{"id":16110,"date":"2010-12-02T00:00:00","date_gmt":"2010-12-01T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wikileaks-e-il-sabotaggio-della-diplomazia\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:27","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:27","slug":"wikileaks-e-il-sabotaggio-della-diplomazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/12\/wikileaks-e-il-sabotaggio-della-diplomazia\/","title":{"rendered":"Wikileaks e il sabotaggio della diplomazia"},"content":{"rendered":"<p>I documenti pubblicati da Wikileaks sono al centro dell\u2019attenzione dei media e dell\u2019opinione pubblica internazionali, ma le valutazioni sull\u2019impatto di questa colossale \u201cfuga di notizie\u201d sembrano essere non solo divergenti, ma anche confuse. La prima osservazione andrebbe fatta, ovviamente, sui contenuti. Ora, \u00e8 vero che in molti casi chi segue professionalmente la politica estera, e spesso anche i semplici cittadini informati, hanno reagito alle \u201crivelazioni\u201d con l\u2019esclamazione: \u201cCome se non lo si sapesse gi\u00e0!\u201d. In effetti, non avevamo bisogno di Wikileaks per sapere che gli arabi sospettano l\u2019Iran, che gli americani non si fidano di Karzai, che i servizi pakistani aiutano i talebani, e via \u201crivelando\u201d.  Eppure anche su questi contenuti, tutt\u2019altro che sorprendenti, i documenti pubblicati aggiungono talora aspetti non privi di un potenziale impatto politico.<\/p>\n<p><b>Implicazioni politiche<\/b><br \/>Penso, ad esempio, all\u2019opinione espressa in conversazioni con gli americani da parte di alti funzionari cinesi, secondo cui Pechino potrebbe anche considerare in modo non ostile una riunificazione della Corea a seguito di una probabile crisi del regime nordcoreano. Penso al fatto che i dirigenti arabi risultano dai documenti pubblicati molto pi\u00f9 \u201cfalchi\u201d nei confronti dell\u2019Iran di quanto non abbiano finora cercato di apparire, soprattutto per timore di suscitare pericolose reazioni di opinioni pubbliche certo non entusiaste del regime degli ayatollah, ma ancora meno entusiaste di un attacco a un paese musulmano e di un allineamento di fatto non solo con \u201cgli imperialisti di Washington\u201d, ma addirittura con gli odiatissimi sionisti.<\/p>\n<p>Se vogliamo per\u00f2 riflettere sull\u2019impatto politico, e non solo a breve termine, di questo straordinario evento di \u201cpenetrazione\u201d e \u201ccontroinformazione\u201d, dovremmo andare oltre i contenuti e focalizzarci invece su altri aspetti.<\/p>\n<p>Non si tratta di un attacco \u201cneowilsoniano\u201d contro la diplomazia segreta in generale, ma della rivelazione di una straordinaria debolezza del sistema di comunicazione degli Stati Uniti. Straordinaria e quasi inconcepibile: anche se \u00e8 probabile che esistano altri collaboratori dell\u2019attivista di internet, Julian Paul Assange, all\u2019interno del sistema americano, si fa davvero fatica a credere (ma \u00e8 proprio cos\u00ec) che un soldatino ventenne adibito in Iraq a funzioni di intelligence (si suppone di tipo sostanzialmente impiegatizio ) abbia potuto \u201csvuotare\u201d migliaia di cartelle, non solo e non tanto del Pentagono quanto del Dipartimento di Stato.<\/p>\n<p> E allora, anche se i dirigenti stranieri nominati nei vari documenti potranno anche provare imbarazzo, e magari pagare anche qualche prezzo politico, il danno di gran lunga principale \u00e8 per Washington, e pi\u00f9 concretamente per l\u2019attuale amministrazione. Non importa che i documenti si riferiscano anche a periodi precedenti all\u2019elezione di Obama. Per gli americani quello che importa \u00e8 che tutto questo succede \u201cunder his watch\u201d.<\/p>\n<p><b>Cyber-anarchici<\/b><br \/>I media parlano di \u201chackers\u201d. In effetti Wikileaks nasce nell\u2019ambito di una \u201ccultura hacker\u201d, e di l\u00ec vengono sia Assange sia i suoi collaboratori. Ma i files del Dipartimento di Stato non sono stati penetrati da hackers, bens\u00ec trasmessi a Wikileaks da soggetti autorizzati ad accedervi. In questo senso, \u00e8 vero che, come lo stesso ex-analista militare Daniel Ellsberg ha affermato, i \u201ccontroinformatori\u201d di Wikileaks sono un po\u2019 i nipoti di chi, come lui, aveva illegalmente fatto uscire dal Pentagono, al tempo della Guerra del Vietnam, i \u201cPentagon Papers\u201d.<\/p>\n<p>  Ma chi \u00e8 Assange, chi sono gli altri che collaborano con lui? La dietrologia si \u00e8 gi\u00e0 scatenata, e non pochi sono pronti ad alludere a diaboliche operazioni dei servizi di intelligence cinesi, o di altri paesi. Credo invece che Wikileaks sia sostanzialmente quello che dice di essere: un gruppo che si potrebbe definire di \u201ccyber-anarchici\u201d, nemici degli stati, di tutti gli stati, e soprattutto convinti che dietro il riserbo e il segreto di stato si nascondano i peggiori misfatti e la sostanziale vanificazione della retorica democratica. <\/p>\n<p> Come nel caso degli anarchici \u201cclassici\u201d, tuttavia, questa ispirazione ideale non significa che gli stessi personaggi non siano anche avventurieri e che non possano essere occasionalmente strumentalizzati. Entriamo quindi in un terreno gravido di rischi, di ambiguit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Diplomazia e trasparenza<\/b><br \/>Per la diplomazia Wikileaks \u00e8 un problema non da poco. Soprattutto, ovviamente, per la diplomazia americana, dato che d\u2019ora in poi sar\u00e0 piuttosto comprensibile che gli interlocutori dei diplomatici di Washington misurino le loro parole, nel momento in cui sorgono dubbi cos\u00ec pesanti sulla riservatezza delle comunicazioni americane. Pi\u00f9 in generale questo attacco alla riservatezza delle comunicazioni diplomatiche solleva seri problemi.<\/p>\n<p>Se tutto deve essere palese, si chiude infatti lo spazio per le mediazioni, per le ricerche anche non ortodosse (con l\u2019accettazione di compromessi non facilmente difendibili di fronte alla retorica ideologica e nazionalista) di soluzioni alternative ai conflitti. E tutto diventa, anche in diplomazia, show, spettacolo, demagogia, populismo &#8211; dato che sempre il diplomatico deve tener presente che potrebbe parlare e scrivere non solo per i propri quartier generali e decisori politici, ma anche per i media e il pubblico.<\/p>\n<p>Ma non siamo solo diplomatici e pubblici funzionari, ma anche cittadini, e allora il nostro giudizio, preoccupato e negativo sul fenomeno Wikileaks, forse andrebbe un po\u2019 sfumato. Qui direi che dovremmo sollevare una questione che non \u00e8 n\u00e9 ideologica n\u00e9 politica, ma etica. <\/p>\n<p>Il diplomatico o il militare che rivela i segreti d\u2019ufficio sta ovviamente realizzando una violazione, commette un reato. Ma che dire se la rivelazione avviene nel momento in cui il diplomatico o il militare, che sono anche cittadini, viene a conoscenza di un crimine (mi riferisco a crimini come genocidio, terrorismo, tortura), e non solo di fatti con cui non \u00e8 politicamente d\u2019accordo? Diffondere un quarto di milione di messaggi riservati, per\u00f2, \u00e8 un altra cosa.<\/p>\n<p><b>Sabotaggio<\/b><br \/>\u00c8 una sorta di sabotaggio a tappeto del meccanismo diplomatico, di sistematico attacco di tipo anarcoide al funzionamento di meccanismi che possono certo essere usati in modo empio e criminale (il che credo giustifichi il dissenso, l\u2019obiezione di coscienza e anche quello che gli americani chiamano il \u201cwhistle blowing\u201d, ovvero le \u201csoffiate \u201d), ma che sono anche indispensabili per governare le relazioni internazionali in un mondo complesso e caratterizzato da tensioni e scontri di interessi.<\/p>\n<p>L\u2019unico orientamento, in questa come in qualsiasi altra attivit\u00e0 umana, pu\u00f2 esserci dato solo dalla nostra coscienza di cittadini, e di partecipi di una comune umanit\u00e0. Wikileaks invece spara nel mucchio, procede a tappeto, non si pone questioni morali. In Wikileaks l\u2019eversione &#8211; non priva di esaltazione e di <i>hubris <\/i>&#8211; prevale sul dissenso. E aggiunge un ulteriore elemento di disordine in un mondo gi\u00e0 fin troppo disorientato.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>G. Ansalone: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1606\" target= \"blank\"><b><u>Cyber-spazio e nuove sfide alla sicurezza<\/u><\/b><\/a> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I documenti pubblicati da Wikileaks sono al centro dell\u2019attenzione dei media e dell\u2019opinione pubblica internazionali, ma le valutazioni sull\u2019impatto di questa colossale \u201cfuga di notizie\u201d sembrano essere non solo divergenti, ma anche confuse. La prima osservazione andrebbe fatta, ovviamente, sui contenuti. Ora, \u00e8 vero che in molti casi chi segue professionalmente la politica estera, e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[84,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16110"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16110"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16110\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63509,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16110\/revisions\/63509"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16110"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16110"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16110"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}