{"id":16590,"date":"2011-02-07T00:00:00","date_gmt":"2011-02-06T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/legitto-e-lincognita-dei-fratelli-musulmani\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:13","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:13","slug":"legitto-e-lincognita-dei-fratelli-musulmani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/02\/legitto-e-lincognita-dei-fratelli-musulmani\/","title":{"rendered":"L\u2019Egitto e l\u2019incognita dei Fratelli musulmani"},"content":{"rendered":"<p>Gli eventi del Cairo suscitano numerosi dubbi sul futuro dell\u2019Egitto; se le proteste dovessero portare alla fine di Mubarak, quali forze assumerebbero la guida del paese? In Europa come negli Stati Uniti la maggiore preoccupazione \u00e8 legata alla possibile ascesa dell\u2019islamismo; i Fratelli musulmani sembrano infatti la forza di opposizione pi\u00f9 forte e strutturata e, secondo diversi osservatori, qualora in Egitto si svolgessero elezioni libere e trasparenti, sarebbero proprio i Fratelli musulmani ad affermarsi come prima forza politica del paese.<\/p>\n<p>Ma fino a che punto la Fratellanza \u00e8 in grado di influenzare gli eventi e dettare l\u2019agenda politica dell\u2019Egitto post-Mubarak?<\/p>\n<p>Un\u2019attenta analisi del movimento islamico, delle sue dinamiche interne e dei suoi rapporti con il potere, rivela un quadro decisamente complesso. I Fratelli musulmani sono s\u00ec la principale forza di opposizione in Egitto, ma hanno generalmente mantenuto un comportamento accomodante nei confronti del regime. Questa strategia gli ha permesso a fasi alterne di avere un ruolo di un certo peso nella vita sociale e politica del paese, ma li ha anche privati della capacit\u00e0 di iniziativa politica e li ha portati a una logorante compromissione con il governo.<\/p>\n<p><b>Tolleranza e repressione<\/b><br \/>Tradizionalmente la Fratellanza ha evitato una contrapposizione diretta con il regime. Secondo i principi fondamentali della Fratellanza, la conquista del potere deve essere perseguita solo quando le condizioni lo permettano, quando cio\u00e8 la societ\u00e0 sia stata islamizzata e sia pronta per un governo islamico. Altrimenti la ricerca del potere non condurrebbe a uno Stato islamico e condizionerebbe negativamente sia il funzionamento interno della Fratellanza, sia la sua immagine pubblica. Questa concezione strategica \u00e8 sempre stata dominante all\u2019interno del movimento, soprattutto dopo la riorganizzazione degli anni \u201970 e \u201980.<\/p>\n<p>Da parte sua il potere egiziano non ha mai permesso la legalizzazione dell\u2019organizzazione islamica e ha periodicamente limitato le sue attivit\u00e0 politiche e sociali. Contemporaneamente il governo si \u00e8 per\u00f2 avvalso dell\u2019atteggiamento compromissorio della Fratellanza e del suo programma socialmente conservatore per emarginare l\u2019opposizione laica. &#278; stata permessa solo una forma controllata di opposizione popolare, che non ha mai minacciato seriamente il regime e la cui esistenza ha anzi contribuito a dargli leggitimit\u00e0.<\/p>\n<p>Tale politica ha raggiunto la sua massima espressione durante il primo decennio della presidenza Mubarak (1981-1990), durante il quale la Fratellanza ha raggiunto il pi\u00f9 alto livello di influenza sulla societ\u00e0 egiziana dagli anni \u201930 e \u201940. Negli anni ottanta il movimento ha partecipato alle elezioni parlamentari e ha vinto le elezioni per gli organi rappresentativi delle associazioni professionali. Sempre in questo periodo la Fratellanza ha rinvigorito il suo ruolo sociale, con la creazione di un\u2019efficiente rete di organismi di assistenza legati alle moschee private (<i>ahly<\/i>).<\/p>\n<p>Negli anni \u201990 la convergenza tra la Fratellanza e il regime si \u00e8 interrotta. In questo periodo la presenza del movimento nel Parlamento e nelle associazioni professionali \u00e8 stata fortemente limitata, mentre migliaia di suoi membri venivano imprigionati. Tuttavia la Fratellanza non \u00e8 stata eliminata completamente dalla scena politica ed \u00e8 rimasta la prima forza di opposizione. In fin dei conti, il governo non intendeva eliminare la Fratellanza dalla scena politica, quanto piuttosto ridurne l\u2019influenza e tenerla sotto controllo.<\/p>\n<p><b>Incertezze e divisioni <\/b><br \/>Nell\u2019ultimo decennio i rapporti tra il regime e la Fratellanza hanno vissuto varie oscillazioni. In occasione delle elezioni presidenziali del 2005, i Fratelli musulmani hanno biasimato come mera operazione di facciata l\u2019ammissione nella competizione elettorale, per la prima volta nella storia egiziana, di pi\u00f9 candidati, ma hanno poi evitato il boicottaggio delle elezioni. La Fratellanza ha anzi invitato i propri simpatizzanti a votare secondo coscienza, un gesto che molti hanno interpretato come un tacito sostegno a Mubarak. <\/p>\n<p>Nelle successive elezioni parlamentari dello stesso anno, la Fratellanza ha ottenuto il 20% delle preferenze, un risultato senza precedenti, che non sarebbe stato possibile senza la tolleranza mostrata dal governo durante la campagna elettorale. Ma probabilmente il successo della Fratellanza ha sorpreso lo stesso governo, che di fronte alle dimensioni del risultato ottenuto dagli islamisti ha inaugurato una nuova fase di repressione.<\/p>\n<p>Da parte sua la Fratellanza ha continuato ad oscillare tra opposizione e compromesso con le autorit\u00e0. Mentre garantiva una certa tolleranza da parte del governo, questo atteggiamento ha indebolito la credibilit\u00e0 del movimento come forza di opposizione e l\u2019iniziativa politica \u00e8 stata assunta da altre forze di opposizione, come il Partito del domani (<i>al-Ghad<\/i>) o il Movimento egiziano per il cambiamento: formazioni dotate di minore seguito, ma pi\u00f9 determinate nella redazione di un\u2019agenda politica di opposizione. \u00c8 significativo, in tal senso, che la Fratellanza si sia spesso associata a iniziative assunte da altri, offrendo la propria capacit\u00e0 di mobilitazione, ma rendendo contemporaneamente evidenti i suoi limiti programmatici.<\/p>\n<p>Il progressivo indebolimento del movimento ne ha inoltre aggravato le divisioni interne. La Fratellanza non \u00e8 pi\u00f9 un movimento politico coerente, ma piuttosto la somma di varie tendenze politiche, accomunate dalla necessit\u00e0 di far fronte alla repressione governativa. Qualora il contesto politico si aprisse, permettendo sostanziali spazi di libert\u00e0, le varie componenti che convivono nel movimento avrebbero meno ragioni per restare unite e darebbero vita probabilmente a diverse organizzazioni politiche.<\/p>\n<p><b>Futuro incerto<\/b><br \/>La difficolt\u00e0 della Fratellanza nel definire una linea politica coerente si \u00e8 palesata ancora in occasione delle elezioni parlamentari del 2010. Inizialmente la Fratellanza ha rifiutato l\u2019invito al boicottaggio di altri gruppi di opposizione, ma dopo il pessimo risultato ottenuto nel primo turno ha optato per il boicottaggio del secondo turno. Inoltre, prima che esplodessero le proteste di piazza, i Fratelli musulmani si erano perfino mostrati possibilisti sulla rielezione di Mubarak e sulla candidatura di suo figlio Gamal.<\/p>\n<p>Dopo quaranta anni di coesistenza con il regime, lo stato di salute del movimento islamico \u00e8 tutt\u2019altro che ottimale. La Fratellanza \u00e8 indebolita dalla mancanza di coerenza programmatica e dalle divisioni interne; essa non \u00e8 riuscita n\u00e9 a elaborare un\u2019agenda politica originale n\u00e9 a svolgere un ruolo determinante nell\u2019arena politica. <\/p>\n<p>Perfino le attivit\u00e0 di assistenza sociale, che larga parte hanno avuto nell\u2019ascesa del movimento, si sono drasticamente ridotte. Nell\u2019ultimo periodo il movimento islamico si \u00e8 spesso limitato a reagire alle iniziative del governo o degli altri gruppi di opposizione, che pur essendo deboli hanno una maggiore capacit\u00e0 di iniziativa.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 dunque ritenere che i timori di quanti vedono nella fine di Mubarak l\u2019anticamera della costituzione di una Repubblica islamica in Egitto, non tengono sufficientemente in conto il ridotto potenziale dei Fratelli musulmani. <\/p>\n<p>Dopo essere a lungo stata la prima forza di opposizione, la Fratellanza sta ora pagando la sua disponibilit\u00e0 al compromesso. Se infatti, da un lato, la principale ragione della debolezza del movimento va individuata nelle politiche repressive di Mubarak, dall\u2019altro la tendenza ad adattarsi ai limiti imposti e a cercare un <i>modus vivendi <\/i>con le autorit\u00e0 si \u00e8, alla lunga, rivelata fatale per la capacit\u00e0 dei Fratelli musulmani di sviluppare una linea d\u2019azione coerente. Sar\u00e0 dunque difficile, che questo movimento riesca a dettare l\u2019agenda politica dell\u2019 Egitto post-Mubarak.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p><font size=\"1\"> Questo articolo \u00e8 tratto dal working paper Iai: <a href= \"http:\/\/www.iai.it\/pdf\/DocIAI\/iaiwp1103.pdf\" target= \"blank\"><b><u> Is There an Islamist Alternative in Egypt?<\/u><\/b><\/a>, di Daniela Pioppi<\/font>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli eventi del Cairo suscitano numerosi dubbi sul futuro dell\u2019Egitto; se le proteste dovessero portare alla fine di Mubarak, quali forze assumerebbero la guida del paese? 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