{"id":16200,"date":"2010-12-13T00:00:00","date_gmt":"2010-12-12T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/verso-uno-spazio-schengen-transatlantico\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:24","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:24","slug":"verso-uno-spazio-schengen-transatlantico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/12\/verso-uno-spazio-schengen-transatlantico\/","title":{"rendered":"Verso uno \u201cspazio Schengen\u201d transatlantico?"},"content":{"rendered":"<p>Unione europea e Stati Uniti stanno allineando sempre di pi\u00f9 gli obiettivi e le strategie per il contrasto a terrorismo e criminalit\u00e0 organizzata. Rimangono differenze di fondo sul trattamento dei dati personali e sulla protezione della privacy, ma \u00e8 in atto uno sforzo convergente per appianarle. In questo quadro,una maggiore cooperazione anche tra Congresso americano e Parlamento europeo (Pe) potrebbe aprire la strada alla creazione di uno \u201cspazio Schengen\u201d transatlantico. Se ne \u00e8 discusso, tra l\u2019altro, l\u20198 e il 9 dicembre a Washington in occasione del consueto incontro semestrale fra i responsabili ministeriali per la giustizia e gli interni di Usa e Ue.<\/p>\n<p><b>Impulso americano<\/b><br \/>\nL\u2019incontro di Washington, a cui hanno partecipato da parte americana il Segretario alla Sicurezza Interna (<i>Homeland Security<\/i>) Janet Napolitano e il Procuratore Generale (<i>Attorney General<\/i>) Eric Holder e da parte europea le Commissionarie alla Giustizia Viviane Reding e agli Affari interni Cecilia Malstrom &#8211; ha confermato il ruolo di impulso e ispirazione dell\u2019amministrazione Usa nei confronti dell\u2019Ue nel momento in cui questa si appresta a definire e mettere in opera una Strategia europea di sicurezza interna (Iss) (1).<\/p>\n<p>Il Consiglio Giustizia e Affari interni tenutosi a Toledo lo scorso febbraio ha adottato il progetto del documento negli stessi giorni in cui l\u2019amministrazione Usa approvava la Quarta revisione della propria strategia di sicurezza interna (2), ma non si tratta solo di una sincronizzazione dei tempi: \u00e8 in atto anche una progressiva convergenza sugli obiettivi, come del resto \u00e8 logico avvenga fra paesi alleati che collaborano quotidianamente nel campo dell\u2019intelligence, della lotta al riciclaggio, alla droga, etc. Nella bozza di Iss europea figurano anche la lotta alla criminalit\u00e0 informatica, le misure a tutela della sicurezza dei voli e dei cargo, l\u2019utilizzo dei dati personali finanziari e dei passeggeri aerei: tutti obiettivi ripresi e enunciati nella recente Comunicazione (3) presentata dalla Commissione europea per l\u2019attuazione della strategia.<\/p>\n<p>Sono obiettivi su cui insiste in particolare il Congresso Usa, anche pi\u00f9 della stessa Amministrazione. A Capitol Hill si ha a cuore, in particolare, l&#8217;introduzione di nuove misure per il controllo delle frontiere e per la concessione dei visti. Diversa la situazione nell&#8217;Ue, dove, specie il Parlamento europeo, che ha potere di codecisione in materia, ha una posizione molto pi\u00f9 cauta.<\/p>\n<p><b>Ruolo del Parlamento europeo<\/b><br \/>\n\u00c8 nota la resistenza dell\u2019assemblea di Strasburgo alla raccolta indiscriminata di dati personali e alla conservazione sistematica per diversi anni di quelli relativi a tutti i passeggeri aerei, anche quando non riguardino persone ricercate, sospette o che, a un controllo, risultino costituire un pericolo attuale per la sicurezza dei voli. In risposta alle richieste del Pe, il 3 dicembre scorso il Consiglio Ue ha approvato un mandato negoziale (4) per la Commissione che mira a una revisione in modo pi\u00f9 restrittivo dell\u2019accordo Ue-Usa in corso di applicazione, seppure in via provvisoria, dal 2007.<\/p>\n<p>Non ci si pu\u00f2 ovviamente attendere dall\u2019attuale amministrazione americana grande entusiasmo per un negoziato in cui in particolare la nuova maggioranza repubblicana alla Camera potrebbe scorgere il rischio di un abbassamento della guardia. Ma d&#8217;altra parte l\u2019accordo attuale potrebbe essere respinto dal Pe, con il rischio di aprire un vuoto legislativo pericoloso per le stesse compagnie aeree (5).<\/p>\n<p><b>Criminalit\u00e0 informatica<\/b><br \/>\nCi si pu\u00f2 invece aspettare una maggiore disponibilit\u00e0 del Pe per le iniziative contro la cyber-criminalit\u00e0, da tempo priorit\u00e0 dell\u2019amministrazione Usa, ribadita dal Presidente Obama all\u2019ultimo vertice Ue-Usa del 20 novembre (6), in occasione del quale \u00e8 anche stato decisa la creazione di un apposito gruppo di lavoro congiunto in materia di cyber-security. Il gruppo dovr\u00e0 presentare entro un anno un rapporto su iniziative come quelle discusse al recente vertice Nato di Lisbona del 24 novembre.<\/p>\n<p>Si punter\u00e0 in particolare su:<br \/>\n&#8211; la creazione di <i>Computer Emergency Response Teams <\/i>(Certs) in ogni paese europeo, con l\u2019aiuto dell\u2019Agenzia europea responsabile per la sicurezza delle reti (Enisa) e sulla falsariga dei corrispondenti centri americani (7);<br \/>\n&#8211; la messa in opera di una rete di emergenza;<br \/>\n&#8211; la creazione a livello dell\u2019Unione di una sorta di cabina di regia come indicato dalla Commissione nella proposta di strategia di sicurezza interna.<\/p>\n<p>Queste misure dovrebbero essere completate da misure legislative, come quelle gi\u00e0 all\u2019esame del Pe, in materia di attacchi ai sistemi di informazione (8) che si ispireranno probabilmente alla Convenzione sul cyber-crime del Consiglio d\u2019Europa ratificata dagli stessi Stati Uniti (9).<\/p>\n<p><b>Diritti fondamentali<\/b><br \/>\nRimane per\u00f2 irrisolto il nodo della protezione dei dati, quando sia in gioco la sicurezza pubblica.<\/p>\n<p>Negli Stati Uniti la protezione della privacy e dei dati personali non \u00e8 considerata un diritto fondamentale, ma tutt\u2019al pi\u00f9 un \u201cpenumbral right\u201d, ancillare rispetto alla tutela della libert\u00e0 di espressione prevista dal primo emendamento e alla tutela del domicilio prevista dal quarto emendamento. Nell\u2019Ue invece protezione della privacy e dei dati sono diritti fondamentali, riconosciuti tanto dall\u2019art. 8 della Convenzione europea dei diritti dell\u2019Uomo che, in termini ancora pi\u00f9 espliciti, dagli articoli 7 e 8 dalla Carta dei diritti fondamentali. Il Pe ha chiesto, soprattutto dopo gli attentati dell\u201911 settembre 2001, un accordo transatlantico vincolante in questa materia. L\u2019accordo potrebbe essere raggiunto sulla base del summenzionato mandato negoziale (10) che il Consiglio ha conferito alla Commissione e che la Vice presidente della Commissione Reding ha gi\u00e0 presentato al Pe.<\/p>\n<p>In linea di principio le autorit\u00e0 americane non dovrebbero essere contrarie, visto che il mandato riprende anche le raccomandazioni formulate da un gruppo di lavoro comune che, nel corso degli anni, ha elaborato una serie di principi condivisi(11). Le autorit\u00e0 americane temono per\u00f2 che il nuovo accordo possa rendere pi\u00f9 difficile il trasferimento dei dati che gi\u00e0 avviene nel quadro dell\u2019accordo Ue-Usa in materia di cooperazione giudiziaria penale, degli accordi con Europol e Eurojust e, soprattutto dei numerosi accordi bilaterali negoziati negli ultimi decenni fra gli Usa e gli stati membri dell\u2019Ue in materia di sicurezza e lotta al crimine (12).<\/p>\n<p>I prossimi mesi si annunciano impegnativi e sar\u00e0 interessante seguire non solo i negoziati, ma anche il tenore del dialogo che potrebbe stabilirsi tra Congresso americano e Parlamento europeo. Si tratta di vedere se emerger\u00e0 una percezione condivisa della minaccia e della strategia per farvi fronte. Se questo dovesse avvenire, si potrebbe spianare la strada alla realizzazione di uno spazio \u00abSchengen\u00bb transatlantico, come gi\u00e0 annunciato dalla dichiarazione ministeriale comune del 2009 (13) e dallo stesso Programma di Stoccolma sullo spazio europeo di libert\u00e0 sicurezza e giustizia.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: xx-small;\"> NOTE<br \/>\n1. Vedi: http:\/\/register.consilium.europa.eu\/pdf\/it\/10\/st05\/st05842-re02.it10.pdf.<br \/>\n2. Vedi: http:\/\/www.dhs.gov\/xlibrary\/assets\/qhsr_report.pdf.<br \/>\n3. Vedi: http:\/\/ec.europa.eu\/commission_2010-2014\/malmstrom\/archive\/internal_security_strategy_in_action_en.pdf.<br \/>\n4. Vedi: http:\/\/www.statewatch.org\/news\/2010\/oct\/eu-council-pnr-mandates-13986-10.pdf.<br \/>\n5. Vedi: Lo stesso vale per le misure considerate troppo invasive della Privacy come l\u2019installazione sistematica dei Body Scanners (1300 previsti a breve negli scali Usa e poche decine negli aeroporti europei).Resta da vedere come l\u2019Unione europea applicher\u00e0 la nuova strategia internazionale in materia di Sicurezza aerea adottata dalla 37a assemblea dell\u2019Icao l\u20198 ottobre di quest\u2019anno (Comprehensive Aviation Security Strategy (Icass). Vedi http:\/\/www.tsa.gov\/assets\/pdf\/120210_dhs_international_aviation_security_senate_commerce.pdf.<br \/>\n6. Vedi il Joint EU-US Statement del Novembre 20. http:\/\/www.consilium.europa.eu\/uedocs\/cms_data\/docs\/pressdata\/EN\/foraff\/117897.pdf.<br \/>\n7. Vedi http:\/\/www.cert.org\/certcc.html e http:\/\/www.eweekeurope.co.uk\/news\/nato-eu-and-us-plan-action-against-cyber-crime-14183.<br \/>\n8. Vedi: http:\/\/europa.eu\/rapid\/pressReleasesAction.do?reference=MEMO\/10\/463.<br \/>\n9. Vedi: http:\/\/conventions.coe.int\/Treaty\/EN\/Treaties\/html\/185.htm.<br \/>\n10. Vedi: http:\/\/europa.eu\/rapid\/pressReleasesAction.do?reference=IP\/10\/1661&amp;format=HTML&amp;aged=0&amp;language=IT&amp;guiLanguage=en.<br \/>\n11. Vedi: http:\/\/register.consilium.europa.eu\/pdf\/en\/09\/st15\/st15851.en09.pdf.<br \/>\n12. Vedi il caso dei \u00ab Prum-Like \u00bb agreements con i quali gli Stati membri dell\u2019Ue si impegnano a trasmettere agli Usa informazioni anche sensibili come quelle sui codici Dna in cambio di un alleggerimento delle condizioni per l\u2019ottenimento dei visti per i propri cittadini.<br \/>\n13. Vedi: http:\/\/www.se2009.eu\/polopoly_fs\/1.21271!menu\/standard\/file\/EU-US%20Joint%20Statement%2028%20October%202009.pdf.<\/span><\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>G. Ansalone: <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1606\" target=\"blank\"><b><u>Cyber-spazio e nuove sfide alla sicurezza <\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>E. De Capitani: <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1514\" target=\"blank\"><b><u>I poteri dell\u2019Ue sui dossier top secret<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Unione europea e Stati Uniti stanno allineando sempre di pi\u00f9 gli obiettivi e le strategie per il contrasto a terrorismo e criminalit\u00e0 organizzata. Rimangono differenze di fondo sul trattamento dei dati personali e sulla protezione della privacy, ma \u00e8 in atto uno sforzo convergente per appianarle. 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