{"id":16130,"date":"2010-12-03T00:00:00","date_gmt":"2010-12-02T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-monito-dellue-per-lemergenza-in-campania\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:26","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:26","slug":"il-monito-dellue-per-lemergenza-in-campania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/12\/il-monito-dellue-per-lemergenza-in-campania\/","title":{"rendered":"Il monito dell\u2019Ue per l\u2019emergenza in Campania"},"content":{"rendered":"<p>Il superamento dell\u2019emergenza rifiuti in Campania passa per il rispetto delle regole europee e per lo sblocco dei finanziamenti dell\u2019Ue. Affinch\u00e9 le istituzioni europee possano svolgere efficacemente il loro ruolo di incentivazione e sostegno \u00e8 per\u00f2 necessario che alcune distorsioni strutturali del sistema dei rifiuti in Campania vengano eliminate. Si tratta di distorsioni di carattere culturale, politico e legale: una concezione sbagliata &#8211; ma profondamente radicata &#8211;  di affrontare l\u2019emergenza rifiuti allestendo in fretta discariche e costruendo inceneritori, ma lasciando invece completamente da parte, come parenti poveri, la riduzione, il recupero e il riciclaggio dei rifiuti stessi; la presunzione che norme europee e nazionali sulla gestione del ciclo dei rifiuti possano essere sistematicamente violate, in nome dell\u2019emergenza; l\u2019inefficacia totale dell\u2019azione delle autorit\u00e0 a tutti i livelli; e, infine, l\u2019ingerenza della criminalit\u00e0 organizzata.<\/p>\n<p> <b>Non solo inceneritori<\/b><br \/>Se \u00e8 vero che discariche e inceneritori sono in uso un po\u2019 ovunque in Europa,   diversi casi confermano che lo sviluppo di politiche virtuose per ridurre la produzione dei rifiuti rimane essenziale; cos\u00ec come fondamentali sono gli interventi sugli imballaggi (che costituiscono il 40% dei rifiuti urbani) anche attraverso il coinvolgimento della grande distribuzione, dell\u2019industria e dei consumatori; e, infine, la messa in funzione di infrastrutture per il recupero e il riciclaggio dei rifiuti separati (che non esistono in Campania).<\/p>\n<p>Discariche e inceneritori (la parola \u201ctermovalorizzatore\u201d esiste solo nel dibattito italiano) devono smaltire il residuo dei rifiuti e non, come molti pensano, inghiottirli tutti. Si tratta dunque di mettere in opera un sistema complesso, ma che pu\u00f2 portare in tempi rapidi ad una gestione normale e perfino economicamente conveniente per la comunit\u00e0 locale. In Campania, questa scelta \u201cstrutturale\u201d non \u00e8 mai stata fatta e ancora oggi i responsabili politici ed amministrativi ritengono che la soluzione sia soprattutto nella costruzione di nuovi inceneritori.<\/p>\n<p><b>Nuovo corso nel segno dell\u2019Ue <\/b><br \/>La conseguenza \u00e8 che a tre anni e mezzo esatti dallo scoppio dell\u2019ultima emergenza rifiuti in Campania, dopo una condanna della Corte di giustizia europea per violazione delle norme sulla salute e sui piani di gestione, dopo fiumi di denaro e di inchiostro spesi in una \u00ab soluzione \u00bb posticcia da parte del governo nazionale e regionale, oggi non si vede ancora la luce alla fine del tunnel.<\/p>\n<p>Tanto \u00e8 vero che recentemente il Commissario europeo all\u2019Ambiente Janez Potocnik ha dichiarato che non si pu\u00f2 escludere un nuovo deferimento dell\u2019Italia alla Corte di giustizia, con il rischio,  in caso di condanna, di ingenti multe pecuniarie.<\/p>\n<p>\u00c8 dunque oggi pi\u00f9 importante che mai identificare gli strumenti per invertire davvero la tendenza e avviare un nuovo corso. In questo senso, l\u2019Unione europea, al di l\u00e0 delle minacce di nuove infrazioni, pu\u00f2 e deve giocare un ruolo positivo, intervenendo pi\u00f9 direttamente  nel modo in cui le regole europee sui rifiuti sono (e soprattutto saranno) applicate, e abbandonando il basso profilo  tenuto negli ultimi anni, salvo intervenire a emergenza ormai deflagrata, nel 2007 con il deferimento alla Corte e il blocco dei fondi e, oggi, con la nuova minaccia di infrazione contro l\u2019Italia.  L\u2019Unione europea e in particolare la Commissione, ma anche il Parlamento europeo, devono vigilare e intervenire su cinque punti.<\/p>\n<p><b>Cinque linee di azione<\/b><br \/><i>Differenziazione<\/i> &#8211; La priorit\u00e0 \u00e8 il Piano per la gestione del ciclo dei rifiuti, le cui linee generali devono essere presentate entro la fine di quest\u2019anno per rispondere alla sentenza della Corte di Giustizia europea sulla violazione delle norme sulla salute e sui piani di gestione. Il Piano deve naturalmente rispettare le regole europee sulla gerarchia dei rifiuti da inserire all\u2019interno di un ciclo di smaltimento. In altre parole, il Piano deve uscire concretamente dalla logica \u201cdiscariche-inceneritori\u201d e prevedere impianti e finanziamenti certi per l\u2019organizzazione della raccolta e il trattamento differenziato dei rifiuti. E l\u2019Ue deve accettare di avere un ruolo diretto nel decidere se il piano \u00e8 credibile o no, senza limitarsi , come in passato, alla mera valutazione degli aspetti e giuridici e formali.<\/p>\n<p><i>Riduzione<\/i> &#8211; La gestione dei rifiuti non riguarda solo la loro raccolta, ma le politiche che ne determinano la riduzione. Attualmente, ben poco viene fatto in questa direzione: un dialogo strutturato con le industrie di imballaggio, con la grande distribuzione e i commercianti deve essere messo in atto il pi\u00f9 presto, andando a costituire una parte importante del Piano.<\/p>\n<p><i>Legalit\u00e0<\/i> &#8211; \u00c8 necessario inoltre uscire dalla situazione di illegalit\u00e0 legata all\u2019emergenza: oggi praticamente nessuna regola nazionale ed europea in materia di rifiuti \u00e8 completamente rispettata in Campania. \u00c8 quanto mai urgente abbandonare la logica delle continue deroghe alle direttive su discariche, inceneritori, rifiuti tossici, valutazioni di impatto ambientale (Via), che sono alla base del disastro campano. \u00c8 invece necessario rispettare le regole di trasparenza e informazione dei cittadini (dalla Via alla Convenzione di Arhus) completamente disattese da anni. La totale esclusione degli abitanti della Campania dall\u2019informazione su quello che accade sul loro territorio \u00e8 antidemocratica e profondamente controproducente. Sicurezza e corretta gestione del ciclo dei rifiuti si garantiscono anche informando e coinvolgendo i cittadini.<\/p>\n<p><i>Bonifica<\/i> &#8211; Molte discariche sono in mano a privati e le autorit\u00e0 sembrano avere scarso controllo sulla loro effettiva gestione, elemento fondamentale per comprendere l\u2019opposizione dei cittadini a qualsiasi nuovo impianto. Una condizione essenziale per lo sblocco dei finanziamenti europei deve perci\u00f2 essere l\u2019avvio di un rigoroso programma di bonifica. L&#8217;inceneritore di Acerra, d&#8217;altra parte, \u00e8 stato costruito senza rispettare le vigenti norme di valutazione d&#8217;impatto, e in una zona gi\u00e0 fortemente inquinata. Come ha sostenuto in un\u2019audizione parlamentare il capo del Nucleo operativo ecologico (Noe) dei carabinieri di Napoli, \u00e8 necessario effettuare una valutazione di impatto ambientale sull\u2019impianto che non \u00e8 stato mai davvero collaudato e funziona a singhiozzo.<\/p>\n<p><i>Risorse<\/i> &#8211; La crisi dei rifiuti in Campania ha anche importanti conseguenze finanziarie. La direzione generale per la politica regionale della Commissione europea ha sospeso l\u2019erogazione di 135 milioni di euro per il periodo 2007-2013. I finanziamenti potranno ricominciare a condizione che il Commissario riconosca la cessazione dello stato di emergenza e l&#8217;approvazione di un piano integrato di gestione dei rifiuti. Un\u2019ulteriore somma di 10,5 milioni di euro del periodo 2000-2006 \u00e8 stata trattenuta in seguito alla procedura di infrazione conclusasi con la sentenza del marzo 2010. Perch\u00e9 queste risorse, cosi necessarie, siano sbloccate, devono sussistere precise garanzie che vengano utilizzate non per la costruzione di inceneritori, ma per la realizzazione di una rete adeguata di impianti di riciclaggio, per l\u2019organizzazione della raccolta porta a porta, per la bonifica di zone inquinate, per la formazione e informazione dei cittadini e, infine, per strutture di sostegno per gli operatori del settore e gli enti locali.<\/p>\n<p>La strada per l\u2019uscita dall\u2019emergenza rifiuti in Campania non pu\u00f2 dunque che passare per il rispetto delle regole europee e lo sblocco dei finanziamenti europei. Se le istituzioni europee devono essere pronte a giocare a pieno il loro ruolo in questa interminabile e difficilissima partita, le autorit\u00e0 politiche nazionali, le amministrazioni locali e i cittadini campani non potranno certamente essere da meno.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il superamento dell\u2019emergenza rifiuti in Campania passa per il rispetto delle regole europee e per lo sblocco dei finanziamenti dell\u2019Ue. Affinch\u00e9 le istituzioni europee possano svolgere efficacemente il loro ruolo di incentivazione e sostegno \u00e8 per\u00f2 necessario che alcune distorsioni strutturali del sistema dei rifiuti in Campania vengano eliminate. 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