{"id":16150,"date":"2010-12-06T00:00:00","date_gmt":"2010-12-05T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/litalia-la-russia-e-gli-equilibri-energetici-europei\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:26","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:26","slug":"litalia-la-russia-e-gli-equilibri-energetici-europei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/12\/litalia-la-russia-e-gli-equilibri-energetici-europei\/","title":{"rendered":"L\u2019Italia, la Russia e gli equilibri energetici europei"},"content":{"rendered":"<p>La diffusione di documenti riservati del Dipartimento di Stato americano sul sito web di Wikileaks ha riacceso i riflettori sulle relazioni tra Italia e Russia, e in particolare sui legami tra i due paesi in campo energetico. Si tratta di commenti e valutazioni di personale diplomatico e di esperti, ma ne emerge indubbiamente una forte preoccupazione americana per il destino energetico dell\u2019Europa, e soprattutto per l&#8217;influenza che Mosca pu\u00f2 esercitare sul vecchio continente facendo leva sulle forniture di gas. In questo contesto, le relazioni personali tra Berlusconi e Putin, e quelle commerciali tra Eni e Gazprom, vengono interpretate, con una certa superficialit\u00e0, come un elemento potenzialmente destabilizzante per la sicurezza energetica europea, se non come una minaccia all\u2019unit\u00e0 transatlantica.<\/p>\n<p><b>Quali novit\u00e0?<\/b><br \/>In realt\u00e0, non \u00e8 una novit\u00e0 che gli americani guardino con preoccupazione a certi atteggiamenti russi verso l\u2019Europa. Ed \u00e8 arcinoto che le perplessit\u00e0 di Washington si concentrano sulle relazioni energetiche tra Russia e partner europei. Non potrebbe essere altrimenti, considerando che la Russia \u00e8 il maggiore produttore globale di idrocarburi, mentre l\u2019Europa \u00e8 una delle regioni pi\u00f9 dipendenti dalle risorse energetiche estere.<\/p>\n<p>I documenti pubblicati da Wikileaks mettono poi in luce una specifica preoccupazione americana per l\u2019intensa cooperazione commerciale e tecnologica tra Eni e Gazprom nello sviluppo e trasporto delle risorse energetiche russe. Ma sia la cooperazione italo-russa in ambito energetico sia le reazioni che suscita a Washington sono parte di un quadro ben noto. I rapporti tra le due compagnie energetiche nazionali sono consolidati da almeno quattro decenni, e non hanno mai subito seri contraccolpi nemmeno durante i radicali cambiamenti politici dei primi anni \u201990.<\/p>\n<p>In quest\u2019ottica, la stessa relazione personale tra Berlusconi e Putin, che irrita Washington, non rappresenta altro che uno dei tasselli della partnership energetica italo-russa, avviata cinquant\u2019anni fa (in piena Guerra Fredda) dall\u2019Eni di Mattei con i primi accordi petrolio-per-tecnologie e portata avanti negli anni in modo bipartisan, come dimostra il ruolo attivo che ebbe nel 2007 il governo Prodi nel progetto del gasdotto South Stream. Ci\u00f2 che cambia agli occhi di Washington sono probabilmente le nuove forme che il binomio Roma-Mosca ha assunto, data l&#8217;intesa particolarmente stretta tra i due leader politici. La sostanza delle cose, invece, non sembra essere cambiata: si tratta di una partnership consolidata tra un paese estremamente dipendente da importazioni di gas e petrolio, e un altro che dalle risorse energetiche trae gran parte dei proventi della sua bilancia commerciale.<\/p>\n<p><b>L\u2019asse del gas e la dipendenza europea<\/b><br \/>La prima domanda che sorge spontanea alla lettura dei dispacci dei diplomatici americani \u00e8: questa relazione privilegiata ha rappresentato, rappresenta, o potr\u00e0 rappresentare un minaccia per la sicurezza energetica europea?<\/p>\n<p> Il timore di Washington \u00e8 che, anche grazie al ruolo di spalla giocato dall\u2019Italia la Russia sia in grado di tenere sotto costante ricatto politico l\u2019Unione. Certamente Roma non \u00e8 il <i>cavallo di Troia <\/i>del Cremlino all\u2019interno dell&#8217;Europa e, nonostante gli intensi rapporti personali tra Berlusconi e Putin, le strategie italiane e di Eni obbediscono essenzialmente a un interesse nazionale o almeno a quello che viene percepito come tale. D\u2019altro canto, che l\u2019Europa dipenda da Mosca per i suoi approvvigionamenti di energia \u00e8 un dato di fatto. La Russia ne \u00e8 il principale produttore al mondo, ed \u00e8 abbastanza normale che i paesi europei si riforniscano principalmente dal vicino gigante energetico.<\/p>\n<p>Quella che viene presentata come una crescente dipendenza in effetti non lo \u00e8. Durante la Guerra Fredda i paesi europei importavano dall\u2019Unione Sovietica, allora un nemico ufficiale, l\u201980% delle proprie forniture estere di gas. Oggi l\u2019Ue ne importa dalla Russia, partner commerciale e strategico, il 38%, pari a circa il 6% di tutto il fabbisogno energetico dell\u2019Unione. Inoltre, la relazione \u00e8 biunivoca: se Mosca fornisce all\u2019Ue il 38% delle sue importazioni totali, il mercato europeo del gas rappresenta ben il 65% dell&#8217;export russo. E per un paese in cui le vendite di idrocarburi hanno un ruolo cos\u00ec importante, questa forte dipendenza dalla domanda dell\u2019Ue non pu\u00f2 non rappresentare un elemento di vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Le scelte dell&#8217;Italia<\/b><br \/>Negli Usa \u00e8 diffusa l&#8217;idea che le scelte energetiche italiane siano dettate da un politica miope, eccessivamente appiattita sulla relazione privilegiata con Mosca. Washington stenta ancora a digerire l\u2019iniziativa italo-russa per South Stream, che continua a vedere come parte di una strategia del Cremlino volta a frustrare sul nascere qualsiasi tentativo europeo di diversificazione delle fonti di gas (Nabucco <i>in primis<\/i>) anzich\u00e9 come un modo per evitare un territorio di transito insidioso quale quello ucraino.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto il Dipartimento di Stato non manca di descrivere Eni come macchina di potere al servizio, e al contempo protetta, dagli interessi politici italiani, che userebbero la carta energetica per rafforzarsi in ambito europeo. Queste critiche suonano un po&#8217; strane, venendo da un paese che, negli ultimi decenni, ha fatto della protezione degli interessi dell\u2019industria energetica nazionale uno dei capisaldi della propria politica estera. Ci\u00f2 non significa per\u00f2 che siano del tutto infondate.<\/p>\n<p>In parte \u00e8 la duplice natura di Eni, che \u00e8 quotata alla Borsa di Milano e a Wall Street e al contempo partecipata al 30% dal governo italiano, che ne rende l\u2019immagine un po&#8217; enigmatica ali occhi degli americani. Da un lato il management di Eni ha dimostrato grande intraprendenza, rendendo la compagnia un attore globale in settori d\u2019avanguardia (si pensi alle pipeline off-shore), nel solco di una lunga tradizione che risale al fondatore Enrico Mattei. Dall\u2019altro, il legame a doppio filo con l\u2019establishment politico italiano ha alimentato le speculazioni sui vincoli strategico-commerciali della compagnia, minandone la capacit\u00e0 di presentarsi a livello internazionale come un attore effettivamente indipendente.<\/p>\n<p>Questa situazione \u00e8 tutt&#8217;altro che rara nel caso di una societ\u00e0 operante in un settore strategico quale quello energetico. Altra cosa sarebbe invece se, insieme a obiettivi economici generali, se ne fossero perseguiti anche altri, pi\u00f9 privati e personali, come lasciano intendere alcuni documenti pubblicati da Wikileaks. Questa commistione, che non pu\u00f2 che essere deleteria per la promozione dell&#8217;interesse nazionale, va sempre accuratamente evitata.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche: <\/p>\n<p>N. Sartori: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1431\" target= \"blank\"><b><u>Retromarcia italiana su South Stream?<\/u><\/b><\/a> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La diffusione di documenti riservati del Dipartimento di Stato americano sul sito web di Wikileaks ha riacceso i riflettori sulle relazioni tra Italia e Russia, e in particolare sui legami tra i due paesi in campo energetico. 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