{"id":16160,"date":"2010-12-06T00:00:00","date_gmt":"2010-12-05T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/i-colpi-di-coda-della-corea-del-nord\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:26","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:26","slug":"i-colpi-di-coda-della-corea-del-nord","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/12\/i-colpi-di-coda-della-corea-del-nord\/","title":{"rendered":"I colpi di coda della Corea del Nord"},"content":{"rendered":"<p>Lo scorso 23 novembre colpi di artiglieria nordcoreani hanno colpito l\u2019isola sudcoreana di Yeonpyeong, lungo il confine marittimo occidentale della penisola, uccidendo due soldati e due civili in quella che \u00e8 normalmente un comunit\u00e0 di 1.300 residenti. Si tratta dell\u2019episodio pi\u00f9 grave nei gi\u00e0 tesi rapporti tra le due repubbliche dalla fine della Guerra (1950-1953) che cristallizz\u00f2 la divisione della penisola coreana lungo il 38\u00b0 parallelo. La vista delle colonne di fumo nero che si innalzavano dalla struttura militare e dai tetti delle case circostanti ha colpito fortemente l&#8217;opinione pubblica sudcoreana e nella capitale Seul si sono svolte, in un clima di tensione, manifestazioni per chiedere una linea pi\u00f9 dura nei confronti dell\u2019imprevedibile vicino settentrionale.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/korea_North.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p><b>Disputa territoriale<\/b><br \/>In realt\u00e0, sebbene la scelta di attaccare un\u2019installazione sulla terraferma abbia portato la contesa a un nuovo livello di pericolosit\u00e0, non si tratta del primo incidente nell\u2019area. Se ne sono verificati gi\u00e0 nel1998, 2002 e 2009, pur \u201climitati\u201d a scontri navali, con alcune vittime. Questa volta i nord-coreani hanno presentato l\u2019attacco come una rappresaglia per le esercitazioni militari effettuate da Seul, nel corso delle quali le forze armate sudcoreane avevano aperto il fuoco in acque contese tra le due parti.<\/p>\n<p>Sta qui la causa originaria del contendere: durante le discussioni per l\u2019armistizio del 1953, l\u2019Onu &#8211; su pressione degli Stati Uniti &#8211; approfitt\u00f2 della debolezza della marina nordcoreana per tracciare la cosiddetta <i>Northern Limit Line<\/i>, che limita l\u2019accessibilit\u00e0 dello strategico porto nordcoreano di Haeju, e assegna al contempo a Seul acque particolarmente ricche di risorse ittiche. La Corea del Nord non ha mai accettato questa decisione e contesta la sovranit\u00e0 sudcoreana su queste acque (molti giuristi ritengono che un arbitrato internazionale confermerebbe in buona parte le rivendicazioni di Pyongyang).<\/p>\n<p>La reazione internazionale \u00e8 stata di ferma condanna e gli Stati Uniti, confermando un indurimento dell\u2019atteggiamento nei confronti della Corea del Nord &#8211; in linea con la politica del presidente sudcoreano Lee Myung-bak, che ha abbandonato l\u2019approccio accomodante della precedente amministrazione &#8211; hanno inviato una squadra navale (comprensiva di portaerei) nel Mar Giallo per esercitazioni congiunte con l\u2019alleato.<\/p>\n<p><b>Dilemmi cinesi<\/b><br \/>Unica voce non allineata, la Repubblica Popolare Cinese ha invitato le parti a non cedere a pulsioni bellicose. Per Pechino, che ha attivato vari canali diplomatici per trovare un sbocco alla situazione, si tratta di un\u2019ennesima umiliazione, inferta da un paese ritenuto utile in passato come \u201cstato cuscinetto\u201d e, pi\u00f9 di recente, come \u201ccliente\u201d, ma sempre pi\u00f9 percepito come fattore di mera destabilizzazione nella regione.<\/p>\n<p> La presenza di navi americane nel Mar Giallo a poche centinaia di chilometri dal territorio cinese \u00e8 fonte di imbarazzo per Pechino (che deve tener conto, tra l\u2019altro, delle crescenti pulsioni nazionaliste delle proprie forze armate), pur non minacciando di per s\u00e9 la sicurezza nazionale cinese. D&#8217;altra parte, l\u2019attacco nordcoreano favorisce il consolidarsi del triangolo di sicurezza Stati Uniti &#8211; Corea del Sud &#8211; Giappone, che nell\u2019immediato, \u00e8 rivolto a fronteggiare la minaccia di Pyongyang, ma potrebbe svolgere azione di contenimento nei confronti della stessa Cina.<\/p>\n<p>Secondo alcuni commentatori, la violenta iniziativa nordcoreana mirava a far passare in secondo piano un altro evento recente. Appena pochi giorni prima dell\u2019attacco, Siegfried Hecker, gi\u00e0 direttore del Laboratorio Nazionale di Los Alamos (una delle due \u201ccapitali\u201d del nucleare militare statunitense), era stato invitato a visitare il centro di ricerca nucleare nordcoreano di Yongbyon, scoprendo come il regime di Pyongyang disponga di strutture per l\u2019arricchimento dell\u2019uranio molto pi\u00f9 sofisticate di quanto stimassero gli analisti internazionali.<\/p>\n<p>Lo scenario pi\u00f9 probabile, per\u00f2, \u00e8 che i due atti siano entrambi tesi a rimarcare l\u2019impazienza con cui la leadership nordcoreana attende il ritorno di Seul e Washington al tavolo dei negoziati sul programma nucleare, cui partecipano anche i cinesi.<\/p>\n<p><b>L&#8217;ombra dei militari<\/b><br \/>A Pyongyang sembrano essere stati compiuti i passi formali necessari a garantire la successione del \u201cCaro Leader\u201d Kim Jong-il, malato e secondo alcuni destinato presto a uscire di scena. In realt\u00e0, al di l\u00e0 dei titoli onorifici, l\u2019erede designato, il figlio Kim Jong-un, non pare aver ottenuto alcun incarico reale, dato che il padre non si \u00e8 dimesso da alcun ruolo. In questa situazione estremamente fluida il fattore tempo riveste un\u2019importanza crescente e la pressione di Pyongyang sulle diplomazie sudcoreana, statunitense e cinese \u00e8 destinata a crescere.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo del regime \u00e8, in sintesi, assicurare la propria sopravvivenza attraverso la ripresa degli aiuti internazionali da parte di Washington e Seul (Pechino gi\u00e0 ne concede da anni). Si tratta di aiuti che erano stati concessi nella speranza &#8211; finora frustrata &#8211; che potessero indurre i nordcoreani a negoziare una fuoriuscita dal programma nucleare. Occorre peraltro notare che dalla met\u00e0 degli anni \u201890, alla tradizionale dottrina politica nordcoreana &#8211; denominata <i>juche <\/i>ed evolutasi nel tempo da declinazione del \u201csocialismo in un solo paese\u201d a un nazionalismo autarchico, non privo di accenti razzisti e sganciato da ogni riferimento al marxismo-leninismo &#8211; si \u00e8 affiancata la politica <i>songun<\/i>, che postula la preminenza delle forze armate sul resto della societ\u00e0. Non v\u2019\u00e8 dubbio, dunque, che a beneficiare degli eventuali aiuti sarebbero innanzitutto i militari e questo \u00e8 uno dei fattori che ostacola la ripresa dei negoziati. In ogni caso, la ripresa degli aiuti consentirebbe al massimo di guadagnare tempo, ma lascerebbe inalterati i problemi di fondo.<\/p>\n<p>N\u00e9 il cinismo machiavellico di Pyongyang n\u00e9 l&#8217;atteggiamento pi\u00f9 risoluto di Seul e Washington sembrano destinati a cambiare. A fare la differenza potrebbe essere un cambiamento di approccio a Pechino. Che per\u00f2 appare anch&#8217;esso improbabile, specialmente in una fase in cui anche la leadership cinese \u00e8 impegnata in una complessa transizione interna. N\u00e9, invero, vi \u00e8 alcuna certezza che maggiori pressioni della leadership cinese su Pyongyang basterebbero a superare l\u2019impasse.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>*<font size=\"1\"> Articolo pubblicato su <a href= \"http:\/\/www.iai.it\/pdf\/OrizzonteCina\/OrizzonteCina_07.pdf\" target= \"blank\"><b><u> Orizzonte Cina<\/u><\/b><\/a> (7\/2010), rivista online sulla Cina contemporanea a cura di Torino World Affairs Institute e Istituto Affari Internazionali.<\/font><\/p>\n<p><a href= \"http:\/\/www.rsis.edu.sg\/publications\/Perspective\/RSIS1612010.pdf\" target= \"blank\"><b><u>Yeongpyeong: Tough Test for China\u2019s North Korea Policy<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>G. Andornino: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1569\" target= \"blank\"><b><u>Le lezioni della mini-crisi nel Mar della Cina<\/u><\/b><\/a> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scorso 23 novembre colpi di artiglieria nordcoreani hanno colpito l\u2019isola sudcoreana di Yeonpyeong, lungo il confine marittimo occidentale della penisola, uccidendo due soldati e due civili in quella che \u00e8 normalmente un comunit\u00e0 di 1.300 residenti. 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