{"id":15970,"date":"2010-11-15T00:00:00","date_gmt":"2010-11-14T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/america-latina-a-una-svolta\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:30","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:30","slug":"america-latina-a-una-svolta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/11\/america-latina-a-una-svolta\/","title":{"rendered":"America Latina a una svolta"},"content":{"rendered":"<p>Il 2010 verr\u00e0 ricordato come un anno decisivo per la storia politica dell\u2019America Latina, e la morte di Nestor Kirchner, presidente dell\u2019Argentina dal 2003 al 2007, un punto di svolta per l\u2019intero subcontinente, tanto sul piano simbolico quanto su quello dei reali equilibri tra i paesi. Se infatti il primo decennio del ventunesimo secolo \u00e8 stato contraddistinto dall\u2019affermazione di nuove forze progressiste, diverse tra loro, ma tutte volte a spezzare  l\u2019immagine di un\u2019America Latina \u201ccortile di casa\u201d degli Usa, per i paesi dell&#8217;area si apre oggi una nuova stagione, caratterizzata forse da minore entusiasmo, ma anche da pi\u00f9 realistiche ambizioni di affermazione internazionale.<\/p>\n<p>   <b>Nuovo scenario<\/b><br \/>Dalla fase della creazione del consenso per via carismatica e dello sviluppo di movimenti politici democratici di matrice populista si \u00e8 passati a quella del radicamento e delle alleanze strutturali. Le questioni centrali sono ora la successione al potere, il consolidamento dei movimenti ormai al governo, ma soprattutto la realizzazione di un&#8217;unit\u00e0 politica pansudamericana. Quanto accaduto in questi mesi in alcuni dei maggiori stati latino-americani sembra proprio indicare l\u2019inizio di questo nuovo percorso.<\/p>\n<p>In Brasile, la recente elezione di Dilma Rousseff ha mostrato che quantomeno sul piano formale  l\u2019avvicendamento pu\u00f2 riuscire anche se il candidato \u00e8 una donna, ex-rivoluzionaria e favorevole all&#8217;aborto. Nulla esclude, come molti ipotizzano, che Lula rimarr\u00e0 a fare da presidente ombra e magari si ripresenter\u00e0 nel 2014. Ipotesi che, in realt\u00e0, non potr\u00e0 che giovare al <i>Partido dos Trabalhadores<\/i>, data la grande presa di Lula sull\u2019immaginario del popolo di centro-sinistra brasiliano. La Rousseff, piuttosto, dovr\u00e0 tenere fede all\u2019impegno di portare avanti la lotta alla povert\u00e0 e l\u2019azione di inclusione politica e sociale delle classi pi\u00f9 svantaggiate, che non poco hanno contributo al 57% dei voti che ha raccolto nelle elezioni presidenziali.<\/p>\n<p> In Venezuela, le elezioni parlamentari del 26 settembre hanno invece lasciato una situazione critica per Ch\u00e1vez, che si trova ora a misurarsi con un&#8217;imprevista e non trascurabile opposizione, quella del centro-destra di <i>Mesa de Unidad Democr\u00e1tica<\/i>, che ha conquistato 64 seggi. Per il movimento bolivariano \u00e8 il segno di un&#8217;inversione di tendenza rispetto allo  schiacciante consenso del passato. La sfida per Ch\u00e1vez \u00e8 di arrivare alle prossime elezioni presidenziali del dicembre 2012 con una ritrovata egemonia. Per riuscirci, il presidente venezuelano non potr\u00e0 eludere due questioni fondamentali su cui la destra ha insistito per tutta la campagna elettorale: sicurezza sociale e ripresa economica. Solo se riuscir\u00e0 a produrre risultati tangibili su questi due fronti potr\u00e0 sperare di rilanciare il bolivarismo rivoluzionario come possibile collante ideologico dei paesi latinoamericani.<\/p>\n<p><b>Grande vuoto<\/b><br \/>Ma  il paese pi\u00f9 critico rimane l\u2019Argentina. Con la scomparsa di Nestor Kirchner, il percorso da lui avviato nel 2003 rischia molto di pi\u00f9 che una battuta di arresto. La presenza di  Kirchner al fianco della moglie, Cristina Fernandez de Kirchner, attuale presidente dell&#8217;Argentina, metteva al riparo dal rischio di  brusche soluzioni  continuit\u00e0 nella gestione del potere. L&#8217;Argentina, pur non senza difficolt\u00e0, avrebbe continuato a portare avanti i programmi  economici di lunga durata elaborati dopo la crisi del 2001. Allo stesso modo,  sarebbe stata garantita la prosecuzione di quel percorso di elaborazione collettiva del passato regime dittatoriale, che Nestor Kirchner aveva avviato con grande successo,  promuovendo da un lato una crescente diffusione della cultura dei diritti umani, dall&#8217;altro assicurando un corretto svolgimento dei processi contro i responsabili dei crimini politici commessi durante la dittatura di Videla.<\/p>\n<p>Molto probabilmente alle prossime elezioni in Argentina non si sarebbe posto il problema di un ulteriore successore della \u201cPresidenta\u201d, perch\u00e9 Kirchner stesso si sarebbe ripresentato, sancendo cos\u00ec una rassicurante \u201cstaffetta coniugale\u201d al vertice dello stato. Ora, invece, Cristina Fernandez dovr\u00e0 fare i conti con le ambizioni di Daniel Scioli, peronista moderato, ex governatore della provincia di Buenos Aires, ex vicepresidente proprio con Kirchner, ma soprattutto suo compagno di partito. Di un partito che lei stessa ha definito, usando una battuta diffusa, \u201cuno stagno pieno di squali\u201d.<\/p>\n<p>Se una parte della stampa internazionale ha salutato positivamente l\u2019uscita di scena di Kirchner, arrivando addirittura a definirla \u201cun&#8217;opportunit\u00e0\u201d, e i mercati finanziari hanno reagito bene, \u00e8 perch\u00e9 la figura di Kirchner aveva un peso politico che andava ben oltre i confini nazionali argentini. Ed era ovviamente temuta da Washington, nonostante  le annunciate, ma poco realizzate aperture di Obama.<\/p>\n<p>Pochi sembrano ricordare, infatti, che nel giugno scorso Kirchner era stato eletto all&#8217;unanimit\u00e0 Segretario Generale dell&#8217;Unione delle Nazioni Sudamericane (Unasur). Kirchner, che come presidente aveva contrastato decisamente  le politiche del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), avviando  programmi di sviluppo che prescindevano dagli aiuti del Fondo, era il leader pi\u00f9 adatto a portare avanti gli obiettivi di Unasur  e a sottrarre i paesi latinoamericani all&#8217;egemonia economica e politica degli Usa.<\/p>\n<p>In pochi mesi,  Kirchner  aveva dato prova di poter svolgere un fondamentale ruolo di mediazione tra i paesi sudamericani, favorendo, in particolare, la ripresa  delle relazioni bilaterali tra Venezuela e Colombia (interrotte in seguito a una crisi di inizio estate) anche grazie alla maggiore apertura del nuovo presidente colombiano Juan Manuel Santos.<\/p>\n<p> <b>Fine di un\u2019era?<\/b><br \/>A preoccupare i sostenitori dell&#8217;egemonia statunitense in America Latina era soprattutto il forte impegno di Kirchner per una crescente autonomia politica ed economica dell\u2019Unasur. Decisiva in questo senso \u00e8 stata l\u2019azione di Kirchner nella fondazione del Banco del Sur, con il non trascurabile contributo del Venezuela, dopo che come presidente era riuscito ad estinguere il debito dell&#8217;Argentina verso il Fmi.<\/p>\n<p>\tPu\u00f2 sembrare eccessivo caricare di un cos\u00ec grande significato la scomparsa di Kirchner dalla scena politica latinoamericana, anche perch\u00e9 per molti versi era meno alla ribalta di un Ch\u00e1vez o di un Evo Morales. Ma la sua morte  potrebbe segnare una battuta di arresto, se non portare a una vera e propria crisi del progetto di un&#8217;America Latina politicamente pi\u00f9 coesa.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>V. Risuglia: <a href='https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1539' target='_blank'><b><u> La Colombia nella partita tra Obama e Chavez <\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>G. Casa: <a href='https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1367' target='_blank'><b><u> Miliardari al governo <\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2010 verr\u00e0 ricordato come un anno decisivo per la storia politica dell\u2019America Latina, e la morte di Nestor Kirchner, presidente dell\u2019Argentina dal 2003 al 2007, un punto di svolta per l\u2019intero subcontinente, tanto sul piano simbolico quanto su quello dei reali equilibri tra i paesi. Se infatti il primo decennio del ventunesimo secolo \u00e8 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[71],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15970"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15970"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15970\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63388,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15970\/revisions\/63388"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15970"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15970"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15970"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}