordare ai promotori dell\u2019iniziativa che, nel costituire il Gruppo del Coccodrillo all\u2019inizio degli anni \u201980, Altiero Spinelli aveva gi\u00e0 chiara in mente l\u2019intenzione di redigere un nuovo Trattato, il primo dell\u2019Unione Europea, in seno al Parlamento di Strasburgo. Un Trattato, che non fu preso in considerazione dai governi dell\u2019epoca, ma che \u00e8 stato una fonte di ispirazione, con le sue idee e proposte innovative, per tutti i successivi Trattati della nuova Unione, fino a quello pi\u00f9 recente di Lisbona.<\/p>\n<p>In altre parole, se davvero si vogliono mobilitare e risvegliare le coscienze e portare a risultati tangibili, critica ed azione devono marciare assieme. \u00c8 quello che deve proporsi anche il Gruppo Spinelli.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>A. Duff: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1591\" target= \"blank\"><b><u> Chiamata alle armi per i federalisti <\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>G. Verhofstadt: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1589\" target= \"blank\"><b><u>Solo una Ue pi\u00f9 forte pu\u00f2 salvarci dalla crisi<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>P. Guerrieri: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1578\" target= \"blank\"><b><u>I dilemmi del nuovo Patto di stabilit\u00e0<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>G. Bonvicini: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1500\" target= \"blank\"><b><u>La baronessa arrancante<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scrivendo da un istituto, lo Iai, fondato da Altiero Spinelli abbiamo deciso di \u201ccontare fino a dieci\u201d prima di commentare l\u2019iniziativa lanciata nel suo nome a settembre da un gruppo di parlamentari europei e di eminenti personalit\u00e0 di vari paese. 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