{"id":16420,"date":"2011-01-17T00:00:00","date_gmt":"2011-01-16T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/le-mosse-maldestre-della-baronessa-e-il-futuro-della-difesa-europea\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:17","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:17","slug":"le-mosse-maldestre-della-baronessa-e-il-futuro-della-difesa-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/01\/le-mosse-maldestre-della-baronessa-e-il-futuro-della-difesa-europea\/","title":{"rendered":"Le mosse maldestre della Baronessa e il futuro della difesa europea"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019agenda della difesa europea nel 2011 sar\u00e0 condizionata soprattutto da due temi emersi alla fine dello scorso anno. Il primo \u00e8 l\u2019accordo in campo militare siglato da Francia e Regno Unito a novembre, volto a rafforzare, attraverso una pi\u00f9 stretta cooperazione bilaterale e la messa in comune di alcune risorse, le capacit\u00e0 di proiezione strategica dei due paesi. Il secondo sono le difficolt\u00e0 emerse nel rapporto tra l\u2019Alto rappresentante (Ar), Catherine Ashton, e gli Stati membri e che sono di recente tornate a manifestarsi in occasione della controversa nomina, avvenuta il 7 gennaio, del direttore esecutivo dell\u2019Agenzia europea di difesa (Eda).<\/p>\n<p><b>Accordo strategico<\/b><br \/>L\u2019accordo strategico fra Francia e Regno Unito prevede, oltre al rafforzamento della collaborazione operativa, un impegno comune in alcune aree su cui si concentrano l\u2019attenzione e gli sforzi tecnologici e industriali di tutte le principali potenze mondiali. Due in particolare: i velivoli senza pilota (<i>Unmanned Aerial Vehicle<\/i>, Uav) a media altitudine e lungo raggio e le comunicazioni satellitari.<\/p>\n<p>Si tratta in realt\u00e0 di due segmenti interdipendenti, e di cruciale importanza per le future missioni internazionali. I velivoli senza pilota, e la loro versione armata (<i>Unmanned Combat Aerial Vehicle<\/i> Ucav), possono consentire un intervento prolungato (a parte il rifornimento e la manutenzione), senza rischi e logoramento per i piloti e senza un eccessivo impegno nell\u2019attrezzare basi avanzate. Le comunicazioni satellitari consentono di trasmettere le informazioni fornite da Uav e Ucav per gestire molteplici presenze ed interventi militari nei pi\u00f9 diversi angoli del pianeta.<\/p>\n<p>Su entrambi i fronti \u00e8 da tempo impegnata anche l\u2019Italia: negli Uav con iniziative nazionali (i programmi Sky X e Sky Y di Alenia Aeronautica) ed europee (il programma Neuron a guida francese, a cui partecipa la stessa Alenia Aeronautica) e nelle comunicazioni satellitari col programma nazionale Sicral 2 (guidato dalla societ\u00e0 italo-francese Thales Alenia Space), inserito in un accordo di collaborazione italo-francese, che prevede anche l\u2019utilizzo del nuovo satellite duale Athena-Fidus.<\/p>\n<p><b>Nuova gerarchia<\/b><br \/>L\u2019accordo franco-britannico modifica il quadro di riferimento europeo: sembra infatti voler creare un asse bilaterale fra le due principali potenze militari continentali, che di fatto assumerebbero un ruolo di punta nell\u2019Europa della difesa, condizionando l\u2019intero processo di integrazione. Si tratterebbe di una nuova gerarchia che andrebbe a scapito non tanto dei paesi minori, quanto di Germania, Italia, Spagna e Svezia, che hanno una significativa capacit\u00e0 tecnologica, industriale e operativa e che da dieci anni operano, insieme a Francia e Regno Unito, nell\u2019ambito dell\u2019Accordo Quadro.<\/p>\n<p>Se, quindi, fino ad oggi, a trainare l\u2019integrazione militare europea vi era un gruppo di sei paesi, adesso il gruppo di testa \u00e8 diventato di due pi\u00f9 quattro. Invece di cercare di trainare gli altri 21 Stati membri dell\u2019Unione europea, il rischio \u00e8 che i sei entrino in competizione tra loro, perdendo di vista l\u2019obiettivo strategico di fondo: il rafforzamento del sistema di sicurezza e difesa a livello europeo. Senza il quale, n\u00e9 due n\u00e9 sei paesi europei possono sperare di rimanere protagonisti nel mondo globalizzato in cui stanno crescendo le nuove potenze regionali.<\/p>\n<p><b>Battaglia per l\u2019Agenzia<\/b><br \/>Il secondo tema \u00e8 il delicato rapporto che si \u00e8 venuto a creare fra l\u2019Alto Rappresentante, Lady Ashton, e molti Stati membri. Che le cose non vadano per il verso giusto su questo fronte, lo si \u00e8 visto in occasione della nomina del nuovo direttore esecutivo dell\u2019Agenzia europea di difesa (Eda), avvenuta il 7 gennaio. Il tentativo di arrivare alla nomina attraverso una semplice procedura scritta, mettendo gli Stati membri di fronte al fatto compiuto \u00e8 stato formalmente bloccato dall\u2019Italia, in accordo, tra gli altri, con la Germania. \u00c8 un episodio grave e senza precedenti nella storia dell\u2019Agenzia.<\/p>\n<p>Il governo italiano ha sollevato un problema di metodo e non di merito sul candidato prescelto. Si \u00e8 ritenuto che una decisione cos\u00ec importante avrebbe dovuto essere motivata in modo pi\u00f9 trasparente e, soprattutto, condivisa con i paesi che rappresentano il 90% delle capacit\u00e0 militari europee e che contribuiscono, nella stessa misura, all\u2019attivit\u00e0 dell\u2019Agenzia. Come conseguenza, Lady Ashton ha dovuto prima discutere con lo <i>Steering Board <\/i>ministeriale dell\u2019Eda la sua proposta e poi \u00e8 stata costretta a congelarla per consentire ulteriori consultazioni con e fra gli Stati membri.<\/p>\n<p>Quanto avvenuto rappresenta un oggettivo indebolimento della figura dell\u2019Alto rappresentante perch\u00e9, a prescindere dalla fondatezza delle critiche italiane, ne ha confermato la scarsa capacit\u00e0 di costruzione del consenso. Un ulteriore elemento di debolezza dell\u2019Alto rappresentante (non contestato ufficialmente, ma certo presente nelle valutazioni degli Stati membri) deriva dall\u2019impressione che abbia voluto  privilegiare troppo la Francia, quasi attribuendole implicitamente  un ruolo di leadership nella gestione della politica estera e di difesa europea.<\/p>\n<p>Va inoltre ricordato che, durante l\u2019estate, si era aperto un duro contenzioso fra il precedente direttore esecutivo dell\u2019Eda e la Commissione in merito ai rispettivi ruoli per quanto attiene all\u2019integrazione del mercato europeo della difesa. Il direttore aveva ufficialmente contestato la legittimit\u00e0 della posizione assunta dalla Commissione in merito agli accordi di compensazione (<i>offset<\/i>) &#8211; in cui l&#8217;importatore partecipa alla realizzazione del prodotto &#8211; nel commercio degli armamenti. La Commissione sostiene infatti che tali pratiche sono in contrasto con il Trattato, a meno che gli stati membri, caso per caso, non facciano esplicito riferimento alla necessit\u00e0 di tutelare interessi essenziali per la loro sicurezza Avvicinandosi l\u2019entrata in vigore (agosto 2011) della Direttiva europea che regolamenta gli acquisti di prodotti di difesa e sicurezza, che render\u00e0 fra l\u2019altro ancora pi\u00f9 difficile la richiesta di <i>offset<\/i>, l\u2019intervento del direttore esecutivo dell\u2019Eda ha provocato una dura reazione da parte della Commissione.<\/p>\n<p>Si tratta di episodi che non hanno certamente contribuito al prestigio dell\u2019Ar, che \u00e8 anche a capo dell\u2019Eda. Per di pi\u00f9 l\u2019Ar ha raccolto frequenti e pubbliche critiche al suo operato, sia per i suoi interventi o mancati interventi in occasione di gravi avvenimenti internazionali, come la recente strage di cristiani in Egitto, sia per le scelte compiute nella delicata fase di strutturazione del Servizio diplomatico europeo (Seae).<\/p>\n<p><b>Un anno difficile<\/b><br \/>Il compito del nuovo direttore esecutivo dell\u2019Eda, l&#8217;ambasciatore francese Claude-France Arnould, non \u00e8, quindi, facile perch\u00e9 deve muoversi su un terreno scivoloso. Peraltro, pur avendo una grande esperienza diplomatica e amministrativa nell&#8217;ambito del Consiglio dell&#8217;Ue, non ne ha nessuna specifica nel mondo della difesa. Impiegher\u00e0 inevitabilmente del tempo a comprendere le logiche che caratterizzano questo delicato settore e a familiarizzarsi con gli importanti sviluppi di quest\u2019ultimo quinquennio. Dovr\u00e0, inoltre, ricostruire un rapporto collaborativo anche con quei paesi, come l\u2019Italia, che si sono visti costretti ad intervenire non contro la sua persona, ma contro un metodo che di fatto tende ad escluderli dal processo decisionale. In questo campo, invece, anche in base al Trattato di Lisbona, gli Stati membri mantengono forti competenze e da questo, volenti o nolenti, non si pu\u00f2 prescindere.<\/p>\n<p>In questo contesto l\u2019Eda dovr\u00e0 affrontare quest\u2019anno una serie di difficili compiti. In  primo luogo, dovr\u00e0 sforzarsi di cambiare il proprio profilo, in conformit\u00e0 con quanto previsto dal Trattato di Lisbona (soprattutto per quanto attiene al suo ruolo nell\u2019integrazione del mercato della difesa), trovando una corretta collocazione nel quadro istituzionale europeo. In secondo luogo, dovr\u00e0 cercare di costruire un rapporto pi\u00f9 collaborativo con la Commissione, evitando interferenze e sovrapposizioni e offrendo il suo contributo di competenza specialistica nel campo della difesa. In terzo luogo dovr\u00e0 focalizzarsi sulla definizione delle capacit\u00e0 necessarie a far fronte alle esigenze dei prossimi anni attraverso un apposito piano di ricerche. In quarto luogo dovr\u00e0 evitare che le iniziative bilaterali (ma anche minilaterali come l\u2019Accordo Quadro) costituiscano, volontariamente o meno, un ostacolo alla costruzione di una dimensione europea della difesa e della sicurezza.<\/p>\n<p>L\u2019Italia pu\u00f2 dare un importante contributo in questa direzione, dimostrando la sua volont\u00e0 e capacit\u00e0 di superare le criticit\u00e0 che si sono aperte, nella consapevolezza che non ci sono alternative ad una maggiore interdipendenza europea.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>F. Santopinto: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1593\" target= \"blank\"><b><u>Parigi snobba l\u2019Ue e guarda oltremanica<\/u><\/b><\/a> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019agenda della difesa europea nel 2011 sar\u00e0 condizionata soprattutto da due temi emersi alla fine dello scorso anno. 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