{"id":15960,"date":"2010-11-15T00:00:00","date_gmt":"2010-11-14T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/strada-in-salita-per-il-bilancio-ue\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:30","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:30","slug":"strada-in-salita-per-il-bilancio-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/11\/strada-in-salita-per-il-bilancio-ue\/","title":{"rendered":"Strada in salita per il bilancio Ue"},"content":{"rendered":"<p>Il mese scorso la Commissione ha diffuso il suo documento di riesame del bilancio comunitario (<i>budget review<\/i>).  Era un impegno preso sin dal 2006, quando fu avviata una grande consultazione pubblica sul tema, che ha prodotto una gran messe di proposte e di idee. Il risultato, tuttavia, \u00e8 un testo molto cauto sui punti pi\u00f9 problematici, piuttosto vago nelle proposte correttive, e un po\u2019 retorico laddove indica in Europa 2020 &#8211; il progetto pluriennale per il rilancio dell&#8217;economia europea approvato lo scorso giugno dal Consiglio \u2013 un punto di riferimento per le decisioni strategiche da assumere in futuro. La Commissione non vuole evidentemente scoprire tutte le sue carte in vista della presentazione, che avverr\u00e0 entro il prossimo giugno, delle proposte sulle Prospettive Finanziarie dell\u2019Ue (<i>Multiannual Financial Framework<\/i>, MFF) per il periodo successivo al 2013.<\/p>\n<p>  <b>Nuovo scenario<\/b><br \/>Il documento ha un incipit forte, che potrebbe aprire la strada ad un nuovo approccio al bilancio Ue: \u201cIl clima economico \u00e8 radicalmente mutato rispetto a quando \u00e8 stato dato il mandato, e la crisi economica globale ha messo il problema della spesa pubblica al centro del dibattito politico dei paesi europei\u201d. Al bilancio dell\u2019Unione si chiede \u201cselezione delle priorit\u00e0, valore aggiunto e alta qualit\u00e0 della spesa\u201d. Non sono obiettivi da poco e per raggiungerli c\u2019\u00e8 molto da fare.<\/p>\n<p>Il primo ostacolo \u00e8 quello dei \u201csaldi netti\u201d. Se ogni paese, prima di una discussione di merito, si preoccupa di misurare \u2013 in modo strettamente contabile &#8211; gli effetti netti sul dare e l\u2019avere  tra il proprio bilancio e il bilancio dell\u2019Unione, alla dimensione europea non verr\u00e0 mai data un&#8217;attenzione prioritaria. Come si pu\u00f2 leggere in un recente libro di Astrid (M.T. Salvemini e F. Bassanini , \u201cIl finanziamento dell\u2019Europa. Il bilancio dell\u2019Unione e i beni pubblici europei\u201d ), questo problema \u00e8 all\u2019origine di molte rigidit\u00e0 nella struttura della spesa, e di molteplici, e confusi, meccanismi correttivi dal lato delle entrate. Se non si decide, prima di ogni altra cosa, se per la costruzione europea sia necessario un trasferimento di risorse dai paesi pi\u00f9 ricchi a quelli meno ricchi, e di che dimensioni tale trasferimento debba essere, diviene assai difficile decidere modifiche significative del bilancio UE. Certamente qui occorre sondare la possibilit\u00e0 di un consenso politico, e forse questo va fatto prima che la Commissione formalizzi le sue  proposte.<\/p>\n<p><b>Valore aggiunto<\/b><br \/>Il documento della Commissione \u00e8 molto cauto anche su ipotesi di nuove risorse proprie. Si  rimanda alle proposte del Parlamento europeo su nuove tipologie di prelievo, ma non si prende posizione. Si dichiara invece, senza ambiguit\u00e0, che le nuove entrate dovranno sostituire almeno in parte le risorse esistenti, quelle derivanti dai trasferimenti dai bilanci degli Stati. L\u2019interesse principale, evidentemente, \u00e8 quello di togliere dal tavolo della discussione ogni ipotesi di aumento dell\u2019entit\u00e0 del bilancio Ue, per non incorrere subito in reazioni negative del Consiglio.<\/p>\n<p>Vi \u00e8, inoltre, qualche contraddizione tra i principi enunciati e le proposte correttive in materia di spesa. Si dichiara con enfasi che \u201cil bilancio europeo dovrebbe essere usato per finanziare beni pubblici europei che non possono essere finanziati da stati membri e regioni, o dove la Ue puo\u2019 garantire risultati migliori\u201d. Ma, in contrasto con questa idea, si propone il mantenimento di azioni meramente redistributive.<\/p>\n<p>Nel caso della Politica agricola comune (Pac), in particolare, il documento delinea una pletora di obiettivi per giustificare misure che si sono stratificate nel corso degli anni, senza un vero ordine di priorit\u00e0. D\u2019altra parte, in questo settore \u2013 che \u00e8 di grande peso \u2013 nel giugno scorso il Consiglio europeo ha tracciato il disegno di una politica agricola europea finalizzata allo sviluppo e agli altri obiettivi, e ben poco spazio sembra esservi per nuove proposte della Commissione.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 ampi gli spazi per misure di riforma della Politica di coesione. Qui l\u2019approccio \u00e8 abbastanza persuasivo. La Commissione chiede tre cose: che le priorit\u00e0 vengano fissate tenendo conto della strategia di Europa 2020; che vi sia un coordinamento con altri programmi di intervento dell\u2019Unione (ad esempio, trasporti, energia, ambiente, innovazione); che i risultati da raggiungere siano quantificati e verificabili, e siano inseriti in un \u201ccontratto di partenariato per lo sviluppo e gli investimenti\u201d (<i>Development and Investment Partnership Contract<\/i>), da sottoscrivere con Stati e regioni.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo punto introduce un approccio innovativo rispetto ad un\u2019idea di bilancio chiuso in se stesso. L\u2019obiettivo deve essere quello di contribuire a massimizzare il valore aggiunto della spesa pubblica europea nel suo complesso. \u201cIn tempi di severe e prolungate ristrettezze di bilancio, il coordinamento tra bilancio europeo e bilanci nazionali dovrebbe essere visto come cruciale per migliorare governance economica, trasparenza ed efficienza della spesa pubblica\u201d. In effetti, l\u2019importanza del bilancio dell\u2019Ue dipende anche dalla sua capacit\u00e0 di  contribuire al miglioramento delle politiche degli stati, anche in termini di efficienza delle amministrazioni.<\/p>\n<p><b>Stimolare risorse esterne<\/b><br \/>L\u2019idea che la spesa dell\u2019Unione possa mobilitare energie e risorse esterne, pubbliche e\/o private, trova molto spazio nel documento. In materia di ricerca, innovazione ed educazione, si sottolinea il successo della <i>Risk-Sharing Finance Facility<\/i> (RSFF), grazie alla quale, con una spesa di un miliardo tratta del bilancio Ue, si sono attivate risorse per 16,2 miliardi. \u00c8 un esempio che si potrebbe seguire, sottolinea il documento. Anche operazioni di partenariato pubblico-privato come le <i>Joint Technology Initiatives<\/i>, mostrano \u201ccome un&#8217;ingegnosa collaborazione pu\u00f2 utilizzare una parte relativamente piccola del bilancio per stimolare rilevanti sforzi a livello europeo\u201d.<\/p>\n<p> Lo stesso principio viene suggerito in materia di spesa per investimenti infrastrutturali, che \u00e8 necessaria per la produzione di beni pubblici europei in importanti settori. La limitata dimensione delle risorse disponibili in bilancio mantiene la produzione di questi beni ad un livello largamente inferiore a quanto sarebbe necessario. Occorre usare le risorse del bilancio per attrarre investimenti privati: \u201cL\u2019impatto del bilancio europeo \u00e8 tanto pi\u00f9 ampio quanto pi\u00f9 viene usato come leva per fondi e finanziamenti di sostegno a investimenti strategici con il massimo valore aggiunto a livello europeo\u201d.<\/p>\n<p>In questa prospettiva si pu\u00f2 pensare anche a nuovi strumenti finanziari: la partecipazione a fondi proposti dalla Banca europea degli investimenti (Bei) o da altre banche di investimento; l\u2019individuazione di progetti che possano generare ricavi per i futuri bilanci dell\u2019Unione, riducendo cos\u00ec l\u2019onere per i contribuenti; la sottoscrizione, con risorse tratte dal bilancio, di titoli pubblici europei (<i>EU project bonds<\/i>), collegati alla creazione, assieme alla Bei e ad altre istituzioni finanziarie, di strumenti speciali finalizzati alla progettazione e realizzazione di singoli importanti progetti, in particolare nel campo dei trasporti, dell\u2019energia, delle tecnologia dell&#8217;informazione e della comunicazione.<\/p>\n<p>Il messaggio fondamentale del documento \u00e8 molto chiaro: \u201cAffrontare efficacemente le conseguenze della crisi e aumentare le potenzialit\u00e0 di crescita in tempi di consolidamento del bilancio \u00e8 un obiettivo che non pu\u00f2 essere raggiunto solo a livello nazionale, ma richieder\u00e0 anche una risposta a livello europeo\u201d. Spetta ora al Consiglio Ue trovare il necessario accordo delle volont\u00e0 per incoraggiare la Commissione a presentare proposte significative. <\/p>\n<p>Vedi anche: <\/p>\n<p>P. Guerrieri: <a href='https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1578' target='_blank'><b><u> I dilemmi del nuovo Patto di stabilit\u00e0<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>M. T. Salvemini: <a href='https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=959' target='_blank'><b><u> Riforma del bilancio Ue: \u00e8 il momento del coraggio<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p><a href=' http:\/\/ec.europa.eu\/budget\/reform\/issues\/read_en.htm' target='_blank'><b><u> Reforming the budget, changing Europe<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mese scorso la Commissione ha diffuso il suo documento di riesame del bilancio comunitario (budget review). 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