{"id":16300,"date":"2010-12-27T00:00:00","date_gmt":"2010-12-26T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-senato-usa-rilancia-il-disarmo-nucleare\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:21","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:21","slug":"il-senato-usa-rilancia-il-disarmo-nucleare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/12\/il-senato-usa-rilancia-il-disarmo-nucleare\/","title":{"rendered":"Il Senato Usa rilancia il disarmo nucleare"},"content":{"rendered":"<p>Dopo un lungo braccio di ferro tra l\u2019amministrazione e un\u2019opposizione repubblicana imbaldanzitasi dopo le elezioni di met\u00e0 mandato (<i>midterm<\/i>), il Trattato strategico \u201cNuovo Start\u201d \u00e8 stato finalmente ratificato dal Senato americano. Per le circostanze in cui il dibattito si \u00e8 svolto, la ratifica ha acquistato soprattutto una valenza di politica interna, indicativa del rapporto di forze emerso nel nuovo assetto istituzionale. Ma le implicazioni sono anzitutto di natura strategica.<\/p>\n<p><b>Un processo che riparte<\/b><br \/>Si tratta del primo accordo di riduzioni strategiche dopo un lungo periodo di stasi. Risale ad otto anni fa l\u2019ultimo accordo strategico Sort (<i>Strategic Offensive Arms Reduction Treaty<\/i>) tra russi e americani. Il Sort fu peraltro un successo parziale poich\u00e9 per le residue testate strategiche schierate &#8211; tra 1.700 e 2.200 &#8211; non era contemplata alcuna specifica verifica. Sino al dicembre del 2009 erano rimaste in vigore le procedure di ispezione ereditate dall\u2019accordo Start I. Dopo il decadimento di quest\u2019ultimo, si \u00e8 prodotto  un singolare vuoto giuridico nel regime delle ispezioni strategiche &#8211; uno strumento essenziale per mantenere la fiducia tra le parti &#8211; che perdurer\u00e0 sino all\u2019entrata in vigore del nuovo trattato.<\/p>\n<p>Il \u201cnuovo Start\u201d prevede anzitutto un\u2019ulteriore riduzione  degli arsenali (il  tetto sar\u00e0 di 1.500 testate); ancora pi\u00f9 importanti sono le  riduzioni dei vettori (missili intercontinentali e bombardieri strategici): il loro numero dovrebbe  essere pi\u00f9 che dimezzato passando da 1.600 a circa 700. Il nuovo regime ispettivo appare rispondere alle  ridotte dimensioni degli arsenali.<\/p>\n<p>Il Trattato si inserisce nel pi\u00f9 ampio ed ambizioso progetto annunciato dal Presidente americano nello storico discorso di Praga dell\u2019aprile 2009 in cui egli rilanci\u00f2 l\u2019impegno degli Stati Uniti nel campo del controllo degli armamenti e della non-proliferazione. In questa azione egli si trova in sintonia con il Segretario Generale dell\u2019Onu Ban Ki-moon, anch\u2019egli fortemente impegnato nel processo di riduzione degli armamenti.<\/p>\n<p><b>Altri passi avanti<\/b><br \/>Tra i risultati gi\u00e0  raggiunti va annoverata anzitutto la positiva conclusione nel maggio scorso della Conferenza di riesame del Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp) ottenuta anche grazie all\u2019apporto costruttivo della delegazione americana. Il mese precedente a Washington era stato lanciato un processo plurinazionale volto a rafforzare la sicurezza degli impianti e del materiale nucleare civile e militare. Esso consentir\u00e0 di affrontare in un contesto di maggiore sicurezza quel \u201crinascimento\u201d dell\u2019energia nucleare da molti preconizzato e che dovrebbe condurre ad un sensibile incremento del numero delle centrali nucleari civili e dei paesi in grado di installarle.<\/p>\n<p>Anche la nuova \u201c<i>nuclear posture<\/i>\u201d americana, annunciata alla vigilia della Conferenza sul Tnp, contiene alcuni spunti innovativi: in particolare un&#8217;accresciuta prudenza nell\u2019impiego e nella minaccia dell\u2019impiego dell\u2019arma nucleare. Nonostante alcune critiche, i risultati in questo campo sono in realt\u00e0 gi\u00e0 alquanto significativi se si hanno a mente i tempi lunghi di questi processi e le difficolt\u00e0 a mobilitare il consenso internazionale su temi cos\u00ec complessi e controversi.<\/p>\n<p><b>Lacune da colmare<\/b><br \/>Resta ancora molto da fare. Tra gli obiettivi da raggiungere vi \u00e8 anzitutto la ratifica americana del Trattato Ctbt (<i>Comprehensive Test Ban Treaty<\/i>) che proibisce gli esperimenti nucleari. Deve inoltre ancora iniziare a Ginevra il negoziato Fmct che metterebbe al bando la produzione del materiale fissile necessario per costruire le bombe nucleari. Mentre i sistemi strategici a lunga gittata vengono sottoposti alla nuova intesa Start e quelli a raggio intermedio sono gi\u00e0 totalmente proibiti ai russi e agli americani, sfuggono ancora ad ogni disciplina giuridicamente vincolante le cosiddette <i>armi nucleari non strategiche<\/i>. Si tratta di armamenti a corta gittata, numerosi e problematici sotto il profilo della sicurezza e della sorveglianza che interessano in particolare l\u2019area europea. Russia e Stati Uniti posseggono a tutt\u2019oggi oltre il 90% delle testate esistenti; \u00e8 naturale che da loro ci si aspettino le maggiori riduzioni prima di allargare l\u2019esercizio agli altri paesi nucleari.<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 il Nuovo Start entri in vigore \u00e8 evidentemente necessario che esso sia ratificato anche dalla Russia. A suo tempo Mosca aveva ratificato il trattato che proibisce gli esperimenti nucleari senza attendere che altrettanto facessero gli americani. Questa volta ha preferito aspettare. Una ratifica affrettata avrebbe forse potuto essere controproducente.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 ancora un bel cammino da fare per realizzare il programma preannunciato dal presidente Obama. Gli Stati Uniti non sono l\u2019unico paese a non aver aderito al trattato che proibisce gli esperimenti. Mancano all\u2019appello, tra gli altri, Cina, India, Israele e Pakistan e anche l\u2019Iran il quale, se aderisse a tale trattato, potrebbe rendere pi\u00f9 credibile la sua dichiarata posizione di non mirare all\u2019arma nucleare. Se la Corea del Nord vi avesse aderito, non avrebbe potuto procedere alle due detonazioni nucleari effettuate negli ultimi anni.<\/p>\n<p>Il nuovo Start \u00e8 sostenuto dall\u2019insieme della comunit\u00e0 internazionale ed in particolare dall\u2019Europa. \u00c8 significativo che in concomitanza con il dibattito americano, tutti i ministri degli Esteri dell\u2019Unione Europea, che pure in materia nucleare non hanno sempre posizioni identiche, abbiano unanimemente sottoscritto un accorato appello a favore della ratifica del Trattato. \u00c8 un trattato che contribuisce decisamente a creare le condizioni per un mondo privo di armi nucleari, un obiettivo condiviso oggi dalla stragrande maggioranza degli Stati. <\/p>\n<p>  .<\/p>\n<p> Vedi anche: <\/p>\n<p>C. Trezza: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1471\" target= \"blank\"><b><u> Il tab\u00f9 nucleare si rafforza dopo la svolta di Obama <\/u><\/b><\/a> <\/p>\n<p>S. Silvestri: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1450\" target= \"blank\"><b><u> L\u2019opzione zero di Obama e il futuro della dissuasione nucleare<\/u><\/b><\/a> <\/p>\n<p>N. Ronzitti: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1412\" target= \"blank\"><b><u>Armi nucleari americane in Italia: che fare?<\/u><\/b><\/a> <\/p>\n<p>E. Greco: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1118\" target= \"blank\"><b><u>La stella polare dell\u2019opzione zero<\/u><\/b><\/a> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo un lungo braccio di ferro tra l\u2019amministrazione e un\u2019opposizione repubblicana imbaldanzitasi dopo le elezioni di met\u00e0 mandato (midterm), il Trattato strategico \u201cNuovo Start\u201d \u00e8 stato finalmente ratificato dal Senato americano. 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