{"id":15930,"date":"2010-11-11T00:00:00","date_gmt":"2010-11-10T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/parigi-snobba-lue-e-guarda-oltremanica\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:31","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:31","slug":"parigi-snobba-lue-e-guarda-oltremanica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/11\/parigi-snobba-lue-e-guarda-oltremanica\/","title":{"rendered":"Parigi snobba l\u2019Ue e guarda oltremanica"},"content":{"rendered":"<p>Come rafforzare la politica di difesa europea quando il Regno Unito guarda oltre Atlantico e la Francia oltre Manica? Firmando a Londra, il 2 novembre scorso, due trattati militari negoziati in pochi mesi, la Francia e il Regno Unito hanno deciso di fare, fuori dal quadro europeo, ci\u00f2 che l\u2019Ue non \u00e8 riuscita a realizzare nel corso degli ultimi dieci anni: programmare una parziale ma concreta cooperazione nella gestione e sviluppo delle proprie capacit\u00e0 militari, con l\u2019obiettivo di mantenere efficienti i rispettivi eserciti, nonostante le riduzioni di bilancio imposte dalla crisi finanziaria. Scegliendo la via bilaterale, Londra e Parigi hanno lanciato un messaggio chiaro agli altri Stati membri: preferiscono aggirare le istituzioni comuni che l\u2019Unione ha faticosamente creato, piuttosto che impantanarsi nei meandri di una burocrazia diventata, col tempo, troppo complessa. A Londra, insomma, potrebbe essersi delineata un\u2019altra Europa, lontana da Bruxelles.<\/p>\n<p><b>Saint Malo tradita?<\/b><br \/>Eppure la politica di sicurezza e di difesa europea fu lanciata proprio dalla coppia franco-britannica nel 1998, durante un vertice che si tenne a Saint-Malo. Gli osservatori dell\u2019epoca videro in questo storico accordo una vittoria della diplomazia francese e una svolta della politica britannica, tradizionalmente ostile all\u2019idea che l\u2019Ue potesse sviluppare capacit\u00e0 militari comuni e autonome. Dieci anni dopo, gli accordi di Londra appaiono, al contrario, come una vittoria diplomatica del Regno Unito. Esasperata dalle complessit\u00e0 politiche ed amministrative dell\u2019Unione, questa volta \u00e8 la Francia ad adeguarsi alla visione britannica, aprendosi a cooperazioni bilaterali svincolate dal processo di integrazione europea.<\/p>\n<p>Con gli accordi di Londra non \u00e8 stata per\u00f2 messa una pietra tombale sul progetto della difesa europea. Le capacit\u00e0 militari francesi e britanniche potranno essere preziose per eventuali future operazioni europee. I nuovi accordi per\u00f2 sollevano dubbi sugli sviluppi futuri dell\u2019Ue in quanto tale sul fronte militare. Come potr\u00e0 Parigi restare fedele al progetto di difesa europea senza compromettere la sua nuova relazione strategica con Londra? <\/p>\n<p>La politica britannica non riserva sorprese: la recente revisione strategica attuata dal governo conservatore non ha prodotto grandi novit\u00e0 nei confronti dell\u2019Unione. Quella francese \u00e8 invece sempre pi\u00f9 difficile da decifrare. La decisione di rientrare nelle strutture militari della Nato era stata presentata da Parigi come una mossa mirante a rilanciare la difesa europea, una sorta di pegno per rassicurare i paesi anglosassoni del suo ancoraggio all\u2019Alleanza atlantica. Come interpretare, in questo contesto, gli accordi di Londra?<\/p>\n<p><b>Ue snobbata<\/b><br \/>Negli ultimi due anni, la Francia ha segnalato in vari modi di aver accantonato l\u2019ambizione di conferire all\u2019Ue una maggiore autonomia strategica e militare. Poco dopo essersi reintegrata nella struttura militare della Nato, e dopo aver promesso nuove iniziative sul fronte europeo, Parigi ha sostenuto la nomina ad Alto rappresentante dell\u2019Unione di Lady Ashton che, a differenza del suo predecessore Javier Solana, non sembra considerare la difesa europea una priorit\u00e0. Il governo francese ha inoltre snobbato una delle principali innovazioni introdotte dal trattato di Lisbona nel campo della difesa, e destinata proprio all\u2019industria militare: la Cooperazione strutturata permanente (Csp). La presidenza belga ha lanciato un dibattito sul contenuto e gli obiettivi di questa iniziativa, che dovrebbe coinvolgere gli Stati che abbiano insieme la capacit\u00e0 e la volont\u00e0 di integrarsi, ma le autorit\u00e0 francesi si sono astenute dal prendere una posizione ufficiale.<\/p>\n<p>Ora, se alcuni capitoli dei nuovi accordi di Londra non potevano che essere affrontati a livello bilaterale (cooperazione nucleare e aereonavale), diversi altri sembrano ricalcare, nelle modalit\u00e0 e negli obiettivi, le ambizioni che l\u2019Ue si era proposta di perseguire attraverso la Csp. \u00c8 il caso, per esempio, della progettazione delle future generazioni di droni, che Parigi e Londra si sono guardate bene dal proporre all\u2019Agenzia europea di difesa. Altri esempi abbondano (progetti sulle comunicazioni satellitari, armonizzazione degli equipaggiamenti marittimi nel settore anti-mine etc.). Ma colpisce in particolare la volont\u00e0 franco-britannica di creare un nuovo corpo di spedizione congiunto proprio nel momento in cui a Bruxelles si discute animatamente dei battaglioni europei (Battlegroups 1500), fino ad ora inutilizzati (pur non essendone mancate le opportunit\u00e0), e sulla necessit\u00e0 di rivederne il concetto e la struttura.<\/p>\n<p><b>Frustrazione francese<\/b><br \/>I nuovi orientamenti transalpini sul fronte militare erano stati peraltro ampiamente annunciati. In un\u2019intervista al quotidiano economico <i>La Tribune <\/i>apparsa lo scorso mese di ottobre, il ministro della Difesa francese Herv\u00e9 Morin si era lamentato dell\u2019immobilismo dei membri dell\u2019Unione europea che, a suo dire, si sono rassegnati a vivere in un condominio sino-americano. Per diversi anni la Francia ha criticato l\u2019Agenzia europea di difesa, attribuendone il mancato decollo all\u2019azione di freno esercitata da molti stati membri. Qualcuno ha evocato persino la possibilit\u00e0 che Parigi esca dall\u2019Agenzia. \u00c8 un\u2019eventualit\u00e0 remota, ma \u00e8 chiaro che, se Parigi ha finito col rivolgersi all\u2019unico partner europeo che considera credibile, \u00e8 perch\u00e9 \u00e8 frustrata di come stanno andando le cose a livello Ue.<\/p>\n<p>Tuttavia, gli accordi di Londra si prestano anche a un\u2019altra interpretazione, pi\u00f9 ottimistica. Possono essere visti come uno sprone ai partner europei a ristrutturare i bilanci militari e, almeno nel pi\u00f9 lungo termine, ad aumentarne l\u2019entit\u00e0. Non a caso, nella dichiarazione ufficiale sui nuovi accordi, l\u2019Eliseo ha posto l\u2019accento su una serie di dati che evidenziano il divario che divide Londra e Parigi dagli altri membri dell\u2019Ue: la spesa militare di Gran Bretagna e Francia  corrisponde alla met\u00e0 di quella dell\u2019Unione; i due paesi spendono in ricerca e sviluppo per la difesa i 2\/3 delle spese totali europee; e sono gli unici in grado di lanciare missioni ad alta intensit\u00e0 in teatri pericolosi e lontani. A buon intenditor poche parole\u2026<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>F. Santopinto: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1325\" target= \"blank\"><b><u>La Cooperazione strutturata permanente e il futuro della difesa europea<\/u><\/b><\/a> <\/p>\n<p>N. Sartori: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1309\" target= \"blank\"><b><u>Difesa e sicurezza dopo Lisbona<\/u><\/b><\/a> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come rafforzare la politica di difesa europea quando il Regno Unito guarda oltre Atlantico e la Francia oltre Manica? Firmando a Londra, il 2 novembre scorso, due trattati militari negoziati in pochi mesi, la Francia e il Regno Unito hanno deciso di fare, fuori dal quadro europeo, ci\u00f2 che l\u2019Ue non \u00e8 riuscita a realizzare [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[82,87,90],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15930"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15930"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15930\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61727,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15930\/revisions\/61727"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15930"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15930"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15930"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}