{"id":16080,"date":"2010-11-26T00:00:00","date_gmt":"2010-11-25T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/ue-e-africa-in-cerca-di-un-nuovo-equilibrio\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:28","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:28","slug":"ue-e-africa-in-cerca-di-un-nuovo-equilibrio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/11\/ue-e-africa-in-cerca-di-un-nuovo-equilibrio\/","title":{"rendered":"Ue e Africa in cerca di un nuovo equilibrio"},"content":{"rendered":"<p>Il 29-30 novembre si terr\u00e0 a Tripoli, in Libia, il terzo vertice tra Africa e Unione europea (Ue) al quale parteciperanno 80 capi di stato e di governo in rappresentanza dei 27 paesi membri dell\u2019Ue e dei 53 membri dell\u2019Unione Africana (Ua). Oltre a fare un bilancio della strategia congiunta Africa-Ue avviata  in occasione dell\u2019ultimo vertice di Lisbona del 2007, si discuter\u00e0 delle iniziative da intraprendere per rafforzare l\u2019integrazione commerciale dell\u2019Africa, fronteggiare le minacce emergenti, tra cui il terrorismo, e coinvolgere pi\u00f9 attivamente la societ\u00e0 civile e le istituzioni sovranazionali nella gestione dei progetti. Il problema di fondo, tuttavia, resta quello di rendere pi\u00f9 equilibrata una <i>partnership<\/i> in cui l\u2019Ue svolge sostanzialmente il ruolo di erogatore di finanziamenti, senza riuscire a portare avanti una sua coerente agenda politica, e l\u2019Ua manca ancora di una piena capacit\u00e0 operativa.<\/p>\n<p><b>Strategia congiunta<\/b><br \/>Nel dicembre 2007 veniva lanciata a Lisbona la Strategia congiunta Africa-Ue che sanciva l\u2019inizio di un partenariato strategico tra i due continenti, costruito intorno a partenariati specifici in otto aree: pace e sicurezza, commercio, attuazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, democrazia e diritti umani, infrastrutture, lotta ai cambiamenti climatici, ricerca, tecnologia e spazio. Corredata da un Piano d\u2019Azione biennale, la Strategia congiunta intendeva riequilibrare il rapporto tra Europa e Africa, superando la tradizionale logica donatore-beneficiario. Il bilancio dei risultati raggiunti fino ad oggi, tuttavia, \u00e8 abbastanza controverso.<\/p>\n<p>Un primo merito del partenariato sta nell\u2019aver intensificato il dialogo \u201ctra continenti\u201d, che oggi avviene su basi pi\u00f9 regolari del passato e coinvolgendo, seppur con diversi gradi di successo, tanto le istituzioni sovranazionali quanto gli stati membri e i rappresentanti della societ\u00e0 civile. <\/p>\n<p>Degli otto partenariati tematici avviati, quello dedicato a pace e sicurezza ha raggiunto fino ad ora, i  risultati migliori. Come evidenziato da un <a href= \" http:\/\/www.iai.it\/pdf\/Consolidating-African-and-EU-assessments.pdf\" target= \"blank\"><b><u>recente studio dello IAI<\/u><\/b><\/a>, il dialogo politico si \u00e8 intensificato e progressi di rilievo sono stati compiuti nella costruzione dell\u2019\u201dArchitettura Africana di Pace e Sicurezza\u201d, cui l\u2019Ue ha fornito un contributo importante grazie a uno stanziamento, dal 2007, di circa un miliardo di euro. <\/p>\n<p>Gli ambiziosi obiettivi fissati nel Piano d\u2019Azione, tuttavia, sono  ancora lontani. Per quanto riguarda gli altri partenariati, c\u2019\u00e8 accordo su alcune grandi questioni di comune interesse, dalla riforma dei principali formati di <i>governance<\/i>, ai progetti infrastrutturali, dalla sicurezza alimentare al cambiamento climatico. Ci\u00f2 si \u00e8 tradotto, negli ultimi mesi e in vista del vertice,  nel lancio di imponenti iniziative in cui tuttavia l\u2019Ue continua principalmente a svolgere il ruolo di finanziatore. Rientrano in questo quadro, ad esempio, le recenti proposte relative alla creazione di un\u2019Agenzia spaziale africana sul modello di quella europea e l\u2019ambizioso programma di cooperazione nel settore delle energie rinnovabili.<\/p>\n<p><b>Investimenti e lavoro<\/b><br \/>Alla luce dei risultati finora conseguiti, la priorit\u00e0 per i prossimi anni \u00e8 garantire la sostenibilit\u00e0 della crescita africana. Se il perseguimento (ancora lontano) degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio rester\u00e0 al cuore della Strategia congiunta Africa-Ue, la Commissione europea ha recentemente riconosciuto la necessit\u00e0 di sostenere il processo di riforma degli strumenti di <i>governance <\/i>politica ed economica del continente africano e la valorizzazione delle risorse a sua disposizione. In quest\u2019ottica, il vertice di Tripoli si concentrer\u00e0 su tre punti chiave: investimenti, crescita economica e creazione di nuovi posti di lavoro. <\/p>\n<p>Il Piano d\u2019Azione 2011-2013 \u00e8 ancora in una fase di finalizzazione, ma nelle intenzioni dei promotori dovrebbe combinare ambizioni e pragmatismo, sviluppando le priorit\u00e0  identificate a Lisbona nel 2007, ma prevedendo iniziative  in grado di fornire un chiaro valore aggiunto a livello regionale, continentale e globale. Ci\u00f2 dovrebbe contribuire al raggiungimento di alcuni obiettivi: un maggiore sostegno all\u2019integrazione regionale e commerciale dell\u2019Africa; una valorizzazione del nesso sviluppo-sicurezza, con particolare attenzione a sfide emergenti come il terrorismo nelle sue diverse articolazioni; una maggiore attenzione alla formazione dei cittadini africani; il lancio di alcuni \u201cprogetti bandiera\u201d nel settore delle infrastrutture; e, non da ultimo, nuovi accordi in materia di cambiamento climatico. A livello generale, si prospetta un pi\u00f9 ampio coinvolgimento dei soggetti africani, dalle organizzazioni sub-regionali ai privati.<\/p>\n<p><b>Problemi aperti <\/b><br \/>Il rischio, tuttavia, che il vertice si risolva in un esercizio retorico, con l\u2019annuncio di grandi progetti difficilmente attuabili in tempi brevi, \u00e8 elevato. Rimangono inoltre alcuni nodi di fondo che la logica del partenariato non \u00e8 riuscita a risolvere, in particolare la disparit\u00e0 tra i due partner.  Seppure in una chiave pi\u00f9 edulcorata del passato, la dinamica di fondo rimane infatti quella di un rapporto tra un partner, l\u2019Ue, che dona, e un altro, l\u2019Ua, che riceve anche con serie difficolt\u00e0 ad assorbire i finanziamenti europei. Le croniche carenze africane in termini di risorse umane e capacit\u00e0 di gestione non aiutano a riequilibrare tale rapporto. <\/p>\n<p>Ne deriva che anche un altro caposaldo della Strategia, il principio della \u201c<i>African ownership<\/i>\u201d, ovvero la capacit\u00e0 sia di trovare una soluzione africana alle crisi del continente, sia di definire le priorit\u00e0 e obiettivi dei finanziamenti europei, fino ad oggi non ha trovato riscontri. <\/p>\n<p>Alle difficolt\u00e0 africane ne corrispondono altrettante, seppur di diverso tipo, da parte europea. L\u2019Ue continua infatti ad essere percepita essenzialmente come una cassa da cui attingere fondi: malgrado l\u2019istituzionalizzazione del dialogo politico con la controparte africana, l\u2019Ue fatica a qualificarsi come un interlocutore politico coeso, con proposte e programmi omogenei. <\/p>\n<p>In parziale competizione con il rafforzamento della posizione dell\u2019Ue verso l\u2019Africa ci sono da un lato altre organizzazioni internazionali come ad esempio, le Nazioni Unite, che pur cooperando fortemente con gli europei, costituiscono un saldo punto di riferimento per l\u2019Ua nel settore della sicurezza; dall\u2019altro attori emergenti come la Cina, l\u2019India o il Brasile. Questi ultimi sono visti con sempre pi\u00f9 favore dagli africani, soprattutto perch\u00e9, rispetto all\u2019Europa, impongono vincoli e condizioni meno stringenti all\u2019erogazione di finanziamenti. <\/p>\n<p>A sfavore dell\u2019Europa, d\u2019altro canto, gioca anche la scarsa coerenza tra le diverse posizioni degli stati membri, che spesso privilegiano interessi nazionali e interventi di carattere bilaterale.  Almeno a livello istituzionale, il nascituro Servizio Europeo per l\u2019Azione Esterna potrebbe contribuire a colmare alcune delle lacune finora riscontrate. Nel valzer di poltrone degli ultimi mesi, per\u00f2, non \u00e8 ancora chiaro come verr\u00e0 strutturata la nuova Direzione Generale Africa e quali saranno le sue prerogative rispetto alle strutture preesistenti.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p><a href= \"http:\/\/www.iai.it\/pdf\/Consolidating-African-and-EU-assessments.pdf\" target= \"blank\"><b><u>Consolidating African and EU assessments in view of the implementation of the Partnership on Peace and Security<\/u><\/b><\/a> <\/p>\n<p>M. Guglielmo: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1604\" target= \"blank\"><b><u>Il nuovo governo somalo e la sfida degli Shabaab <\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 29-30 novembre si terr\u00e0 a Tripoli, in Libia, il terzo vertice tra Africa e Unione europea (Ue) al quale parteciperanno 80 capi di stato e di governo in rappresentanza dei 27 paesi membri dell\u2019Ue e dei 53 membri dell\u2019Unione Africana (Ua). Oltre a fare un bilancio della strategia congiunta Africa-Ue avviata in occasione dell\u2019ultimo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[69],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16080"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16080"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16080\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62936,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16080\/revisions\/62936"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16080"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16080"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16080"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}