{"id":16170,"date":"2010-12-09T00:00:00","date_gmt":"2010-12-08T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/cooperazione-africa-ue-e-il-ruolo-dellitalia\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:25","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:25","slug":"cooperazione-africa-ue-e-il-ruolo-dellitalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/12\/cooperazione-africa-ue-e-il-ruolo-dellitalia\/","title":{"rendered":"Cooperazione Africa-Ue e il ruolo dell\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<p>Il terzo vertice Africa-Unione europea che si \u00e8 svolto a Tripoli, in Libia, il 29 e 30 novembre 2010, ha sottolineato i passi avanti compiuti dalle due organizzazioni nella cooperazione per la prevenzione e gestione dei conflitti,  ma anche i limiti che continuano a caratterizzare la cooperazione economica e la lotta ai cambiamenti climatici. Alcune tensioni si sono registrate inoltre sul ruolo della Corte penale internazionale e sul tema dell\u2019immigrazione. <\/p>\n<p>L\u2019intervento italiano, affidato al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ha evidenziato l\u2019urgenza di rilanciare i rapporti economici e commerciali, inclusi il potenziamento degli investimenti europei sulle grandi infrastrutture dei trasporti, per l&#8217;energia e per l&#8217;acqua, e di moltiplicare gli sforzi per contrastare la speculazione finanziaria sulle materie prime. Il vertice ha riunito i rappresentanti di oltre 80 paesi, ma solo 24 capi di Stato e di governo africani e 7 europei.<\/p>\n<p><b>Global governance e sicurezza <\/b><br \/>I leader riuniti a Tripoli hanno confermato una convergenza su alcuni punti chiave dell\u2019agenda internazionale, come la riforma del sistema della governance globale, il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, la risoluzione dei conflitti. Nell\u2019ambito della sicurezza, lo sguardo dei capi di governo  si \u00e8 concentrato soprattutto sui conflitti in Sudan e in Somalia.<\/p>\n<p>Il vertice ha inoltre  ribadito la validit\u00e0 della strategia congiunta Africa-Ue e ha adottato il secondo Piano d\u2019Azione, che comprende otto aree di collaborazione. L\u2019idea di fondo \u00e8 di rendere l\u2019interdipendenza geografica, economica e politica che esiste tra Africa ed Europa funzionale al perseguimento di alcuni interessi strategici comuni. Il presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy vi ha fatto riferimento nel suo discorso, utilizzando l\u2019espressione <i>mare nostrum <\/i>quale fattore strutturale di collegamento fra i due continenti.<\/p>\n<p>Nella realt\u00e0 dei fatti, tuttavia, i due partner collaborano con ritmi variabili e  alcune aree di cooperazione registrano maggiori riscontri di altre. L\u2019Unione europea, ad esempio, insiste per rendere operativa l\u2019Architettura africana per la Pace e la Sicurezza e rafforzare le capacit\u00e0 dell\u2019Unione africana (Ua) e delle comunit\u00e0 economiche regionali, sia per prevenire e risolvere i conflitti che per gestire operazioni di mantenimento della pace in Africa. Sui temi della pace e della sicurezza i ministri degli esteri di Francia e Germania presenti al vertice hanno riconfermato la piena disponibilit\u00e0 dell\u2019Ue a sostenere la parte africana. Fino a che punto il secondo Piano d\u2019Azione sapr\u00e0 tradurre le priorit\u00e0 comuni in azioni congiunte pi\u00f9 concrete, \u00e8 ancora tutto da vedere.<\/p>\n<p>Mentre la Dichiarazione conclusiva del vertice sottolinea l\u2019importanza dell\u2019integrazione economica regionale, molti interventi di leader africani sono stati critici, seppur in chiave costruttiva, a proposito delle trattative in corso  sugli accordi di partenariato economico. Gli interessi economici giocano infatti un ruolo importante nella partnership Africa-Ue. La crescita economica dei paesi africani \u00e8 costante, nonostante la recente crisi finanziaria, e le previsioni sembrano indicare che il continente africano beneficer\u00e0 probabilmente di una ripresa economica sostenuta, mentre l\u2019Ue dovrebbe rimanere il principale partner commerciale dell\u2019Africa.<\/p>\n<p>L\u2019unico documento che il vertice non ha adottato \u00e8 stata una dichiarazione congiunta sui cambiamenti climatici, a causa di divergenze interne alla parte africana: un\u2019occasione mancata per inviare un messaggio univoco a Canc\u00fan, in Messico, dove si stanno svolgendo i negoziati mondiali sui cambiamenti climatici.<\/p>\n<p><b>Nodi politici e le priorit\u00e0 dell\u2019Italia<\/b><br \/>Il vertice \u00e8 stato caratterizzato anche da una serie di tensioni politiche, dovute a contrasti interni all\u2019Ua e a questioni irrisolte nel rapporto tra i paesi africani e i partner europei. Il presidente di turno dell\u2019Ua, il Presidente del Malawi Bingu wa Mutharika, ha boicottato il vertice dopo che la sua richiesta di farlo svolgere in Etiopia  \u00e8 stata respinta dai leader africani, che hanno preferito la Libia. Altro grande assente \u00e8 stato il Presidente sudanese Omar al-Bashir, sul quale pende un mandato d\u2019arresto della Corte penale internazionale per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l\u2019umanit\u00e0 per le sue responsabilit\u00e0 nel massacro del Darfur. L\u2019Ue, del resto, ha pi\u00f9 volte ribadito il suo aperto sostegno all\u2019operato della Corte.<\/p>\n<p>Il solito clamore ha accompagnato l\u2019indirizzo di saluto del padrone di casa, il leader libico Muammar Gheddafi, che ha intimato all\u2019Ue di investire 5 miliardi di euro per fermare il flusso di immigrati illegali che si riversano in Europa attraverso la Libia. Questi episodi sono testimonianze, da una parte, delle difficolt\u00e0 del processo di integrazione intrapreso dal continente africano, e dall\u2019altra, di un partenariato ancora non paritario e ostacolato dalla memoria dei passati rapporti coloniali tra i paesi dei due continenti.<\/p>\n<p>Le priorit\u00e0 politiche del governo italiano verso l\u2019Africa sono state ricordate da Berlusconi e riguardano principalmente  la sfera economica e commerciale, il potenziamento degli investimenti europei sulle grandi infrastrutture e il contrasto alla speculazione finanziaria sulle materie prime dell\u2019Africa. In particolare, l\u2019Italia sta puntando molto sullo sviluppo delle relazioni commerciali nei settori dell&#8217;agroindustria, delle infrastrutture e delle materie prime. Il nostro paese \u00e8  infatti gi\u00e0 il primo partner commerciale per la regione dell\u2019Africa mediterranea, ma mira ad una significativa crescita delle esportazioni e degli investimenti nell\u2019area sub-sahariana, soprattutto a nuovi mercati quali l&#8217;Angola, il Kenya, il Mozambico, l&#8217;Etiopia e la Tanzania.<\/p>\n<p>Nel settore della sicurezza, l\u2019Italia ha riservo attenzione prioritaria alla Somalia e alla regione del Corno d\u2019Africa, incluse Etiopia ed Eritrea. In Somalia, l\u2019Italia offre supporto alle istituzioni del governo federale di transizione, alle forze di sicurezza nazionali e alla missione di pace dell\u2019Ua  Amisom, e sta pianificando un intervento di formazione per le forze di polizia. Queste politiche si inseriscono ora nel quadro multilaterale delle negoziazioni per l\u2019Accordo di Partenariato economico e la Strategia congiunta tra Africa e Ue .<\/p>\n<p><b>Quale futuro? <\/b><br \/>La questione fondamentale e ancora aperta riguarda il futuro del dialogo politico fra Africa e Ue. Nel corso del vertice, per altro,  pochi interventi hanno affrontato il tema del quadro istituzionale della partnership strategica.<\/p>\n<p>Possono incontri di questo tipo, nei quali leader politici leggono ed ascoltano i propri discorsi, mentre il comunicato finale \u00e8 gi\u00e0 stato concordato tra le cancellerie con largo anticipo, essere il motore delle relazioni euro-africane? Alcuni osservatori hanno suggerito che, per i vertici futuri, sarebbe utile organizzare tavole rotonde su temi specifici, in modo che i leader partecipino attivamente alle discussioni e possano cos\u00ec sviluppare proposte specifiche sia in ambito economico che sulle questioni relative a pace e sicurezza.<\/p>\n<p>Il prossimo vertice Africa-Ue  si terr\u00e0 a Bruxelles nel 2013, e fino ad allora ci sar\u00e0 un gran lavoro da fare per dare sostanza al partenariato, rendendolo pi\u00f9 operativo. Per quanto riguarda l\u2019immediato futuro, dovr\u00e0 essere data priorit\u00e0 alle iniziative presentate nel secondo Piano d\u2019Azione, la cui realizzazione dovr\u00e0 essere valutata sulla base di parametri precisi e definiti in anticipo.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p> V. Miranda: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1608\" target= \"blank\"><b><u>Ue e Africa in cerca di un nuovo equilibrio<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il terzo vertice Africa-Unione europea che si \u00e8 svolto a Tripoli, in Libia, il 29 e 30 novembre 2010, ha sottolineato i passi avanti compiuti dalle due organizzazioni nella cooperazione per la prevenzione e gestione dei conflitti, ma anche i limiti che continuano a caratterizzare la cooperazione economica e la lotta ai cambiamenti climatici. 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