{"id":16350,"date":"2011-01-02T00:00:00","date_gmt":"2011-01-01T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/incognite-e-sfide-del-2011\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:19","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:19","slug":"incognite-e-sfide-del-2011","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/01\/incognite-e-sfide-del-2011\/","title":{"rendered":"Incognite e sfide del 2011"},"content":{"rendered":"<p>Si presenta come un anno anomalo, il 2011 della politica e della diplomazia internazionale: un anno senza appuntamenti elettorali cruciali in nessuna delle maggiori democrazie mondiali. Negli Stati Uniti e in Francia, cos\u00ec come in Russia, le competizioni presidenziali sono in calendario nel 2012, mentre Giappone, Gran Bretagna, Germania e Italia, per chiudere il giro dei Grandi, non dovrebbero conoscere, nei prossimi 12 mesi, consultazioni politiche, anche se gli assetti di potere a Londra e a Roma non consentono di escludere ricorsi alle urne anticipati rispetto alle scadenze, fin dalla prossima primavera (n\u00e9 va dimenticato che il 5 maggio si svolger\u00e0 in Gran Bretagna un referendum sul sistema elettorale che non rimarr\u00e0 senza effetti sul quadro politico). C\u2019\u00e8 poi l\u2019incognita Wikileaks: i documenti del sito continueranno, verosimilmente, a distillare verit\u00e0 e veleni nei prossimi mesi e potrebbero provocare qui o l\u00e0 contraccolpi al momento imprevedibili.<\/p>\n<p><b>Assetti incerti per la governance globale<\/b><br \/>Mettiamo, per\u00f2, che il 2011 sia davvero un anno di bonaccia &#8211; politica &#8211; internazionale. I Grandi del Mondo potrebbero cercare allora di approfittarne per consolidare la ripresa, perch\u00e9 la crisi del 2008 non \u00e8 stata ancora riassorbita n\u00e9 in termini di ricchezza prodotta n\u00e9 di posti di lavoro creati. E resta da definire l\u2019assetto della nuova <i>governance<\/i> mondiale. Se il 2009, infatti, era stato l\u2019anno dell\u2019avanzata del G20 e dell\u2019eclissi del G8, il 2010 non ha visto il nuovo Gruppo affermarsi in modo determinante sulla scena mondiale. E l\u2019ambigua coesistenza tra G20 e G8 rischia di protrarsi, anche perch\u00e9 il Gruppo dei Grandi, dopo un anno di presidenza \u2018debole\u2019, canadese, ha ora di fronte a s\u00e9 un anno di presidenza \u2018forte\u2019, francese. Difficile immaginarsi che proprio Nicolas Sarkozy accetti di \u2018seppellire\u2019 il Gruppo nato a Rambouillet nel novembre 1975. Al di l\u00e0 delle formule, \u00e8 per\u00f2 probabile che la tendenza a un maggiore coinvolgimento di Cina e India, di Brasile e Sud Africa e di altri paesi emergenti nella soluzione dei problemi internazionali trovi conferma nell\u2019anno nuovo.<\/p>\n<p>Inutile a priori chiedere al 2011 regali \u2018impossibili\u2019, come la pace in Medio Oriente, anche se all\u2019inizio dell\u2019autunno scadr\u00e0 l\u2019anno che americani, israeliani e palestinesi si sono concessi per giungere a risultati concreti, dopo la ripresa dei negoziati diretti. Questo realismo non deve, per\u00f2, servire da alibi ai leader. Anzi, proprio perch\u00e9 piatto sulla carta, il 2011 s\u2019annuncia come un anno di riflessione, e perci\u00f2 adatto a risolvere, o comunque a fare avanzare la ricerca di una soluzione, di alcune grosse questioni internazionali, senza illusioni, ma con concretezza.<\/p>\n<p><b>Rischio escalation in Afghanistan<\/b><br \/>Lasciamo da parte l\u2019economia, che non obbedisce ai ritmi della diplomazia, e guardiamo a due temi di carattere molto diverso: l\u2019Afghanistan e il riscaldamento globale. Per l\u2019Afghanistan, il 2011 deve segnare l\u2019inizio del ritiro delle truppe da combattimento della forza internazionale, un processo destinato, nelle intenzioni, a concludersi nel 2014, quando la gestione della sicurezza nel Paese dovrebbe essere affidata in toto alle truppe locali. Guardando alle cronache di guerra, l\u2019obiettivo non appare molto realistico: l\u2019anno che si chiude, segnato proprio l\u2019ultimo giorno dall\u2019uccisione di un alpino vittima di un cecchino, \u00e8 stato il pi\u00f9 cruento per le forze internazionali, con almeno 711 militari caduti, circa 200 in pi\u00f9 che nel 2009, che era gi\u00e0 stato l\u2019anno pi\u00f9 nero dall\u2019inizio del conflitto nel 2001 &#8211; l\u2019Italia ha subito 35 perdite in tutto, 13 nel 2010. Cifre che lasciano intravvedere una escalation del conflitto, invece che una sua attenuazione, anche se sono in corso prove, magari maldestre, di negoziato con i talebani.<\/p>\n<p>Sul fronte della lotta al terrorismo, il 2011 \u00e8 anno di anniversari e bilanci: dieci anni dagli attacchi di al Qaida contro New York e Washington, dieci anni dal rovesciamento del regime di Kabul. L\u2019occasione per inaugurare memoriali e per ricordare le vittime di questo conflitto: innocenti, certo, le quasi 3.000 dell\u201911 Settembre, ma innocenti pure decine di migliaia di civili, uomini, donne, bimbi, afghani e iracheni.<\/p>\n<p>Per il riscaldamento globale, il 2010 s\u2019\u00e8 chiuso con segnali positivi venuti dai negoziati di Cancun, almeno se confrontati al fallimento della conferenza di Copenaghen nel 2009: a questo punto, l\u2019appuntamento di Durban, l\u2019autunno prossimo, potrebbe essere davvero determinante per decidere il seguito da dare al Protocollo di Kyoto e la ripartizione delle responsabilit\u00e0. A Cancun, \u00e8 emersa una consapevolezza della gravit\u00e0 del problema e dell\u2019urgenza di darvi una risposta: la speranza \u00e8 che nel 2011 si rafforzi, producendo risultati concreti.<\/p>\n<p><b>La (mezza) riscossa di Obama<\/b><br \/>Per l\u2019Unione europea e gli Stati Uniti, il 2010 s\u2019\u00e8 chiuso su note imprevedibilmente positive, dopo tante traversie. In America, Barack Obama, il primo presidente nero, che, fino al voto di met\u00e0 mandato del 2 novembre pareva non azzeccarne una &#8211; e, infatti, gli elettori hanno punito i candidati del suo partito &#8211; ha infilato una serie di successi che hanno nettamente migliorato la sua immagine nell\u2019opinione pubblica: la conferma degli sgravi fiscali (anche se lui avrebbe preferito eliminare quelli per i pi\u00f9 ricchi) e il superamento dell\u2019ostracismo, mascherato dalla formula \u2018don\u2019t ask, don\u2019t tell\u2019, ai gay nelle forze armate; e poi la ratifica da parte del Senato del nuovo trattato Start sulla riduzione degli armamenti strategici tra Usa e Russia e ancora la revisione della strategia afghana, sono tutti segni di una ritrovata vitalit\u00e0 dell\u2019amministrazione democratica, che dovr\u00e0, da gennaio, imparare a convivere con una Camera controllata dall\u2019opposizione repubblicana.<\/p>\n<p>L\u2019Unione europea, che ha vissuto il 2010 sul filo delle difficolt\u00e0 dell\u2019euro, insidiato in Grecia e in Irlanda dalla speculazione finanziaria internazionale e mal difeso, inizialmente, specie a causa delle esitazioni tedesche, ha chiuso l\u2019anno in gran spolvero: a un anno dall\u2019entrata di vigore, il 1&#730; dicembre, del Trattato di Lisbona, \u00e8 nato il Servizio europeo di azione esterna, una vera e propria diplomazia europea; e, a met\u00e0 dicembre, i leader dei 27 hanno concordato il percorso istituzionale e negoziale per dotare l\u2019euro di uno strumento di protezione permanente.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, l\u2019Ue pu\u00f2 festeggiare, il primo gennaio, l\u2019allargamento, e non lo sfaldamento, della zona euro, con l\u2019ingresso dell\u2019Estonia, il primo paese dell\u2019ex blocco comunista a dotarsi della moneta unica. Certo, l\u2019Unione esce indenne da un anno critico anche grazie a una doppia presidenza semestrale sperimentata e autorevole, Spagna e Belgio, mentre, nel 2011, la presidenza semestrale passer\u00e0 prima all\u2019Ungheria e poi alla Polonia, paesi entrambi all\u2019esordio nel ruolo. Un anno debole, con la staffetta tra Budapest e Varsavia? Forse, ma almeno il Consiglio europeo e il Consiglio dei Ministri degli Esteri sono ormai dotati di presidenze stabili e non risentono molto dei passaggi di testimone da una capitale all\u2019altra. In un anno con molte incertezze ed incognite il consolidamento istituzionale dell&#8217;Ue, pur con tutti i suoi limiti, \u00e8 un punto fermo non da poco.<\/p>\n<p><b>LE DATE DEL 2011<\/b><\/p>\n<p><b>1&#730;gennaio<\/b> \u2013 Ue, inizio del semestre di presidenza ungherese.<br \/><b>1&#730; gennaio<\/b> \u2013 Euro, ingresso dell\u2019Estonia nella zona euro.<br \/><b>1&#730; gennaio<\/b> \u2013 G8, inizio dell\u2019anno di presidenza francese.<br \/><b>1&#730; gennaio<\/b> \u2013 Brasile, entra in funzione la nuova presidente Dilma Rousseff.<br \/><b>9 gennaio<\/b> \u2013 Sudan, referendum sull\u2019indipendenza del Sud.<br \/><b>26\/30 gennaio<\/b> \u2013 Davos (Svizzera), 41.o Forum economico mondiale.<br \/><b>6\/11 febbraio<\/b> \u2013 Dakar, 9\u00b0 Forum sociale mondiale.<br \/><b>27 febbraio<\/b> \u2013 Los Angeles, cinema, Oscar, 83.a edizione.<br \/><b>10 aprile<\/b> \u2013 Per\u00f9, elezioni presidenziali.<br \/><b>29 aprile<\/b> \u2013Londra, matrimonio del principe William con Kate Middelton.<br \/><b>aprile, data da determinare<\/b> \u2013 Cuba, VI congresso del Pc cubano, verso il 50&#730; anniversario della proclamazione da parte di Fidel Castro della Repubblica democratica socialista.<br \/><b>5 maggio<\/b> \u2013 Regno Unito, referendum sul sistema elettorale.<br \/><b>giugno, data da determinare<\/b> \u2013 Nizza (Francia), Vertice del G8.<br \/><b>1&#730; luglio<\/b> \u2013 Ue, inizio del semestre di presidenza polacco.<br \/><b>1&#730;luglio<\/b> \u2013 Monaco, matrimonio del principe Alberto II con Charlene Wittstock.<br \/><b>5 luglio<\/b> \u2013 Caracas (Venezuela), fondazione della Comunit\u00e0 di Stati latino-americani e caraibici (Celac).<br \/><b>13 luglio<\/b> \u2013 Uscita dell\u2019ultimo episodio di Harry Potter.<br \/><b>luglio<\/b> \u2013 Afghanistan, inizio del ritiro delle truppe della forza internazionale.<br \/><b>16\/21 agosto<\/b> \u2013 Madrid (Spagna), giornate mondiale della giovent\u00f9, con la partecipazione di papa Benedetto XVI.<br \/><b>27 agosto \/ 4 settembre<\/b> \u2013 Sport, Daegu (Corea del Sud), campionato del mondo <br \/>d\u2019atletica e inoltre <b>9 settembre \/ 23 ottobre<\/b>, Nuova Zelanda, coppa del mondo di rugby.<br \/><b>11 settembre<\/b> \u2013 New York (Usa), decimo anniversario degli attentati dell\u201911 settembre 2001, con l\u2019inaugurazione del Memorial del World Trade Center.<br \/><b>20 settembre<\/b> \u2013 New York, Onu, inizio dei lavori dell\u2019Assemblea generale.<br \/><b>24\/26 settembre<\/b> \u2013 Washington (Usa), assemblea annuale Fmi e Banca Mondiale.<br \/><b>28\/30 ottobre<\/b> \u2013 Perth (Australia), Vertice del Commonwealth.<br \/><b>Date da determinare, ottobre<\/b> \u2013 Stoccolma (Svezia), annunci dei vincitori dei Nobel.<br \/><b>Date da determinare, ottobre<\/b> \u2013 Argentina, elezioni presidenziali e parlamentari.<br \/><b>12\/13 novembre<\/b> \u2013 Honolulu (Hawaii, Usa), Vertice dell\u2019Apec.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche: <\/p>\n<p>C. Merlini: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1634\" target= \"blank\"><b><u> Usa 2011, i dilemmi del declino <\/u><\/b><\/a> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si presenta come un anno anomalo, il 2011 della politica e della diplomazia internazionale: un anno senza appuntamenti elettorali cruciali in nessuna delle maggiori democrazie mondiali. 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