{"id":16210,"date":"2010-12-13T00:00:00","date_gmt":"2010-12-12T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/momento-della-verita-per-cipro\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:24","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:24","slug":"momento-della-verita-per-cipro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/12\/momento-della-verita-per-cipro\/","title":{"rendered":"Momento della verit\u00e0 per Cipro"},"content":{"rendered":"<p>Dopo una timida ripresa alla fine di maggio, il negoziato inter-cipriota aveva subito nei mesi successivi un progressivo rallentamento, giungendo molto vicino allo stallo. Ci hanno pensato le Nazioni Unite a rivitalizzare le trattative con la recente iniziativa del Segretario generale,  Ban Ki-moon, di invitare il 18 novembre a New York il leader greco-cipriota Dimitris Christofias, e quello turco-cipriota  Dervis Eroglu. Entrambi si sono impegnati a intensificare i contatti per superare i maggiori punti di disaccordo. Il Segretario generale gli ha dato appuntamento a Ginevra per la fine di gennaio. Nel frattempo i due leader dovranno tentare di ridurre le distanze su vari capitoli negoziali, a cominciare da quelli riguardanti le propriet\u00e0 e il territorio.<\/p>\n<p><b>Aspettative deluse<\/b><br \/>L\u2019elezione di Dimitris Christofias a presidente della Repubblica di Cipro, nel febbraio del 2008, aveva acceso le speranze che si sarebbe potuta aprire una nuova stagione negoziale, grazie anche all\u2019affinit\u00e0 politica del nuovo leader con quello della comunit\u00e0 turco-cipriota, Mehmet Al\u00ec Talat. Nel marzo di quell&#8217;anno erano in effetti cominciate nuove trattative che, strada facendo, hanno per\u00f2 incontrato crescenti difficolt\u00e0. Parallelamente, i negoziati d&#8217;adesione della Turchia sono arrivati vicino a un punto morto a causa della mancanza di nuovi capitoli da negoziare. Tra circa un anno, in assenza di fatti nuovi, il processo di adesione della Turchia sar\u00e0 finito in un impasse; per farlo proseguire, servirebbe una revoca del veto su qualcuno dei numerosi capitoli attualmente congelati. Se si schiudesse una prospettiva di soluzione del problema cipriota, si potrebbe sbloccarne un buon numero e guadagnare tempo per il proseguimento delle trattative tra Turchia e Ue.<\/p>\n<p>Nel negoziato inter-cipriota non si parte da zero. Quando, tra marzo e luglio del 2008, i due leader hanno maturato la decisione di avviare nuove trattative, hanno anche stabilito che la soluzione concordata sarebbe stata sottoposta nuovamente a referendum separati e simultanei nelle due parti dell\u2019isola. Il quadro dell&#8217;accordo (\u201c<i>settlement frame work<\/i>\u201d) \u00e8 stato concordato con due dichiarazioni congiunte, rese pubbliche dall\u2019Onu rispettivamente il 23 maggio ed il 1\u00b0 luglio 2008. Le due parti si sono impegnate a dare vita ad una federazione bi-zonale e bi-comunitaria \u201ccon eguaglianza politica\u201d, qualificata come un \u201cpartenariato che avr\u00e0 un governo federale con una singola personalit\u00e0 internazionale, come pure uno Stato costituente turco-cipriota ed uno Stato costituente greco-cipriota, di eguale status\u201d. I leader hanno inoltre convenuto in via di principio che la Federazione debba avere una \u201csingola sovranit\u00e0 e cittadinanza\u201d.<\/p>\n<p><b>Sovranit\u00e0 della Federazione <\/b><br \/>La materia negoziale, organizzata in sei capitoli, \u00e8 stata poi sottoposta ad una \u201cprima lettura\u201d tra il settembre del 2008 e l&#8217;agosto del 2009, con un particolare approfondimento delle materie di pi\u00f9 diretta disponibilit\u00e0 delle due parti. Si tratta di tre capitoli: governo e \u201cdivisione dei poteri\u201d &#8211; power sharing -, economia e materie Ue. Per le altre questioni (propriet\u00e0, territorio, sicurezza\/garanzie e immigrazione) ci si \u00e8 limitati a discussioni di carattere preliminare. Ma gi\u00e0 nel giugno 2009 Christofias faceva apertamente stato della propria insoddisfazione per l&#8217;andamento delle discussioni e per i risultati fino a quel momento conseguiti. In quell&#8217;anno di lavori \u00e8 stato comunque possibile mettere a fuoco almeno i problemi di fondo dei capitoli trattati, a cominciare da quello del governo e del \u201cpower sharing\u201d, che contiene i nodi fondamentali del contrasto dal quale \u00e8 scaturito il conflitto tra le due comunit\u00e0.<\/p>\n<p>La  \u201cseconda lettura\u201d \u00e8 durata dal settembre 2009 al marzo 2010 ed \u00e8 stata dedicata in larga parte all&#8217;approfondimento del capitolo del \u201cpower sharing\u201d, fino a quando le trattative sono state sospese per le elezioni presidenziali nel Nord dell\u2019isola. Per quanto riguarda il  \u201cpower sharing\u201d le due parti hanno raggiunto alcuni risultati significativi (per es. sulle modalit\u00e0 di elezione dell&#8217;esecutivo federale) e hanno sfiorato la soluzione della \u201cmadre\u201d di tutte le questioni: la definizione della sovranit\u00e0 della futura Federazione cipriota.<\/p>\n<p>Nel complesso, le trattative della \u201cseconda lettura\u201d, che nelle intenzioni iniziali doveva servire a minimizzare le differenze in vista del \u201cdo ut des\u201d finale, non sono riuscite a chiudere del tutto nessuno dei tre capitoli sui quali le parti si sono concentrate, pur giungendo abbastanza vicine all&#8217;obiettivo.<\/p>\n<p><b>Rischio stallo<\/b><br \/>L\u2019elezione di Eroglu alla Presidenza turco-cipriota, avvenuta il 18 aprile scorso, non ha segnato, diversamente da quanto si temeva, una discontinuit\u00e0 , almeno sotto il profilo formale. Le trattative sono infatti riprese dal punto dove erano rimaste. Su richiesta di Christofias, inoltre, i lavori sono ripartiti dal capitolo delle propriet\u00e0, che \u00e8 quello che, in assoluto, presenta le maggiori difficolt\u00e0 di carattere tecnico, politico ed economico. Il processo si \u00e8 cos\u00ec notevolmente complicato, procedendo molto a rilento, fino quasi a fermarsi. Per compiere progressi sostanziali servirebbero concessioni politicamente onerose per entrambe le parti su questioni come la definizione della sovranit\u00e0 della Federazione, le propriet\u00e0 e l&#8217;assetto territoriale.<\/p>\n<p>Per diverse ragioni \u00e8 possibile che le trattative riescano ad evitare una stagnazione che comprometterebbe i risultati, non trascurabili anche se parziali, ottenuti fino ad oggi. All&#8217;appuntamento di Ginevra di fine gennaio le prospettive di un accordo saranno probabilmente meno vaghe di oggi. E si arriver\u00e0 probabilmente a un bivio: accordo o fallimento dell\u2019intero processo.<\/p>\n<p><b>Opposti scenari<\/b><br \/>In caso di accordo, la realizzazione della Federazione cipriota compir\u00e0 un fondamentale passo avanti in vista del duplice referendum confermativo delle due comunit\u00e0; il veto sull\u2019apertura di nuovi capitoli negoziali tra Ue e Turchia potr\u00e0 essere revocato, ridando vigore al processo di adesione e rilanciando l&#8217;interesse di Ankara sia per l\u2019Ue che per le riforme necessarie all&#8217;allineamento con l&#8217;<i>acquis<\/i> comunitario; il contributo dell\u2019Ue alla riconciliazione delle due comunit\u00e0 cipriote riprender\u00e0 slancio e, infine, l\u2019Onu potr\u00e0 portare a compimento la sua missione, ponendo fine a una presenza sull&#8217;isola che dura dal 1964.<\/p>\n<p>In caso di fallimento, invece, il progetto di Federazione cipriota subirebbe un nuovo e pi\u00f9 grave smacco. Sarebbe un altro passo verso la partizione dell\u2019isola. Il rallentamento del processo di adesione della Turchia risulterebbe confermato e con esso il disinteresse di Ankara verso l\u2019Ue e l&#8217;attuazione delle riforme richieste da Bruxelles. L\u2019Ue vedrebbe ulteriormente ridimensionato il suo ruolo, gi\u00e0 non particolarmente rilevante, nella riunificazione delle due comunit\u00e0 cipriote e nelle scelte di politica interna ed estera della Turchia. L\u2019Onu incasserebbe il secondo fallimento in sei anni di tentativi di mediazione e, pur mantenendo una presenza nell&#8217;isola, tornerebbe con ogni probabilit\u00e0 a disinteressarsi di Cipro, come durante il governo greco-cipriota di Papadopoulos tra l&#8217;aprile del 2004 ed il marzo del 2008, dopo la bocciatura del Piano di pace di Annan e fino all\u2019elezione di Christofias.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>N. Tocci: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1554\" target= \"blank\"><b><u> Due scenari per la Turchia <\/u><\/b><\/a> <\/p>\n<p>N. Tocci: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=757\" target= \"blank\"><b><u>Il bicchiere mezzo vuoto di Christofias<\/u><\/b><\/a> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo una timida ripresa alla fine di maggio, il negoziato inter-cipriota aveva subito nei mesi successivi un progressivo rallentamento, giungendo molto vicino allo stallo. 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