{"id":16510,"date":"2011-01-27T00:00:00","date_gmt":"2011-01-26T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lombra-del-petrolio-dietro-la-rivolta-in-albania\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:15","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:15","slug":"lombra-del-petrolio-dietro-la-rivolta-in-albania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/01\/lombra-del-petrolio-dietro-la-rivolta-in-albania\/","title":{"rendered":"L\u2019ombra del petrolio dietro la rivolta in Albania"},"content":{"rendered":"<p>Il conflitto tra governo ed opposizione in corso in Albania non ha radici esclusivamente politiche, ma anche, e forse soprattutto, economiche. Le elezioni parlamentari del 2009 sono state vinte per un soffio dall\u2019<i>Alleanza per il Cambiamento<\/i>, una coalizione di partiti di centro-destra guidata da Sali Berisha, che ha conquistato il 46,85% dei voti (70 seggi). L\u2019<i>Unione per il Cambiamento<\/i>, una coalizione di centro-sinistra guidata dall\u2019attuale sindaco di Tirana Edi Rama si \u00e8 fermata al 45,34% dei voti (66 seggi); il resto si \u00e8 disperso in liste minori di ispirazione socialista (che hanno conquistato otto seggi). Pur rilevando varie irregolarit\u00e0, gli osservatori internazionali hanno giudicato le elezioni nel complesso corrette, nei limiti di quanto possibile in un paese in via di sviluppo che ha subito decenni di dittatura e la cui struttura sociale \u00e8 ancora in parte basata su clan spesso in lotta tra loro.<\/p>\n<p><b>Nuovi giacimenti<\/b><br \/>Una delle cause principali dell\u2019acuirsi delle tensioni tra governo ed opposizione, e degli scontri in atto in questi giorni \u00e8 la situazione economica del paese, povero di risorse naturali ed umane, ma a cui si prospettano opportunit\u00e0 di rapida ed inattesa ricchezza grazie alla scoperta di giacimenti di petrolio e di gas naturale che potrebbero essere molto consistenti. Il condizionale \u00e8 d\u2019obbligo perch\u00e9 la scoperta dei giacimenti risale a circa il 2005, ma non sono ancora chiare n\u00e9 quantit\u00e0 n\u00e9 qualit\u00e0 delle riserve rinvenute.<\/p>\n<p>A sfruttare i pozzi dovrebbe essere la societ\u00e0 petrolifera svizzera <i>Manas Corporation<\/i>, che nel dicembre 2007 ha ottenuto la concessione per le attivit\u00e0 di esplorazione, sviluppo e produzione grazie ad un accordo tra il ministero dell&#8217;Economia, Commercio e Energia, rappresentato dall&#8217;Agenzia nazionale di risorse naturali (Akbn) e la <i>Dwm Petroleum AG<\/i> (una controllata della Manas). Ottimista uno studio della <i>Gustavson Associates LLC<\/i>, societ\u00e0 internazionale di consulenza ingegneristica e finanziaria: &#8220;le riserve di petrolio rinvenute in Albania sono molto pi\u00f9 grandi di quanto si pensasse sino ad ora&#8221;, oltre all&#8217;esistenza di un giacimento sotterraneo di tre trilioni di metri cubi di riserve di gas naturale. Secondo la <i>Gustavson Associates<\/i>, l`Albania diventer\u00e0 il paese della regione con la maggiore riserva di idrocarburi. Le prospettive del paese cambierebbero drasticamente. Intanto, c\u2019\u00e8 un\u2019accanita lotta interna &#8211; non soltanto tra governo ed opposizione, ma soprattutto tra i vari clan &#8211; per assicurarsi il controllo delle risorse energetiche.<\/p>\n<p>Non che non ci sia stata crescita dalla fine del regime comunista ad oggi. Grazie al forte afflusso di aiuti pubblici allo sviluppo e alle rimesse degli 1,2 milioni di albanesi all\u2019estero, nel corso degli ultimi anni le risorse non sono mancate. Carenti, invece, sono le opportunit\u00e0 di investimento. Gli aiuti allo sviluppo sono stati in gran parte indirizzati verso le infrastrutture di base (specialmente trasporti) di cui il paese era estremamente carente vent\u2019anni fa. Gli investimenti non sono stati valutati sempre con il necessario rigore &#8211; troneggia al centro di Tirana lo scheletro di un grandioso ospedale la cui costruzione, avviata all\u2019inizio degli anni novanta poi abbondata nel 2004 a causa della sproporzionalta lievitazione dei costi -, ma ora il Paese dispone di un\u2019infrastruttura fisica di base.<\/p>\n<p><b>Piramidi truffa<\/b><br \/>Il capitale umano \u00e8 ancora carente nonostante, in base ad una legge pre-elettorale del 2008, operino in Albania ben 53 universit\u00e0 quasi tutte private, molte delle quali di dubbia qualit\u00e0 e nate dietro spinte particolaristiche. I capitali privati dall\u2019estero sono affluiti in gran misura nell\u2019edilizia residenziale o commerciale, in misura minore nel terziario e pochissimo nel manifatturiero (essenzialmente ancora a carattere artigianale). Sono stati uno dei volani delle privatizzazioni delle imprese di stato. Ma hanno anche alimentato la speculazione finanziaria interna che ha portato nel 1997 alla crisi delle \u201cpiramidi\u201d truffa, con il fallimento di due delle principali banche, una caduta drastica del Pil, l\u2019esplosione dell\u2019inflazione e dei disordini che causarono oltre un migliaio di morti e gravi distruzioni di propriet\u00e0 pubbliche e private.<\/p>\n<p>I dati positivi sulla crescita economica e soprattutto quelli sulla distribuzione del reddito sono da prendere con le pinze. Si consideri, ad esempio, che l\u2019Albania \u00e8 solo al 69simo posto dell\u2019indice di sviluppo umano dell\u2019<i>United Nations development programme<\/i>. Comunque, la politica economica del Paese viene monitorata con rigore dal Fondo monetario internazionale e dalla Banca mondiale e si sono effettuate privatizzazioni importanti (ad esempio, quella di Telecom Albania-Albtelecom tramite partner importanti sotto il profilo tecnologico e finanziario). Il problema \u00e8 che la pubblica amministrazione e la struttura di produzione \u00e8 fortemente incentrata su costruzioni, commercio e agricoltura a bassa produttivit\u00e0. In questo quadro la prospettiva di realizzare cospicue rendite petrolifere \u00e8 allettante, ma pu\u00f2 anche fare da miccia a nuove tensioni politiche e istituzionali.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il conflitto tra governo ed opposizione in corso in Albania non ha radici esclusivamente politiche, ma anche, e forse soprattutto, economiche. Le elezioni parlamentari del 2009 sono state vinte per un soffio dall\u2019Alleanza per il Cambiamento, una coalizione di partiti di centro-destra guidata da Sali Berisha, che ha conquistato il 46,85% dei voti (70 seggi). 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