{"id":16250,"date":"2010-12-19T00:00:00","date_gmt":"2010-12-18T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-persecuzione-dei-cristiani-in-iraq\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:22","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:22","slug":"la-persecuzione-dei-cristiani-in-iraq","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/12\/la-persecuzione-dei-cristiani-in-iraq\/","title":{"rendered":"La persecuzione dei cristiani in Iraq"},"content":{"rendered":"<p>La condizione dei cristiani del Medioriente \u00e8 molto diversa da paese a paese. Purtroppo, il termine <i>persecuzione <\/i>\u00e8 divenuto obbligato  per descrivere quella dei cristiani d\u2019Iraq. Ma \u00e8 un grave errore pensare, o peggio diffondere l\u2019idea,  che tutto  il Medioriente sia come l\u2019Iraq. Specialmente in Siria, ma anche in Giordania e in Libano, la convivenza fra cristiani e musulmani si \u00e8 mantenuta buona nonostante le difficolt\u00e0 politiche dell\u2019ultimo decennio. La maggioranza dei musulmani istruiti  riconosce il contributo delle comunit\u00e0 cristiane nelle loro societ\u00e0 e il ruolo storico-culturale che rivestono.<\/p>\n<p><b>Paura del diverso<\/b><br \/>Quanto avvenuto dal 2004 ad oggi ai cristiani in Iraq rappresenta un caso limite, ma il timore  che le persecuzioni si potessero diffondere anche ad altre regioni del Medioriente \u00e8 stato forte. In particolare, la strage di 58 cristiani  avvenuta il 31 ottobre 2010 nella Chiesa dei Siri Cattolici di ns. Signora della Salvezza a Baghdad, non rappresenta soltanto un picco di orrore criminale, ma una vera e propria sfida alla comunit\u00e0 internazionale e ai media, che non hanno prestato la dovuta attenzione a una minoranza sconvolta da violenze gravissime e prolungate. <\/p>\n<p>L\u2019eccidio \u00e8 avvenuto durante la lunga fase di stallo nel processo di formazione del nuovo governo iracheno, in concomitanza con la dichiarazione di condanna a morte dell\u2019ex vice primo ministro dell\u2019Iraq sotto Saddam Hussein, il cattolico caldeo Tareq Aziz, subito dopo la fine del Sinodo dei Vescovi del Medioriente tenutosi a Roma.  <\/p>\n<p>         Pu\u00f2 essere difficile per un occidentale comprendere la mentalit\u00e0 musulmana e il delicato equilibrio dei rapporti millenari fra musulmani e cristiani in queste aree. I cristiani sono consapevoli che il mondo islamico li associa all\u2019Occidente, presupponendo che questo sia ancora tutto cristiano. I costumi<i> occidentali <\/i>dei cristiani vengono strumentalizzati dai  fondamentalisti che in questo decennio hanno imperversato e influenzato le masse musulmane, facendo riemergere  tab\u00f9, divieti, intolleranza. I cristiani sono sotto accusa per il modo di vestire, le abitudini alimentari, i rapporti matrimoniali monogamici, la non violenza. Su tutto incombe il pregiudizio religioso per la loro non appartenenza alla <i>umma<\/i>, la comunit\u00e0 islamica. Prevalgono l\u2019ostracismo e la violenza contro il diverso. Va sottolineato che il cristiano mediorientale \u00e8, in termini generali, un cittadino  estremamente attento al rispetto delle regole locali. Una vera e propria  sindrome della <i>perfezione <\/i>come antico strumento di difesa caratterizza le comunit\u00e0 cristiane della regione.<\/p>\n<p>I rinnovati pregiudizi a livello culturale, religioso, sociale, nei confronti dei cristiani sono sintomo della difficolt\u00e0 del mondo islamico a  misurarsi con  la modernit\u00e0, vissuta come una minaccia  perch\u00e9 mette in pericolo la tradizione. Il mondo islamico ha paura di questa modernit\u00e0 e la rigetta come se fosse un aspetto della cultura cristiana contrario alla religione musulmana. Questo rigetto della modernit\u00e0   \u00e8 uno dei sintomi pi\u00f9 evidenti della crisi che attraversa una parte del mondo e della cultura islamici, che per altri aspetti si riflette anche nell\u2019approccio verso l\u2019economia o la giustizia civile. Ma \u00e8 chiaro che il mondo islamico non pu\u00f2 rimanere fuori del mondo globale e della relat\u00e0 dei mercati internazionali. E non pu\u00f2 non fare i conti con temi, come i diritti umani , in particolare, quelli delle donne.<\/p>\n<p><b>Crisi dei cristiani<\/b><br \/>D\u2019altro canto, anche i cristiani sono in crisi. Da quando, molti secoli fa, la religione islamica \u00e8 divenuta dominante nella regione, i cristiani sono stati relegati alla condizione di <i>dhimmi<\/i>, ovvero di cittadini di secondo ordine, da cui hanno sempre cercato di riscattarsi  attraverso l\u2019istruzione, il lavoro, le capacit\u00e0  spirituali e morali. Il loro isolamento e la necessit\u00e0 di  dover continuamente cercare nuovi equilibri per farsi rispettare,devono inoltre aver sedimentato forme di alienazione e sfiducia. Organizzati in piccole comunit\u00e0, i cristiani sono pochi e spesso in una condizione di assedio fisico e psicologico. In un tale contesto, continuano a testimoniare la loro fede con un coraggio impressionante.<\/p>\n<p>Come sottolineato, la difficilissima condizione dei cristiani iracheni non deve essere automaticamente assimililata a quella di tutti i cristiani  dell\u2019area. Ma la storia si ripete, se \u00e8 vero che le  persecuzioni dei cristiani in Mesopotamia si acutizzavano durante le guerre e i conflitti causati dalla contrapposizione fra Oriente e Occidente. Tra le vicissitudini di queste popolazioni si annovera l\u2019annientamento dei cristiani Assiri e Siri, parallelo al genocidio degli Armeni, all\u2019inizio del XX sec., di cui rimane un\u2019immagine straniante a  Turabdin in Turchia.<\/p>\n<p>Durante il regime di Saddam Hussein, i cristiani hanno vissuto in Iraq in una condizione di relativa tranquillit\u00e0, fondamentalmente perch\u00e9 non alteravano l\u2019equilibrio politico-sociale. Fra l\u2019altro, la servit\u00f9 e le guardie del corpo del dittatore iracheno erano in parte composte da cristiani, considerati estremamente affidabili. Nella storia della giovane nazione irachena i cristiani hanno ricoperto  incarichi pubblici o professionali di rilievo.<\/p>\n<p>Tutto questo \u00e8 cambiato nel giro di pochi anni. Gli attentati, i rapimenti, gli omicidi, si sono intensificati dal 2004 in poi. Epurazioni sul lavoro, ricatti e minacce per impossessarsi delle loro case e dei loro beni, assassini e violenze contro individui, famiglie, villaggi, sono diventati ordinari e non sono stati perseguiti. La fuga di met\u00e0 della popolazione cristiana irachena nel giro di pochi anni ha impoverito economicamente e  socialmente le comunit\u00e0. Quelli rimasti, tra le quattrocento e le cinquecentomila  persone, vivono in una condizione di estremo pericolo, emarginazione e mancanza di diritti.<\/p>\n<p>Il recente eccidio nella chiesa Siro Cattolica di Baghdad ha suscitato l\u2019orrore del mondo. Ci sono voluti  58 martiri perch\u00e9 il mondo si interessasse a questa gente. Come mai? Forse esiste un pregiudizio anti-cristiano anche in Occidente. Oppure l\u2019indifferenza generale di questi anni \u00e8 dovuta al fatto che si tratta di cristiani <i>Arabi<\/i>. Oppure le cause della persecuzione sono semplicemente  considerate insormontabili. N\u00e9 si pu\u00f2 escludere che ci sia  un piano per cacciare  i cristiani dal  Medioriente. <\/p>\n<p>  Subito dopo la strage di Baghdad, un gruppo legato ad Al Qaeda ha indicato i cristiani come bersagli legittimi. Da agosto di quest\u2019anno si segnala un rinnovato flusso di combattenti estremisti stranieri in entrata in Iraq. La tragica situazione del paese difficilmente potr\u00e0 cambiare con un governo che \u00e8 stato affidato nuovamente ad Al Maliki, che sembra poter contare sull&#8217;appoggio del leader radicale sciita Moqtada al Sadr e dopo il plateale, anche se temporaneo, abbandono del parlamento da parte di Ayad Allawi, vincitore delle elezioni. Sul futuro di tutti gli iracheni gravano incognite pesanti che suscitano forti preoccupazioni. <\/p>\n<p>Oggi, cristiani e musulmani in diversi paesi si confrontano con problemi comuni: le guerre, il terrorismo, l\u2019emigrazione dei giovani, la crisi economica globale. E non c&#8217;\u00e8 altra strada che cercare di costruire il futuro insieme in Iraq come nel resto della regione,  in Oriente come  in Occidente.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche: <\/p>\n<p>M. Arpino: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1530\" target= \"blank\"><b><u>Iraq, diario di una guerra dimenticata<\/u><\/b><\/a> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La condizione dei cristiani del Medioriente \u00e8 molto diversa da paese a paese. Purtroppo, il termine persecuzione \u00e8 divenuto obbligato per descrivere quella dei cristiani d\u2019Iraq. Ma \u00e8 un grave errore pensare, o peggio diffondere l\u2019idea, che tutto il Medioriente sia come l\u2019Iraq. Specialmente in Siria, ma anche in Giordania e in Libano, la convivenza [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[94,99],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16250"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16250"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16250\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63114,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16250\/revisions\/63114"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16250"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16250"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16250"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}