{"id":16680,"date":"2011-02-16T00:00:00","date_gmt":"2011-02-15T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/una-strategia-organica-per-le-missioni-allestero\/"},"modified":"2017-11-03T15:34:11","modified_gmt":"2017-11-03T14:34:11","slug":"una-strategia-organica-per-le-missioni-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/02\/una-strategia-organica-per-le-missioni-allestero\/","title":{"rendered":"Una strategia organica per le missioni all\u2019estero"},"content":{"rendered":"<p>Pur essendo una componente essenziale della politica estera italiana, le missioni all\u2019estero per il sostegno o il ristabilimento della pace sono di rado oggetto di analisi e valutazioni sistematiche. Nasce dallo sforzo di colmare questa lacuna il rapporto collettivo \u201cLe missioni internazionali\u201d realizzato, nell\u2019ambito dell\u2019Osservatorio di politica internazionale del Parlamento, dall\u2019Istituto Affari Internazionali (IAI), insieme ad altri tre centri di ricerca italiani (CeSI, CeSPI, e ISPI). <\/p>\n<p>La sezione dello studio curata dallo IAI intitolata \u201cLa partecipazione italiana alle missioni all\u2019estero: criteri, risorse e capacit\u00e0\u201d avanza una serie di proposte su aspetti importanti dell\u2019impegno dell\u2019Italia nelle missioni internazionali: i parametri per valutare l\u2019opportunit\u00e0 e l\u2019efficacia delle missioni; i meccanismi per rafforzare il ruolo decisionale e di verifica del Parlamento; le misure per migliorare il reclutamento, l\u2019equipaggiamento e l\u2019organizzazione del personale militare e civile impiegato.<\/p>\n<p><b>Ruolo del Parlamento<\/b><br \/>La valutazione di un\u2019ipotesi di intervento, sostiene lo studio IAI, dovrebbe cominciare con la verifica della sua coerenza con le priorit\u00e0 della politica estera italiana. Il mantenimento della stabilit\u00e0 internazionale \u00e8 senza dubbio un obiettivo fondamentale per l\u2019Italia, ma non pu\u00f2 rappresentare l\u2019unico criterio. Una missione dovrebbe essere valutata anche in base alle implicazioni per la sicurezza nazionale e alla rilevanza dell\u2019area per l\u2019economia nazionale. <\/p>\n<p> Inoltre, non si dovrebbe prescindere da un\u2019attenta valutazione delle risorse gi\u00e0 impegnate, data la disponibilit\u00e0 limitata di uomini e mezzi; ogni risorsa destinata ad una missione non necessaria pu\u00f2 significare la rinuncia ad un impegno pi\u00f9 rilevante. Per questo motivo, sarebbe opportuno mantenere, fra le altre cose, una minima capacit\u00e0 di riserva da mobilitare per far fronte a emergenze o eventi inaspettati.<\/p>\n<p>Anche le procedure attraverso cui il Parlamento valuta e approva le missioni andrebbero, secondo lo studio IAI, ripensate. Le due Camere dovrebbero dedicare molta pi\u00f9 attenzione agli aspetti politici delle missioni internazionali, mentre oggi si concentrano perlopi\u00f9 su quelli finanziari. <\/p>\n<p>Inoltre, l\u2019erogazione dei fondi avviene tramite l\u2019adozione di un decreto legge ogni sei mesi. Una cadenza temporale troppo breve: introduce un elemento di imprevedibilit\u00e0 che si ripercuote negativamente sull\u2019operativit\u00e0 delle forze sul campo e sulla credibilit\u00e0 di fronte agli alleati e d\u00e0 agli stessi oppositori nel teatro la speranza di influenzare il dibattito politico tramite attacchi alle nostre forze. Per ovviare a ci\u00f2, lo IAI propone che il parlamento dedichi agli interventi all\u2019estero un\u2019apposita sessione annuale con al centro gli aspetti strategico-politici delle missioni.<\/p>\n<p><b>Risorse e capacit\u00e0<\/b><br \/>L\u2019impegno dell\u2019Italia nelle missioni internazionali richiede un continuo adeguamento dello strumento militare. La legge fissa come obiettivo 120 mila unit\u00e0 operative &#8211; impiegabili per le missioni &#8211; su un totale di 180 mila unit\u00e0 delle Forze Armate. Non si \u00e8 molto lontani da questo obiettivo, ma  la struttura \u00e8 pesantemente sbilanciata verso ufficiali e sottufficiali, che coprono pi\u00f9 della met\u00e0 del totale. Ci sono quindi lacune da riempire a livello di truppa. Il completo smaltimento degli ufficiali e sottufficiali in esubero (dovuto al passaggio dall\u2019esercito di leva a quello professionale) \u00e8 previsto per il 2020, ma non \u00e8 scontato che ci si riesca. <\/p>\n<p>Grande importanza riveste anche il problema dell\u2019addestramento. La voce \u201cesercizio\u201d del bilancio della difesa ha subito tagli radicali: nell\u2019arco di dieci anni, i fondi sono stati ridotti da circa tre miliardi e mezzo ad un miliardo e settecento milioni. <\/p>\n<p><b>Spese per la funzione \u201cEsercizio\u201d 2001-2010 (in miliardi di euro)<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/spese-difesa2.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Secondo la Nota aggiuntiva allo stato di previsione della spesa per il 2010, questo volume di risorse consentirebbe solamente il mantenimento delle capacit\u00e0 operative pi\u00f9 rilevanti per le operazioni all\u2019estero; i fondi per le altre aree e per i servizi di manutenzione sono insufficienti. S\u2019impongono pertanto decisioni politiche che mettano in sintonia gli impegni con le capacit\u00e0 e le risorse; il rischio che il divario cresca al punto da costringerci a ridurre il livello della nostra partecipazione \u00e8 pi\u00f9 che mai concreto.<\/p>\n<p><b>Missioni civili<\/b><br \/>Negli ultimi anni ha assunto una crescente importanza la componente civile delle missioni all\u2019estero. L\u2019Italia ha in quest\u2019ambito un ruolo di primo piano. &#278; il principale contributore tra i paesi europei al programma <i<Volunteers<\/i> delle Nazioni Unite con 2.265 uomini e il secondo contributore alle missioni civili dell\u2019Ue con una percentuale pari al 12.4% del totale, preceduta dalla Francia con il 12.7% e seguita dalla Germania con l\u201911%.<\/p>\n<p>La formazione del personale civile viene per\u00f2 attuata in Italia in modo molto diverso nelle varie amministrazioni. Lo studio IAI auspica che si attivino meccanismi di standardizzazione e coordinamento a livello nazionale, a partire dalla creazione di un sistema di coordinamento tra le scuole di formazione delle varie amministrazioni e centri di eccellenza. <\/p>\n<p>Recentemente \u00e8 stata istituita una rete italiana dei centri di formazione per le operazioni di pace e le emergenze (Nifope) sotto l\u2019egida del Ministero degli Affari esteri, dello IAI e della Scuola Sant\u2019Anna di Pisa, ma \u00e8 solo un primo passo. Bisognerebbe avere <i>curricula<\/i>formativi comuni per tutto il personale civile. <\/p>\n<p>Inoltre, ciascuna amministrazione possiede una propria banca dati sul personale impiegabile nelle missioni civili, mentre sarebbe opportuno che questi registri fossero centralizzati e standardizzati. <\/p>\n<p>Nell\u2019ambito della gestione civile delle crisi si rileva, inoltre, l\u2019assenza di una struttura centrale di riferimento. Anche i processi di selezione variano da amministrazione ad amministrazione. In effetti, il Ministero degli Affari esteri ha sviluppato un meccanismo di coordinamento, basato su una rete di punti di contatto nelle varie amministrazioni. Servirebbe per\u00f2 qualcosa di pi\u00f9 solido: un organismo interministeriale deputato alla gestione civile delle crisi che comprendesse tutte le istituzioni interessate.<\/p>\n<p>Tutte queste proposte potrebbero rappresentare idee preliminari e di medio periodo per una pi\u00f9 compiuta e aggiornata definizione strategica e operativa della partecipazione italiana alle missioni civili internazionali. <\/p>\n<p>A questo fine lo IAI auspica la creazione di un gruppo di lavoro interministeriale, affiancato da rappresentanti parlamentari e delle amministrazioni coinvolte e da esperti del settore provenienti dal mondo accademico e della ricerca per l\u2019elaborazione di un documento strategico nazionale sulla gestione civile delle crisi.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi: <\/p>\n<p>Osservatorio Transatlantico, <a href= \"http:\/\/www.iai.it\/pdf\/Oss_Polinternazionale\/pi_r_0004.pdf\" target= \"blank\"><b><u>Rapporto collettivo. Le missioni internazionali<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>Quaderno IAI, <a href= \"http:\/\/www.iai.it\/content.asp?langid=1&#038;contentid=127\" target= \"blank\"><b><u> L&#8217;Italia nelle missioni civili dell&#8217;Ue Criticit\u00e0 e prospettive<\/u><\/b><\/a> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pur essendo una componente essenziale della politica estera italiana, le missioni all\u2019estero per il sostegno o il ristabilimento della pace sono di rado oggetto di analisi e valutazioni sistematiche. 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