{"id":16270,"date":"2010-12-20T00:00:00","date_gmt":"2010-12-19T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/forze-armate-alla-ricerca-dellequilibrio-perduto\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:22","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:22","slug":"forze-armate-alla-ricerca-dellequilibrio-perduto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/12\/forze-armate-alla-ricerca-dellequilibrio-perduto\/","title":{"rendered":"Forze armate alla ricerca dell\u2019equilibrio perduto"},"content":{"rendered":"<p>Si profila un altro anno magro per la difesa italiana: il bilancio rimane pressoch\u00e9 inalterato, mentre lo squilibrio interno tra le varie voci di spesa aumenta ulteriormente. L\u2019efficienza delle forze armate ne potrebbe seriamente risentire. La <i>Nota aggiuntiva allo stato di previsione per l\u2019anno 2011<\/i>, il documento programmatico del ministero della Difesa, prevede un bilancio pari a 20,4 miliardi di euro, con un incremento dello 0,6% rispetto al 2010. <\/p>\n<p>Al fine di valutare le risorse effettivamente disponibili per le forze armate \u00e8 per\u00f2 necessario prendere in considerazione solo la cosiddetta Funzione Difesa, cio\u00e8 la voce di bilancio che racchiude le spese afferenti al funzionamento dello strumento militare. Giova ricordare infatti che il bilancio di via XX settembre include anche voci che poco hanno a che fare con la difesa, come la \u201cFunzione Sicurezza del Territorio\u201d (cio\u00e8 le spese per i Carabinieri, che operano quasi esclusivamente come forza di polizia) e le \u201cFunzioni Esterne\u201d (attivit\u00e0 come il rifornimento idrico alle isole o i servizi per il traffico aereo civile). <\/p>\n<p>   <b>Sempre pi\u00f9 in basso<\/b><br \/>Lo stanziamento 2011 per la Funzione difesa ammonta a 14,3 miliardi di euro, un incremento dello 0,2% rispetto al 2010 e quindi, contando l\u2019inflazione, una riduzione in termini assoluti. La Funzione Difesa racchiude tre categorie: personale, esercizio ed investimento. <\/p>\n<p>\tLa previsione di spesa per il personale, ossia gli stipendi dei militari in servizio, ammonta a 9,4 miliardi di euro, con un aumento in valore assoluto di circa 86 milioni (+0.9%) rispetto all\u2019anno precedente. La stessa <i>Nota <\/i>avverte per\u00f2 che tale aumento potrebbe non essere sufficiente per garantire i reclutamenti previsti nel 2011. <\/p>\n<p>La voce esercizio include le spese per l\u2019addestramento e la formazione del personale, la manutenzione dei mezzi e degli equipaggiamenti, nonch\u00e9 le scorte di munizionamento e di carbo-lubrificanti. Questa categoria subir\u00e0 un taglio del 18% rispetto al 2010 (320 milioni). La voce esercizio ha gi\u00e0 subito, nel corso degli anni, una serie di tagli notevoli; nel 2009 la riduzione \u00e8 stata addirittura del 29%, quest&#8217;anno del 6,8%. Secondo la <i>Nota<\/i> le risorse stanziate per il 2011 sono al di sotto della soglia minima indispensabile al settore.<\/p>\n<p> La voce investimento include i fondi per l\u2019acquisto di nuovi mezzi ed equipaggiamenti, inclusi i programmi di sviluppo internazionali. Per il 2011 sono previsti 3,4 miliardi di euro, un aumento di 266,3 milioni di euro (+8,4%). Tale cifra, che garantir\u00e0 la copertura finanziaria per i programmi gi\u00e0 avviati, sar\u00e0 integrata da un contributo del Ministero per lo Sviluppo Economico che normalmente si aggira intorno a 1,4 miliardi.<\/p>\n<p><b>Squilibri<\/b><br \/>Il bilancio \u00e8 fortemente squilibrato. Una ripartizione ottimale dei fondi tra le tre voci della Funzione Difesa richiederebbe un 40% del totale per il personale, e un 30% ciascuno per esercizio e investimento. Se si rispettasse questo parametro, i fondi disponibili per l\u2019addestramento e l\u2019equipaggiamento dei soldati sarebbero perfettamente proporzionati al loro numero. Una ripartizione meno equilibrata, ma comunque accettabile, sarebbe un 50% per personale, un 25% per esercizio e altrettanto per investimento: questo \u00e8 il modello che le forze armate si sono poste come obiettivo, e che in realt\u00e0 era stato raggiunto nel 2001 quando la ripartizione era: personale 46%, esercizio 28,3% investimento 25,7%. <\/p>\n<p>Il prossimo anno, invece, le spese per il personale ammonteranno al 65,8%, mentre l\u2019esercizio conter\u00e0 per il 10% e l\u2019investimento per circa il 24%. Si tratta addirittura di un peggioramento rispetto al 65,4% stanziato per il personale nell&#8217;anno in corso. A preoccupare \u00e8 soprattutto il calo continuo delle risorse destinate al settore esercizio, fattore cruciale per la disponibilit\u00e0 di personale preparato fisicamente, professionalmente e mentalmente allo svolgimento delle proprie funzioni. Ma servono anche mezzi, materiali ed equipaggiamenti idonei, efficienti e sicuri per lo svolgimento delle attivit\u00e0 operative. I fondi attualmente disponibili non sono sufficienti ad assicurare l\u2019addestramento di tutto il personale, n\u00e9 ad eseguire la manutenzione dei mezzi se non a livello basilare. <\/p>\n<p><b>Che fare<\/b><br \/>Per correggere questo sbilanciamento occorrerebbe stanziare pi\u00f9 risorse per il ministero della difesa, da devolvere interamente alla voce esercizio. Considerata l\u2019attuale situazione economica e il tradizionale disinteresse della classe politica e dell\u2019opinione pubblica per i temi della difesa, questa opzione appare difficilmente realizzabile. <\/p>\n<p>L\u2019alternativa \u00e8 quindi trasferire risorse dal personale e dall&#8217;investimento verso l\u2019esercizio. Ridurre gli investimenti comporterebbe per\u00f2 la rinuncia a progetti di sviluppo e acquisizione gi\u00e0 avviati, con uno spreco di una parte delle risorse stanziate per tali programmi. Ridurre il numero del personale implicherebbe invece una capacit\u00e0 di intervento all\u2019estero ridotta, e quindi la rinuncia, probabilmente, ad alcuni degli impegni attualmente assunti in ambito internazionale. <\/p>\n<p>Per uscire da questo impasse, bisognerebbe mettere mano a una riduzione del numero degli ufficiali e dei sottoufficiali, che sono in esubero rispetto alla truppa dopo l&#8217;abbandono della leva e la professionalizzazione delle forze armate. Il numero dei graduati andrebbe ridotto contestualmente all\u2019aumento dei volontari di truppa. Le risorse per attuare questa trasformazione strutturale sono per\u00f2 bloccate. Si attende ancora il rifinanziamento della Legge 168\/2005 che permetterebbe a ufficiali e marescialli in esubero di andare in congedo fino a cinque anni prima del previsto; mentre con il decreto legge 66\/2010 sono stati ridotti del 40% i fondi per completare la trasformazione dello strumento militare. \u00c8 un nodo che deve essere affrontato al pi\u00f9 presto se non si vuole rischiare di mettere a repentaglio l&#8217;efficienza delle nostre forze armate. <\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche: <\/p>\n<p>V. Briani: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1436\" target= \"blank\"><b><u>Forze armate sotto pressione<\/u><\/b><\/a> <\/p>\n<p>G. Gasparini: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1089\" target= \"blank\"><b><u>Il vero bilancio italiano della difesa <\/u><\/b><\/a> <\/p>\n<p>M. Arpino: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1061\" target= \"blank\"><b><u>Le forze armate al bivio<\/u><\/b><\/a> <\/p>\n<p>G. Gasparini: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=896\" target= \"blank\"><b><u>Una scure che taglia le gambe alla riforma<\/u><\/b><\/a> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si profila un altro anno magro per la difesa italiana: il bilancio rimane pressoch\u00e9 inalterato, mentre lo squilibrio interno tra le varie voci di spesa aumenta ulteriormente. L\u2019efficienza delle forze armate ne potrebbe seriamente risentire. La Nota aggiuntiva allo stato di previsione per l\u2019anno 2011, il documento programmatico del ministero della Difesa, prevede un bilancio [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[82,96],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16270"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16270"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16270\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61723,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16270\/revisions\/61723"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16270"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16270"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16270"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}