{"id":16660,"date":"2011-02-14T00:00:00","date_gmt":"2011-02-13T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/amministrare-la-giustizia-in-kosovo\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:12","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:12","slug":"amministrare-la-giustizia-in-kosovo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/02\/amministrare-la-giustizia-in-kosovo\/","title":{"rendered":"Amministrare la giustizia in Kosovo"},"content":{"rendered":"<p>Sono ormai passati tre anni da quando, nel febbraio 2008, i 27 paesi dell\u2019Unione europea hanno deciso di dar vita alla missione <i>European Union Rule of Law Mission in Kosovo<\/i> (Eulex), volta ad assistere le istituzioni del Kosovo nel raggiungimento e consolidamento di livelli europei e internazionali di rispetto della legalit\u00e0. A tal fine la missione svolge funzioni di guida, monitoraggio, consulenza e, dove necessario, anche <i>esecutive<\/i> nei tre settori chiave della polizia, delle dogane e della giustizia.<\/p>\n<p>La scelta di avviare la missione \u00e8 nata dalla consapevolezza che dall&#8217;attuazione della giustizia nell&#8217;area dipendevano anche la stabilit\u00e0 territoriale e quella della regione balcanica. Peraltro, al consenso unanime dei paesi Ue sull\u2019avvio della missione ha fatto da contrappunto una differenza di posizioni sul riconoscimento dell\u2019indipendenza del Kosovo, che sarebbe stata dichiarata di li a poco. Ancora oggi vi si oppongono cinque paesi dell\u2019Ue. <\/p>\n<p><b>Funzioni esecutive <\/b><br \/>Delle tre componenti della missione, quella riguardante la Giustizia \u00e8 la pi\u00f9 peculiare e forse innovativa, anche alla luce del massiccio impiego di circa 80 magistrati, provenienti da paesi dell\u2019Ue e da altri che concorrono alla missione.<\/p>\n<p>I magistrati di Eulex, che \u00e8 divenuta operativa nel dicembre 2008, sono stati finora impegnati prevalentemente nell\u2019amministrazione diretta della giustizia, esercitando quindi funzioni esecutive. Non si sono cio\u00e8 limitati n\u00e9 al ruolo di meri tutori della giustizia del Kosovo, n\u00e9 tanto meno a quello di erogatori di un servizio separato da a quello fornito dalle procure e dai tribunali locali.<\/p>\n<p>Al contrario, i magistrati in Kosovo dirigono le inchieste, esercitano l\u2019azione penale e giudicano all\u2019interno del sistema gi\u00e0 esistente. Da subito \u00e8 stato infatti avviato il processo di integrazione tra magistrati Eulex e locali, gli uni e gli altri chiamati ad operare nelle stesse strutture giudiziarie, facendo applicare lo stesso, e talora controverso, sistema normativo in vigore.<\/p>\n<p><b>Domanda di giustizia<\/b><br \/>L\u2019acquisita centralit\u00e0 delle funzioni esecutive da parte dei magistrati Eulex \u00e8 dipesa da almeno due fattori. Il primo, di ordine giuridico, \u00e8 strettamente connesso a due leggi che l\u2019Assemblea del Kosovo ha approvato nella primavera del 2008: una prevede l\u2019istituzione dello <i>Special Prosecution Office<\/i> (Sprk) a composizione mista e con competenza su tutto il territorio del Kosovo per crimini di guerra, criminalit\u00e0 organizzata, terrorismo e riciclaggio di proventi delittuosi; l&#8217;altra disciplina le competenze, tanto civili che penali, dei magistrati Eulex e le condizioni per il loro esercizio. <\/p>\n<p>Il secondo fattore che ha determinato l\u2019immediato coinvolgimento dei procuratori e dei giudici Eulex \u00e8 lo stato assai critico in cui versa il corpo giudiziario del Kosovo, incapace da solo di dare risposte soddisfacenti tanto alla domanda quotidiana di giustizia quanto alla sfida della corruzione e della criminalit\u00e0 organizzata.<\/p>\n<p>Pesano innanzitutto le condizioni materiali di lavoro, a partire dal trattamento economico dei magistrati kosovari, del tutto inadeguato rispetto alla complessit\u00e0 e delicatezza delle funzioni. Nel 2009 il salario mensile superava di poco i 400 \u20ac per i giudici delle istanze minori e i 600 \u20ac per i giudici della Corte Suprema. <\/p>\n<p>L&#8217;organico \u00e8 inoltre insufficiente: secondo uno studio pubblicato nel febbraio 2010 dal <i>Kosovar Institute for Policy Research and Development<\/i> (Kipred), il rapporto tra numero dei giudici e abitanti \u00e8 di 14 a centomila abitanti, notevolmente inferiore anche a quello di altri paesi della regione come Montenegro (51\/100.000) o Croazia (41\/100.000). <\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 un problema di qualit\u00e0, oltre che di quantit\u00e0. La precariet\u00e0 della situazione sia prima che dopo il conflitto del 1999 ha fortemente limitato le opportunit\u00e0 di una robusta formazione professionale dei magistrati locali. Lo confermano anche i risultati del rapporto  Osce del novembre 2009 sull\u2019uso della carcerazione preventiva: vi si legge, fra l&#8217;altro, che \u201cle richieste avanzate dai procuratori e le decisioni prese dai giudici per la detenzione molto spesso contengono motivazioni insufficienti\u201d.<\/p>\n<p><b>Pressioni e minacce<\/b><br \/>N\u00e9 si pu\u00f2 sottovalutare che le limitate dimensioni del paese, insieme alla persistente influenza delle strutture sociali intermedie, quali soprattutto le famiglie, i clan, i partiti ed i gruppi etnici, creano un contesto che espone i magistrati locali al rischio di condizionamenti: da semplici richieste di favori, a offerte o dazioni corruttive, fino a vere e proprie intimidazioni e violenze. Nell\u2019aprile 2010 un nuovo rapporto dell\u2019Osce sottolineava come i procuratori e i giudici del Kosovo fossero stati in pi\u00f9 occasioni oggetto di \u201cinsulti, minacce ed aggressioni ad opera delle parti\u201d.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 contribuisce a spiegare perch\u00e9 l\u2019ordine giudiziario kosovaro nel suo insieme abbia preso consapevolezza molto lentamente del ruolo cruciale che \u00e8 chiamato a svolgere nella societ\u00e0 e nelle istituzioni.<\/p>\n<p>A questo deficit di coscienza di s\u00e9 come corpo indipendente ed autonomo dello Stato non sono estranei taluni limiti dell\u2019esperienza della <i>United Nations Interim Administration in Kosovo<\/i> (Unmik), che nel recente passato ha deciso di  riservare i casi particolarmente sensibili, per natura dei fatti e rango degli accusati, alla propria giurisdizione, oppure, pi\u00f9 semplicemente, ne ha congelato la trattazione. <\/p>\n<p>In un caso come nell\u2019altro, l\u2019emarginazione della magistratura locale ha prodotto vari effetti negativi che vanno dal risentimento verso i magistrati internazionali alla riluttanza ad assumere integralmente le responsabilit\u00e0 proprie della funzione giudiziaria, tanto pi\u00f9 gravosa in un contesto ancora segnato da alti livelli di illegalit\u00e0. <\/p>\n<p>Questo atteggiamento si \u00e8 manifestato platealmente in diverse occasioni. Ad esempio, a conclusione di un processo conclusosi con la condanna di ex dirigenti dell\u2019Esercito di liberazione del Kosovo (Uck) per crimini di guerra, il giudice kosovaro si \u00e8 dissociato pubblicamente dalla decisione presa insieme ai colleghi Eulex. Altro episodio significativo: il dibattimento a carico del leader del movimento radicale <i>Vetevendosje<\/i>, imputato di violazione a disposizioni d\u2019ordine pubblico, \u00e8 stato ripetutamente rinviato per diverse settimane poich\u00e9 nessun giudice locale era disposto a far parte del collegio giudicante. <\/p>\n<p><b>Passi avanti<\/b><br \/>La situazione tuttavia \u00e8 in movimento e alcuni importanti passi avanti sono stati compiuti. Lo scorso anno, ad esempio, il governo ha deciso l\u2019aumento dei salari ai magistrati e il rafforzamento dello SPKR, con la creazione di una nuova unit\u00e0 di procuratori anticorruzione; da parte sua, l\u2019Assemblea ha approvato una riforma della pianta giudiziaria. Anche l\u2019organo di autogoverno della magistratura, il <i<Kosovo Judicial Council <\/i>(Kjc) ha preso a funzionare con maggior regolarit\u00e0 mentre, pur con ritardo, si \u00e8 pressoch\u00e9 conclusa la rinomina di procuratori e giudici a seguito di una procedura di valutazione affidata ad una commissione internazionale.<\/p>\n<p>A pesare come un macigno \u00e8 ancora un ingente arretrato giudiziario, come ricorda il <i>Kosovo 2010 Progress Report <\/i>pubblicato dalla Commissione europea nel novembre 2010. \u00c8 un nodo irrisolto, che pu\u00f2 vanificare qualsiasi sforzo per ridare efficacia e credibilit\u00e0 alla giustizia locale. Ma qui il contributo di procuratori e giudici Eulex nel loro quotidiano lavoro a fianco dei colleghi locali pu\u00f2 continuare a rivelarsi importante. <\/p>\n<p>Non va dimenticato che molte vecchie indagini sensibili sono state riprese, nuove inchieste sono state aperte soprattutto dallo Sprk, diretto da un procuratore Eulex; mentre i giudici della missione, per lo pi\u00f9 in collegi misti, in poco meno di due anni sono riusciti a celebrare e concludere quasi 120 processi, una parte non trascurabile dei quali relativi a delitti gravi.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono ormai passati tre anni da quando, nel febbraio 2008, i 27 paesi dell\u2019Unione europea hanno deciso di dar vita alla missione European Union Rule of Law Mission in Kosovo (Eulex), volta ad assistere le istituzioni del Kosovo nel raggiungimento e consolidamento di livelli europei e internazionali di rispetto della legalit\u00e0. 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