{"id":16620,"date":"2011-02-10T00:00:00","date_gmt":"2011-02-09T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/i-ritardi-dellue-nella-conquista-dello-spazio\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:12","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:12","slug":"i-ritardi-dellue-nella-conquista-dello-spazio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/02\/i-ritardi-dellue-nella-conquista-dello-spazio\/","title":{"rendered":"I ritardi dell\u2019Ue nella conquista dello spazio"},"content":{"rendered":"<p>Il sistema globale di navigazione satellitare Galileo, un programma di punta della Commissione europea, \u00e8 al centro di nuove polemiche. Varie critiche e dubbi suscitano infatti i crescenti costi del nuovo sistema, i ritardi nella sua entrata in funzione e gli ostacoli che potrebbero ridurne la capacit\u00e0 di competere non solo con il sistema americano Gps, ma anche con quelli che Cina, Russia, India e Giappone stanno mettendo a punto grazie a tecnologie sempre pi\u00f9 avanzate.<\/p>\n<p>Recentemente Berry Smutny, amministratore delegato della Ohb System, una delle pi\u00f9 importanti compagnie aerospaziali tedesche, \u00e8 stato costretto alle dimissioni dopo che Wikileaks aveva reso noto un suo giudizio tagliente su Galileo: il programma satellitare europeo sarebbe, secondo Smutny, \u00abun\u2019idea stupida\u00bb perch\u00e9 prevede servizi a pagamento molto simili a quelli che il sistema Gps americano fornisce gratuitamente e perch\u00e9 serve prevalentemente \u201cgli interessi francesi\u201d nel campo della difesa. Una valutazione che ha fatto scalpore, anche perch\u00e9 l\u2019Ohb System ha ottenuto un contratto dalla Commissione europea per la costruzione di quattordici satelliti per il sistema Galileo.<\/p>\n<p><b>Lentezze e divisioni<\/b><br \/>Il sistema satellitare Galileo, realizzato in cooperazione con l\u2019Agenzia spaziale europea, ha per obiettivo lo sviluppo di un sistema civile europeo indipendente dal Gps americano in termini di servizi ai cittadini, tecnologia e sicurezza, ma interoperabile e complementare a quest\u2019ultimo e al Glonass russo. Si tratta di sistemi che forniranno servizi simili, ma Galileo dovrebbe offrire maggiore qualit\u00e0 e garanzie.<\/p>\n<p>Dopo la prima elaborazione alla fine degli anni novanta, il programma ha avuto uno sviluppo lento e problematico per varie ragioni: il fallimento dell\u2019ipotizzato co-finanziamento tra fonti pubbliche e private, l\u2019aumento continuo dei costi, i contrasti politici tra gli stati membri e all\u2019interno delle istituzioni europee e, infine, alcuni contenziosi internazionali.<\/p>\n<p>Il programma Galileo prevedeva inizialmente che i primi satelliti fossero operativi gi\u00e0 nel 2008, ma a tutt\u2019oggi ne sono in orbita solo due sperimentali. Entro il 2014 dovrebbero essercene diciotto operativi, in grado di fornire almeno tre dei cinque servizi previsti. La messa in orbita dei restanti dodici satelliti e l\u2019avvio degli altri due servizi \u00e8 prevista \u00abnegli anni a venire\u00bb.<\/p>\n<p>Per far fronte alla crescente competizione con il sistema americano Gps, la Commissione vuole fornire un maggior numero di servizi gratuiti rispetto alle previsioni iniziali. Si valuta che sul lungo periodo i profitti ammonteranno a una media annua di settanta milioni di euro, mentre i costi stimati per il completamento dell\u2019infrastruttura sono lievitati da tre miliardi e mezzo di euro (secondo le prospettive finanziarie 2007-2013) ad oltre cinque (secondo quelle 2014-2020). A queste si aggiungeranno, a partire dal 2014, ottocento milioni di euro l\u2019anno per mantenere il sistema in funzione. Tali spese saranno totalmente coperte da fonti pubbliche, anche se i meccanismi di finanziamento non sono stati ancora specificati.<\/p>\n<p><b>Competizione transatlantica<\/b><br \/>All\u2019inizio dello scorso decennio gli Stati Uniti si trovavano in una posizione di predominio incontrastato nel settore della navigazione satellitare, e ad oggi il sistema Gps \u00e8 l\u2019unico completo e operativo su scala globale. Il sistema russo Glonass non \u00e8 infatti ancora in grado di coprire tutta la superficie terrestre.<\/p>\n<p>L\u2019avvio dell\u2019iniziativa europea nel campo della navigazione satellitare non \u00e8 stata accolta con favore dagli Stati Uniti, i quali vi hanno visto un\u2019inutile duplicazione del sistema Gps, con il rischio di ripercussioni negative sia dal punto di vista della sicurezza che da quello economico. Nonostante il Gps sia controllato dalle autorit\u00e0 militari americane e sia funzionale alle missioni di sicurezza e difesa nazionale ha avuto varie applicazioni in ambito civile, che hanno portato anche significativi profitti.<\/p>\n<p>Anche le aperture europee alla partecipazione cinese, indiana e russa al progetto Galileo hanno suscitato preoccupazione negli Usa. Washington teme che questi paesi possano aver accesso a tecnologie sensibili fino ad alcuni anni fa prerogativa quasi esclusiva degli Usa. <\/p>\n<p> Gli europei puntano invece a ripetere i risultati positivi ottenuti con la creazione del consorzio Airbus (nel campo dell\u2019aviazione civile e militare) e di Arianespace (per i lanciatori di satelliti). La logica europea non \u00e8 di competizione con gli Usa, bens\u00ec di ricerca di maggiore autonomia in ambito sia civile che militare.<\/p>\n<p>Le operazioni militari congiunte durante la prima guerra del Golfo (1990-91), cos\u00ec come in quella in Bosnia (1991-1995), e i bombardamenti Nato in Kosovo (1999) hanno messo impietosamente a nudo la dipendenza degli europei dalle capacit\u00e0 di navigazione satellitari americane, le uniche esistenti a livello transatlantico. Durante quelle operazioni gli Usa hanno in effetti utilizzato in modo discrezionale i segnali di navigazione e i canali di comunicazione. A ci\u00f2 si aggiunga che durante un\u2019operazione militare delicata, gli Stati Uniti potrebbero spegnere o degradare il segnale Gps a disposizione dell\u2019utenza civile. Di qui il crescente interesse degli europei, primi fra tutti i francesi, per la creazione di un autonomo sistema di navigazione satellitare.<\/p>\n<p><b>Punto di equilibrio<\/b><br \/>Se l\u2019ostacolo della competizione economica tra Usa e Ue \u00e8 stato faticosamente superato, il vero nodo da risolvere \u00e8 rimasto, per alcuni anni, quello della sicurezza. Il <i>Public Regulated Service<\/i> (Prs) di Galileo, un segnale criptato fornito ai governi e alle forze di sicurezza, e parte dell\u2019<i>Open Service<\/i> (OS), un segnale aperto e gratuito per tutte le utenze a livello mondiale, sarebbe stato infatti trasmesso su frequenze simili a quelle previste per il nascituro segnale criptato militare americano, l\u2019<i>M-Code<\/i>. Ci\u00f2 implicava alti rischi di interferenze e riduzione delle capacit\u00e0 di navigazione per gli americani durante operazioni militari anche in ambito Nato.<\/p>\n<p>Prendendo atto della scarsa disponibilit\u00e0 degli americani a rivedere le proprie tecnologie, gli ingegneri europei hanno messo a punto misure per evitare che il Prs e l\u2019OS interferissero con le frequenze dell\u2019<i>M-Code<\/i> americano, aprendo la strada ad una maggiore cooperazione e rendendo il Gps e Galileo sistemi potenzialmente complementari.<\/p>\n<p><b>Nuovi attori<\/b><br \/>La competizione ed i contenziosi internazionali non finiscono qui. Le potenze emergenti hanno a loro volta colto il valore strategico degli assetti spaziali in ambito sia militare che civile, mentre il <i>know-how <\/i>e la tecnologia permettono lo sviluppo di sistemi sempre pi\u00f9 sofisticati.<\/p>\n<p>Oggi la controversia sulle frequenze per i segnali criptati ad uso militare si sta riaccendendo, ad esempio, tra Unione europea e Cina, su un terreno molto simile a quello su cui si sono confrontati Ue e Usa. Due anni di negoziati non sono serviti, fino ad oggi, a convincere la Cina ad allocare su altre frequenze i segnali criptati ad uso militare del suo sistema di navigazione satellitare Compass\/Beidou, attualmente in fase di lancio.<\/p>\n<p>Nel frattempo, il sistema russo Glonass raggiunger\u00e0 la piena operativit\u00e0, con copertura globale, entro il 2012, mentre anche India e Giappone stanno facendo progressi nello sviluppo di sistemi satellitari in grado di assicurare una copertura regionale. In questo contesto, Galileo corre il pericolo di essere il fanalino di coda dei sistemi di navigazione: ogni anno di ritardo mette a rischio sia la sostenibilit\u00e0 economica che l\u2019efficienza di Galileo, suscitando crescenti preoccupazioni fra gli addetti ai lavori.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sistema globale di navigazione satellitare Galileo, un programma di punta della Commissione europea, \u00e8 al centro di nuove polemiche. 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