{"id":16410,"date":"2011-01-14T00:00:00","date_gmt":"2011-01-13T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/allegro-non-troppo\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:18","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:18","slug":"allegro-non-troppo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/01\/allegro-non-troppo\/","title":{"rendered":"Allegro, non troppo"},"content":{"rendered":"<p>Nel 2011 le relazioni tra Russia e Occidente potrebbero compiere ulteriori passi avanti rispetto a quelli, gi\u00e0 rilevanti, dell\u2019anno che si \u00e8 appena chiuso: dalla distensione dei rapporti con la Nato all\u2019accordo con gli Usa sulla riduzione degli armamenti nucleari strategici, dalle nuove forme di cooperazione sull\u2019Afghanistan all\u2019intensificazione dei legami economici e commerciali. Bench\u00e9 sul fronte della democrazia e dei diritti umani non si intravedano in Russia sviluppi incoraggianti e permanga anzi il rischio di un\u2019ulteriore involuzione, la cooperazione con l\u2019Ue potrebbe dare risultati positivi soprattutto sul fronte della stabilizzazione dell\u2019Europa orientale, un\u2019area che continua ad essere caratterizzata da tensioni politiche, conflitti congelati e una difficile transizione alla democrazia.<\/p>\n<p><b>\u201cRassicurazione strategica\u201d<\/b><br \/>Le relazioni tra la Russia e l\u2019Occidente sembrano aver beneficiato della strategia di \u201crassicurazione\u201d e rilancio dei rapporti con Mosca avviata dal presidente Obama dopo il suo insediamento.  A fine dicembre il Senato americano ha ratificato il nuovo trattato Start sulla riduzione degli arsenali nucleari delle due ex superpotenze, aprendo la strada alla ratifica dello stesso da parte della Duma russa, prevista per la fine di gennaio. Inoltre, il vertice Nato di Lisbona del 19 novembre, con la proposta di un coinvolgimento della Russia nel sistema di difesa antimissile, ha contribuito ad attenuare la disputa con Mosca sull\u2019argomento, anche se un vero e proprio accordo sembra ancora lontano.<\/p>\n<p><b>Svolta con la Polonia<\/b><br \/>Sul fronte pi\u00f9 strettamente europeo il generale miglioramento dei rapporti \u00e8 passato attraverso lo \u201cscongelamento\u201d delle relazioni tra Russia e Polonia. All\u2019instaurarsi di un clima pi\u00f9 sereno hanno contribuito anche le reazioni responsabili che i governi dei due paesi hanno tenuto in seguito all\u2019incidente aereo di Smolenk del 10 aprile 2010, nel quale hanno perso la vita il Presidente polacco Lech Kaczynski, il suo staff, nonch\u00e9 altri esponenti politici e funzionari polacchi. Kaczynski si stava recando in Russia a commemorare le vittime del massacro della foresta di Katyn, dove nel 1940 la polizia segreta sovietica uccise circa 22.000 ufficiali dell\u2019esercito polacco. Inoltre, una settimana prima la televisione russa aveva trasmesso il film polacco \u201cKatyn\u201d su questa triste pagina di storia: una svolta radicale nell\u2019atteggiamento russo sulla vicenda di Katyn, contrassegnato per molti anni da un ostinato negazionismo.<\/p>\n<p><b>Democrazia e diritti umani<\/b><br \/>Il riavvicinamento alla Polonia \u00e8 sintomatico di un atteggiamento generalmente pi\u00f9 collaborativo verso l\u2019Unione europea. Nel vertice Ue-Russia di dicembre, che nelle parole del presidente della Commissione europea Jos\u00e9 Barroso \u00e8 stato il pi\u00f9 proficuo degli ultimi anni, le due parti hanno raggiunto un accordo che mette fine ad una serie di dispute bilaterali. In particolare, sono stati rimossi alcuni ostacoli all\u2019adesione della Russia all\u2019Organizzazione mondiale del commercio (Omc), anche se l\u2019atteggiamento russo al riguardo continua ad essere caratterizzato da qualche ambiguit\u00e0.<\/p>\n<p>Il primo giugno, inoltre, il vertice euro-russo aveva dato avvio al Partenariato per la modernizzazione, che prevede uno sforzo congiunto per l\u2019attuazione di riforme economiche e sociali in Russia. Indubbiamente parte delle \u00e9lites russe, a partire dal presidente Medvedev, sono consapevoli che le gravi carenze del sistema politico, economico e sociale russo emerse chiaramente nella gestione dell\u2019emergenza incendi della scorsa estate, penalizzano sempre di pi\u00f9 il paese, imponendogli costi alla lunga insostenibili in un mondo globalizzato. Per questo motivo, la Russia cerca all\u2019estero partner, come l\u2019Ue, che ne possano favorire la modernizzazione. I russi vorrebbero per\u00f2 limitare la modernizzazione all\u2019economia e alla tecnologia, mentre l\u2019Ue ne auspica un\u2019estensione anche alla societ\u00e0 e al sistema politico.<\/p>\n<p>Come affermato efficacemente da Jeffrey Mankoff, politologo dell\u2019Universit\u00e0 di Yale, le relazioni tra Ue e Russia sono state caratterizzate da aspettative frustrate da entrambe la parti. Da un lato, la Russia si aspettava che l\u2019Ue e pi\u00f9 in generale l\u2019Occidente la includessero a pieno titolo e con pari dignit\u00e0 nella nuova architettura di sicurezza euro-atlantica, come chiesto nella serie di proposte sul tema lanciate da Medvedev a partire dal giugno 2008. Dall\u2019altro, l\u2019Ue si aspettava un\u2019evoluzione della Russia post-sovietica pi\u00f9 in linea con i valori, il sistema politico e l\u2019organizzazione economica occidentali.<\/p>\n<p><b>Sfida aperta<\/b><br \/>Una pi\u00f9 concreta collaborazione tra Ue e Russia sarebbe necessaria anche in l\u2019Europa orientale, nel cosiddetto vicinato comune, caratterizzato da instabilit\u00e0 politica, conflitti congelati e una difficile transizione alla democrazia. Se \u00e8 indubbio che sul fronte della promozione della democrazia in quest\u2019area l\u2019Ue dovr\u00e0 procedere da sola, non \u00e8 pensabile creare un\u2019area di stabilit\u00e0, sicurezza e prosperit\u00e0 attorno alle frontiere dell\u2019Europa prescindendo da una fattiva collaborazione con la Russia.<\/p>\n<p>Un punto di partenza potrebbe essere il tentativo di risoluzione del conflitto congelato in Transnistria, la regione secessionista della Moldova ai confini dell\u2019Ucraina. Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha proposto uno scambio ragionevole: la cooperazione di Mosca nella risoluzione del conflitto in Transnistria in cambio di un suo maggiore coinvolgimento nella sicurezza europea. Una cooperazione efficace in quest\u2019area non rappresenterebbe solo un significativo passo in avanti nelle relazioni tra Ue e Russia. Vorrebbe dire che l\u2019Ue sta diventando un attore strategico pi\u00f9 credibile sulla scena internazionale.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>A.\tMarrone: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1632\" target= \"blank\"><b><u>Un triangolo Ue-Russia-Turchia per la sicurezza europea?<\/u><\/b><\/a> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2011 le relazioni tra Russia e Occidente potrebbero compiere ulteriori passi avanti rispetto a quelli, gi\u00e0 rilevanti, dell\u2019anno che si \u00e8 appena chiuso: dalla distensione dei rapporti con la Nato all\u2019accordo con gli Usa sulla riduzione degli armamenti nucleari strategici, dalle nuove forme di cooperazione sull\u2019Afghanistan all\u2019intensificazione dei legami economici e commerciali. 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