{"id":1670,"date":"2006-07-26T00:00:00","date_gmt":"2006-07-25T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/una-finestra-di-opportunita-per-leuropa\/"},"modified":"2017-11-03T15:43:23","modified_gmt":"2017-11-03T14:43:23","slug":"una-finestra-di-opportunita-per-leuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2006\/07\/una-finestra-di-opportunita-per-leuropa\/","title":{"rendered":"Una finestra di opportunit\u00e0 per l\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p>La conquista di Mogadiscio da parte delle Corti islamiche ha tolto la Somalia dai margini della politica internazionale. La sconfitta della coalizione dei Signori della Guerra, che si erano contraddistinti per la loro opposizione a qualsiasi consolidamento delle Istituzioni Federali Transitorie (prima a Jowhar e poi a Baidoa), ha creato uno scenario politico pi\u00fa chiaro anche se  non necessariamente pi\u00fa semplice. A Mogadiscio ha vinto uno schieramento composito (Corti islamiche, businessmen, societ\u00e0 civile), unificato dall\u2019avversione crescente della popolazione nei confronti dei Signori della Guerra e dalla volont\u00e1 di pace e ricostruzione che oggi accomuna il popolo somalo.<\/p>\n<p><b>Grandi rischi potenziali<\/b><br \/>Si tratta, ora, di individuare una strategia che corrisponda a questa volont\u00e0, sfruttando tutti gli spazi di dialogo per portare anche Mogadiscio all\u2019interno del quadro istituzionale transitorio. Qualora ci\u00f3 non si verificasse o, anzi, si riaprisse un nuovo ciclo di scontri, questa volta tra il governo transitorio e le Corti, i rischi diventerebbero enormi, sia per la regione del Corno d\u2019Africa che per i rapporti del mondo occidentale con il mondo islamico. <\/p>\n<p>In questa seconda ipotesi, infatti, al prevedibile intervento militare etiopico si opporrebbe uno schieramento islamico sostenuto dalla tradizionale avversione dei somali verso l\u2019Etiopia, con il rafforzamento della leadership dell\u2019ala militare e radicale ed il probabile supporto delle \u201cbrigate internazionali\u201d del fondamentalismo islamico (come gi\u00e1 adombrato negli ultimi messaggi di Osama bin Laden).<\/p>\n<p>In questo modo, i fondamentalisti potrebbero aggiungere alle immagini da Iraq, Afghanistan e Medio Oriente, anche quelle dalla Somalia ad avvalorare la tesi della \u201ccrociata cristiana contro l\u2019Islam\u201d che \u00e8 cos\u00ec cruciale per l\u2019azione di proselitismo presso quelle forze giovani ed educate (provenienti anche dai nostri Paesi), determinanti per continuare a condurre la propria \u201cguerra asimmetrica\u201d. Inoltre, una degenerazione della situazione in Somalia influirebbe direttamente sulla regione del Corno d\u2019Africa contrassegnata da conflitti irrisolti come quello etio-eritreo e quello del Darfur, con conseguenze imprevedibili per la stabilit\u00e1 di un\u2019area immediatamente prospiciente alle coste mediterranee e cos\u00ed importante per la stabilit\u00e1 dell\u2019intero continente africano.<\/p>\n<p><b>Impegno europeo<\/b><br \/>Per questo, il Commissario per lo Sviluppo, Louis Michel, nelle suo intervento al vertice dei Capi di Stato dell\u2019Igad all\u2019inizio di quest\u2019anno, ha espresso la volont\u00e0 di un impegno europeo che, attraverso la stabilizzazione della Somalia, favorisca una evoluzione positiva della regione. Un Corno d\u2019Africa stabile e sicuro, nel quale possano rafforzarsi sviluppo e democrazia costituisce, infatti, un interesse primario anche per l\u2019Europa sia per il problema dell\u2019immigrazione che per le connessioni evidenti con la questione mediorientale. <br \/><be>L\u2019Italia potrebbe essere attore determinante per l\u2019elaborazione e la gestione di questo approccio \u201cregionale\u201d. Il nostro Paese, infatti, ha svolto un ruolo di primo piano sia durante la Conferenza di Nairobi (come Presidente dell\u2019Ipf \u2013 l\u2019organizzazione dei Paesi Donatori che ha sostenuto l\u2019Igad nella gestione del processo di pace) sia successivamente. <\/p>\n<p>Nel corso di questi ultimi due anni, infatti, l\u2019Italia non ha mai privilegiato un leader o un gruppo particolare bens\u00ec la continuit\u00e0 del processo, diventando progressivamente un interlocutore indispensabile e affidabile per tutti i soggetti in campo, compresi quelli pi\u00f9 significativi a Mogadiscio (business community e societ\u00e0 civile) e le stesse Corti islamiche. A Roma, infine, dovr\u00e0 essere organizzata  la Conferenza dei donatori per la ricostruzione della Somalia.<\/p>\n<p><b>Un approccio comune<\/b><br \/>In questo contesto, si \u00e8 sempre registrata una grande sintonia e unit\u00e0 d\u2019azione tra l\u2019Italia e la Commissione europea, il che faciliterebbe un approccio comune per elaborare una risposta regionale ai problemi del Corno d\u2019Africa. Le forme possono essere diverse: dallo strumento classico della \u201ccooperazione rafforzata\u201d a formule innovative che utilizzino, sinergicamente, il ruolo della Commissione e quello della Presidenza italiana dell\u2019Ipf. <\/p>\n<p>Ci\u00f2 che conta \u00e8 l\u2019obiettivo: fare del \u201ccaso somalo\u201d un banco di prova della capacit\u00e0 europea di rispondere unitariamente ai problemi regionali della \u201csicurezza\u201d, attraverso la ricomposizione pacifica di un \u201cfailed state\u201d appartenente al mondo islamico. Cercando di dare all\u2019Italia un ruolo che, in questo caso, pu\u00f2 essere sia svolto che rivendicato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La conquista di Mogadiscio da parte delle Corti islamiche ha tolto la Somalia dai margini della politica internazionale. La sconfitta della coalizione dei Signori della Guerra, che si erano contraddistinti per la loro opposizione a qualsiasi consolidamento delle Istituzioni Federali Transitorie (prima a Jowhar e poi a Baidoa), ha creato uno scenario politico pi\u00fa chiaro [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[69,112],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1670"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1670"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1670\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62951,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1670\/revisions\/62951"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1670"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1670"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1670"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}