{"id":16630,"date":"2011-02-11T00:00:00","date_gmt":"2011-02-10T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/piano-nazionale-per-lintegrazione-dei-rom\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:12","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:12","slug":"piano-nazionale-per-lintegrazione-dei-rom","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/02\/piano-nazionale-per-lintegrazione-dei-rom\/","title":{"rendered":"Piano nazionale per l\u2019integrazione dei Rom"},"content":{"rendered":"<p>Oltre il 90% degli italiani ritiene che le popolazioni dei Rom e dei Sinti in Italia sfruttino i minori, e una percentuale analoga crede che vivano di espedienti e piccoli furti; l&#8217;87% ritiene che siano chiusi verso chi non \u00e8 zingaro e l&#8217;83% che abitino per loro scelta in campi isolati dal resto della citt\u00e0. Circa il 35% degli italiani crede infine che il numero dei Rom e dei Sinti presenti in Italia sia tra cinque e dieci volte superiore alla realt\u00e0. Sono alcuni dei risultati dell&#8217;indagine sulla condizione dei Rom e dei Sinti in Italia condotta dalla commissione per i diritti umani del Senato dal 2009, il cui rapporto finale \u00e8 stato approvato all&#8217;unanimit\u00e0 mercoled\u00ec 9 febbraio. Dal rapporto emergono, tra l\u2019altro, una serie di indicazioni politiche volte ad accrescere la sicurezza dei cittadini, il livello d\u2019integrazione dei Rom e la ricerca di standard di vita pi\u00f9 accettabili.<\/p>\n<p>\t<b>Immagine avversa<\/b><br \/>Alcuni sondaggi realizzati dall&#8217;Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione (Ispo) mostrano che il 35% degli italiani intervistati sovrastima la presenza di Rom e Sinti in Italia, collocandola tra uno e due milioni di persone; l&#8217;84% \u00e8 inoltre convinto che gli &#8220;zingari&#8221; siano prevalentemente nomadi. Il 47% degli italiani ha inoltre un&#8217;\u00abimmagine avversa\u00bb di Rom e Sinti , il 35% un&#8217;\u00abimmagine di emarginazione\u00bb e solo un 12%  ne ha un&#8217;immagine \u00abneutra\u00bb o \u00abpositiva\u00bb. Il 65% \u00e8 persuaso infine che Rom e Sinti siano tra i popoli maggiormente discriminati.<\/p>\n<p>L\u2019indagine del Senato, che si \u00e8 avvalsa dei dati forniti dal Ministero degli Interni e da una molteplicit\u00e0 di associazioni e organizzazioni non governative, fotografa invece una realt\u00e0 completamente diversa. I Rom in Italia risultano circa 170 mila e rappresentano circa lo 0,2% della popolazione totale, una delle percentuali pi\u00f9 basse d&#8217;Europa. Il 50% poi \u00e8 cittadino italiano, mentre una quota rilevante, pur essendo nata in Italia, non possiede la cittadinanza. Il 40% dei Rom e Sinti \u00e8 costituito da minori di 14 anni, e addirittura il 60% ha meno di 18 anni. <\/p>\n<p>Sono invece circa 40 mila i Rom e Sinti che vivono nei campi di accoglienza, in gran parte concentrati nei pi\u00f9 grandi agglomerati urbani come Roma (7.200 secondo le stime del &#8220;piano nomadi&#8221; elaborato dal Comune nel 2009) o Milano (circa quattromila in citt\u00e0, cui ne vanno aggiunti altri due-tremila nella provincia). La stragrande maggioranza dei Rom e Sinti presenti in Italia poi \u00e8 sedentaria e il nomadismo riguarda una percentuale che secondo alcune stime non supera il 3 % della popolazione.<\/p>\n<p><b>Progetto comune<\/b><br \/>Queste informazioni inducono alcune riflessioni. In primo luogo \u00e8 necessario un progetto nazionale per realizzare un sistema informativo che offra alla politica uno spaccato quanto pi\u00f9 chiaro e dettagliato sulle condizioni dei Rom e dei Sinti nei vari contesti. Gran parte di queste informazioni  vengono gi\u00e0 raccolte da numerosi punti di osservazione presenti sul territorio (enti locali, associazioni, onlus, etc.), ma \u00e8 necessario rendere omogenei i metodi di ricerca e di selezione dei dati e elaborarli in modo sistematico. Questo progetto non \u00e8 possibile senza il dialogo, il coinvolgimento e la partecipazione dei Rom e dei Sinti.<\/p>\n<p>Una seconda necessit\u00e0, evidenziata in primo luogo dagli organismi internazionali, riguarda la definizione di un piano nazionale in grado di rispondere alle diverse esigenze provenienti dai territori. Istituzioni locali,organizzazioni non governative,  rappresentanze dei Rom esistenti dovranno essere affiancate da un apposito gruppo di esperti in grado di raccogliere i dati e informazioni necessari alla realizzazione del progetto.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra urgenza riguarda il riconoscimento, simbolico e culturale, della presenza dei Rom in Italia. Occorre riparare l&#8217;errore commesso nel 2000, quando il genocidio dei Rom venne escluso da quelli che vengono ricordati ogni anno il 27 gennaio, nel Giorno della Memoria. E occorre rivedere il capitolo della legge 482 del 1999, che riconosce le minoranze linguistiche italiane, per includervi la minoranza Rom e la sua lingua, il roman\u00e8s.<\/p>\n<p><b>Condizioni inumane<\/b><br \/>Un&#8217;altra questione centrale riguarda i campi Rom. Si tratta di realt\u00e0 che, con pochissime eccezioni, non esistono in altri paesi europei e che sono caratterizzate, per usare il linguaggio delle convenzioni internazionali, da condizioni inumane e degradanti. Sono realt\u00e0 incompatibili con qualsiasi progetto di inclusione e integrazione, che riproducono condizioni di crudele emarginazione i cui effetti si riversano nella vita delle citt\u00e0. Nei campi abusivi manca l&#8217;acqua, la luce, i servizi igienici, e spesso le baracche sono costruite a ridosso di discariche, infestate di topi.<\/p>\n<p>Anche i campi regolari, in cui dovrebbero essere garantiti i servizi minimi, sono costruiti nelle periferie delle citt\u00e0 o in terre di nessuno da tenere il pi\u00f9 lontano possibile da case, scuole, abitudini quotidiane. Sono luoghi che rendono impossibile qualsiasi tipo di integrazione sociale: come \u00e8 possibile mandare un bambino a scuola se vive a venti chilometri dall&#8217;istituto pi\u00f9 vicino, in una roulotte senza riscaldamento o immersa nel fango? \u00c8 quindi necessario un programma di graduale chiusura dei campi e di offerta di soluzioni abitative diverse, accettabili e accettate, cio\u00e8 discusse e concertate con i diretti interessati.<\/p>\n<p>Attenzione particolare va dedicata, inoltre, a bambini e alla scuola. Un primo passo pu\u00f2 essere compiuto attraverso percorsi di riconoscimento della cittadinanza per i minori nati e cresciuti in Italia e con la realizzazione di progetti condivisi volti ad incrementare l&#8217;inserimento scolastico. Una delle sperimentazioni pi\u00f9 positive in questo campo \u00e8 stata compiuta dalla Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio, che ha incentivato l\u2019assolvimento degli obblighi scolastici da parte dei Rom attraverso borse di studio gestite in modo attento e rigoroso.<\/p>\n<p><b>Lavoro e coinvolgimento<\/b><br \/>Tra le ipotesi per favorire l\u2019integrazione delle famiglie Rom e Sinti nel mondo del lavoro, inoltre, ci sono anche quelle volte al riconoscimento formale di alcune attivit\u00e0 specifiche, come la raccolta del ferro o lo spettacolo itinerante, che gi\u00e0 oggi contribuiscono al reddito e alla sopravvivenza di alcuni nuclei.<\/p>\n<p>Soluzioni accettate e condivise sono raggiungibili, infine, solo tramite il pieno coinvolgimento  delle rappresentanze di Rom e Sinti. La realt\u00e0 associativa di queste comunit\u00e0 appare oggi estremamente frammentata e attraversata da conflitti settari. \u00c8 dunque necessario formare una leva di operatori sociali e mediatori culturali interni alle comunit\u00e0 che siano in grado di organizzare la partecipazione alle attivit\u00e0 comuni con una certa continuit\u00e0.<\/p>\n<p>Le risorse che verranno destinate a queste attivit\u00e0 determineranno risparmi rilevanti sia nel campo dell\u2019assistenza sia in quello della sicurezza. Saranno risorse investite sul futuro non solo dei Rom, ma della societ\u00e0 italiana ed europea.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche: <\/p>\n<p><a href= \"http:\/\/www.senato.it\/documenti\/repository\/commissioni\/dirittiumani16\/sintesi%20rapporto%20conclusivo.pdf\" target= \"blank\"><b><u>Sintesi del rapporto conclusivo dell&#8217;indagine sulla condizione di Rom, Sinti e Caminanti in Italia<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p><a href= \"http:\/\/www.senato.it\/documenti\/repository\/commissioni\/dirittiumani16\/Rapporto%20conclusivo%20indagine%20rom,%20sinti%20e%20caminanti.pdf\" target= \"blank\"><b><u> Rapporto conclusivo dell&#8217;indagine sulla condizione di Rom, Sinti e Caminanti in Italia<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oltre il 90% degli italiani ritiene che le popolazioni dei Rom e dei Sinti in Italia sfruttino i minori, e una percentuale analoga crede che vivano di espedienti e piccoli furti; l&#8217;87% ritiene che siano chiusi verso chi non \u00e8 zingaro e l&#8217;83% che abitino per loro scelta in campi isolati dal resto della citt\u00e0. 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