{"id":15920,"date":"2010-11-10T00:00:00","date_gmt":"2010-11-09T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/difesa-antimissile-e-il-tempo-della-scelta\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:31","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:31","slug":"difesa-antimissile-e-il-tempo-della-scelta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/11\/difesa-antimissile-e-il-tempo-della-scelta\/","title":{"rendered":"Difesa antimissile, \u00e8 il tempo della scelta"},"content":{"rendered":"<p>Il 19-20 novembre il Vertice Nato di Lisbona discuter\u00e0 del futuro della difesa anti-missile sulla base del piano che gli Stati Uniti presentarono agli alleati nel settembre 2009 e che si \u00e8 venuto man mano precisando. \u00c8 un piano, nell\u2019insieme, pi\u00f9 articolato ed ambizioso di quello precedente, concepito dall\u2019amministrazione Bush, che prevedeva di installare un radar in banda X in Repubblica Ceca e dieci missili intercettori in Polonia.<\/p>\n<p>Il nuovo piano si articola in quattro fasi:<br \/>&#8211;\t La fase 1 (entro il 2011) prevede il dispiegamento di sistemi difensivi contro missili a corto e medio raggio, gi\u00e0 disponibili, quali incrociatori anti-missile Aegis, missili intercettori SM-3 Block IA e un radar da installare in un luogo da precisare. Ci\u00f2 servirebbe soprattutto a difendere parte dell\u2019Europa meridionale.<br \/>&#8211;\tLa fase 2 (entro il 2015), prevede il dispiegamento di missili intercettori pi\u00f9 avanzati (SM-3 Block IB, attualmente in fase di sviluppo), e alcuni sensori aggiuntivi. Intercettori SM-3 basati a terra dovrebbero essere installati in Romania, per estendere la copertura dell\u2019area europea contro attacchi missilistici di corto e medio raggio.<br \/>&#8211;\tLa fase 3 (entro il 2018), prevede un ulteriore sito di missili intercettori in Polonia e il dispiegamento di sistemi pi\u00f9 avanzati (SM-3 Block IIA), anch\u2019essi ancora in fase di sviluppo ed in grado di operare sia da terra che dal mare. A questo punto, secondo i piani, il sistema dovrebbe essere in grado di estendere la copertura a tutti gli alleati in Europa contro minacce balistiche a raggio medio ed intermedio.<br \/>&#8211;\tLa fase 4 (entro il 2020), prevede lo sviluppo di capacit\u00e0 aggiuntive contro missili balistici intercontinentali che potrebbero essere lanciati dal Medio Oriente contro gli Usa. Si prevede una nuova, e tecnologicamente pi\u00f9 avanzata, generazione di missili intercettori (SM-3 Block IIB).<\/p>\n<p>La nuova proposta americana \u00e8 stata accolta favorevolmente dagli alleati, ed i ministri degli Esteri, il 4 dicembre 2009, l&#8217;hanno ufficialmente sostenuta.<\/p>\n<p><b>Difesa territoriale<\/b><br \/>D\u2019altro canto, la difesa antimissile di teatro \u00e8 gi\u00e0 da tempo parte del consenso alleato. Altbmd (la difesa attiva multistrato contro i missili balistici di teatro) \u00e8 un programma partito nel 2005, che punta a proteggere le truppe impegnate in operazioni dalla minaccia di missili balistici con una gittata fino a 3.000 km.<\/p>\n<p>Nell\u2019aprile 2009, il Vertice di Strasburgo\/Kehl ha discusso della difesa antimissile senza per\u00f2 prendere una decisione finale e dando invece mandato al Consiglio Atlantico di studiare le possibilit\u00e0 politiche, tecniche e militari di espandere il ruolo del programma Altbmd sino ad includere l\u2019opzione di una vera e propria difesa territoriale, in grado di proteggere non solo forze impegnate in operazioni di teatro, ma anche le popolazioni e il territorio alleato. Questa idea \u00e8 stata ripresa dai ministri degli Esteri nel dicembre 2009, che hanno affermato che l\u2019espansione di quel programma \u201csarebbe una pietra miliare essenziale per assicurare la difesa antimissile del territorio europeo\u201d. I ministri della Difesa, nel giugno scorso, hanno aggiunto che, ove il Vertice di Lisbona decidesse di approvare il progetto di difesa missilistica, un programma Altbmd allargato ne fornirebbe lo scheletro per quanto riguarda il sistema di comando, controllo e comunicazioni.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 per\u00f2 la questione dei rapporti con la Russia. Sin dal 2007, quando si deline\u00f2 con maggiore chiarezza il piano dell\u2019amministrazione Bush, l\u2019alleanza ha insistito sull\u2019opportunit\u00e0 di consultazioni con Mosca. Il Vertice di Bucarest, nell\u2019aprile 2008, era stato particolarmente chiaro in proposito.<\/p>\n<p><b>Resistenza russa<\/b><br \/>La questione \u00e8 se la Russia accetter\u00e0 un tale invito. Dopo essersi opposta ai piani dell\u2019amministrazione Bush con grande vigore, la Russia aveva reagito inizialmente in modo positivo alle nuove proposte americane. Tuttavia, man mano che tale proposte andavano precisandosi, la posizione di Mosca \u00e8 diventata nuovamente pi\u00f9 scettica (anche se sempre con toni piuttosto moderati). Nel marzo 2010 il Segretario Generale Rasmussen ha delineato la sua personale visione di \u201cun tetto comune di sicurezza che costruiremo insieme, manterremo insieme e opereremo insieme. Un tetto che protegger\u00e0 la sicurezza di noi tutti\u201d. Questa visione \u00e8 stata poi ripetuta da Rasmussen in una conferenza organizzata da Iai e Aspen nel settembre scorso.  A poche settimane dal Vertice di Lisbona il tema del coinvolgimento della Russia nel progetto di difesa antimissile della Nato rimane pi\u00f9 che mai centrale.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che le relazioni tra la Nato e la Russia sulla difesa anti-missile dipendono in larga misura dall\u2019andamento del rapporto bilaterale Usa-Russia. Nel preambolo del cosiddetto Nuovo Trattato Start  tra Usa e Russia  per la riduzione delle armi nucleari strategiche si riconosce \u201cl\u2019interconnessione tra armi strategiche offensive e armi strategiche difensive\u201d. Inoltre i russi, in una dichiarazione unilaterale, hanno minacciato di recedere dal trattato ove la difesa anti-missile americana dovesse mettere a rischio la loro sicurezza.  Nel frattempo  proseguono gli incontri bilaterali russo-americani per esaminare la possibilit\u00e0 di condividere i dati di allerta precoce (<i>early-warning<\/i>) sul lancio di missili balistici e sistemi spaziali, il che potrebbe a termine portare ad un sistema internazionale di notifica di tali lanci. <\/p>\n<p>Tali discussioni vertono anche su altre possibili cooperazioni bilaterali nel campo della difesa anti-missile &#8211; ricerca e sviluppo, sperimentazione, simulazioni, esercitazioni &#8211; e sul possibile utilizzo di sistemi radar russi di <i>early-warning<\/i> basati a Gabala (in Azerbaigian) e ad Armavir (nella Russia meridionale). Nessun accordo sembra in vista, almeno per ora, ma il solo fatto che tali discussioni proseguano \u00e8 di per s\u00e9 significativo. Gli europei possono o meno gradire tutto ci\u00f2, ma la realt\u00e0 \u00e8 che la relazione futura tra la Russia e la Nato dipender\u00e0 in larga misura dall\u2019andamento dei rapporti bilaterali fra Mosca e Washington.<\/p>\n<p><b>Polizza assicurativa<\/b><br \/>Alla base della decisione di sviluppare o meno un sistema difensivo anti-missile non deve esserci necessariamente una minaccia concreta e visibile. Proprio sulla valutazione della minaccia ci sono d&#8217;altronde differenti posizioni, non solo tra gli occidentali, ma anche con la Russia (ad esempio sulla rilevanza e consistenza di una possibile minaccia iraniana). Una decisione potrebbe anche basarsi sul semplice riconoscimento che una polizza di assicurazione aggiuntiva non guasta, nel caso una minaccia potenziale dovesse materializzarsi. Si eviterebbe cos\u00ec di puntare il dito accusatore contro questo o quel paese.<\/p>\n<p>Per il momento comunque si tratta di vedere se il Vertice di Lisbona prender\u00e0 o meno una decisione definitiva sulla necessit\u00e0 di sviluppare una difesa anti-missile, o se sceglier\u00e0 ancora una volta di rinviare la questione. \u00c8 sin dal 2002 (Vertice di Praga) che la Nato, in un modo o nell\u2019altro, dibatte questa prospettiva. In oltre otto anni, e mettendo da parte l\u2019esistente ma meno ambizioso programma Altbmd, la Nato non ha ancora preso una decisione. Mentre in passato, specie da parte europea, ci possono essere state molte buone ragioni per non decidere e prendere tempo, \u00e8 giunto ora il momento di  decidere se andare avanti o meno. L\u2019attuale proposta\/offerta americana apre una finestra di opportunit\u00e0 &#8211; non solo per gli europei, ma anche per la Russia. Ma la finestra non rimarr\u00e0 aperta indefinitamente. Gli americani andranno avanti comunque. Proprio per questo sta crescendo la pressione politica perch\u00e9 a Lisbona si prenda una decisione.<\/p>\n<p><i><font size=\"1\">Questo articolo \u00e8 una versione abbreviata di un saggio pubblicato dal Royal United Services Institute di Londra, apparso nel RUSI Journal, Vol. 155, No. 5.  Si ringraziano il RUSI e la casa editrice Routledge per aver concesso la pubblicazione in italiano di questo testo<\/font><\/i>.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>A. Marrone: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1580\" target= \"blank\"><b><u>La Nato guarda al futuro <\/u><\/b><\/a> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 19-20 novembre il Vertice Nato di Lisbona discuter\u00e0 del futuro della difesa anti-missile sulla base del piano che gli Stati Uniti presentarono agli alleati nel settembre 2009 e che si \u00e8 venuto man mano precisando. \u00c8 un piano, nell\u2019insieme, pi\u00f9 articolato ed ambizioso di quello precedente, concepito dall\u2019amministrazione Bush, che prevedeva di installare un [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[82,131,100,107],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15920"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15920"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15920\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61728,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15920\/revisions\/61728"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15920"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15920"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15920"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}